Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

I nostri Progetti per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Lorenzo Scheggi Merlini

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

La maggioranza delle acque di balneazione Ue rispetta gli standard di eccellenza

La qualità delle acque di balneazione europee rimane elevata, secondo uno studio dell’Agenzia europea dell’ambiente. Gli standard minimi di qualità sono soddisfatti nel 93% dei siti. Risultati positivi per l’Italia.  6/7/21

Nel 2020 quasi l’83% delle acque di balneazione europee soddisfa i requisiti richiesti dalla Commissione Ue contro l’inquinamento delle acque e il 93% dei siti monitorati rispetta gli standard minimi di qualità “sufficiente”, con Cipro, Grecia, Malta, Croazia e Austria in cima alla lista, con il 95% delle loro acque valutato come “eccellente”. È quanto afferma il rapporto “European bathing water quality in 2020, lo studio annuale sulle acque balneabili europee realizzato dall’Agenzia europea dell’ambiente (Eea), in collaborazione con la direzione generale dell’ambiente della Commissione europea, e pubblicato il 1 giugno.

Il monitoraggio ha riguardato le acque costiere e interne dei 28 Paesi dell’Unione europea, insieme ad Albania e Svizzera, durante l’anno 2020, coprendo 22.276 siti in tutta Europa, consultabili in dossier e mappe interattive per ogni Paese. Secondo lo studio, la qualità dei siti costieri è generalmente migliore di quella dei siti interni. La situazione delle acque balneabili in Italia risulta al di sopra della media europea con l’88,6% di acque classificate come “eccellenti”, circa 4891 su 5520 siti totali tra costa ed entroterra, a cui si aggiungono il 6,1% di siti in “buono” stato (337 siti), il 2,6% “sufficiente” (143 siti), l’1,7% “povero” (93 siti) e l’1% “non classificabile” (56 siti). Di tutti i Paesi monitorati, la Polonia è stata l'unica con meno del 50% delle sue acque di balneazione giudicate eccellenti.

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“La qualità delle acque di balneazione europee rimane elevata dopo quattro decenni di azioni volte a prevenire e ridurre l’inquinamento” - ha commentato Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’Agenzia europea per l’ambiente – “il diritto dell’Ue non solo ha contribuito a migliorare la qualità complessiva, ma ha anche aiutato a identificare le aree in cui è necessaria un’azione specifica”. Il miglioramento delle condizioni delle acque di balneazione d’Europa, infatti, è dovuto anche all’applicazione della Direttiva Ue sulle acque di balneazione, insieme ad altre normative come la direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane e industriali non trattate o parzialmente trattate. Questi interventi hanno migliorato la qualità dell’acqua, portando negli ultimi anni la quota media dei siti balneari “eccellenti” d’Europa intorno all’85%, determinando una riduzione drastica dell’inquinamento, dovuto principalmente ai batteri escherichia coli e enterococchi intestinali.


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Con una media di “eccellenza” dell’82,8%, nel 2020 soltanto l’1,3% dei siti è risultato di scarsa qualità, quota che è leggermente diminuita rispetto al 2013, spiega il dossier, sebbene persistano problemi nella valutazione delle fonti di inquinamento e nell’attuazione di misure di gestione integrata delle acque. Proprio per questo, nell’ambito del Piano d’azione Zero pollution e in linea con la Strategia sulla biodiversità, la Commissione europea ha recentemente avviato una revisione della direttiva sulle acque di balneazione, con l'obiettivo di valutare le norme attuali per proteggere al meglio la salute pubblica. La revisione in corso della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane, per esempio, ha lo scopo di valutare come in tutta l’Europa sia possibile intraprendere azioni migliori e più efficaci per affrontare gli straripamenti delle acque reflue, soprattutto alla luce degli impatti climatici.

 

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di Viola Brancatella

Martedì 06 Luglio 2021

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