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PARTNERSHIP PER GLI OBIETTIVI

Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile

Nel 2015, i paesi in via di sviluppo hanno ricevuto 541 milioni di dollari in sostegno finanziario che rappresenta solo lo 0,3% dell’Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) totale, a scapito di quanto necessario per garantire che questi paesi attuino i loro programmi di sviluppo. Per quanto riguarda l'Italia, rispetto all’impegno preso a livello internazionale di destinare all’Aps lo 0,7% del Rnl, nel 2017 la spesa è stata di 5.086 milioni di euro, pari allo 0,29% del Rnl.

L’Onu in mezzo al guado: novità nel corso del 2019 per attuare l’Agenda 2030

Guterres sta attuando un complesso piano di riforme. Fondamentali finanziamento e collaborazione tra Stati, ma serve anche un miglior coordinamento tra le agenzie delle Nazioni Unite. 11/2/2019

Sviluppo, pace e sicurezza, gestione: questi i tre settori dove l’Onu sta compiendo modifiche strutturali alla propria macchina burocratica, rendendola più efficiente, snella, trasparente, e capace di traghettare gli Stati verso gli obiettivi del 2030. Il progetto di cambiamento, ora in atto, era già stato annunciato in un briefing sulle riforme tenuto da António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, nel novembre 2018 in occasione dell’Assemblea Generale Onu (Unga): “Il sistema delle Nazioni Unite attua cambiamenti sistemici necessari per il suo successo, e queste riforme rappresentano il processo di cambiamento strutturale più significativo nella storia dell’Onu".

I cambiamenti si stanno svolgendo lungo tre linee di riforma.

1) L’evoluzione organizzativa riguarda, in particolare, lo sviluppo sostenibile, obiettivo "al cuore" dell'Onu, sia come traguardo che come strumento in grado di prevenire i conflitti e stabilizzare i processi di pace. Inoltre, viene rafforzata la collaborazione “a tempo pieno” tra gli Stati membri e gli UN Country teams (Unct), creati nel 1997 per coordinare meglio la presenza delle agenzie dell’Onu nelle diverse nazioni al fine di promuoverne lo sviluppo. In questo modo, i governi ricevono aggiornamenti più sistematici e regolari, nonché una relazione annuale sulla performance dell'Unct del loro Paese. 

Garantire finanziamenti adeguati per la riforma è un passo cruciale per il suo successo. E’ stata per questo redatta una bozza del Funding Compact, che sottolinea come il contributo al fondo sia volontario e aperto non solo agli Stati membri ma anche a donatori esterni. Ovviamente, la capacità delle Nazioni Unite di raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 dipende fortemente da questo fondo, che per questo motivo va tutelato e finanziato soprattutto dai Paesi maggiormente sviluppati. 

2) Il secondo settore di riforme, “pace e sicurezza” ha visto invece il varo di due nuovi dipartimenti, il Dipartimento per gli affari politici e per la costruzione della pace, per responsabilità strategiche e politiche (Dppa), e il Dipartimento per le operazioni di pace (Rpd), responsabile delle operazioni sul campo. Questa struttura sorveglia la gestione quotidiana delle attività operative e politiche del pilastro “pace e sicurezza”, garantendo al tempo stesso una maggiore integrazione verticale, combinando prevenzione, mediazione, risoluzione dei conflitti, ed evitando inutili frammentazioni.

3) Anche nel terzo campo, “gestione”, la riforma Onu ha creato due nuovi dipartimenti: il Dipartimento di gestione delle strategie, delle politiche e ottemperanza delle norme e il Dipartimento di supporto operativo. 

Per misurare e monitorare i progressi delle riforme è stato inoltre predisposto un team specifico, responsabile dell’elaborazione di un quadro di gestione dei benefici. Il team ha già lanciato un progetto pilota per testare la metodologia da utilizzare, misurando i progressi in tempo reale. Le tre linee di riforma, ha più volte ripetuto Guterres, sono interconnesse e si rafforzano a vicenda, e assicura che: “mentre il 2018 è stato un anno di decisioni critiche, il 2019 sarà un anno di azione”. 

"Al ritmo attuale, il mondo non raggiungerà gli SDGs né eviterà le tragiche conseguenze dei cambiamenti climatici" ha sottolineato Amina Mohammed, presidente dello United nations group for sustainable development (Unsdg), il centro di coordinamento tra 34 diversi soggetti delle Nazioni Unite impegnati nello sviluppo sostenibile. “Non c'è tempo per un approccio incrementale” continua la presidente, e il successo si baserà "prima di tutto" su un cambiamento nella cultura organizzativa e nella mentalità delle Nazioni Unite a tutti i livelli. Fondamentale sarà “promuovere una cultura che vada oltre i mandati dei singoli dipartimenti e abbracci l'approccio integrato richiesto dall'Agenda 2030”.

"I prossimi 12-18 mesi ci porteranno fuori dalla nostra zona di comfort", commenta Guterres, “ma alla fine della transizione il sistema delle Nazioni Unite sarà in grado di fornire risultati migliori, concretizzando gli obiettivi dell'Agenda 2030 per tutti e ovunque."

di Flavio Natale

lunedì 11 febbraio 2019
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