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Nel 2018 in diminuzione del 2,7% gli aiuti pubblici verso i Paesi in via di sviluppo, rispetto al 2017. Dopo sei anni di aumento costante, nel 2018 la spesa per Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) in Italia è diminuita in modo significativo con una riduzione del 21,3% in termini reali rispetto al 2017, cifra destinata a scendere ancora stando alle previsioni della Legge di Bilancio 2019.

#AlleanzaAgisce: Save the children e Oxfam Italia per i diritti dei migranti

Protezione, accoglienza ed educazione sono le parole chiave per aiutare i cittadini stranieri al tempo della Pandemia. E-learning, mediazione linguistica, orientamento da remoto e supporto legale tra le iniziative. 24/04/20

 

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“I minori migranti non accompagnati rientrano tra le categorie più vulnerabili che si sono trovate a fronteggiare questa crisi, ma in generale tutti i bambini e gli adolescenti stanno subendo ripercussioni molto significative a livello sociale ed educativo”. È quanto emerge dal programma “Non da soli” - messo in campo sin dai primi giorni dell’emergenza da Save the children - che ha già raggiunto più di 22mila persone tra bambini e adolescenti, famiglie fragili e docenti.

Per i minori stranieri non accompagnati, sono state rafforzate tutte le attività di apprendimento della lingua e sono stati avviati laboratori di informatica e di musica. Le attività vengono condotte attraverso diversi strumenti: dall’interazione all’aiuto ai compiti via telefono o con piccoli gruppi classe per approfondire alcuni argomenti, alla realizzazione di laboratori ludico-didattici e creativi, attraverso gruppi o piattaforme on line, e il lancio di “contest” per stimolare la creatività dei bambini e dei ragazzi.

Con la chiusura dei centri di Roma, Catania, Milano e Torino, il progetto Civico zero - dedicato ai minori soli e ai minori in grave stato di esclusione sociale - ha convertito tutte le proprie attività nella modalità da remoto per proseguire l'intervento nonostante le distanze. È stata potenziata la presenza sui social network, creando dei gruppi attraverso cui gli operatori dialogano con i ragazzi. La scuola di italiano resta accanto a tutti i beneficiari per il sostegno alla didattica dell’apprendimento dell’italiano di base. Per favorire l’accesso all’insegnamento da remoto, sono stati inoltre forniti a ragazzi e comunità tablet e pc. Sta operando a pieno regime anche l’helpline dell’organizzazione, un servizio telefonico multilingue gestito da mediatori culturali a supporto dei minori non accompagnati e degli operatori.

“Abbiamo davanti due grandi sfide”, ragiona Francesca Bilotta, responsabile del dipartimento Educazione di Save the children Italia, “la prima è intervenire sul learning loss, la perdita di apprendimento che colpisce soprattutto i minori nei contesti più svantaggiati. In questo senso ci muoveremo con programmi integrati in collaborazione con le scuole e con diversi attori del territorio, stringendo, se necessario, nuove alleanze atte a contrastare l’aumento della dispersione scolastica e della povertà educativa nel nostro Paese”.

“La seconda sfida”, prosegue Bilotta, “è la didattica a distanza, che in questa fase è diventata indispensabile, ma sarà utile anche in previsione futura. Durante questa crisi molte scuole si sono trovate nella difficoltà di riuscire a raggiungere tutti gli studenti. Si tratta di ragazzi che vivendo in condizioni di svantaggio socio-economico non hanno la possibilità di accedere con regolarità alla rete e alle nuove tecnologie, spesso provenienti da famiglie straniere.  La prima cosa da fare è coinvolgerli e recuperarli. L’emergenza ha aumentato le nostre incertezze ma può trasformarsi in un’occasione di rinnovamento del nostro contesto scolastico. È necessario investire nell’innovazione della didattica, e un’opportunità è data proprio da una didattica a distanza, che sia però inclusiva ed efficiente. Alla base”, conclude Bilotta, “c’è la necessità di investire nell’educazione, sia oggi sia nei prossimi mesi”.

Ma lo stato dell’educazione dei minori stranieri non è l’unico aspetto a destare preoccupazioni in materia di migrazione: anche la sicurezza sanitaria delle donne e degli uomini migranti è a rischio. La Pandemia infatti ha aggravato le condizioni delle persone in fuga da guerre, conflitti e persecuzioni. L’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati, stima che siano 167 i Paesi che hanno imposto la chiusura totale o parziale delle proprie frontiere al fine di contenere la diffusione del virus. Gli Stati che non stanno ammettendo eccezioni a favore delle persone in cerca di asilo sono almeno 57. Nei centri di accoglienza i migranti vivono in condizioni di sovraffollamento, carenze igieniche strutturali e mancanza di prodotti sanitari.

“L’emergenza ha un impatto particolarmente significativo per le ragazze e i ragazzi migranti, che si trovano in Italia senza nessun adulto di riferimento”, dichiara Pia Cantini, responsabile del dipartimento Protezione di Save the children Italia. “Chiusi nelle comunità di accoglienza, assorbono le ansie e le preoccupazioni di questo momento difficile. Ovviamente l’elemento principale è la paura del dopo, oltre all’instabilità sui percorsi di autonomia. Molti di questi ragazzi avevano iniziato tirocini formativi che sono stati chiaramente interrotti. Ora devono comprendere la necessità di abbandonare improvvisamente le loro abitudini. Inoltre, alcuni di loro non parlano ancora bene l’italiano e hanno bisogno di un supporto ancora maggiore nella comprensione di una situazione totalmente nuova”.

Anche Oxfam Italia sta facendo la sua parte nell’emergenza coronavirus, continuando a garantire una continuità di servizi a chi rischia di esserne escluso perché ai margini o in situazioni di fragilità. Oltre alla raccolta fondi per aiutare l’ospedale di Careggi di Firenze, l’organizzazione ha rafforzato l’attività nei centri di accoglienza con adulti e minori stranieri non accompagnati, con iniziative di informazione sui comportamenti da tenere al fine di evitare la diffusione del contagio. È stato disposto, ad esempio, un decalogo di norme di prevenzione nelle lingue dei relativi beneficiari. Ad oggi in Toscana vi sono 239 richiedenti asilo accolti da Oxfam nelle province di Arezzo, Firenze, Livorno e Siena.

I centri di ascolto in Toscana proseguono le proprie attività a distanza, a beneficio delle comunità straniere presenti sul territorio. In particolare, le sedi di Prato, Empoli, Campi Bisenzio, Firenze e Arezzo forniscono informazioni e aggiornamenti sulle disposizioni di contrasto al coronavirus, su corsi di lingua, corsi di formazione, servizi presenti sul territorio, casa, salute, scuola e servizi sociali, consulenze legali.

Particolare attenzione è posta sulla mediazione linguistico culturale, in particolare sulle attività di traduzione. È stato rafforzato il servizio di mediazione linguistica con la Asl sud-est della Toscana per gestire l’accesso corretto alle cure per gli stranieri, spesso in difficoltà con le nuove procedure. È stato attivato un servizio apposito anche per pediatri e medici di famiglia, al fine di facilitare il dialogo con i pazienti stranieri. La continuità educativa è assicurata da progetti con le scuole, di formazione degli insegnanti e di didattica inclusiva diretti a contrastare la dispersione scolastica. È stata implementata, inoltre, la piattaforma di educazione alla Cittadinanza globale Oxfam Edu.

“La pandemia ha aumentato le nostre incertezze e ha reso più fragili alcune categorie, a cominciare dai migranti, che non sanno cosa succederà il prossimo mese e in quelli successivi”, afferma Alessandro Bechini, direttore dei Programmi in Italia di Oxfam. “Un numero crescente di persone avrà bisogno di sostegni di integrazione al reddito e di trovare un nuovo lavoro. Alla fase attuale segue quella della riapertura ed è importante concentrarsi sulla fascia di popolazione che ha maggiori fragilità. La proposta è quella di un modello che sia un mix di accoglienza, integrazione ed educazione. Serve”, conclude Bechini, “una reazione adeguata per combattere le disuguaglianze”. 

di Andrea De Tommasi

 

 

Venerdì 24 Aprile 2020
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