per dare un futuro alla vita   
e valore al futuro

LOTTA CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze

Nel 2017 la concentrazione di CO2 in atmosfera ha raggiunto nuovi livelli record, più di 405,5 ppm (parti per milione), pari al 146% dei livelli pre-industriali Negli ultimi 10 anni sono presenti i sei anni più caldi di sempre, cinque di questi registrati dal 2015 in poi. Tornano ad aumentare le emissioni gas serra dell’Italia dal 2014. Tre quarti di queste provengano dal settore produttivo, mentre il resto è causato dai consumi familiari.

Notizie

Cambiamento climatico inarrestabile, agire ora e investire sull’adattamento

 

Con il 2020 la crisi climatica si aggrava. Aumentano le concentrazioni di gas serra in atmosfera, si intensifica la fusione dei ghiacciai, gli oceani si acidificano sempre più. Le conclusioni sullo “stato del clima” del Wmo.   28/04/21

Il rallentamento che ha subito il mondo economico per via della pandemia non ha frenato l’accelerazione del cambiamento climatico, tantomeno ne ha limitato gli impatti su scala globale. Il 2020 è stato, infatti, uno degli anni più caldi mai registrati, e tutti gli indicatori a disposizione ci dicono che aumentano le concentrazioni di gas serra in atmosfera, il livello del mare si alza, continuano la fusione dei ghiacciai e l’intensificazione dei fenomeni metereologici estremi.

A ribadire il concetto che la diffusione del Sars-Cov-2 non ha inciso (in modo positivo), purtroppo, sul riscaldamento globale, è l’ultimo rapporto della World meteorological organization (Wmo), pubblicato il 19 aprile, dove si legge che nonostante il raffreddamento portato da La Niña[1], la temperatura media globale era di circa 1,2°C al di sopra del livello preindustriale (1850-1900). I sei anni dal 2015 sono stati i più caldi mai registrati, e il 2011-2020 è stato il decennio più caldo di sempre.

“Sono passati 28 anni da quando il Wmo ha pubblicato il primo rapporto sullo stato del clima nel 1993, a causa delle preoccupazioni sollevate in quel momento sui cambiamenti climatici previsti. Sebbene la comprensione del sistema climatico e la potenza di calcolo siano aumentate da allora, il messaggio di base rimane lo stesso e ora abbiamo altri 28 anni di dati che mostrano aumenti significativi della temperatura su terra e mare, nonché altri cambiamenti come l'innalzamento del livello del mare, la fusione dei ghiacciai e i cambiamenti nei modelli di precipitazione. Ciò sottolinea la solidità della scienza del clima basata sulle leggi fisiche che governano il comportamento del sistema climatico", ha affermato il Segretario generale del Wmo, Petteri Taalas, che poi ha aggiunto: “Tutti i principali indicatori climatici e le informazioni sull'impatto associate fornite in questo rapporto evidenziano un cambiamento climatico inarrestabile e continuo, un aumento e un'intensificazione di eventi estremi e gravi perdite e danni che colpiscono persone, società ed economie. La tendenza negativa del clima continuerà per i prossimi decenni indipendentemente dal nostro successo nella mitigazione. È quindi importante investire nell'adattamento. Uno dei modi più potenti per adattarsi è investire in servizi di allerta precoce e reti di osservazione meteorologica. Diversi Paesi meno sviluppati hanno grandi lacune nei loro sistemi di osservazione e mancano di servizi meteorologici, climatici e idrici all'avanguardia".

Lo studio era stato reso noto prima del summit climatico del 22 e 23 aprile voluto dal presidente americano Joe Biden per informare la classe dirigente, ancora una volta, che la finestra dell’azione si sta chiudendo, e che dunque occorre agire tempestivamente per scongiurare le più gravi catastrofi imposte dalla crisi climatica. Durante il vertice, al quale hanno preso parte alcune tra le nazioni che emettono più gas serra nel mondo con gli Usa, come Cina e Russia, l’Unione europea ha ribadito il suo impegno nel tagliare le sue emissioni del 55% entro il 2030, rispetto al 1990. Gli Stati Uniti, invece, punteranno alla riduzione del 52% rispetto al 2005. Ovviamente, si tratta di impegni di riduzione che, se da una parte fanno sperare, dall’altra  necessitano di essere seguiti da fatti. Quest’ultimi, clamorosamente mancati sulle scena internazionale da almeno 30 anni, motivo per cui l’azione non può più essere rimandata.

Tornando al Wmo, partendo dalla quantità di CO2 presente in atmosfera, il lavoro mostra la situazione in cui versano gli oceani e la criosfera (le aree gelate del nostro Pianeta), e fornisce un’analisi su come gli eventi estremi si diffondono, sempre di più, sul Pianeta. Di seguito una breve panoramica.

  • Gas serra – Le concentrazioni dei gas climalteranti hanno continuato ad aumentare, sia nel 2019 e sia nel 2020. La quantità di CO2 presente in atmosfera potrebbe superare nel 2021 le 414 parti per milione (media annuale).
  • Oceano - L'oceano assorbe circa il 23% delle emissioni annuali di anidride carbonica prodotte dalle attività umane nell'atmosfera, ma la CO2 incide sul pH marino abbassandolo, portando così a una maggiore acidificazione degli oceani. Più questo processo va avanti, e cioè più si acidificano, più diminuisce la capacità dell’ecosistema marino di assorbire nuova CO2. Inoltre, l'oceano assorbe più del 90% del calore in eccesso dalle attività umane. Il 2019 ha registrato la più alta quantità di calore nell'oceano, una tendenza che probabilmente è continuata nel 2020. Continua, infine, ad aumentare il livello dei mari che cresce a un ritmo sempre maggiore, soprattutto a causa della fusione delle calotte glaciali della Groenlandia e dell’Antartide.
  • Criosfera - Dalla metà degli anni '80, le temperature dell'aria superficiale artica si sono riscaldate almeno due volte più velocemente della media globale. L'estensione minima del ghiaccio marino artico nel 2020 dopo la fusione estiva è stata di 3,74 milioni di km2, per la seconda volta nella storia al di sotto dei 4 milioni di km2. La calotta glaciale della Groenlandia continua a perdere massa, con una chiara accelerazione dagli anni ’90.
  • Inondazioni e siccità - Nel 2020 si sono verificate forti piogge e vaste inondazioni su gran parte dell'Africa, dell'Asia, del Sahel e del Grande Corno d'Africa, innescando nelle ultime due un'epidemia di locuste del deserto che ha messo a rischio la sicurezza alimentare. Anche il subcontinente indiano e le aree limitrofe, come Cina, Corea e Giappone, e parti del sud-est asiatico, hanno ricevuto precipitazioni eccezionalmente elevate in diversi periodi dell'anno. Una grave siccità ha poi colpito molte parti del Sud America nel 2020, basti pensare che le perdite agricole stimate solo in Brasile erano vicine ai tre miliardi di dollari.
  • Ondate di calore e incendi – In una vasta regione dell'Artico siberiano le temperature nel 2020 sono state di oltre 3°C sopra la media. Negli Stati Uniti si sono verificati i più grandi incendi mai registrati, mentre l’Australia ha battuto il record di temperatura arrivando a toccare la quota di 48,9°C (rilevata a Penrith, vicino Sidney). L'Europa ha sperimentato siccità e ondate di caldo durante l'estate 2020, eventi più intensi del biennio precedente.
  • Cicloni tropicali - Con 30 tempeste “nominate” (a cui cioè è stato attribuito un nome), la stagione degli uragani del Nord Atlantico del 2020 ha registrato il maggior numero di tempeste di sempre. Il ciclone tropicale più forte della stagione è stato il tifone Goni (Rolly), il quale ha attraversato le Filippine settentrionali il primo novembre con una velocità media del vento che ha superato i 220 km/h.
  • Eventi estremi - Nell'ultimo decennio (2010–2019) gli eventi meteorologici hanno innescato in media 23,1 milioni di sfollamenti di persone ogni anno (la maggior parte degli spostamenti è avvenuta all'interno dei confini nazionali). Durante la prima metà del 2020, sono stati registrati circa 9,8 milioni di spostamenti, in gran parte dovuti a pericoli idrogeologici e disastri naturali, concentrati principalmente nell'Asia meridionale e sud-orientale e nel Corno d'Africa.

Lo studio ricorda anche come la pandemia abbia amplificato i problemi collegati ai disastri ambientali. Il Wmo infatti fa presente che dopo decenni di miglioramenti, dal 2014 è aumentata nel mondo l’insicurezza alimentare per via delle catastrofi legate al clima che cambia. Una situazione esacerbata ancor di più dal Covid-19 che ha “paralizzato i sistemi agricoli e alimentari” in molte zone del mondo.

“Questo rapporto mostra che non abbiamo tempo da perdere. Il clima sta cambiando e gli impatti sono già troppo costosi per le persone e per il Pianeta. Questo è l'anno dell'azione. I Paesi devono impegnarsi a ridurre le emissioni nette entro il 2050. Devono presentare, ben prima della Cop 26 di Glasgow, ambiziosi piani nazionali sul clima che taglieranno collettivamente le emissioni globali del 45% rispetto ai livelli del 2010 ed entro il 2030. E devono agire ora per proteggere le persone dagli effetti disastrosi del cambiamento climatico”, ha infine affermato il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, in occasione della presentazione del lavoro del Wmo.

[1] La Niña è un fenomeno che consiste nel raffreddamento della temperatura delle acque superficiali dell'Oceano Pacifico centrale ed orientale, influenzando di frequente il clima del nostro Pianeta, con diversi riflessi anche in Europa e in Italia.

di Ivan Manzo

 

Scarica il Rapporto “State of the global climate 2020”

Mercoledì 28 Aprile 2021

Aderenti

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - ASviS
Via Farini 17, 00185 Roma C.F. 97893090585 P.IVA 14610671001

Licenza Creative Commons
This work is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale