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IMPRESE, INNOVAZIONE E INFRASTRUTTURE

Costruire una infrastruttura resiliente e promuovere l'innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile

In Italia, rispetto all'Europa, l’obiettivo di un investimento in ricerca e sviluppo pari all’1,53% del Pil sembra ancora lontano, che rimane un passo indietro anche nel finanziamento alle startup. Il 2018 ha visto un aumento del totale di investimento inerente ai capitali di rischio e diversi miglioramenti nel settore Ict: aumentano dal 12,9% al 16,9% le imprese che investono sulle competenze digitali.

La Banca d’Italia adotta criteri di sostenibilità per i propri investimenti

L’Istituto modifica il suo portafoglio azionario, 8 miliardi di euro investiti in 140 società quotate, privilegiando le imprese con le migliori performance Esg e preannuncia modifiche anche per il patrimonio obbligazionario. 17/5/2019

Con un “approfondimento” pubblicato sul proprio sito il 15 maggio, la Banca d’Italia ha annunciato che ha “modificato le modalità di gestione dei propri investimenti finanziari attribuendo un peso maggiore ai fattori che favoriscono una crescita sostenibile, attenta alla società e all'ambiente. Aumenteranno quindi le risorse destinate alle imprese con le migliori prassi ambientali, sociali e di governance (i fattori Esg, acronimo di Environmental, Social and Governance)”.

“La decisione”, prosegue la nota, “è dettata dall'obiettivo di valorizzare la responsabilità sociale delle imprese e di migliorare la gestione del rischio finanziario e reputazionale. La Banca d'Italia si impegna a contribuire in primo luogo a uno sviluppo economico sostenibile privilegiando, nelle proprie scelte di investimento, le imprese che adottano prassi virtuose centrate sull'impiego di metodi produttivi rispettosi dell'ambiente, sulla garanzia di condizioni di lavoro inclusive e attente ai diritti umani e sull'adozione dei migliori standard di governo d'impresa. Condotte aziendali inappropriate possono generare costi e rischi non solo per le singole imprese ma per il sistema economico nel suo insieme e riflettersi, talora anche nel breve periodo, sulla stabilità finanziaria e sulla crescita economica. Viceversa, come confermato da un'ampia letteratura e da studi empirici, le imprese attente ai fattori Esg sono generalmente meno esposte a rischi operativi, legali e reputazionali, e sono più orientate all'innovazione e all'efficienza nell'allocazione delle risorse; per questo motivo sono valutate come più interessanti dagli investitori e beneficiano di un minore costo del capitale”.

Il documento precisa che questa scelta riguarda “gli investimenti finanziari dei fondi propri della Banca e, in particolare, i portafogli di azioni emesse da società dell'area dell'euro (inclusa l'Italia), che ammontano a circa 8 miliardi di euro, pari al 6 per cento degli investimenti finanziari in euro e comprendono titoli di circa 140 società quotate”.

Dopo una spiegazione tecnica dei criteri prescelti e delle conseguenti variazioni di portafoglio nel patrimonio della Banca, il documento fornisce una indicazione per il futuro: “La Banca d'Italia intende proseguire il percorso di miglioramento dei profili Esg del suo portafoglio azionario e condurre approfondimenti per estendere l'adozione dei criteri Esg anche agli investimenti in obbligazioni societarie. La Banca è infine impegnata ad accrescere la sensibilità del mondo finanziario verso obiettivi socialmente responsabili anche attraverso la partecipazione in organismi internazionali. Essa aderisce al Network for Greening the Financial System, costituito alla fine del 2017 da alcune delle principali banche centrali e autorità di supervisione del mondo; il Network coordina iniziative di studio e scambi di esperienze sulla gestione del rischio ambientale e climatico nel settore finanziario e svolge un ruolo di catalizzatore della transizione verso un'economia sostenibile.

a cura di Donato Speroni

venerdì 17 maggio 2019
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