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Lo Spazio per uno sviluppo sostenibile

di Stefano Ferretti, Space Policy Officer, European Space Agency

A Vienna nella conferenza “Lo Spazio per uno sviluppo sostenibile”, all'European Space Policy Institute, è emersa la necessità che il settore Spaziale consulti i Paesi in via di sviluppo per coglierne i bisogni e considerare quali infrastrutture satellitari siano le più appropriate ed efficaci.
Novembre 2016

 La conferenza “Lo Spazio per uno sviluppo sostenibile”, che si è tenuta presso lo European Space Policy Institute a Vienna, ha riunito professionisti di molteplici settori, suscitando dibattiti attorno al tema e favorendo la creazione di una piattaforma di dialogo tra le varie comunità. I relatori e i partecipanti di varia provenienza, in primis l’ Ufficio delle Nazioni Unite deputato allo Spazio (UNOOSA), le agenzie spaziali, le agenzie per la cooperazione internazionale e lo sviluppo, le università, l’ industria e i nuovi attori privati, varie istituzioni europee e internazionali, anche di carattere finanziario, hanno dibattuto per due giorni su temi quali “Lo Spazio come fattore abilitante”, “Lo sviluppo sostenibile e lo Spazio”, “Aspetti finanziari e non finanziari dello sviluppo sostenibile”. Le tre sessioni hanno stimolato un dibattito tra i principali attori, coinvolgendo specialmente coloro i quali svolgono le loro funzioni sul campo nell’ambito dello sviluppo sostenibile, aprendo un nuovo dialogo che vuole superare la dimensione puramente teorica o tecnologica, spesso associata al mondo dello Spazio. Infatti, tutti i relatori hanno sottolineato l’importanza di continuare a sviluppare piattaforme di dialogo  interdisciplinari, specialmente nell’ottica della piena e coerente implementazione dei Sustainable Development Goals (SDGs) e della loro naturale evoluzione, ivi incluso il ruolo chiave rappresentato dalla connettività, volta alla riduzione del “digital divide”.

La conferenza segue la recente pubblicazione dell’ESPI Report 59 “Space for Sustainable Development”, che contiene rilevanti indicazioni su dove e come il settore dello Spazio possa supportare il raggiungimento degli ambiziosi obbiettivi indicate dai Sustainable Development Goals (SDGs). Il primo obbiettivo di questo studio è di sottolineare l’ importanza per il settore Spaziale di consultare i paesi in via di sviluppo, al fine di coglierne i reali bisogni sul campo, e quindi considerare quando effettivamente le soluzioni basate su infrastrutture satellitari siano le più appropriate ed efficaci. In passato, infatti, gli attori spaziali hanno spesso promosso le proprie iniziative con grande entusiasmo, avendo però una visione limitata della reale domanda dei servizi dedicati allo sviluppo. Con l’adozione dei Sustainable Development Goals (SDGs), vi è l’ opportunità di creare nuovi e più efficaci meccanismi di dialogo tra gli attori dello sviluppo sostenibile, quali autorità locali e regionali, ONG presenti sul campo, agenzie governative per lo sviluppo, e le Nazioni Unite, da una parte, e gli attori del settore spaziale, incluse le agenzie spaziali, le università e l’industria, quali fornitori di tecnologia, dati e servizi, dall’ altra.

Il gruppo di lavoro che ha predisposto il rapporto 59 dell’ESPI, ha concluso che un miglior dialogo e una maggior risposta ai bisogni espressi da coloro i quali sono direttamente coinvolti con i temi dello sviluppo, mostrerà che ci sono molte nuove aree nelle quali lo Spazio può contribuire al raggiungimento degli SDGs, ed ancor più che lo Spazio in molti casi può rappresentare la miglior soluzione ai problemi legati allo sviluppo sostenibile. Il potenziale dello Spazio nella gestione delle risorse ambientali e degli effetti locali del cambiamento climatico, nella facilitazione delle telecomunicazioni e della gestione logistica, è già ben documentato. In questo contesto, il rapporto dell’ ESPI fornisce una visione generale di dove lo Spazio rivesta già un ruolo significativo, e dove abbia un potenziale ancora inespresso. In questo senso, la vera sfida, al momento, non è tanto quella di creare nuove infrastrutture spaziali, quanto quella di utilizzare quelle esistenti, incluse nuove funzioni integrate e una gestione dei Big Data da esse messe a disposizione, in modi innovativi che possano meglio rispondere agli obbiettivi degli SDGs.

La conferenza ha dato prova del fatto che il settore dello Spazio sia ben posizionato per favorire il raggiungimento di questi obbiettivi, presentando i risultati raggiunti dalla Indian Space Research Organization, nel campo della educazione a distanza e della telemedicina. Un altro segnale molto incoraggiante è stato veicolato dalla Agenzia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID) che ha presentato la collaborazione strategica SERVIR con la NASA, a dimostrazione del fatto che lo Spazio può efficacemente mettersi al servizio dello sviluppo sostenibile a livello globale, fornendo elementi chiave nelle fasi di monitoraggio, valutazione e decisione strategica.  In questo contesto, l’African Union ha presentato la sua recente strategia e policy spaziale, che è stata concepita al fine di creare un programma spaziale africano ben coordinato e integrato, che risponda ai bisogni degli utenti e migliori l’accesso ai servizi spaziali, anche mediante una rinnovata ed efficace collaborazione internazionale, a partire dall’ Europa che può offrire contributi di grande valore, specialmente in relazione ai programmi Copernicus e Galileo.

La conferenza ha fornito quindi nuovi elementi di riflessione e raccomandazioni affinché si possano consolidare in modo strutturale i contributi di successo, fin qui dimostrati da parte del settore dello Spazio, per la piena realizzazione dei Sustainable Development Goals. Gli attori del mondo dello Spazio sono stati sollecitati ad adottare un approccio end-to-end nello sviluppo di soluzioni che partano dai bisogni degli utilizzatori, al fine di evitare la perpetuazione di diseguaglianze, evitando scenari basati sul modello di “technology push”. A tal fine si è sottolineata l’importanza di sviluppare una maggior condivisione di informazioni e una cooperazione inter-settoriale, inter-istituzionale (e.g. stati e ONG), ed internazionale. In secondo luogo, il settore spaziale deve garantire l’accesso alle infrastrutture, ai dati e alle sue risorse tecnologiche in modo proattivo, mentre le organizzazioni internazionali, le ONG e gli Stati dovrebbero migliorare la loro conoscenza tecnologica, al fine di rafforzare lo sviluppo di capacità, migliorare le infrastrutture terrestri e ridurre l’ impatto ambientale. Infine, per raggiungere questi obbiettivi, i relatori hanno espresso il desiderio di creare una piattaforma di dialogo intersettoriale e interdisciplinare, e la creazione di servizi sul campo che impieghino i dati satellitari in tempo reale. Le migliori pratiche dimostrate sul campo dovrebbero essere raccolte, al fine di creare fin d’ora requisiti comuni per lo sviluppo della prossima generazione di infrastrutture spaziali, che rispondano pienamente agli obbiettivi definiti dall’ Agenda 2030 delle Nazioni Unite. La conferenza si è conclusa in uno spirito di rinnovata fiducia e collaborazione, ispirate fin dal discorso iniziale del Prof Vittorio Prodi, che aveva ricordato “It is time to consider what we are going to lose if we don't act together".

 

 

Maggiori informazioni sulla conferenza: http://www.espi.or.at/10th-autumn-conf

ESPI Report “Space for Sustainable Development”: http://www.espi.or.at/images/stories/dokumente/Reports/Rep59_online_1600617-1243.pdf

 

 

Aderenti

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - ASviS
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