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ISTRUZIONE DI QUALITA'

Assicurare un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti

Nel mondo sono 750 milioni gli adulti analfabeti, due terzi dei quali sono donne. In Italia permangono forti disuguaglianze tra le regioni, dovute al divario del Mezzogiorno rispetto alla media nazionale, evidente per la quota di laureati tra i 30-34 anni (21,6% nel Mezzogiorno, rispetto alla media nazionale del 26,9%) e per l'uscita precoce dal sistema di formazione che si attesta al 18,5% rispetto alla media italiana del 14%.

Education at glance 2019: più laureati, ma l’Italia resta indietro

In media nell’Ocse il 44% degli studenti tra i 25 e i 34 anni consegue la laurea, un aumento di quasi il 10% rispetto a 10 anni fa, ma l’Italia raggiunge solo il 28% e ha sempre più giovani che non studiano e non lavorano. 3/10/2019

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha pubblicato “Education at a glance”, il rapporto che fornisce ogni anno dati sulla struttura, i finanziamenti i e le performance dei sistemi educativi dei 36 Paesi dell’Ocse. L’edizione 2019 include un focus sull'istruzione terziaria.

Secondo il Report, nel 2018 il 44% delle persone di un’età compresa tra i 25 e i 34 anni ha concluso percorsi di istruzione terziaria, contro il 35% del 2008.Da un punto di vista lavorativo, nell’ultima decade il vantaggio occupazionale di questi giovani adulti rispetto a coloro che possiedono il solo diploma è rimasto costante, con un tasso occupazionale di nove punti percentuali maggiore rispetto a chi interrompe la propria formazione alla scuola superiore.

Anche in ottica retributiva coloro che possiedono un titolo di istruzione superiore hanno dei vantaggi, che crescono anche in relazione all’età: i ragazzi e le ragazze tra i 25 e i 34 anni guadagnano il 38% in più rispetto ai loro coetanei non laureati, mentre gli adulti tra i 45 e i 54 anni il 70% rispetto ai loro coetanei senza laurea. 

Bene rispetto alle agevolazioni economiche per studenti e studentesse: negli Stati Ocse che hanno provveduto all’implementazione di meccanismi di supporto finanziario, è stato facilitato l’accesso all’istruzione terziaria. Infatti, nei Paesi con le tasse universitarie più alte, il 70% degli studenti beneficia di sovvenzioni e prestiti. 

La decisione di continuare con un master o un dottorato è rimasta invariata nel corso delle generazioni, nonostante i vantaggi in termini di retribuzione rispetto all’investimento iniziale; il costo annuale di questi programmi infatti è simile a quello per la laurea in più della metà dei Paesi Ocse, mentre i guadagni in media sono superiori del 32%. 

Tuttavia alcuni settori hanno ancora difficoltà a trovare lavoratori qualificati. Anche se l’ingegneria e le tecnologie della comunicazione sono i campi già comunemente associati alla richiesta di lavoro, nel 2017 solo il 14% dei laureati ha ottenuto un titolo nel primo ambito e il 4% nel secondo. Le donne sono particolarmente sottorappresentate: meno del 25% delle iscrizioni sono effettuate da ragazze.  

Ma qual è la situazione nel nostro Paese? In Italia solo il 19% dei 25-64enni possiede un’istruzione terziaria; i dati migliorano se si considera la fascia di età che va dai 24 ai 34 anni, dove la percentuale si alza al 28%. Il vantaggio in termini di reddito per chi è in possesso di un titolo di studio terziario è del 39% tra i 25-64enni rispetto agli adulti con livello di istruzione secondario superiore, mentre il gap è del 19% tra i 25-34enni. Per quanto riguarda la formazione post laurea, in Italia il dottorato è conseguito dallo 0,5% degli adulti, contro l’1,2% medio Ocse.

Se da una parte aumentano i giovani laureati, dall’altra cresce anche il numero dei Neet, soprattutto nell’età compresa tra i 18 e i 24 anni, una categoria che in Italia raggiunge il 26% contro il 14% della media Ocse. 

Durante la presentazione del Rapporto Ángel Gurría, segretario generale dell’Ocse, ha affermato: “È più importante che mai che i giovani apprendano le conoscenze e le competenze necessarie per esplorare il nostro mondo imprevedibile e in evoluzione. Dobbiamo espandere le opportunità e costruire ponti più forti con esigenze di competenze future in modo che ogni studente possa trovare il proprio posto nella società e raggiungere il loro pieno potenziale.”

Scarica il Rapporto 

 

di Eleonora Angeloni

Giovedì 03 Ottobre 2019
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