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Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell'ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica

Le risorse naturali hanno subito dagli anni ‘50 del secolo scorso un declino senza precedenti nella storia umana. Una specie su otto è a rischio estinzione. Per l’Italia la tendenza è estremamente negativa, causata dal netto peggioramento degli indicatori elementari relativi alla frammentazione del territorio e al consumo di suolo.

Notizie

Ispra: per la messa in sicurezza del territorio servono 26 miliardi di euro

In 20 anni spesi circa sette miliardi, dice il Rapporto Rendis, che fornisce una panoramica sugli interventi effettuati in Italia contro il dissesto idrogeologico. Sicilia la regione che ha ricevuto l’importo maggiore. 24/11/20

“A causa dell’aumento delle vulnerabilità nel nostro Paese, il tema del dissesto idrogeologico riveste un’importanza particolare. Per poter affrontare in modo concreto il problema, è indispensabile svolgere attività di raccolta, analisi e diffusione dei dati”, ha affermato Stefano La Porta, presidente dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), all’evento di presentazione del rapporto “Rendis 2020” del 23 novembre, a quarant’anni dal terremoto dell’Irpinia.

L’Italia, infatti, con i suoi quasi 8mila comuni e con una densità di popolazione che tocca i 200 abitanti per chilometro quadrato, è un Paese che ha visto dal secondo  dopoguerra trasformazioni significative del territorio a cura dell’uomo, con una forte urbanizzazione realizzata spesso in assenza di una corretta pianificazione territoriale e con tassi di abusivismo particolarmente elevati nel Mezzogiorno che hanno considerevolmente aumentato la naturale predisposizione del territorio a fenomeni franosi e alluvionali. 

Per questo motivo il Rapporto Rendis 2020, e cioè il “Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo”, intende illustrare le attività e i risultati di venti anni di monitoraggio sugli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico, nel tentativo di supportare il processo decisionale. 

Rendis  Rendis rappresenta una piattaforma nazionale dove sono stati monitorati tutti gli interventi, dal 1999 a oggi, finanziati grazie a piani e programmi che sono di competenza del Ministero dell’ambiente. Inoltre la piattaforma viene usata per gestire dati e procedure istruttorie delle richieste presentate dalle Regioni per nuovi finanziamenti, col fine ultimo di efficientare l’azione dello Stato sul dissesto idrogeologico, favorendo un maggior coordinamento. 

Secondo l’Ispra, a fronte di una richiesta di oltre 26 miliardi di euro per la messa in sicurezza del territorio, la cifra stanziata negli ultimi venti anni dal Ministero dell’ambiente si aggira intorno ai 7 miliardi di euro, per un totale di circa 6mila progetti finanziati. Soldi che sono stati indirizzati soprattutto alle categorie in cui rientrano le alluvioni, il 48% del totale, e le frane, con il 35%.

È la Sicilia la regione italiana ad aver ricevuto l’importo maggiore con 789 milioni di euro finanziati per 542 interventi. Seguono la Toscana, 602 milioni di euro per 602 interventi, la Lombardia 598 milioni di euro per 544 interventi e la Calabria, 453 milioni di euro per 528 interventi.

Per quanto riguarda, invece, le richieste di finanziamento, sono oltre 7.800 le proposte progettuali presenti nella piattaforma Rendis che, come detto precedentemente, per essere realizzate necessitano di un importo complessivo che supera i 26 miliardi di euro.

Al momento è la Campania la regione con il più alto numero di richieste attive, per un fabbisogno di 5,6 miliardi di euro da utilizzare per la realizzazione di 1.192 progetti, al secondo posto la Calabria (872 progetti per 1,7 miliardi), e poi Abruzzo (764 per 1,6 miliardi) e Sicilia (748 per2,2 miliardi).

Il rapporto Rendis, rappresenta l’unico strumento di monitoraggio che mette insieme la realtà italiana sotto al profilo degli aspetti tecnici e degli interventi. Per il futuro l’obiettivo è quello di ampliare la conoscenza sull’argomento e, al contempo, contribuire a orientare in modo efficace ed efficiente le risorse dello Stato per il contrasto al dissesto idrogeologico.

 

di Ivan Manzo

 

 

Martedì 24 Novembre 2020

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