Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

I nostri Progetti per orientare verso uno sviluppo sostenibile

L'Alleanza produce documenti con cadenza annuale (Rapporto ASviS "L'Italia e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile", Rapporto sui Territori, analisi della Legge di Bilancio), Position Paper e altre pubblicazioni rilevanti. 

Contatti: Responsabile Comunicazione - Claudia Caputi

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together 270 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).   
 

Alta sostenibilità: occorre mettere a sistema le tante strategie degli enti locali

Il valore del territorio, lo sviluppo delle città, la formazione per intercettare e gestire i fondi Ue. Se ne è discusso su Radio Radicale nella rubrica ASviS condotta da Manieri e Po, ospiti Bottalico, Caprioglio,  Medici [AUDIO] 21/12/20

- Alta sostenibilità -

Come dimostrato dall’ultimo Rapporto ASviS dal titolo “I territori e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile”, presentato lo scorso 15 dicembre nel corso di un evento online, gli enti locali si stanno muovendo con maggior decisione sull’Agenda 2030 rispetto a quanto fatto dagli ultimi governi. In ottica dell’utilizzo dei fondi del Next Generation Eu, bisogna però rispondere a una fondamentale domanda: come mettere a sistema la molteplicità di strategie che arrivano dai territori sullo sviluppo sostenibile?

È uno dei temi trattati durante la puntata del 21 dicembre dalla rubrica ASviS “Alta Sostenibilità”, in onda su Radio Radicale e condotta da Valeria Manieri e Ruggero Po. Ospiti della puntata: Gianni Bottalico (responsabile dei rapporti con gli enti territoriali per l’ASviS), Ilaria Caprioglio (sindaca di Savona) e Carlo Medici (presidente della Provincia di Latina, sindaco di Pontinia, vicepresidente regionale Lazio dell'Upi - Unione province d'Italia).

Ad aprire il dibattito è stato Gianni Bottalico, che prima ha ricordato come “il valore del territorio sia fondamentale” e poi ha elencato qualche dato che emerge con forza dall’ultimo Rapporto ASviS. “Non c’è più una divisione Nord, Sud e Centro ma le differenze ora sono tra diverse zone, sparse un po’ a macchia di leopardo lungo tutto il Paese”, ha detto Bottalico. “Partiamo dalle buone notizie. Oltre il 90% delle regioni e delle province autonome sulla base dei trend storici ha raggiunto o raggiungerà il target del 25% di superficie agricola utilizzata per coltivazioni biologiche entro il 2030; il 70% ridurrà di un quarto il tasso di mortalità per le principali cause tra i 30 e i 69 anni (rispetto al 2013), mentre circa il 50% riuscirà a raggiungere la quota del 32% di energie rinnovabili sul consumo finale lordo. Per quanto riguarda le cattive notizie, le regioni difficilmente riusciranno a limitare l’uso dei pesticidi come previsto dai target e a combattere il fenomeno del consumo di suolo, non verrà raggiunta la parità di genere nel tasso di occupazione, e le reti di distribuzione non saranno efficienti tanto quanto l’Agenda 2030 richiede”.

“In merito alle città metropolitane, il dato positivo riguarda la quota di laureati e di persone in possesso di alti titoli terziari. Le notizie negative provengono dall’efficienza delle reti di distribuzione dell’acqua potabile, dalla quota di energie rinnovabili e dal consumo di suolo. Questa è solo una breve panoramica sui 17 Goal. Sebbene nel Rapporto siano elencate tutte le difficoltà in relazione alle politiche di sviluppo sostenibile, va sottolineato che sempre più città fanno un uso crescente dell’Agenda 2030 come chiave di programmazione per le politiche territoriali. Per questo motivo guardiamo con fiducia al futuro”, ha concluso Bottalico.

Gianni Bottalico, Responsabile dei Rapporti con gli enti territoriali per ASviS

Ilaria Caprioglio si è soffermata sull’esigenza di avere città sempre più sicure e a misura d’uomo, un fatto che è emerso con forza negli ultimi mesi. “La pandemia ci ha fatto capire quanto sia importante avere città sostenibili e vivibili. Ci siamo resi conto per esempio dell’importanza di costruire una città percorribile e di avere piazze in grado di agevolare la socialità tra le persone”, ha dichiarato la sindaca, che poi ha parlato della parità di genere come un aspetto che si tende troppo spesso a trascurare: “Dobbiamo pensare a tutte quelle donne che con lo smart working hanno avuto un carico di lavoro maggiore tra le mura domestiche. Credo anche che sul tema della violenza di genere ci siamo concentrati troppo su grandi progetti e meno su questioni così delicate. Riguardo al Next Generation Eu, la difficoltà non sta solo nel gestire, ma anche nell’ intercettare questa grossa somma di denaro, un fatto che si collega alla formazione del personale”.

Ilaria Caprioglio, sindaca di Savona

In effetti gli enti locali, se da una parte lamentano una carenza di personale, dall’altra sono alle prese con i problemi legati alla formazione. Per costruire le progettualità richieste dai fondi europei occorre personale qualificato e numeroso che, oltre a gestire l’ordinario, faccia fronte a un carico di lavoro di tipo straordinario, come conferma Carlo Medici. “Abbiamo bisogno di risorse umane. Riguardo all’assetto territoriale, tutto lo Stato ancora organizza la propria vita su base provinciale, si pensi alle prefetture e ai presidi di sicurezza e a tutti gli aspetti legati alla pianificazione. Dobbiamo quindi recuperare il ruolo importante delle province: i piccoli comuni e le amministrazioni locali in questo senso dovranno fare la loro parte” ha aggiunto Medici, che ha infine espresso la sua idea sull’evoluzione del mondo del lavoro. “Credo che la soluzione non sia solo legata all’efficienza dei Centri per l’impiego, che sono la pedina finale di uno sviluppo che in Italia non c’è. Dalla mia esperienza di insegnante posso dire che il Paese ha seri problemi sull’istruzione secondaria e sull’incapacità di colmare il vuoto esistente tra diploma e Università. Per il lavoro occorre puntare molto su una formazione specialistica che oggi manca. Il lavoro generico probabilmente non ha più senso di esistere”, ha concluso.

Carlo Medici, presidente della Provincia di Latina e sindaco di Pontinia, vicepresidente regionale Lazio dell'Upi - Unione province d'Italia

ASCOLTA L'ULTIMA PUNTATA - Alta sostenibilità: occorre mettere a sistema le tante strategie degli enti locali


Vai all'archivio delle puntate di Alta sostenibilità, la trasmissione di ASviS a cura di Valeria Manieri, Ruggero Po ed Elis Viettone, in onda il lunedì dalle 12:30 alle 13:00 su Radio Radicale.

di Ivan Manzo

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