per dare un futuro alla vita   
e valore al futuro

SALUTE E BENESSERE

Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età

Diversi i progressi fatti su scala globale: si è passati dai 9,8 milioni di bambini sotto i cinque anni che hanno perso la vita nel 2000, ai 5,4 milioni del 2017. In Italia, dopo il trend di forte diminuzione avvenuto fino al 2016, il tasso di mortalità per incidente stradale nel 2017 è tornato ad aumentare.

 

Giornata mondiale della salute: la pandemia ha reso più difficile l’accesso alle cure

Restrizioni, timore di contrarre infezioni, allungamento delle liste di attesa. Così circa il 40% in più rispetto al 2019 delle persone non affette da Covid ha rinunciato a curarsi, con conseguenze pericolose nel lungo termine.  07/04/21

La celebrazione della Giornata mondiale della salute è ogni anno un’occasione per riflettere sulla qualità e l’accessibilità del nostro sistema sanitario. In Italia, uno dei Paesi dove la pandemia ha colpito per prima, sono stati spesi sforzi fuori dal comune per far fronte a questa situazione di crisi totalmente nuova. Molto spesso però viene tralasciato il rovescio della medaglia: quali sono state le conseguenze dell’emergenza per le persone bisognose di cure e non affette da infezione SARS-CoV-2?

Il 23 marzo, la Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche (Fnopi) ha pubblicato un documento dal titolo “SalutEquità. Trasparenza e accesso ai dati sullo stato dell’assistenza ai pazienti NON Covid-19”. Dal documento emerge un generale peggioramento della qualità del servizio sanitario per le persone bisognose di cure e non affette dal virus pandemico.

Il dato che salta maggiormente agli occhi riguarda la rinuncia alle cure: è in aumento di circa il 40% rispetto al 2019; se nel 2019 il 6,3% della popolazione italiana rinunciava a curarsi, infatti, l’anno seguente la percentuale era del 10. Più della metà delle persone che ha rinunciato a curarsi lo ha fatto a causa delle restrizioni imposte per contenere i contagi, per il timore di contrarre infezioni, ma soprattutto per la chiusura di molti ambulatori durante il lockdown. Il fenomeno raddoppia rispetto al 2019, sempre a causa del Covid-19, in Piemonte (48,5%), Liguria (57,7%), Lombardia (58,6%) e Emilia-Romagna (52,2%). Le donne sono quelle che hanno rinunciato maggiormente alle cure.

 

 

Come è stato sottolineato dal presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi, il Covid-19 ha sottratto “personale e risorse alla prevenzione e alla cura di altre patologie, con conseguenze pesanti sulla salute di tanti italiani”. Questo può avere delle conseguenze molto pericolose sul medio-lungo termine, soprattutto sulla popolazione che necessita di un monitoraggio costante: il sistema sanitario nazionale (Ssn) rischia di ritrovarsi in un’emergenza dentro l’emergenza. È pertanto prioritario, secondo la Fnopi, misurare per comprendere l’attuale stato dell’assistenza garantita ai pazienti non Covid e mettere subito in campo un Piano nazionale di rientro nel Ssn di questi pazienti.

di Milos Skakal

 

Scarica il documento

Mercoledì 07 Aprile 2021

Aderenti

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - ASviS
Via Farini 17, 00185 Roma C.F. 97893090585 P.IVA 14610671001

Licenza Creative Commons
This work is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale