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La quota globale delle risorse ittiche in condizioni di sostenibilità biologica è scesa dal 90% del 1974 al 67% nel 2015. Per l’Italia la situazione migliora fino al 2015 per poi peggiorare drasticamente nel biennio successivo, soprattutto per via del sovrasfruttamento degli stock ittici, il cui dato si attesta all’83,3% rispetto a una media europea del 42%.

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I risultati del Global Shaper Survey: come i millennials vedono il proprio futuro

di Efrem Garlando, Global Shapers, Vice-Curator Rome Hub

Secondo il più grande sondaggio su come i giovani vedono il futuro, il cambiamento climatico rappresenta per la metà degli intervistati la principale sfida. Seguono le guerre su larga scala e le disuguaglianze. Tra le speranze, invece, la tecnologia ricopre un ruolo fondamentale.
Settembre-Ottobre 2017

Come affermato dal cantautore americano e Premio Nobel della Letteratura, Bob Dylan, in una delle sue più celebri canzoni, “essere giovani vuol dire tenere aperto l’oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro”. I giovani contemporanei hanno ereditato grandi sfide ma anche nuove opportunità per cambiare lo status-quo verso idee piú sostenibili e alla portata di tutti.

Dalla creazione di start-up miliardarie alla partecipazione politica in rivoluzioni e movimenti civili, le novità dei millenials hanno messo in crisi le vecchie strutture di questo mondo. È perciò fondamentale tenere in considerazioni le paure, le aspirazioni e i sogni dei giovani proprio per permettere loro di crescere nel mondo su cui hanno deciso di investire.

Anche quest’anno il World Economic Forum ha presentato i dati del più grande sondaggio sulle sfide che i giovani vedono nel futuro e i risultati sono alquanto sorprendenti.

Il #ShaperSurvey ha raccolto le risposte di più di 30.000 giovani tra i 18 e i 30 anni provenienti da 186 Paesi che si sono confrontati sui diversi temi dell’Agenda globale quali l’economia, la governance globale e l'impegno civico, la tecnologia e l'innovazione, i valori e la società, e il futuro del lavoro. I dati raccolti sono un ottimo punto di vista per affrontare i vari temi dell’Agenda Globale, a qualsiasi livello, che sia locale, nazionale o globale.

I risultati di questo studio sono molto interessanti e ci fanno riflettere sulle diverse sfide che “tengono i giovani svegli la notte”, un ottimo punto di partenza per qualsiasi misura politica che prenda in considerazione le fasce delle popolazioni più giovani, considerando che sono quasi 3 miliardi le persone che hanno un'età inferiore ai 30 anni, un numero senza precedenti.

In particolare, i giovani non hanno dubbi nell’affermare come il cambiamento climatico sia la principale sfida da risolvere nell’immediato futuro (circa il 48%). Inoltre, più del 90% pensa che tale responsabilità sia principalmente dovuta all’uomo. Questa preoccupazione rimane, per il terzo anno consecutivo da quando è stato lanciato il sondaggio, la principale sfida che i giovani dovranno risolvere nell’immediato futuro. 

Oltre a questo problema, quasi il 40% dei giovani intervistati sostiene che le guerre su larga scala sono la seconda delle principali questioni da dover affrontare. Questo problema è sottolineato in particolar modo dai giovani intervistati provenienti dal Medio Oriente e dal Nord Africa. Di questi, più del 56% ha sottolineato come questa situazione sia quella più importante da affrontare.

La terza delle principali preoccupazioni che affliggono i giovani su scala mondiale riguarda i diversi tipi di diseguaglianza esistenti nel mondo. In particolar modo, i risultati del sondaggio sottolineano che a livello locale la corruzione è il fattore che più si ripercuote su qualsiasi diseguaglianza, soprattutto in politica e nei luoghi di lavoro. Questo risultato è particolarmente evidenziato anche tenendo in considerazione come integrità ed onestà siano per i giovani le principali caratteristiche per la definizione di un leader in qualsiasi contesto.

Il sondaggio sottolinea inoltre quali siano le principali speranze dei giovani per il futuro. È interessante osservare come i giovani si relazionano con i loro coetanei e il mondo che li circonda. A prescindere dal reddito o dalla regione di provenienza, i giovani sono ottimisti, empatici e si vedono sempre di più come cittadini globali. Infatti, il 78% degli intervistati sarebbe d’accordo nell'accogliere rifugiati nelle proprie città.

Il 79% degli intervistati considera la tecnologia come una forza creatrice di posti di lavoro, distanziandosi in qualche modo dalle considerazioni provenienti dalle generazioni più anziane. In questo contesto, Educazione, Salute e il settore tessile sono le tre principali aree in cui la tecnologia potrebbe avere un maggiore impatto. Il potere della tecnologia è evidenziato anche dal fatto che i giovani sostengono che l’intelligenza artificiale rappresenta il principale trend per il futuro (seppur sottolineando ancora una mancanza di fiducia negli automi e nelle nanotecnologie per aumentare le proprie capacità).

Aderenti

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