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Nel 2018 in diminuzione del 2,7% gli aiuti pubblici verso i Paesi in via di sviluppo, rispetto al 2017. Dopo sei anni di aumento costante, nel 2018 la spesa per Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) in Italia è diminuita in modo significativo con una riduzione del 21,3% in termini reali rispetto al 2017, cifra destinata a scendere ancora stando alle previsioni della Legge di Bilancio 2019.

Articoli

Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile: il Goal 17 e l'analisi di ASviS

di Gemma Arpaia, coordinatrice del Gruppo di lavoro sul Goal 17

La proposta di Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile affronta la dimensione Partnership in modo diverso rispetto alle altre tematiche, per le quali sono evidenziate in maniera più chiara indicatori, dati di partenza e il relativo risultato atteso per il 2030.
Marzo 2017

La Bozza 2.0 della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, presentata dal Mattm alla società civile lo scorso 21 marzo, è un documento molto corposo, supportato da specifici allegati, e richiederebbe una riflessione approfondita e condivisa tra le varie componenti della società civile, che purtroppo sarà difficile fare dati i tempi abbastanza ristretti della consultazione.

La Strategia adotta una riclassificazione dei goal per tematiche - Persone, Pianeta, Prosperità, Pace, Partnership - dove il l’Obiettivo 17 viene inquadrato nella tematica Partnership. Per questo goal la riflessione della società civile italiana è focalizzata principalmente sulla “dimensione esterna” dell’Agenda 2030, a cui afferisce la cooperazione internazionale allo sviluppo.

Nella Bozza di Strategia la dimensione Partnership è affrontata in modo diverso rispetto alle altre, per le quali sono evidenziati in maniera più chiara indicatori e dati di partenza (a base 2014 o 2015) e il relativo risultato atteso per il 2030. Non è spiegato perché non si sia proceduto allo stesso modo per il goal 17, nonostante, per esempio, il dato principale (% Aiuto Pubblico allo Sviluppo su RNL) sia disponibile ed il relativo target sia definito nell’Agenda stessa (0,7%). Una possibile spiegazione si potrebbe ritrovare nel fatto che i relativi estensori siano diversi, rispettivamente Mattm per i primi 16 obiettivi, Maeci/Dgcs per l’ultimo.

Le indicazioni della Strategia partono dalla riaffermazione dei princìpi della legge 125/2014 - “Disciplina generale sulla cooperazione internazionale allo sviluppo” - e rilevano più le potenzialità insite nella legge (Documento triennale di Programmazione e di Indirizzo) che non quanto concretamente già realizzato. Infatti, a quasi 3 anni dall’entrata in vigore della legge, il Documento triennale non è ancora stato prodotto. La Strategia non menziona l’istituzione del Consiglio nazionale della cooperazione allo sviluppo (Cncs) – altro elemento molto innovativo della L. 125 – e quindi non ne rileva potenzialità di ruolo rispetto all’applicazione della Strategia. In effetti, però, bisogna considerare che anche il Cncs da oltre un anno non venga convocato, anche se 3 dei suoi 4 gruppi di lavoro sono operativi e producono posizionamenti e indicazioni di rilievo, soprattutto sulle politiche di coinvolgimento del settore privato nella cooperazione allo sviluppo e sulle politiche per una gestione della migrazione per lo sviluppo. Eppure queste due tematiche afferiscono chiaramente ai target del goal 17.

Nell’Allegato 2 della Strategia, che ne costituisce l’analisi di partenza e più approfondita, la posizione dell’Italia sul goal 17 è descritta come un “quadro variegato e disomogeneo” e si elencano tutte le potenzialità della L. 125, il ruolo di Cassa depositi e prestiti come istituzione finanziaria per lo sviluppo, ma emergono pochi dati di fatto o possibili benchmark da monitorare (p.es. quante risorse si pensa di poter impiegare insieme al settore privato e che livello di leverage si pensa di raggiungere con il coinvolgimento delle imprese private?).

In riferimento alla “dimensione esterna” della strategia del paese, nell’Allegato 2 si riprende una bozza delle linee guida triennali predisposte dal Maeci con una certa frammentarietà, ma di nuovo senza alcun target specifico, o orizzonte temporale (ovviamente precedente al 2030).

Nella nota metodologica della Strategia si spiega che il Goal 17 viene tenuto al di fuori della “matrice di coerenza” dell’intera strategia (Allegato 3), proprio perché afferisce a decisioni stabilite dal Maeci nelle linee guida triennali.

Infine, anche negli allegati 4 e 6, rispettivamente incentrati su indicatori/metadati e strumenti, manca un riferimento e un’analisi alla dimensione Partnership, senza che ciò venga giustificato in alcun modo.

Il Gruppo di lavoro sul Goal 17 di ASviS era stato audito dallo staff Mattm lo scorso giugno e nel relativo verbale alcune osservazioni erano state colte, ma evidentemente interventi successivi sono andati in altra direzione. Sarebbe buona norma, in un processo di consultazione, rendere pubblici i verbali delle audizioni o le note ricevute.

È invece pubblicata, nella Strategia, la lista di organizzazioni consultate, dove è possibile notare uno sbilanciamento a favore della dimensione ambientale rispetto alle dimensioni economico e sociale, con la grave mancanza di realtà chi si occupino di politiche sociali e lotta alla povertà. Oltre a ciò, non sono state consultate reti o aggregazioni di organizzazioni che si occupino della dimensione internazionale.

Inoltre, a completamento di un documento di strategia, sarebbe particolarmente necessario definire un meccanismo di monitoraggio inclusivo e trasparente, il quale non è stato previsto.

Un ultimo elemento di preoccupazione riguarda le tempistiche per inviare e recepire i commenti al documento prima che questo venga inviato al Cipe e poi al Consiglio dei Ministri. I tempi a disposizione sono molto stretti per leggere, interpretare e commentare un documento complesso come questo e sorgono dubbi su come potrà il Mattm lavorare ai commenti prima di rigirare il documento.

Aderenti

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