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Nel 2018 il tasso globale di disoccupazione è sceso al 5%. In Italia i giovani disoccupati che non studiano né si formano (Neet) hanno raggiunto i livelli più alti dell’Ue. Inoltre, permangono fortissime differenze territoriali, con le regioni del Mezzogiorno ben distanti da quelle del Centro e del Nord in termini di output economico e di occupazione.

ASviS e Forum DD: il Rem sia uno strumento rapido e capace di arrivare a tutti

Alla vigilia dell'emanazione del decreto legge con il Reddito di emergenza, ASviS e Forum Disuguaglianze e Diversità pubblicano un documento per superare le criticità che presenta il progetto del Governo e sfruttare pienamente l’occasione. 5/5/20


L’introduzione, ormai imminente, del Reddito di emergenza (Rem) nel prossimo decreto del Governo è una notizia da salutare positivamente, tuttavia esistono ancora “dubbi che possono e devono essere risolti”. Questo, in sintesi il messaggio che l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile e il Forum Disuguaglianze e Diversità hanno rilanciato in vista dalla promulgazione del prossimo decreto del Governo che conterrà misure a sostegno delle fasce di popolazione in difficoltà a causa del blocco delle attività dovute al Covid-19. Inoltre, al comunicato, è stata allegata una nota tecnica, dove Alleanza e Forum sono entrati nello specifico, illustrando le criticità su cui intervenire. 

Se si dovesse seguire la logica iniziale del provvedimento, spiega il documento, il Rem lascerebbe “un quadro di difficile interpretazione. A giudicare dalle previsioni contenute nel Decreto è prevalsa la logica di una varietà di prestazioni che segmentano la popolazione in numerosi gruppi”, mentre, in questo senso, sarebbe stato meglio “un piano per la tutela universale del reddito in questi primi mesi della crisi basato su un numero limitato di misure, ben distinte tra loro” e ispirate al principio di equità. Inoltre, si legge ancora nel documento, latita “l’orientamento al futuro. La frammentazione delle misure messe in campo per l’immediato” potrebbe rappresentare, in futuro, “un ostacolo alla realizzazione di più organiche politiche di welfare”.

Un altro aspetto affrontato dalle due associazioni è la tempestività del provvedimento e la capacità di raggiungere immediatamente persone non coperte da altre misure, mentre il Rem disegnato nel decreto appare invece più concentrato a “minimizzare il rischio di irregolarità”, e a contenere “la spesa pubblica dedicata. In pratica, questi due obiettivi vengono perseguiti – contrariamente a quanto avviene in gran parte dei Paesi nel resto del mondo – senza apportare modifiche alle abituali modalità di presentazione della domanda e di erogazione della misura al fine di renderle più celeri e semplici rispetto alle prassi ordinarie” limitando, in questo modo, la possibilità di accesso alla misura d’emergenza, scrivono AsviS e Forum DD.

I criteri per ottenere il Rem rappresentano un'altra criticità individuata nella nota tecnica. L’accesso alla misura, infatti, è determinato da criteri di natura economica: reddito, patrimonio mobiliare e Isee. “Quest’ultimo deve essere inferiore a 15mila euro”; tuttavia, si legge nel documento oggi, il 72% degli Isee compilati in Italia è al di sotto di questa cifra e “non rappresenta un elemento significativo di discrimine della popolazione interessata, mentre a selezionare effettivamente l’utenza saranno le soglie di reddito e patrimonio, più ridotte. Dunque, l’Isee richiesto non serve per decidere chi debba ottenere il Rem”. Un problema a cui va sommata la difficoltà di calcolare “il valore del reddito familiare e quello del patrimonio mobiliare”, che vanno inserite nella domanda senza che sia stato previsto dal decreto un percorso più rapido.

Infine, la misura così come è stata immaginata dal Governo, prevede che le famiglie percettrici di Reddito di cittadinanza (Rdc) possano richiedere il Rem ad integrazione della somma già fruita. Tuttavia, “non risulterebbe affatto immediato per i nuclei che fruiscono del Rdc sapere se potrebbero avere diritto all’integrazione. Neppure pare auspicabile prevedere che centinaia di migliaia di famiglie – a beneficiare del Rdc sono circa 950mila – presentino domanda per riceverla. Gli effetti di una tale disposizione non potranno che essere confusione, sospetto e mancato ottenimento di quanto spetterebbe loro per molte famiglie”.

C’è ancora tempo per intervenire e migliorare il provvedimento, spiegano dalle due associazioni, “l’opportunità del Reddito di emergenza non va sprecata”.


Scarica il comunicato di ASviS e Forum DD


Scarica la nota tecnica


di William Valentini

Martedì 05 Maggio 2020
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