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A livello globale crescono le imprese dei settori ad alta e media tecnologia, che rappresentano il 45% del valore totale della produzione. In Italia migliorano gli indicatori relativi alla diffusione della banda larga, all’utilizzo di internet, al tasso di ricercatori e alla quota di merci trasportate su ferrovia.

Alta sostenibilità: in Italia manca una reale cultura del fenomeno migratorio

Il sostegno agli Stati africani e la necessità di aggredire le cause dei bassi salari. Se ne è discusso su Radio Radicale nella rubrica ASviS condotta da Manieri e Viettone, ospiti Collicelli, Crosetto e Quartapelle. [VIDEO]. 13/6/22

Immigrazione e lavoro, tra numeri, necessità e campagna elettorale” è il titolo dell’ultima puntata di Alta sostenibilità andata in onda su Radio Radicale il 13 giugno e condotta da Valeria Manieri ed Elis Viettone. Ospiti: Carla Collicelli (sociologa del welfare e della salute, associate researcher presso Cnr – Cid ethics), Guido Crosetto (imprenditore e presidente dell'Aiad, Federazione aziende italiane per l'aerospazio, la difesa e la sicurezza), Lia Quartapelle (deputata Partito Democratico).

In Italia vivono circa 500 mila stranieri irregolari, come la politica intende far fronte a questo problema conciliandolo anche con la questione demografica e il tema del lavoro?

Carla Collicelli, sociologa del Welfare e della salute, Associate researcher presso Cnr – Cid Ethics

Durante il suo intervento Collicelli ha tratteggiato le dimensioni del fenomeno, “sullo sfondo di una situazione globale che è fatta di flussi migratori, di persone sfollate, secondo l’Onu sono 90 milioni gli sfollati nel mondo e 261 milioni i migranti. L’Italia si colloca in questo quadro con una popolazione straniera che ha raggiunto l’8,5% della popolazione nazionale, con 2,5 milioni di occupati nei diversi settori. Le nazionalità di provenienza sono tantissime, soprattutto Romania, Albania, Cina, Marocco e Ucraina, anche prima della guerra. Alcuni processi di sanatoria che abbiamo portato avanti nel Paese non sono stati efficienti, anche se parliamo dell’acquisizione della cittadinanza, a fronte di un aumento siamo ancora ben lontani dall’aver costruito un processo solido di integrazione, riconoscimento e rispetto della cultura di queste persone. Due anni fa abbiamo condotto una ricerca sul fenomeno migratorio in Africa traendo alcune conclusioni. La prima è che serve un vero e proprio piano Marshall per l’Africa, dopo la pandemia e la guerra in Ucraina che ha scatenato il fenomeno degli approvvigionamenti alimentari questo diventa urgentissimo. La seconda riguarda il sostegno a Stati e governi africani. Chi parte da quelle zone è eroe o fallito? È per certi versi eroe se riesce ad aiutare la sua famiglia e il suo villaggio, è fallito se non riesce a farlo. Ecco, tutto ciò si riverbera sull’identità di queste persone, anche dei giovani di seconda generazione. Se non lavoriamo su questi aspetti socioantropologici e di quanto contano per l’integrazione non andiamo da nessuna parte. Con Futuranetwork.eu e l’ASviS stiamo organizzando per il 20 giugno un evento online proprio su questi temi”. 

Guido Crosetto, imprenditore e presidente dell'Aiad, Federazione aziende italiane per l'aerospazio, la difesa e la sicurezza

Alla domanda su come leggere il mancato incontro tra esigenze delle imprese che non riescono a trovare personale e stranieri che restano al di fuori del campo della legalità, Crosetto ha risposto con un esempio recente: “In teoria il decreto flussi quest'anno prevede manodopera che in certi settori dovrebbe soddisfare la domanda, ma per l’agricoltura le domande sono ferme da due mesi e mezzo perché c'è un problema informatico al ministero degli Interni. Coldiretti sta pregando di passare al manuale e di tornare indietro ai fogli scritti perché le pratiche sono bloccate. I problemi non sono solo quelli di ‘prevedere’ ma sono anche quelli della burocrazia. Le difficoltà che incontra il settore agricolo sono le stesse di quello turistico”.  Da Crosetto un riferimento al tema dei bassi salari: “Lo dico da imprenditore: cercare manodopera non significa cercare schiavi. Il compenso e gli orari che richiedi alle persone sono elementi significativi. Ho l'impressione quando leggo le storie sui giornali che ci sia qualcuno che pensa che sia un onore poter lavorare in alcuni settori, ma se il salario non consente di avere una vita dignitosa e di mantenere la famiglia salta il patto sociale che tiene unita la nazione. Chiaramente dobbiamo pensare di risolvere non soltanto con l'immigrazione il problema del lavoro, perché avere la domanda da una parte che non incrocia i giovani disoccupati italiani è un altro problema da porci. La soluzione non può però arrivare da chi fa impresa ma da chi analizza questi fenomeni sociali e ci spiega cosa dobbiamo fare. Altro problema che avremo nei prossimi anni è che importeremo 35 mila operai meccatronici, li prenderemo in Germania e Francia perché il sistema scolastico li forma per questo tipo di lavori, a differenza del nostro. Il tema è di difficile soluzione, ripeto: dobbiamo capire come mai offerta e domanda di lavoro nel nostro Paese non si incontrino”.

Lia Quartapelle, deputata del Partito democratico

“Ci tengo a fare prima di tutto un un mea culpa generalizzato, credo che una serie di nodi stiano venendo al pettine ma siamo ancora in grado di evitare situazioni più drammatiche”, ha poi sottolineato Quartapelle, “l'Italia è sempre in difficoltà con i processi organizzativi, tra il dire e il fare in Italia c'è di mezzo l'oceano. Un problema ancor più acuto col fenomeno che richiede proprio capacità di programmazione, dove occorre organizzarsi per tempo. Ragazzi di seconda generazione e lavoratori che arrivano col decreto flussi sono due cose diverse ma su cui si fa fatica. Sono un’esponente di sinistra e in generale la mia parte politica ha sempre pensato che tutti i fattori dell'immigrazione avvenissero spontaneamente, si è lavorato molto poco sia sul fronte delle politiche dell'integrazione e sia su quello delle politiche di programmazione. In questi giorni sono stata in Polonia, dove stanno accogliendo milioni di ucraini con una organizzazione pazzesca, che noi ci sogniamo. Sono riusciti a dare il senso di uno sforzo nazionale. Noi non abbiamo mai favorito una cultura legata alla gestione dell’immigrazione”. 

 

di Ivan Manzo

 

 

RIASCOLTA L’ULTIMA PUNTATA  - Alta sostenibilità - Immigrazione e lavoro, tra numeri, necessita' e campagna elettorale

 

Vai all'archivio delle puntate di Alta sostenibilità, la trasmissione di ASviS a cura di Valeria Manieri, Ruggero Po ed Elis Viettone, in onda il lunedì dalle 12:30 alle 13:00 su Radio Radicale.

Lunedì 13 Giugno 2022

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