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PARITÀ DI GENERE

Raggiungere l'uguaglianza di genere e l'empowerment (maggiore forza, autostima e consapevolezza) di tutte le donne e le ragazze

Nel mondo le donne rappresentano il 39% della forza lavoro, ma detengono solo il 27% delle posizioni manageriali. In Italia c’è stato un sensibile miglioramento registrato dal 2010 al 2017, grazie all’aumento della quota di donne negli organi decisionali e nei consigli di amministrazione delle società quotate in borsa, ma la media Ue è ancora lontana.

8 marzo: “Indipendenza economica e welfare, così costruiamo la parità”

Oltre cento anni fa celebrata per la prima volta negli Usa la ricorrenza. Molti progressi raggiunti ma non dobbiamo abbassare il livello di guardia su ciò che accade in Italia e nel mondo. ASviS: “Il Pnrr va nella direzione giusta”. [VIDEO] 8/3/22

Centotrentacinque. 135 è un numero che le donne di tutto il mondo dovrebbero tenere bene a mente perché se è vero, come scriveva lo storico Eric Howsbam, che “la rivoluzione femminile è stata l’unica rivoluzione riuscita del Novecento”, a sentire il World Economic Forum, tanti sono ancora gli anni necessari per raggiungere una piena parità di genere.

Pesano in questa proiezione le possibilità di accesso a istruzione e servizi sanitari, un lavoro dignitoso, il rispetto dei diritti sociali e civili ma anche la realizzazione delle proprie potenzialità e aspirazioni. Stabilità politica e istituzionale i presupposti su cui costruire società eque ed inclusive.

La guerra in Ucraina ci mostra ancora una volta che a soffrire di più nei momenti di crisi sono le fasce più deboli, in primo luogo le donne. Donne coraggiose che portano su di sé il peso di storiche discriminazioni e che oggi spesso rimangono l’unico riferimento di famiglie smembrate”, dichiarano nella nota "Donne testimoni di pace" le coordinatrici del Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 5 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, dedicato all’empowerment femminile.

GUARDA L'INTERVENTO DI APERTURA DI LINDA LAURA SABBADINI AL W20 DI ROMA

Sono passati oltre cento anni da quando l'8 marzo del 1908 è stata celebrata per la prima volta negli Stati Uniti la Giornata internazionale dei diritti della donna - ricorrenza tradotta in Italia dal 1922 - e quasi mezzo secolo dal 1977, quando l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato la Convenzione per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne.

Da allora è innegabile che la condizione di donne e bambine a livello globale sia generalmente migliorata. Senza perdere di vista le lotte per una completa affermazione del genere femminile nel mondo, però, non dobbiamo abbassare il livello di guardia su ciò che accade entro i nostri confini.

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Ci ricorda Emma Bonino, storica attivista dalla parte delle donne: “I diritti non sono qualcosa di acquisito e immutabile nel tempo e la loro tutela deve essere sempre vigilata, per non svegliarsi un giorno e vedere decenni di lotte vanificate”.

La recente nomina di Rosanna Oliva de Conciliis a Cavaliere di Gran Croce da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, testimonia il cambiamento avvenuto nella seconda metà del '900. Era infatti il 1960 quando Oliva De Conciliis, oggi presidente della Rete per la parità e co-coordinatrice del Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 5 (“Raggiungere l’uguaglianza di genere e l’autodeterminazione di tutte le donne e ragazze) fu ammessa a partecipare ai concorsi pubblici, prima donna in Italia, dopo aver vinto il ricorso alla Corte Costituzionale.

Sulla situazione odierna è ancora il World Economic Forum a fotografare l'Italia. Il Global Gender Gap Report del 2021, infatti, ci colloca al 63esimo posto su 156 Stati presi in esame per la parità di genere: una classifica che la dice lunga sulla condizione femminile nel nostro Paese.

Condizione esasperata da mesi di emergenza sanitaria che hanno acuito il divario e le criticità già presenti prima dello scoppio della pandemia, come ha sottolineato il Gruppo di Lavoro dell'ASviS sul Goal 5 che in una analisi sull'impatto della crisi in termini di genere ha denunciato il reale rischio di rendere strutturali gli arretramenti accumulati negli ultimi due anni in alcuni degli ambiti più sensibili, primo fra tutti il lato occupazionale, come dettagliatamente spiegato nell'ASviS live 2021 “Donne: partecipazione e occupazione per il rilancio del Paese”.

GUARDA L'ASviS LIVE 'DONNE, PARTECIPAZIONE E OCCUPAZIONE PER IL RILANCIO DEL PAESE'

Esiste infatti anche una violenza che non lascia segni sul corpo né ferite nell'anima ma che al pari degli altri tipi di violenza erode libertà, affermazione e diritti: è la violenza economica. “Una donna indipendente dal punto di vista economico ha meno probabilità di subire violenza fisica e psicologica”, afferma Dora Iacobelli, già vicepresidente Legacoop, oggi presidente Assemblea dei delegati Legacoop e co-coordinatrice del Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 5.

Secondo l'Istat, il tasso di occupazione femminile nel 2021 era circa al 50%, 18 punti in meno di quello maschile, situazione ancora aggravata a seguito della crisi da Covid-19.

Forti, inoltre, le disparità di trattamento a livello lavorativo, fra le quali spicca la differenza salariale tra uomini e donne che nel settore privato si attesta intorno al 18%. Divario evidente anche nell'ambito del lavoro di cura e dei carichi familiari, spesso in prevalenza sulle spalle delle donne, costrette così ad accettare lavori vicino casa, flessibili e non di rado sottopagati.

“La mancanza di una occupazione stabile e di qualità, unita alle disparità salariali, rende più frequente tra le donne la condizione di povertà con conseguenze immediate sulla loro qualità di vita ma anche nella terza età, dove presentano una maggiore precarietà economica. Il potenziamento dei servizi di cura universali e di qualità per infanzia, anziani e disabili costituisce una delle soluzioni più rilevanti per far crescere l’occupazione femminile”, ribadisce Liliana Ocmin, responsabile del Coordinamento Nazionale Donne Cisl, Componente del Consiglio di Amministrazione Ilo e co-coordinatrice del Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 5.

GUARDA L'EVENTO 'COME CONTRASTARE LA VIOLENZA ECONOMICA SULLE DONNE'

Positiva in questo senso è la direzione in cui va il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che per la prima volta introduce un'importante innovazione strategica e culturale nelle politiche per la parità di genere, considerandole tra le priorità trasversali nel Piano che ha l'obiettivo di rilancio del Paese.

Potenziamento delle infrastrutture socio-assistenziali, in primis degli asili nido, l’applicazione del principio di pari opportunità nel mercato del lavoro, la promozione concreta della leadership femminile ai vari livelli, nonché l’adozione del Fondo per l’imprenditoria femminile sono tutti interventi molto positivi, come lo è la realizzazione da parte dell'Italia della sua prima Strategia nazionale per promuovere le pari opportunità e la parità di genere. Un documento programmatico basato su una visione di lungo termine, utile quadro di riferimento per modelli e valori, che indica la direzione delle politiche e il punto di arrivo auspicato.

GUARDA LA PUNTATA DI 'ALTA SOSTENIBILITA'' SU RADIO RADICALE 'PARITA', PNRR E RIPRESA'

Il Festival dello sviluppo sostenibile organizzato ogni anno dall'ASviS – 17 giorni con centinaia di eventi su tutto il territorio italiano per promuovere la cultura della sostenibilità e coinvolgere sempre più cittadini, imprese, istituzioni e organizzazioni della società civile - è un momento di collaborazione, analisi e proposta, un punto di riferimento per l'elaborazione di policy e politiche, ma anche di condivisione di buone pratiche e approfondimenti su ciascun Obiettivo dell'Agenda 2030 delle Nazioni unite.

Negli appuntamenti a cura dei Gruppi di lavoro dell'ASviS vengono messi in relazione i diversi aspetti dello sviluppo sostenibile strettamente interconnessi e interdipendenti, come nell'evento organizzato dal Gruppo di lavoro sul Goal 5 per l'edizione del Festival 2021Donne, la medicina delle differenze, salute e servizi socio-sanitari integrati nel territorio”, in cui parità di genere (Goal 5), salute (Goal 3), innovazione (Goal 9), città e comunità (Goal 11) e lavoro (Goal 8) hanno costituito un unico discorso sulla condizione femminile e il contesto nazionale.

GUARDA L'EVENTO 'DONNE, LA MEDICINA DELLE DIFFERENZE, SALUTE E SERVIZI SOCIO-SANITARI INTEGRATI NEL TERRITORIO'

 

Leggi la nota "Donne testimoni di pace"

 

di Elis Viettone

Martedì 08 Marzo 2022

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