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Nel 2018 in diminuzione del 2,7% gli aiuti pubblici verso i Paesi in via di sviluppo, rispetto al 2017. Dopo sei anni di aumento costante, nel 2018 la spesa per Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) in Italia è diminuita in modo significativo con una riduzione del 21,3% in termini reali rispetto al 2017, cifra destinata a scendere ancora stando alle previsioni della Legge di Bilancio 2019.

Articoli

Otto domande a 33 Paesi: l’indagine Ocse sul raggiungimento degli SDGs

di Chiara Dipierri, Segretariato ASviS

L’indagine dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico circa il coordinamento e la realizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile si inserisce nel dibattito internazionale con i suoi primi importanti risultati.
Gennaio 2017

La complessità dei 17 SDGs e l’eterogeneità dei 169 targets ad essi associati pongono i governi di tutto il mondo dinnanzi alla pressante ed urgente necessità di valutare le capacità di implementazione degli stessi nonché di monitorarne il raggiungimento. L'Ocse, dunque, vuole rispondere a tale bisogno e se ne fa carico attraverso un esercizio temporaneo proposto lo scorso Luglio a 43 paesi nella forma di un questionario. L’indagine Ocse in parola è pertanto un sunto dei principali risultati raccolti a fronte di 33 paesi effettivamente rispondenti. A tal proposito, giova sottolineare come il bel paese non figuri in siffatta lista.

Suddiviso in otto domande, il questionario si interroga su argomenti vari tra i quali l’esistenza di strategie nazionali per l’implementazione degli SDGs e di uno o più leader in grado di guidarle, o ancora il grado di coinvolgimento degli stakeholder a vario titolo.

Circa l’esistenza di meccanismi istituzionali per l’implementazione degli SDGs, 29 paesi su 33 hanno formulato una risposta affermativa specificando la natura dei meccanismi di cui in parola. A tal proposito, si spazia da commissioni in grado di guidare e coordinare il cammino verso i 17 goal al coinvolgimento degli istituti di statistica nazionali che possano sviluppare indicatori ad hoc per il loro monitoraggio. Risulta interessante come nella maggior parte dei paesi rispondenti è il capo di governo a rivestire una posizione di maggiore responsabilità per quanto riguarda le strategie in questione mentre nei rimanenti paesi i piani di implementazione ruotano attorno alle figure ministeriali.

Al di là dei meccanismi istituzionali su cui si poggiano, sembra importante analizzare le caratteristiche dei piani per il raggiungimento degli SDGs avviati da ciascuno dei paesi rispondenti. Nella maggior parte dei casi, le esistenti strategie nazionali di sviluppo sostenibile oppure le strategie settoriali sono state considerate come una base di partenza da rimodellare per tenere conto dei 17 obiettivi. In generale, tale revisione si è occupata di identificare le sinergie esistenti tra gli SDGs e le strategie di sostenibilità già in campo oppure di sottolineare le priorità e le necessità che l’integrazione degli SDGs nei piani nazionali porta con se. Non da ultimo è stato l’interesse verso lo sviluppo di nuovi indicatori per gli SDGs in grado di monitorare e di valutare gli avanzamenti nel loro raggiungimento.

Il questionario Ocse dedica poi spazio alla valutazione dei 2 principali aspetti del processo di implementazione per gli SDGs percepiti come vantaggi dai paesi interrogati e dai due aspetti percepiti invece come svantaggi. A tal proposito, come emerge dal grafico che segue, l’opportunità di allineare al meglio le politiche tra settori conquista il primato tra i vantaggi individuati.

Figura 1. Vantaggi percepiti dell’implementazione degli SDGs

 

Fonte: OCSE, Survey on Planning and Co-ordinating the Implementation of the SDGs

L’opportunità di beneficiare di orizzonti di pianificazione più a lungo termine e gli scopi internazionali occupano rispettivamente il secondo e il terzo posto con l’enfasi sullo sviluppo di nuovi indicatori e sulla raccolta di evidenze all’ultimo posto.

Tra gli svantaggi principali che gli SDGs e il loro inserimento in strategie di sviluppo nazionale portano con se, troviamo la natura trasversale degli stessi e la difficoltà di conciliare quest’ultima con i vari ministeri e le differenti aree di responsabilità esistenti in maniera tale da ottenere un coordinamento effettivo. Altra importante sfida percepita è quella relativa alle risorse addizionali richieste per l’implementazione degli SDGs mentre solo una percentuale esigua sottolinea l’irrilevanza degli SDGs per i paesi avanzati. Questi ultimi risultati sono graficati nell’istogramma che segue.

Figura 2. Gli svantaggi percepiti dell’implementazione degli SDGs

 

Fonte: OCSE, Survey on Planning and Co-ordinating the Implementation of the SDGs

Per concludere, l’ultimo importante aspetto indagato riguarda il coinvolgimento degli stakeholder. Dinnanzi  alla richiesta se gli stakeholder rivestono un ruolo attivo nell’implementazione degli SDGs la maggioranza da risposta affermativa contro un esiguo 12.5% che dichiara il contrario. Di cruciale importanza per il lavoro svolto dall’Asvis, è il fatto che tra le figure di stakeholder coinvolte nel processo di implementazione nazionale emerge la società civile seguita dal settore dell’industria e del business e dal mondo accademico a pari merito. Interessante come i comuni si collochino all’ultimo posto nella scala del coinvolgimento degli stakeholder.

Figura 3. Il coinvolgimento degli stakeholder 

 

Fonte: OCSE, Survey on Planning and Co-ordinating the Implementation of the SDGs
 

 

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