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Nel mondo sono 750 milioni gli adulti analfabeti, due terzi dei quali sono donne. In Italia permangono forti disuguaglianze tra le regioni, dovute al divario del Mezzogiorno rispetto alla media nazionale, evidente per la quota di laureati tra i 30-34 anni (21,6% nel Mezzogiorno, rispetto alla media nazionale del 26,9%) e per l'uscita precoce dal sistema di formazione che si attesta al 18,5% rispetto alla media italiana del 14%.

L’Onu: Pandemia crisi senza precedenti per i bambini di tutto il mondo

Povertà in aumento, perdita di apprendimento, minacce alla salute e alla stessa sopravvivenza. Un documento delle Nazioni unite cerca di quantificare gli effetti drammatici del virus sulla vita dei più giovani. 4/5/20 

 

“Tutti i bambini, di tutte le età e in tutti i Paesi, sono colpiti, in particolare dagli impatti socio-economici e, in alcuni casi, da misure di mitigazione che possono inavvertitamente apportare più danni che benefici. Questa è una crisi universale e, per alcuni bambini, l'impatto sarà per tutta la vita”. Comincia così il documento “The impact of Covid-19 on children”, diffuso il 15 aprile dalle Nazioni unite per indagare i complessi effetti, a breve e lungo termine, della Pandemia sulla vita dei bambini.

L’Onu individua tre canali principali attraverso i quali i più giovani sono impattati dalla crisi. Il primo canale è di tipo sanitario. Per fortuna, i bambini sono stati colpiti in maniera più lieve dal Covid-19, anche se hanno perso genitori e nonni a causa del terribile virus. Il secondo è costituito dagli impatti socio-economici immediati generati dalle misure anti-contagio. Il terzo è rappresentato dagli effetti a lungo termine in caso di attuazione ritardata degli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Tutto ciò sta influenzando i bambini in diversi modi. È troppo presto per quantificarne la dimensione finale, anche perché le iniziative politiche potranno ridurne la portata, ma è possibile fare alcune stime. A partire dall’aumento della povertà. Da 42 a 66 milioni di bambini potrebbero cadere in povertà a causa della crisi di quest’anno. Si aggiungerebbero ai 386 milioni di bambini già in condizioni di estrema povertà nel 2019. Il secondo aspetto attiene invece all’educazione. La chiusura prolungata delle scuole provocherà su milioni di studenti perdite di apprendimento ancora difficili da quantificare ma sicuramente molto ingenti. Le piattaforme digitali per consentire la didattica a distanza sono molto poco diffuse nei Paesi a basso reddito. Si calcola che solo il 30% in questo momento ne faccia uso.

Ma la Pandemia avrà effetti pesanti anche sulla salute dei bambini e sulla loro stessa sopravvivenza. Oltre 368 milioni di bambini che normalmente fanno affidamento sui pasti scolastici non possono contare più sul servizio. La riduzione del reddito familiare, osserva l’Onu, costringerà le famiglie povere a ridurre la spesa sanitaria e alimentare essenziale. La previsione è che nel 2020 potrebbero verificarsi centinaia di migliaia di decessi aggiuntivi rispetto allo scenario pre-pandemico. I blocchi e le misure di protezione in atto comportano inoltre il rischio che i bambini subiscano violenze e abusi. Particolarmente in pericolo sono quelli che vivono in situazioni di conflitto oppure in condizioni igieniche precarie. Anche i rischi per la salute e il benessere mentale dei bambini sono notevoli, considerando fattori quali ansia, stress e incertezza per il futuro.

In un’era caratterizzata da estreme disuguaglianze, osservano le Nazioni unite, l’evento pandemico tenderà ad accrescere gli squilibri. I suoi effetti più dannosi si riverseranno in particolare sui bambini dei Paesi più poveri, sui rifugiati, sulle famiglie a basso reddito, sulle ragazze. Ciò pone una sfida di enorme portata per “non lasciare indietro nessuno”, come declinato negli Obiettivi di sviluppo sostenibile alla base dell’Agenda 2030.

Il documento individua tre priorità intorno alle quali organizzare una risposta alla crisi:

  • adattare le strategie di distanziamento e blocco fisico in contesti a basso reddito, insediamenti di rifugiati e luoghi di conflitto;

  • dare priorità alla continuità dei servizi dedicati ai minori (scolarizzazione, programmi nutrizionali, vaccinazioni, cure materne e neonatali, programmi di protezione);

  • fornire supporto pratico a genitori e caregiver (apprendimento, salute mentale, supporto psicologico).


Come spiegato nelle conclusioni, “questa è una crisi che presenta rischi senza precedenti per i diritti, la sicurezza e lo sviluppo dei bambini del mondo. Tali pericoli possono essere mitigati solo attraverso una solidarietà internazionale senza precedenti”.

Scarica il documento

di Andrea De Tommasi

 

Lunedì 04 Maggio 2020
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