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LOTTA CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze

Nel 2017 la concentrazione di CO2 in atmosfera ha raggiunto nuovi livelli record, più di 405,5 ppm (parti per milione), pari al 146% dei livelli pre-industriali Negli ultimi 10 anni sono presenti i sei anni più caldi di sempre, cinque di questi registrati dal 2015 in poi. Tornano ad aumentare le emissioni gas serra dell’Italia dal 2014. Tre quarti di queste provengano dal settore produttivo, mentre il resto è causato dai consumi familiari.

Articoli

La comunicazione dei rischi inerenti il climate change

di Andrea Gasperini, socio Aiaf responsabile del gruppo di lavoro “Mission Intangibles®” e Federica Doni, ricercatrice in Scienze economico-aziendali e Diritto per l’economia, Università degli studi di Milano-Bicocca

Gli investitori sono sempre più orientati da metriche sociali ambientali e di governance, privilegiando le aziende che si impegnano in una nuova gestione dell'impatto sul cambiamento climatico, a partire da strategie di disinvestimento dai combustibili fossili.
Marzo 2017

Introduzione

Molti investitori stanno iniziando a prendere sempre più in considerazione anche le metriche sociali ambientali e di governance (ESG), attraverso le quali valutare la sostenibilità delle performance finanziarie delle aziende e stanno concentrando quindi la loro attenzione su quelle la cui gestione comporta un positivo impatto sul cambiamento climatico attualmente in corso, adottano strategie di disinvestimento dai combustibili fossili, prestano attenzione ai rischi e alle opportunità di una transizione verso una economia a basso utilizzo del carbone, non sono causa di elevate emissioni di gas serra (GHG) tra i quali l’anidride carbonica CO2, il protossido di azoto N2O, il metano CH4, e i F-gases e perseguono una strategia di decarbonizzazione.

In futuro, è probabile che verranno premiate le strategie di gestione di quelle aziende attente al clima le quali potranno conseguire più elevate opportunità anche da iniziative dei Governi Mondiali (da COP21 di Parigi 2015 a COP22 di Marrakech 2016) e la definizione di norme sul clima che possono, tuttavia, avere anche un impatto sulle attuali riserve di combustibili fossili (… petrolio, gas naturale e carbone) che potrebbero diventare “stranded assets”.

Il gruppo di lavoro di Aiaf (Associazione Italiana degli Analisti e Consulenti Finanziari) Mission Intangibles®, responsabile Andrea Gasperini, in collaborazione con Federica Doni dell’Università di Milano-Bicocca ed Emanuele Plata Presidente della fondazione Planet Life Economy Foundation (PLEF) ha avviato su questi temi un progetto di ricerca denominato “Disclosure of climate risks and ESG information” i cui risultati verranno pubblicati in un prossimo quaderno Aiaf e saranno presentati in data 3 maggio 2017 ad un convegno organizzato dall’Università di Milano-Bicocca.

Ad una specifica sezione del Quaderno Aiaf è stata proposta la partecipazione ad organizzazioni ed aziende, fondi pensione, fondazioni, think tank, compagnie di assicurazione, istituti di credito, … che sono interessate a questi temi e alle quali è stato chiesto di esprimere il proprio parere secondo il loro specifico punto di vista e ad oggi oltre trenta organizzazioni hanno confermato la loro adesione.

 

Climate change: processi, caratteristiche e minacce

Nel rapporto pubblicato nell’anno 2013, il Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC), organizzazione leader a livello internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici, evidenzia che esistono prove scientifiche che è in corso un inequivocabile riscaldamento climatico dall’anno 1950 e che molti dei cambiamenti osservati sono senza precedenti nei precedenti millenni. E’ aumentata la temperatura dell’atmosfera e degli oceani, la quantità di neve e dei ghiacci sono diminuiti, il livello del mare è cresciuto e sono aumentate le concentrazioni di gas ad effetto serra1.

I processi, le caratteristiche e le minacce imputabili al cambiamento climatico vengono evidenziate alla tavola 1 elaborata da uno studio dell’United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC)2

 

 

Tavola 1: Climate change: processi, caratteristiche e minacce

Source: UNEP/GRID–Arendal, 'Climate change: processes, characteristics and threats', designed by Philippe Rekacewicz, UNEP/GRID–Arendal Maps and Graphics Library, 2005, http://maps.grida.no/go/graphic/climate_change_processes_characteristics_and_threats

Attività Umane causa di emissioni di GHG (Tavola 1: box Human Activities)

Le principali cause delle emissioni di gas ad effetto serra negli Stati Uniti vengono indicate dall’EPA United States Environmental Protection Agency3 essere imputabili, oltre che ai processi naturali come le eruzioni vulcaniche, principalmente alle attività umane di seguito indicate:

  • Produzione di elettricità (causa del 30% delle emissioni nell’anno 2014). La produzione di energia elettrica genera la quota maggiore delle emissioni di gas a effetto serra. Circa il 67% della elettricità deriva dalla combustione di combustibili fossili, soprattutto carbone e gas naturale.

  • Trasporto (causa del 26% delle emissioni nell’anno 2014). Le emissioni di gas serra imputabili ai trasporti provengono principalmente dalla combustione di combustibili fossili per le auto, camion, navi, treni e aerei. Oltre il 90% del carburante utilizzato per il trasporto è a base di petrolio, che comprende benzina e diesel.

  • Industria (causa del 21% delle emissioni nell’anno 2014). Le emissioni di gas serra imputabili all’industria provengono principalmente dalla combustione di combustibili fossili per produrre energia, così come le emissioni di gas a effetto serra da alcune reazioni chimiche necessarie per produrre beni da materie prime.

  • Commercio e Urbanizzazione (causa del 12% delle emissioni nell’anno 2014). Le emissioni di gas serra da parte delle imprese e le abitazioni derivano principalmente da combustibili fossili bruciati per il calore, l’uso di alcuni prodotti che contengono gas ad effetto serra, e la gestione dei rifiuti.

    • Agricoltura (causa del 9% delle emissioni nell’anno 2014). Le emissioni di gas serra imputabili all’agricoltura provengono da allevamento di animali come le mucche, i terreni agricoli e la produzione di riso.

    • L’uso del territorio e la silvicoltura (causa del 11% delle emissioni nell’anno 2014). I terreni possono agire come un mezzo per assorbire la CO2 dall’atmosfera o fonte di emissioni di gas serra.

 

Aumento dei gas ad effetto serra (GHG) (Tavola 1: box climate change processes).

L’aumento della combustione dei combustibili fossili è la principale causa di incremento delle emissioni dei gas serra nell'atmosfera terrestre. Tra questi gas serra vi è l’anidride carbonica (CO2) da combustibili fossili e processi industriali, l’anidride carbonica da uso delle foreste ed altri terreni (CO2 FOLU), il metano (CH4), il biossido di azoto (N2O), i F-Gases (perfluorocarburi (PFCs), idrofluorocarburi (HFCs), l’esafluoruro di zolfo (SF6) e il trifluoruro (NF3)).

 

Tavola 2: Totale annuo di gas ad effetto serra di origine antropica (1970 – 2010)

Fonte: Intergovernmental panel on climate change 2014 - IPCC

 

Principali effetti dei cambiamenti climatici (Tavola 1: box Main Climate Charateristics)

Questo aumento di calore comporta un effetto serra, con conseguente cambiamento climatico. Le caratteristiche principali del cambiamento climatico risultano evidenti da una serie di effetti osservabili sull’ambiente indicati, tra gli altri, dal progetto “Global Climate Change: Vital Signs of the Planet4 condotto dalla National Aeronautics and Space Administration (NASA), l’agenzia governativa civile responsabile del programma spaziale degli Stati Uniti d’America e della ricerca aerospaziale, il cui obiettivo è quello di fornire al pubblico accurate e tempestive notizie ed informazioni sui processi e sui cambiamenti climatici della terra.

  • Livello dei mari: nel secolo scorso si è assistito ad un innalzamento del livello del mare di circa 17 centimetri (6.7 pollici) ed un aumento della temperatura globale il cui tasso nell’ultimo decennio è quasi il doppio rispetto a quello del secolo precedente5;

  • Temperatura globale: da varie ricostruzioni della temperatura risulta che la superficiale globale della terra ha subito un aumento dal 1880 ed il maggiore incremento si è verificato dal 1970, con i 20 anni più caldi che si sono riscontrati dal 1981 e i successivi dieci anni sono stati i più caldi verificatisi negli ultimi 12 anni6;

  • Calore degli oceani: gli oceani hanno assorbito gran parte di questo aumento di calore, con i primi 700 metri (circa 2.300 piedi), che evidenziano un riscaldamento di 0,302 gradi Fahrenheit dal 19697;

  • Calotte dei ghiacci: è diminuita la massa della Groenlandia e gli strati di ghiaccio antartici. Dai dati delle ricerche Gravity Recovery e Climate Experiment della NASA risulta che la Groenlandia ha perso da 150 a 250 chilometri cubi (da 36 a 60 miglia cubi) di ghiaccio negli anni tra il 2002 e il 2006, mentre l’Antartide ha perso circa 152 chilometri cubi (36 miglia cubi) di ghiaccio tra il 2002 e il 2005;

  • Ghiaccio marino artico: sia l’estensione e lo spessore del ghiaccio marino artico è diminuita in modo sensibile nel corso degli ultimi decenni8;

  • Ritiro dei ghiacciai: i ghiacciai si stanno ritirando quasi ovunque in tutto il mondo - tra cui nelle Alpi, Himalaya, Ande, Montagne Rocciose, in Alaska e in Africa9;

  • Eventi estremi: Il numero di eventi ad alta temperatura negli Stati Uniti è in crescita, mentre il numero di eventi a bassa temperatura è in calo, dal 1950. In America si è inoltre verificata una crescita dell’intensità degli eventi piovosi10.

Un evento meteorologico estremo è un evento che è raro in un determinato luogo e periodo dell’anno. Per definizione, le caratteristiche di quelle che vengono chiamate condizioni meteorologiche estreme possono variare da un luogo all’altro in senso assoluto. Quando tali condizioni persistono per un certo tempo, ad esempio una stagione, possono essere classificate come un evento climatico estremo (ad esempio, siccità o forti precipitazioni sopra la media stagionale).

  • Acidificazione degli oceani: dall’inizio della rivoluzione industriale, l’acidità della superficie delle acque oceaniche è aumentata di circa 30 %. Tale incremento è il risultato di attività che emettono più anidride carbonica nell’atmosfera e quindi una quota maggiore viene assorbita dagli oceani. La quantità di anidride carbonica assorbita dallo strato superiore degli oceani aumenta di circa 2 miliardi di tonnellate all’anno11;

L’acidificazione degli oceani si riferisce ad una riduzione del pH12 dell'oceano in un periodo di tempo prolungato, tipicamente decenni o più, che è causato principalmente dall’assorbimento dell’anidride carbonica (CO2) dall’atmosfera, ma può anche essere causata da altre reazioni chimiche o sottrazioni dall’oceano. L’acidificazione antrophogenica si riferisce alla riduzione del componente di pH che è causato dalle attività umane.

  • Diminuzione del manto nevoso: osservazioni satellitari hanno rivelato che la quantità di copertura del manto nevoso nell’emisfero settentrionale è diminuita nel corso degli ultimi cinque decenni a causa dello scioglimento della neve13.

 

Principali impatti imputabili ai cambiamenti climatici (Tavola 1: box Major threats).

L’aumento delle temperature oceaniche provocano una dilatazione termica degli oceani e in combinazione con l’acqua derivante dallo scioglimento dei ghiacciai si ha l’effetto dell’innalzamento del livello del mare che è aumentato nel corso del 20 esimo secolo di 0,17 metri ed entro l’anno 2100 è previsto in aumento tra i 0,18 e 0,59 metri.

Vi sono, tuttavia, incertezze su questa stima per lo più a causa della difficoltà di determinare quanta acqua sarà persa dai ghiacciai (Bindoff et al. 2007), ad esempio la Groenlandia evidenzia una crescente perdita di massa negli ultimi anni (UNEP 2007). Un aumento dello scioglimento dei ghiacciai e il conseguente afflusso di acqua dolce dalle calotte polari influenza anche i modelli globali di circolazione delle acque oceaniche. Lo scioglimento dei ghiacciai può quindi essere causa di inondazioni ed erosione del suolo.

Il riscaldamento globale comporta anche un impatto sul tipo, la frequenza e l’intensità degli eventi estremi, come i cicloni tropicali (tra cui uragani e tifoni), le inondazioni, la siccità e forti precipitazioni e si prevede un aumento anche se relativamente contenuto della temperatura media. Sono già stati osservati cambiamenti in alcuni tipi di eventi estremi, per esempio, l’aumento della frequenza e l’intensità delle ondate di calore e forti precipitazioni.

Il cambiamento climatico avrà effetti di vasta portata per l’ambiente e sui settori socio-economici, ivi incluse le risorse idriche, l’agricoltura e la sicurezza alimentare, la salute umana, gli ecosistemi terrestri, la biodiversità delle zone costiere. I cambiamenti nelle precipitazioni sono suscettibili di condurre gravi carenze idriche e /o allagamenti.

L’aumento delle temperature causerà alterazioni nelle colture con impatti sulla sicurezza alimentare e cambiamenti nella trasmissione di epidemie ponendo più persone a rischio di malattie come la malaria e la febbre dengue.

Un aumento della temperatura potenzialmente ha infine un impatto sull’aumento del tasso di estinzione per molte specie e degli habitat. Particolarmente colpite saranno le barriere coralline, le foreste boreali, la fascia mediterranea e gli habitat di montagna mentre l’aumento del livello del mare comporta un maggiore rischio di tempeste, inondazioni e danni causati dalle onde sulle coste.

 

Decisioni di investimento finanziarie e climate change

Oggi viviamo in un mondo dove gli aspetti ambientali, sociali e la governance (ESG) e la Sostenibilità stanno acquisendo sempre più attenzione e sono argomenti ormai diventati mainstream. Le aziende stanno riscontrando un vero interesse per il crescente riconoscimento di tali temi anche da parte degli investitori istituzionali che hanno una visione di lungo termine quali ad esempio i fondi pensione, le compagnie di assicurazione e più recentemente anche gli ordini religiosi.

Gli investitori a lungo termine da sempre prestano attenzione alla creazione di valore e ora anche alla sostenibilità, ai fattori ESG, ai rischi climatici e al capitale naturale14 in quanto ritengono che hanno un potenziale impatto rilevante e materiale anche sulle loro decisioni di investimento superando, quindi, l’iniziale scetticismo che gli investimenti socialmente responsabili (SRI) possono comportare un rendimento penalizzante1516.

L’accordo sul clima raggiunto a Parigi nel dicembre 2015 (COP21) si è posto l’ambizioso obiettivo di mantenere [...] l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto di 2° C rispetto ai livelli pre-industriali e di proseguire gli sforzi per limitare tale aumento di 1,5 ° C rispetto ai livelli pre-industriali ed è sicuramente un accordo senza precedenti nel tentativo di limitare il riscaldamento globale del pianeta. Rappresenta inoltre una importante tappa nel passaggio verso una migliore e più esaustiva rendicontazione non finanziaria che le aziende possono utilizzare per comunicare – ad investitori, agenzie di rating, assicurazioni, istituti di credito e agli altri stakeholder - ulteriori informazioni standardizzate sulla loro esposizione anche ai rischi climatici.

E’ necessario, quindi, integrare gli attuali modelli di reporting aziendale con informazioni di carattere non finanziario sugli impatti ambientali e sociali e connettere il capitale finanziario con il capitale naturale e questo è reso possibile attraverso l’utilizzo di un framework che consente la comunicazione anche di dati ambientali e sociali “investment grade” ossia completi, coerenti, attendibili, comparabili e trasparenti che hanno la medesima consistenza di quelli finanziari. A sua volta, tale framework contribuisce a fornire agli investitori informazioni utili ed utilizzabili per il processo decisionale sulla sostenibilità migliorando così il processo di creazione del valore.

Informazioni sul capitale naturale e il capitale finanziario sono altrettanto essenziali per una comprensione delle performance aziendali e, nel loro insieme, contribuiscono alla generazione di sistemi economici, sociali e ambientali più sostenibili.

Le aziende devono fornire informazioni di carattere non finanziarie chiare e coincise per gli investitori, che sempre più considerano anche i rischi climatici come un fattore critico che ha un impatto sul valore aziendale e sulle loro decisioni. Decisioni di investimento che potrebbero comportare gravi conseguenze sull’ambientale, in particolare per quanto riguarda il consumo di acqua, la produzione di rifiuti ed emissioni di gas ad effetto serra, possono essere causa di una riduzione del valore sostenibile nel medio e lungo termine.

In una prospettiva di lungo termine vi è una correlazione positiva tra gli investimenti aziendali in sostenibilità, con il valore delle azioni e le performance operative e diversi studi accademici confermano che le aziende con un elevato rating dei fattori ESG beneficiano di un minore costo del capitale, in termini sia di costo dell’equity che quello del debito17.

 

Conclusioni: - Importante è il timing

Non tutti gli investitori sono però convinti che è in atto un cambiamento climatico tale da influenzare in modo significativo il valore dei loro portafogli, altri riconoscono che gli investimenti ad elevata intensità di carbonio potrebbero essere soggetti ad una erosione anche permanente del valore, ma non hanno preso alcuna iniziativa in quanto considerano tali rischi ancora molto lontani.

Questi rischi possono sembrare oggi ancora più remoti considerato il commitment espresso dal presidente americano Donald Trump a favore dello sfruttamento dei combustibili fossili per sostenere la crescita economica e il suo suggerimento che gli Stati Uniti si potrebbero ritirare dall’accordo 2015 di Parigi.

La posizione di Trump comporta, quindi, potenziali problemi per gli investitori che già integrano i fattori ambientali, sociali e la governance nei loro processi decisionali e il loro maggiore timore è quello di conseguire performance inferiori rispetto a quelle di un ampio numero di altri indici ed asset manager che stanno disinvestendo da azioni in società con un elevato indice di carbon footprint corrono il rischio di realizzare rendimenti inferiori al loro benchmark per tutto il tempo in cui le politiche di mitigazione del clima vengono posticipate e l’aspettativa da parte dei mercati finanziari per una loro introduzione rimane bassa.

Il trend green è inarrestabile tuttavia se il nuovo percorso dell’economia americana comporterà un rallentamento nella regolazione ambientale estrema attenzione deve essere posta al “timing” in cui prendere determinate decisioni di disinvestimento / reinvestimento.

 

 

 

 

1 Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) Climate Change 2013: The Physical Science Basis. Contribution of Working Group I to the Fifth Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change” [Stocker, T.F., D. Qin, G.-K. Plattner, M. Tignor, S.K. Allen, J. Boschung, A. Nauels, Y. Xia, V. Bex and P.M. Midgley (eds.)]. Cambridge University Press, Cambridge, United Kingdom and New York, NY, USA, 1535 pp., http://www.climatechange2013.org/report/full-report/

 

2 United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC), “Climate change: Impact, Vulnerabilities and Adaptation in Developing Countries”, 2007, https://unfccc.int/resource/docs/publications/impacts.pdf

 

3 https://www.epa.gov/

 

4 https://climate.nasa.gov/evidence/

 

5 Church, J. A. and N.J. White (2006), “A 20th century acceleration in global sea level rise”, Geophysical Research Letters, 33, L01602, doi:10.1029/2005GL024826.

 

6 T.C. Peterson et.al., "State of the Climate in 2008" Special Supplement to the Bulletin of the American Meteorological Society, v. 90, no. 8, August 2009, pp. S17-S18.

 

7 Levitus, et al, "Global ocean heat content 1955–2008 in light of recently revealed instrumentation problems" Geophys. Res. Lett. 36, L07608 (2009).

 

8 L. Polyak, et.al., “History of Sea Ice in the Arctic” in Past Climate Variability and Change in the Arctic and at High Latitudes, U.S. Geological Survey, Climate Change Science Program Synthesis and Assessment Product 1.2, January 2009, chapter 7

R. Kwok and D. A. Rothrock, “Decline in Arctic sea ice thickness from submarine and ICESAT records: 1958-2008” Geophysical Research Letters, v. 36, paper no. L15501, 2009

 

9 National Snow and Ice Data Center World Glacier Monitoring Service

 

10 http://lwf.ncdc.noaa.gov/extremes/cei.html

 

11 C. L. Sabine et.al., “The Oceanic Sink for Anthropogenic CO2” Science vol. 305 (16 July 2004), 367-371

 

12 pH è una misura adimensionale della acidità dell’acqua (o qualsiasi soluzione) data dalla sua concentrazione di ioni idrogeno (H +). pH viene misurato su una scala logaritmica in cui pH = -log10 (H +). Così, una diminuzione di pH una unità corrisponde ad un aumento di 10 volte della concentrazione di H +, o acidità.

 

13 National Snow and Ice Data Center

C. Derksen and R. Brown, “Spring snow cover extent reductions in the 2008-2012 period exceeding climate model projections” GRL, 39:L19504, http://nsidc.org/cryosphere/sotc/snow_extent.html, Rutgers University Global Snow Lab, Data History Accessed August 29, 2011.

 

14 IIRC - “all renewable and non-renewable environmental resources and processes that provide goods or services that support the past, current or future prosperity of an organization. It includes air, water, land, minerals and forests, biodiversity and eco-system health”.

 

15 European Fund and Asset Management Association (efama), “EFAMA Report on Responsible Investment”, “… There is no statistically relevant outperformance or underperformance of Responsible Investment strategies”, September 2016, http://www.efama.org/Publications/EFAMA_Responsible%20Investment%20Report_September%202016.pdf.

 

16 UN Environment Programme Finance Initiative and Mercer, “Demystifying Responsible Investment Performance”, 2007, http://www.unepfi.org/fileadmin/documents/Demystifying_Responsible_Investment_Performance_01.pdf

 

17 University of Oxford, Arabesque Partners “From the Stockholder to the Stackeholder – How Sustainability can drive outperformance” march 2015, http://www.arabesque.com/index.php?tt_down=51e2de00a30f88872897824d3e211b11

 

 

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