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PARTNERSHIP PER GLI OBIETTIVI

Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile

I flussi netti globali di Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) nel 2018 sono stati di 149 miliardi di dollari, in calo del 2,7% in termini reali rispetto al 2017, con una quota ancora più in calo per i Paesi più bisognosi. Peggiora la performance dell’Italia che, nel 2018, ha erogato in Aps circa 4.200 milioni di euro, con un calo del 21,3% rispetto al 2017. Questa cifra rappresenta lo 0,24% del Reddito nazionale lordo (Rnl), allontanandosi dall’impegno assunto a raggiungere nel 2020 lo 0,30 Aps/Rnl. 

Gli operatori internazionali alla Farnesina per il rapporto sugli SDGs in Europa

Lo studio dell’ASviS presentato ad ambasciate estere e istituti di cultura stranieri, assieme alla versione inglese del Rapporto 2019. Il Festival dello sviluppo sostenibile 2020 prevede eventi nelle sedi diplomatiche italiane. [VIDEO] 10/2/20 

Il Rapporto “The European union and the sustainable development goals” dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), è stato presentato venerdì 7 febbraio alla Farnesina, nell’ambito dell’evento dal titolo “L’impegno dell’Italia e della comunità internazionale per l’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”. Alla conferenza hanno preso parte 170 persone:  rappresentanti delle ambasciate estere, degli istituti di cultura stranieri, delle agenzie dell’Onu e delle organizzazioni internazionali con sede in Italia. Con questo studio, unico nel suo genere, l’ASviS scatta una fotografia dei progressi fatti dai singoli Stati dell’Ue sul raggiungimento degli SDGs nel periodo tra il 2010 e il 2017.

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Aprendo l’evento, il segretario generale della Farnesina, Elisabetta Belloni, ha confermato l’impegno del ministero degli affari Esteri e della cooperazione internazionale per il raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030 ed il coinvolgimento della rete diplomatica nell’ambito della nuova edizione del Festival dello sviluppo sostenibile con l’organizzazione di eventi presso le sedi diplomatiche all’estero:“L’Italia si sta impegnando per aderire il più possibile agli SDGs. Al momento il bilancio è positivo ma non ancora sufficiente: in tanti settori, dalle energie rinnovabili alle disuguaglianze alle questioni di genere, il nostro Paese ha intrapreso una strada importante, ma abbiamo poco tempo a disposizione per raggiungere l’obiettivo del 2030, quindi serve dobbiamo rinnovare l’impegno per arrivare a quella data avendo fatto progressi sostanziali”.

Nel suo intervento, la vice ministra degli Esteri, Emanuela Del Re, ha sottolineato l’impegno dell’Italia per il raggiungimento degli SDGs attraverso la cooperazione allo sviluppo: “Il Paese è in prima linea con le politiche di cooperazione al fianco della società civile. Raggiungere gli obiettivi è una sfida globale e richiede l’impegno straordinario di tutti. L’Obiettivo 16 (pace, giustizia e istituzioni solide, ndr) per noi è tra i più importanti. Inoltre, siamo attivi nell’agricoltura, sicurezza alimentare, istruzione e ambiente. L’idea alla base è che non vogliamo lasciare nessuno indietro, proprio come indicato dall’Agenda 2030”. La vice ministra ha inoltre evidenziato la necessità di “passare dall’enunciazione agli atti concreti e di cambiare la narrativa, affinché l’Agenda 2030 divenga parte del linguaggio concreto di tutti i giorni per i giovani non solo dei Paesi occidentali ma di tutto il mondo”.

 

“L’ASviS cerca di favorire una cultura adeguata e responsabile sullo sviluppo sostenibile” - ha dichiarato il presidente dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile Pierluigi Stefanini- “ogni anno oltre 600 esperti partecipano al nostro Rapporto, con un approccio orientativo e un profilo di indipendenza dalle istituzioni. Tutti devono agire per un futuro sostenibile, per integrare le diverse sfere umane”.

“Mancano soltanto 3015 giorni al 31 dicembre 2030, questo è il tempo che abbiamo a disposizione per salvare il mondo”, ha esordito il portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini, “sta a noi dimostrare se l’Agenda 2030 è una delle tante promesse o se è davvero il piano che ci siamo dati per salvare la civiltà umana. Abbiamo un ruolo chiave da svolgere e abbiamo solo 10 anni. Abbiamo molto insistito per sfruttare l’Agenda 2030 come quadro generale delle politiche e la nuova Commissione europea ha seguito questa strada”. Giovannini ha poi citato la costituzione a Taranto di un polo tecnico per lo sviluppo sostenibile e il centro di sviluppo per il Sahel, per sottolineare il ruolo svolto dall’Italia nella cooperazione internazionale. Queste le sue conclusioni: “L’Africa è un continente incredibile e diversi Paesi africani stanno prendendo seriamente in considerazione l’Agenda 2030. Per questo, in collaborazione con il ministero, vorremmo coinvolgerli nel Festival dello sviluppo sostenibile”. L’incontro ha offerto l’occasione per presentare anche la versione inglese del quarto Rapporto annuale dell’ASviS, dal titolo “Italy and the sustainable development goals”, prodotto con il supporto di Terna. Il responsabile degli Affari istituzionali di Terna, Carlo Crea, ha dichiarato che “Terna ha voluto contribuire al Rapporto per confermare il nostro impegno verso l’innovazione e la sostenibilità economica, sociale e ambientale del Paese. La nostra azienda partecipa a molte iniziative del global compact, per noi la sostenibilità è anche una leva per la presenza sul mercato. Lavoriamo attivamente sugli Obiettivi 7, 9 e 13, tutto dipende anche dalla realizzazione di infrastrutture a livello nazionale”.

Indirizzare le politiche pubbliche allo sviluppo di target specifici. È questa la priorità secondo Gemma Arpaia del consiglio nazionale dell’Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale (Aoi), coordinatrice del gruppo di lavoro dell’ASviS sul Goal 17, che ha sottolineato come in Italia ci sia “volatilità nello stanziamento di fondi verso progetti di cooperazione allo sviluppo. Per questo dobbiamo monitorare non solo la quantità ma anche la qualità delle risorse”.

Nell’attuazione dell’Agenda 2030 non si può non partire dall’inclusione sociale e dalla lotta alle disuguaglianze. Questa la riflessione di Maurizio Melani del consiglio direttivo di Amref, che ha posto l’attenzione sul tema dell’inclusione sociale e delle disuguaglianze, osservando come “più di metà della popolazione africana vive con meno di due dollari al giorno e un terzo è a rischio di insufficienza alimentare. Un Paese su 5 non riesce a soddisfare i propri bisogni sanitari. L’Agenda 2030 ci ricorda che dobbiamo difendere le persone dalla povertà e investire per migliorare la salute di tutti, attraverso la prevenzione delle malattie, cure palliative, qualità dei servizi”.

Serve ripensare il modo in cui le imprese e la politica operano: basta politiche difensive, serve maggiore coraggio. Sull’urgenza di lottare tutti insieme per la sostenibilità del mondo ha richiamato l’attenzione la direttrice della campagna globale Sdg per le Nazioni unite, Marina Ponti: “I progressi a 5 anni dal lancio dell’Agenda non sono sufficienti, i progressi ci sono stati ma serve una trasformazione. Ecco perché il segretario generale dell’Onu ha lanciato la “Decade of Action” concentrata sulle tre priorità della disuguaglianza, del divario di genere e del clima”.

“Il Regno Unito è stato uno degli “architetti” degli SDGs e continueremo a collaborare con tutti i Paesi per il loro raggiungimento”. Con queste parole, il vice capo missione dell’Ambasciata inglese in Italia, Eleanor Sanders, nell’anno nel quale la Gran Bretagna organizzerà la Cop 26 sul clima con il concorso del governo italiano, ha ribadito l’impegno del governo inglese sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile, definendoli “cuore del nostro lavoro di governo a livello nazionale” e auspicando una riallocazione di risorse a livello globale verso la finanza verde.
Lo sviluppo sia guidato anche dall’etica e non solo dalla crescita economica sfrenata. Con questa premessa, l’arcivescovo Silvano Maria Tomasi è intervenuto al dibattito, citando poi Papa Francesco e il suo invito a non lasciare nessuno indietro: “L’Agenda 2030 è un piano di azione in cui tutti gli esseri umani possano realizzarsi”, ha aggiunto, “per questo oggi, a cinque anni dall’adozione degli SDGs dobbiamo accelerare per dare risposte all’urlo della terra e dei popoli”.

La mattinata si è conclusa con gli interventi di alcuni rappresentanti delle diplomazie estere e con le conclusioni affidate ad Enrico Giovannini. In particolare, gli ambasciatori di alcuni Paesi africani hanno sottolineato la necessità di intensificare gli investimenti internazionali, la cui efficacia è anche superiore all’aiuto pubblico allo sviluppo.

 

I materiali:

Consulta il programma

Scarica il Rapporto “The European union and the sustainable development goals

Scarica il Rapporto “Italy and the sustainable development goals

Scarica le slide di Enrico Giovannini proiettate durante l'evento

Comunicato stampa

 

di Andrea De Tommasi

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