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CONSUMO E PRODUZIONE RESPONSABILI

Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

A livello globale l’impronta ecologica cresce a un ritmo maggiore del Pil. L’Italia registra progressi nell’indice di circolarità della materia e nella percentuale di riciclo dei rifiuti, è costante la diminuzione del consumo di materiale interno per unità di Pil. È il Lazio la regione che mostra l’avanzamento più incisivo.

Alta sostenibilità: è un’occasione unica per abbracciare nuovi modelli di vita

Serve un approccio globale per scongiurare il rischio di un ritorno allo status quo. Se n’è discusso su Radio Radicale nella rubrica ASviS condotta da Manieri e Po, ospiti Arpaia, Ponti e Inguscio. [VIDEO] 29/03/2021

Uscire dalla pandemia a testa alta sarà possibile, ma serve una forte coesione tra i Paesi e una visione condivisa che oggi l'Agenda 2030 rappresenta in maniera chiara. È possibile delineare una road map dei prossimi passi da seguire? Quale sarà il futuro una volta che l'emergenza sarà passata e, soprattutto, come evitare che tutto torni come prima?

Di questo si è discusso durante la puntata del 29 marzo della rubrica ASviS “Alta sostenibilità”, in onda su Radio Radicale e condotta da Valeria Manieri e Ruggero Po. Ospiti della puntata: Gemma Arpaia, (coordinatrice del Gruppo di lavoro sul Goal 17 - Partnership per gli Obiettivi - dell’ASviS), Marina Ponti, (direttrice della Un SDG Action Campaign) e Agostino Inguscio (Senior expert climate change dell'Ufficio Sherpa G20 italiano).

Punto di partenza del dibattito è stato l'evento internazionale "Il G20 e l'Agenda 2030: un percorso verso una ripresa sostenibile" organizzato il 26 marzo dall’ASviS nell'ambito del Global Festival of Action, la grande manifestazione delle Nazioni unite dedicata agli SDGs e seguita quest'anno da più di 24mila persone.

 

Marina Ponti, Responsabile della Campagna delle Nazioni Unite per la promozione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile

 

“C'è una volontà di utilizzare questo momento storico piuttosto unico per la nostra generazione per fare un'inversione di tendenza drastica e cambiare il modo in cui si vive, si produce, si consuma e in cui si guadagna.” Così ha esordito Ponti in apertura del dibattito, sottolineando che è ora che i governi e il settore privato reinventino i modelli di vita, compresa la mobilità internazionale, e sfruttino le risorse economiche messe a disposizione per far ripartire i Paesi: “Ci sono risorse che fino a un anno fa era assolutamente impensabile pensare di poter mettere in campo”. Sulla base degli impegni assunti dai leader nei recenti dibattiti, Ponti ha affermato che “è un momento importante, ovviamente fa anche molta paura perché, se non si coglierà questa opportunità, i rischi sono veramente tanti, ma mi sento molto ottimista”.

 

Gemma Arpaia, Coordinatrice del gruppo di lavoro dell’ASviS sul Goal 17 “Partnership per gli obiettivi”

 

Alla domanda se passata la crisi sanitaria tutto sia destinato inevitabilmente a tornare come prima, Arpaia ha risposto che “questo momento del G20 a presidenza italiana, per noi come società civile, rappresenta il momento di intervenire prendendo, come abbiamo preso, una leadership anche sull'organizzazione della società civile globale.” A questo scopo, evidenzia la necessità di puntare su due aspetti: l’architettura finanziaria globale e l’accesso universale alla salute. Riguardo quest'ultimo settore, sono state messe in campo varie iniziative tra cui quella multilaterale “Covid-19 (ACT) Accelerator”, coordinata dall’Oms e fondata su quattro pilastri: la diagnostica, i trattamenti, il vaccino e il rafforzamento del sistema sanitario. “Purtroppo questa iniziativa multilaterale è ampiamente sotto-finanziata: si prevedevano circa 30 miliardi di dollari per l’intero piano, non ne è arrivato neanche un terzo”.

 

Agostino Inguscio, Senior Expert Climate Change dell'Ufficio Sherpa G20 Italia

 

Passando, invece, alla questione demografica e a come questo delicato tema possa conciliarsi con l'analisi globale sullo sviluppo sostenibile, Inguscio ha risposto evidenziando come il problema demografico sia “molto diverso nel nord e nel sud del mondo. Il G20 cerca di trovare un minimo comune denominatore, dunque la questione demografica in sé non può essere un tema specifico”, ma va intesa come una sfida globale. E a proposito del G20, uno dei suoi aspetti più costruttivi consiste nella condivisione mondiale di “tecnologie, risorse, capacità per implementare l'Agenda 2030”. Per quanto riguarda il cambiamento climatico, Inguscio ritiene che “il rischio di far ritorno allo status quo pre-2020 non è possibile”. Se è vero che la pandemia ha generato una crisi sanitaria ed economica senza precedenti, è da tener conto anche che ha “creato una fiducia nella scienza e nelle considerazioni scientifiche che prima forse non vedevamo”.

Alla luce del dibattito, ci si continua a interrogare sul futuro post-pandemia. Difficile fare previsioni, i tre ospiti condividono comunque una visione incentrata sul modello del multilateralismo. Come ha osservato Ponti, “in un sistema multilaterale, attualmente ancora in mano ai governi, ci vogliono leader che abbiano la vision di non pensare solamente a degli obiettivi di brevissimo periodo, che naturalmente sfruttano delle debolezze in altri settori. Occorre investire per una crescita che sia equa e sostenibile e includa tutti nel lungo periodo”.

di Elisa Capobianco

 

GUARDA L’ULTIMA PUNTATA – Alta sostenibilità: è un’occasione unica per abbracciare nuovi modelli di vita 

Vai all'archivio delle puntate di Alta sostenibilità, la trasmissione di ASviS a cura di Valeria Manieri, Ruggero Po ed Elis Viettone, in onda il lunedì dalle 12:30 alle 13:00 su Radio Radicale.

Lunedì 29 Marzo 2021
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