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Nel mondo sono 750 milioni gli adulti analfabeti, due terzi dei quali sono donne. In Italia permangono forti disuguaglianze tra le regioni, dovute al divario del Mezzogiorno rispetto alla media nazionale, evidente per la quota di laureati tra i 30-34 anni (21,6% nel Mezzogiorno, rispetto alla media nazionale del 26,9%) e per l'uscita precoce dal sistema di formazione che si attesta al 18,5% rispetto alla media italiana del 14%.

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Alta sostenibilità: i giovani vogliono un rapporto propositivo con le istituzioni

Fondamentale assecondare le passioni delle ragazze e dei ragazzi, portando le loro istanze ai tavoli decisionali. Se ne è discusso su Radio Radicale nella rubrica ASviS condotta da Manieri e Viettone, ospiti Brignacca, Collicelli, Mele. [VIDEO]    21/2/22

RIGUARDA LA PUNTATA

Dopo l’evento ASviS – Cortile dei Gentili, continua il dibattito su “Pandemia e generatività. Bambini e adolescenti ai tempi del Covid”, titolo dell’ultima puntata di Alta sostenibilità, la rubrica ASviS andata in onda il 21 febbraio su Radio Radicale e condotta da Valeria Manieri ed Elis Viettone. Gli ospiti della trasmissione sono stati Federico Brignacca (coordinatore del Gruppo di lavoro dell’ASviS Organizzazioni giovanili), Carla Collicelli (responsabile relazioni istituzionali dell'ASviS e consulta scientifica del Cortile dei Gentili), Jacopo Mele (vicepresidente di Aurora fellows).

Carla Collicelli, responsabile relazioni istituzionali dell'ASviS e Consulta scientifica del Cortile dei Gentili

Declinato il concetto di generatività nell’ottica del rapporto tra le diverse generazioni, Collicelli ha poi ricordato che “il fenomeno della denatalità è una sorta di virus del terzo millennio”, un’espressione utilizzata anche dal presidente della consulta scientifica del Cortile dei Gentili Giuliano Amato nel corso dell’ultimo evento. Il problema, ha aggiunto Collicelli, è “l’equilibrio tra le generazioni, nel nostro Paese la popolazione anziana continua ad aumentare mentre diminuiscono le nascite. Si rischia di andare verso una società drammaticamente squilibrata e incapace di mantenere quella vitalità che deriva proprio dall’intreccio generazionale. Il volume pubblicato dalla consulta su questi temi in parte guarda al passato, parla per esempio della povertà familiare e della crisi del ruolo degli educatori, e in parte guarda a quello che sta succedendo: i ragazzi oggi sono preda delle loro ansie. C’è poi ampio spazio alle proposte sulla denatalità e sulla tutela del benessere di bambini e adolescenti. Su questi problemi noto che c’è un risveglio di interesse, un esempio lo sono le parole di Papa Francesco, del presidente Mattarella e del premier Draghi, tutti citano il ruolo che i giovani devono avere nella fase di ‘rinascita’. Anche Pnrr e Next generation Eu ruotano intorno a questo sguardo verso il futuro, e non dimentichiamo che il concetto di future generazioni è stato finalmente inserito in Costituzione”.

Federico Brignacca, coordinatore del Gruppo di Lavoro dell’ASviS Organizzazioni Giovanili

Per Brignacca “le nuove generazioni sono inascoltate, non sembrano essere prese in seria considerazione dalle istituzioni. Attraverso il dialogo intergenerazionale è possibile instaurare un continuo confronto con i giovani, che vivono le contraddizioni del presente e le difficoltà di tutti i giorni, sul piano lavorativo, della salute e della scuola. Un buon esempio, in questo senso, è stata la Youth for Climate organizzata dal Mite a Milano in occasione della pre-Cop 26 di Glasgow, dove ragazzi provenienti da 189 Paesi sono stati ascoltati per trovare soluzioni concrete alla lotta al cambiamento climatico. Un lavoro che però non deve fermarsi, deve avere un seguito sui tavoli decisionali. È necessario pensare ai giovani come un qualcosa di non passivo, sappiamo cosa vuol dire essere cittadini attivi. Ci vuole fiducia in una relazione: se lo sguardo dello Stato sui giovani è quello del futuro, allora deve essere per forza propositivo”.

Jacopo Mele, vice-presidente di Aurora Fellows

Infine Mele ha ricordato l’importanza della fase di ascolto, disegnando anche il ruolo attivo delle nuove generazioni nella società del futuro: “con la fondazione lavoriamo con ragazzi tra i 10 e i 21 anni. Quello che abbiamo notato è che prima del Covid c’era una grande capacità di cooperare e di interagire con gli altri, ma dopo le cose sono cambiate, possiamo dire che la cooperazione è venuta meno. Il tema delle passioni che hanno i ragazzi è fondamentale, troppe volte non ne parliamo, forse anche per paura, ma dobbiamo fermarci a chiedere alle nuove generazioni quali sono le loro passioni. Crediamo che bisogna essere imprenditori nelle prossime generazioni. Un imprenditore non è per forza quello che crea nuove imprese, ma è quello che partecipa alla comunità, assumendosene i rischi e responsabilizzandosi rispetto alle proprie azioni. Parliamo dunque di una generazione che agisce. Bisogna dare ai ragazzi la possibilità di sperimentare, non possiamo continuare a formare le persone come 50 anni fa, tantomeno continuargli a fare le stesse promesse, come se il mondo non fosse cambiato”.

Leggi la cronaca dell'evento ASviS-Cortile dei Gentili "Pandemia e generatività"

 

di Ivan Manzo

 

RIASCOLTA L’ULTIMA PUNTATA – Alta sostenibilità: Pandemia e generatività. Bambini e adolescenti ai tempi del Covid

 

Vai all'archivio delle puntate di Alta sostenibilità, la trasmissione di ASviS a cura di Valeria Manieri, Ruggero Po ed Elis Viettone, in onda il lunedì dalle 12:30 alle 13:00 su Radio Radicale.

Lunedì 21 Febbraio 2022

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