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SALUTE E BENESSERE

Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età

Diversi i progressi fatti su scala globale: si è passati dai 9,8 milioni di bambini sotto i cinque anni che hanno perso la vita nel 2000, ai 5,4 milioni del 2017. In Italia, dopo il trend di forte diminuzione avvenuto fino al 2016, il tasso di mortalità per incidente stradale nel 2017 è tornato ad aumentare.

 

Articoli

Capitale umano, salute, educazione negli sforzi di ASviS

di Carla Collicelli, segretariato ASviS e referente del Gruppo di lavoro 3 dell'ASviS

Indubbiamente l’Italia, a livello internazionale, si colloca tra i Paesi più avanzati per quanto riguarda lo stato di salute, la durata della vita e la qualità della produzione intellettuale. Al tempo stesso però l'uguaglianza di opportunità in questi settori continua a rappresentare una grave carenza.
Gennaio 2019

A due mesi dalla pubblicazione del Rapporto ASviS 2018, è utile tentare un bilancio sull’impatto che il contenuto del Rapporto ha avuto e sta avendo sulla società italiana e sulle sue istituzioni ed associazioni. Per quanto riguarda l’asse che raccoglie gli Obiettivi della Agenda Onu 2030 sul capitale umano, la salute e l’educazione, la situazione del Paese presenta luci ed ombre.

Non vi è dubbio che l’Italia si collochi tra i Paesi più avanzati del globo per quanto riguarda lo stato di salute, la durata della vita e la qualità della produzione intellettuale e scientifica. In questo senso tutte le analisi di confronto internazionale certificano l’eccellenza di tanta parte della sanità pubblica e della stragrande maggioranza delle strutture universitarie e di ricerca scientifica. I nostri clinici ed i nostri scienziati sono apprezzati ed ammirati in tutto il mondo, e la presenza italiana in campo internazionale nei luoghi di massima produzione di cultura, scienza, ricerca e cooperazione è consistente e riconosciuta.

Al tempo stesso dobbiamo ammettere - ed è quanto il Rapporto dell’ASviS ha fatto e fa con dovizia di dati e di analisi approfondite – che siamo carenti rispetto alla uguaglianza di opportunità, per l’accesso sia ai servizi sanitari di qualità e specializzazione che ai livelli più alti della produzione scientifica; rispetto alla tutela delle categorie e dei soggetti fragili, sia in ambito sociale e sanitario che dal punto di vista culturale; rispetto alla promozione dei giovani e della loro partecipazione lavorativa e sociale; ed infine rispetto allo sviluppo di una cultura della creatività e dell’innovazione a tutti i livelli. Il dibattito svoltosi in varie sedi scientifiche e culturali sui contenuti del Rapporto ASviS e sulla situazione italiana conferma questa diagnosi.

Per quanto riguarda i giovani in particolare, l’Istat ha sottolineato nuovamente di recente la crescita delle migrazioni di giovani verso l’estero e la tenuta di quelle dal Mezzogiorno verso il Centro-Nord, relative soprattutto a giovani altamente scolarizzati alla ricerca di una collocazione lavorativa soddisfacente. Il leggero calo della disoccupazione giovanile nell’ultimo anno non intacca la situazione grave della esclusione lavorativa dei giovani.

Per ciò che attiene alla salute ed al benessere, aumentano le difficoltà e le disuguaglianze negli accessi ai servizi sanitari, ed in particolare nella cura dei disabili e non autosufficienti, come pure la spesa sostenuta direttamente dalle famiglie e dai cittadini di tasca propria.

Nelle città e nelle organizzazioni lavorative troppo lento è il processo di diffusione della cultura della innovazione sociale, del rispetto della dignità della persona e della qualità dei servizi culturali e sociali. La debolezza del Paese rispetto a queste tre aree di necessaria innovazione e sviluppo sostenibile si verifica con particolare rilievo nel basso livello di investimenti finanziari destinati dalla spesa pubblica alla scuola, alla università, alle politiche attive del lavoro, alla sanità ed alle politiche urbane. Ma soprattutto sembra che il gap da superare sia principalmente di tipo culturale e di mentalità, e riguardi le scelte organizzative e di allocazione delle risorse e le condizioni di lavoro in cui operatori e insegnanti si trovano a svolgere il proprio.

In campo educativo, quantità e qualità dell’offerta di istruzione in Italia continuano a essere segnate da forti divari. Di fronte alla loro profondità e persistenza, si impone una riflessione sulle politiche dell’istruzione in grado di modificare lo status quo, a partire da una più opportuna allocazione delle risorse da destinare alla formazione di molti docenti in servizio, alla diffusione di esperienze di didattica innovativa, nonché alle opportunità formative di mobilità internazionale per docenti e studenti. Le novità più recenti nel campo dell’educazione e della formazione sono contenute nella Legge di bilancio proposta a dicembre 2018 che propone “un nuovo modello di reclutamento degli insegnanti, pensato per consentire un più rapido accesso alla cattedra ed evitare la lunga trafila del precariato nella Scuola. La revisione dell’Alternanza scuola-lavoro, con una riduzione proporzionata delle ore in base agli indirizzi di studio e più garanzie sulla qualità dei percorsi offerti agli studenti. Risorse per incrementare il tempo pieno, soprattutto al Sud, e per l’inclusione scolastica. E poi, nuove assunzioni di ricercatori nelle Università e la creazione di una Scuola Superiore Meridionale per la formazione e la valorizzazione di nuove eccellenze. Sono alcuni dei provvedimenti contenuti nella Legge di bilancio, approvata oggi alla Camera in via definitiva, per i settori di competenza del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.”

Inoltre, il fenomeno delle migrazioni ha reso più urgente il problema della tutela del diritto allo studio delle bambine e dei bambini che sono costretti a spostarsi e non hanno possibilità di accesso a una istruzione costante. Di questo argomento si è discusso il 27 novembre presso l'Accademia nazionale dei lincei con decisori politici, esperti e fondamentali attori nell'educazione, per esaminare le strategie necessarie mirate a fortificare l'educazione per migranti e rifugiati. Durante questo confronto un particolare focus è stato dedicato alla ricerca di strategie per promuovere la diversità e l'inclusione attraverso e nell'educazione.

Segnali molto positivi si sono colti nei due mesi che ci separano dalla presentazione del rapporto nelle azioni e attività di alcune associazioni e istituzioni, che sembrano aver capito la sfida cui occorre rispondere urgentemente. A titolo di esempio vale la pena ricordare come la Società Italiana di Promozione della Salute (Sips), che accoglie accademici ed operatori della salute e del benessere, abbia abbracciato da tempo un approccio olistico di sviluppo sostenibile, promuovendo ed organizzando corsi di aggiornamento del personale sanitario sui temi della sanità sostenibile. Il Forum del Risk Management della Fondazione Gutenberg, arrivato alla sua 14esima edizione, ha dedicato alcuni importanti approfondimenti alla definizione e promozione della salute sostenibile. Il Coni ed in particolare alcune associazioni sportive, come la Associazione Filippide, hanno incrementato gli sforzi per l’inclusione dei disabili nelle attività sportive. Il ministero della Salute ha promosso un importante lavoro di verifica ed analisi delle disuguaglianze rispetto alla salute, ed ha recentemente annunciato la costituzione degli “Stati generali per il benessere equo e sostenibile”, che dovranno definire gli obiettivi di lungo periodo richiamati dal concetto di sostenibilità, ed evidenziati dal Decalogo ASviS della salute sostenibile, proposto all’opinione pubblica nel corso del Festival ASviS 2018 a Bologna. La Associazione degli psicologi del lavoro, ed in particolare il Dipartimento di Educazione e Psicologia dell’Università di Firenze, sta dedicando notevoli sforzi, sia a livello nazionale che internazionale, alla promozione di una sana cultura del capitale umano nelle organizzazioni lavorative. La Rete delle Città Creative dell’Unesco, che rappresenta 180 città di 72 Paesi del mondo, tra cui nove importanti città italiane, si sta impegnando, oltre che sui temi ambientali ed architettonici, anche sui temi dello sviluppo sostenibile: uno sviluppo “delle persone e per le persone” ed una “educazione di qualità equa e inclusiva”. L’Agenda Social Impact per l’Italia sta stimolando università ed imprese ad attuare una valutazione dell’impatto sociale degli investimenti dal punto di vista dello sviluppo sostenibile.

Aderenti

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - ASviS
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