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PARTNERSHIP PER GLI OBIETTIVI

Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile

Nel 2018 in diminuzione del 2,7% gli aiuti pubblici verso i Paesi in via di sviluppo, rispetto al 2017. Dopo sei anni di aumento costante, nel 2018 la spesa per Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) in Italia è diminuita in modo significativo con una riduzione del 21,3% in termini reali rispetto al 2017, cifra destinata a scendere ancora stando alle previsioni della Legge di Bilancio 2019.

Notizie

G20 e Agenda 2030: “Il multilateralismo è la risposta alle grandi sfide globali”

L’evento internazionale dell’ASviS ha raccolto gli stimoli di istituzioni e società civile per uscire dall’emergenza. Dalla distribuzione dei vaccini alla crisi climatica, gli Stati potranno salvarsi solo facendo fronte comune. [VIDEO] 26/03/21

Riflettere insieme ai principali stakeholder internazionali, alle istituzioni e alla società civile sulla crisi economica e sanitaria causata dal Covid-19, e valutare soluzioni per uscire dall’emergenza basandosi sull'Agenda 2030 delle Nazioni unite. Con questo obiettivo l’ASviS ha organizzato nel pomeriggio di venerdì 26 marzo l’evento internazionale online dal titolo “G20 and the 2030 Agenda: a pathway to a sustainable recovery” (Il G20 e l'Agenda 2030: un percorso verso una ripresa sostenibile), nell’ambito del Global Festival of Action, la grande manifestazione della UN SDG action campaign volta a individuare nuove modalità per ispirare, mobilitare e connettere persone e organizzazioni per contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Tra queste il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2020 dell’ASviS, che nella serata di premiazione degli SDG Action Awards del 25 marzo è stato selezionato per la seconda volta consecutiva tra i tre finalisti del premio Onu, nella categoria “Mobilize”, a testimonianza della sua unicità e capacità di mobilitare ampie fasce della popolazione.

Ad aprire la conferenza del 26 marzo, che si è tenuta in lingua inglese ed è stata seguita da oltre 500 persone sulla piattaforma Zoom più le altre collegate in diretta streaming sulla piattaforma della SDG Action Campaign, è stata Marina Ponti, direttrice della UN SDG Action Campaign, che ha richiamato le “sfide senza precedenti” che attendono l’umanità: “La pandemia ha aumentato le disuguaglianze e persistono le principali sfide legate al cambiamento climatico. Tutto deve essere affrontato con un approccio multilaterale”. A moderare gli interventi è stata invece Musonda Mumba, direttrice dell'Undp Rome Centre for sustainable development, che ha dichiarato: “La salute a livello planetario è fondamentale per soddisfare le esigenze delle persone, del pianeta e di un futuro prospero”.

Mumba ha quindi lanciato un video con l’intervento del ministro Enrico Giovannini: “Ho assunto il ruolo di ministro solo un mese fa, e una delle prime cose che ho deciso di fare è stata cambiare il nome del ministero: da ministero delle Infrastrutture e dei trasporti a ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili”, sono state le prime parole di Giovannini, che ha aggiunto: “L’Italia otterrà dal piano Next Generation Eu circa 200 miliardi di euro. Stiamo pianificando enormi investimenti nei sistemi ferroviari, nel rendere più green il sistema dei trasporti e anche nello sviluppo di nuovi piani per migliorare gli edifici sia privati ​​che pubblici alla luce della transizione ecologica. In altre parole, è un cambio di cultura ma anche nel modo in cui investiamo. L'Agenda 2030 è un’ottima cornice per capire se quello che fai sta andando nella giusta direzione e anche per sfruttare le sinergie tra diversi progetti. La buona notizia è che il governo Draghi sta adottando la sostenibilità con azioni concrete, come l’istituzione del ministero per la Transizione ecologica”.

Il dibattito è proseguito con l’intervento di Gemma Arpaia, coordinatrice del Gruppo di lavoro sul Goal 17 (Partnership per gli Obiettivi) dell’ASviS, che ha ricordato l’importanza di un’azione condivisa sulle grandi emergenze globali: “I problemi ambientali, sociali ed economici sono problemi di tutti. Per questo esiste una piattaforma globale per affrontare queste sfide. L’architettura finanziaria globale e l’accesso universale alla salute sono due delle priorità principali, ma uno dei problemi più allarmanti della pandemia riguarda il programma internazionale Covax. Solo 52 Paesi hanno ricevuto vaccini da Covax. Adesso è il momento di agire per una maggiore sostenibilità”. Arpaia ha poi parlato del ruolo delle organizzazioni della società civile sui temi dello sviluppo sostenibile, citando il lavoro dell’ASviS come esempio da esportare: “In ASviS condividiamo background e competenze diverse, ma facciamo sintesi per assolvere a tre compiti principali: monitorare, valutare criticamente e proporre. Pubblichiamo il Rapporto annuale per monitorare e avanzare proposte al governo attraverso strumenti pratici e azioni. L'attività più visibile è il Festival dello sviluppo sostenibile”.

È stata Agnès Buzyn, che ricopre il ruolo di Director general’s envoy for Multilateral Affairs dell’Organizzazione mondiale della sanità, ad accendere i fari sulla necessità di assicurare “salute e benessere per tutti”, come indicato dal Goal 3 dell’Agenda 2030: “Il primo elemento da evidenziare è che il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile include la riduzione della mortalità infantile. I Paesi a basso reddito devono affrontare sfide significative per raggiungere questo tipo di traguardi. Occorre investire di più nei sistemi sanitari e rafforzare l’assistenza sanitaria di base. È chiaro che la salute non è un costo bensì un investimento”. Ha poi aggiunto: “Il secondo elemento è che lo sviluppo umano, l'urbanizzazione, l'agricoltura su larga scala hanno influenzato il mondo in cui viviamo. Dobbiamo ripensare il nostro approccio a questi problemi. Le altre sfide principali includono il sistema alimentare, la preparazione alla pandemia, la salute. L'approccio One Health dovrebbe comprendere tutti questi problemi (Persone e Pianeta). Occorre condividere informazioni, dati e buone pratiche per comprendere e prevenire le malattie, ma anche per comprendere meglio i collegamenti tra uomo, animali e pianeta”.

Vasu Gounden, fondatore e direttore esecutivo di Accord, istituto africano per la risoluzione costruttiva delle controversie, ha invitato a uno sforzo globale e condiviso sulla produzione dei vaccini e la prevenzione delle malattie: “La testimonianza dell’esistenza delle malattie zoonotiche è qui davanti ai nostri occhi, ma lo è da molto tempo. È importante quindi prevenirle attraverso un’azione tempestiva e condivisa. Un aspetto positivo della pandemia è che ha avuto l’effetto di creare una solidarietà panafricana, nonostante tutte le diversità. Il mondo ha sviluppato il vaccino in appena un anno perché c'è stata collaborazione. Allo stesso modo dobbiamo muoverci verso un’azione decisa per realizzare gli Obiettivi dell’Agenda 2030”.

Agostino Inguscio, Senior expert climate change dell’Ufficio Sherpa G20 italiano, ha rimarcato che l’Agenda delle Nazioni unite può rappresentare la bussola per la ripresa globale. Tuttavia serve un impegno maggiore da parte di istituzioni e società civile: “Questo è un anno cruciale, la crisi sanitaria non se ne andrà e dobbiamo affrontare quella climatica. In una parola, la grande lezione del 2020 è la solidarietà. Nei prossimi mesi si terrà la Cop26, il nostro impegno per l'accordo di Parigi non può essere posticipato. Tutti insieme dobbiamo vedere il pianeta come la nostra casa comune. In questo senso il G20 può svolgere un ruolo molto importante. La diversità può aiutarci ad affrontare le sfide globali”.

Sull’esigenza di non lasciare indietro i Paesi in via di sviluppo si è espressa Gayle E. Smith, presidente e Ceo di One Campaign, organizzazione internazionale per la salute e la lotta alla povertà: “Sappiamo che esiste una pandemia, ma la domanda è se esistano uno o due futuri davanti a noi. C’è il pericolo di una mancata collaborazione tra gli Stati, a cominciare dai vaccini che devono essere resi disponibili ovunque. Il G20 non è mai stato così importante, ora occorre capire se questo vertice si occupa delle economie a livello globale o soltanto delle economie più grandi”.

Gli SDGs stabiliscono l'obiettivo di proteggere il pianeta “in modo che possa supportare i bisogni delle generazioni presenti e future”. Sul tema del coinvolgimento dei giovani, Mumba ha interpellato i relatori, chiedendo loro quale ruolo possono svolgere le nuove generazioni nella ripresa globale. La prima a rispondere è stata Smith: “I giovani avranno un ruolo centrale: sono molto pratici e potranno incidere con il loro voto molto a lungo”. Inguscio ha segnalato che occorre coinvolgerli di più nei processi decisionali e ha ricordato che a questo scopo è stato istituito lo Youth20, engagement group del G20 dedicato alle nuove generazioni. Buzyn ha spiegato che esiste una piattaforma per connettere i giovani con l’Oms e ascoltare le loro istanze.

di Andrea De Tommasi

Guarda il video integrale dell'evento

 

Venerdì 26 Marzo 2021

Aderenti

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