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VITA SOTT'ACQUA

Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile

La quota globale delle risorse ittiche in condizioni di sostenibilità biologica è scesa dal 90% del 1974 al 67% nel 2015. Per l’Italia la situazione migliora fino al 2015 per poi peggiorare drasticamente nel biennio successivo, soprattutto per via del sovrasfruttamento degli stock ittici, il cui dato si attesta all’83,3% rispetto a una media europea del 42%.

Un fondo per le barriere coralline: nasce la prima assicurazione sulla natura

Proteggere le persone e l’economia delle zone costiere dalle inondazioni aumentando la resilienza di barriere coralline e spiagge. È lo scopo del nuovo fondo assicurativo di The Nature Conservancy.

Le barriere coralline, le mangrovie e le aree paludose rappresentano la prima difesa contro le inondazioni marine delle aree costiere. È per questo che The Nature Conservancy (Tnc), organizzazione non governativa con sede ad Arlington (Virginia) la cui missione è salvaguardare la natura, sta sviluppando un fondo assicurativo sui beni e servizi ecosistemici.

Il progetto si chiama The Reef & Beach Resilience and Insurance Fund e la logica che segue è quella di preservare e riparare le barriere coralline e le spiagge per ridurre il rischio di inondazioni e mitigare le conseguenze che queste hanno sulla sicurezza e l’economia delle zone costiere.

Quando sono intatte, infatti, le barriere coralline riescono a ridurre la potenza delle onde del 97%, mentre un’estensione di mangrovie pari a 100 metri può limitarne l’altezza del 60%: valori che pongono i servizi naturali allo stesso livello di efficacia di dighe, frangiflutti o sacchi di sabbia anti allagamento, infrastrutture meno resilienti e più costose da installare o mantenere.

Le opportunità economiche legate alla protezione degli ecosistemi marini sono evidenziate anche da uno studio condotto da scienziati del Tnc e pubblicato a maggio nel Journal of Marine Policy. Secondo l’indagine, il turismo legato alle barriere coralline genera 40 milioni di dollari l’anno per ogni chilometro quadrato di estensione e 36 miliardi di dollari a livello globale.

Se a questo si aggiunge che sono circa 840 milioni le persone nel mondo che vivono in zone a rischio di inondazioni, ecco che affiora il potenziale di un’assicurazione sugli ecosistemi che sia in grado di tutelare le comunità costiere e salvaguardare il turismo naturalistico da cui dipendono.

Il progetto, al quale The Nature Conservancy lavora da più di due anni, è il primo del suo genere ed è già operativo in via sperimentale a Cancún e Puerto Morelos, in Messico, dove gran parte del turismo è legato alla Barriera corallina mesoamericana. In questa sua prima applicazione, il sistema assicurativo funziona grazie alla collaborazione tra settore pubblico e privato, dove gli alberghi delle zone costiere alimentano e usufruiscono del fondo, mentre la gestione dello stesso è monitorata dal governo. Ecco come funziona:

  1. L’albergo paga il premio assicurativo per acquistare una polizza su una determinata estensione di barriera corallina e spiaggia.
  2. Parte del fondo finanzia la riparazione e il mantenimento degli habitat marini e costieri.
  3. Il resto viene usato per acquistare un’assicurazione sulle calamità naturali i cui risarcimenti coprono danni quali l’erosione delle spiagge o il danneggiamento degli ecosistemi marini.
  4. Di fronte agli eventuali danni subiti dalla struttura alberghiera in quanto tale, che tecnicamente non rientrano nella copertura assicurativa e quindi non prevedono risarcimento, il fondo opera come autoassicurazione. In altre parole, gli alberghi ricevono comunque del denaro in misura sufficiente a coprire le perdite.

Scopri di più sul Reef & Beach Resilience and Insurance Fund
Visualizza l’infografica per comprendere come funziona il fondo
Lo studio sul turismo naturalistico e le barriere coralline


di Lucilla Persichetti

Venerdì 08 Settembre 2017
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