Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

I nostri Progetti per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Lorenzo Scheggi Merlini

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Dall’Ipcc nel 2022 un quadro completo della catastrofe annunciata

Il “Riassunto per i decisori politici” diffuso in questi giorni ha provocato grande allarme, ma è solo l’anticipazione dei risultati contenuti in un complesso lavoro ancora in corso. Ecco le prossime tappe. 11/8/21

Il “Summary for policymakers” che il 9 agosto è stato pubblicato dal Working group I dell’Intergovernamental panel on climate change (Ipcc) è una anticipazione del sesto Rapporto di valutazione, un’analisi approfondita di circa 14mila pubblicazioni sul clima presente, passato e futuro. Gli oltre 200 scienziati che hanno partecipato al lavoro sono giunti alla conclusione che i cambiamenti climatici sono “inequivocabilmente” causati dall’essere umano e che siano necessarie azioni tempestive e radicali per ridurre gli effetti degli eventi estremi che si verificheranno. Il rapporto, che verrà reso noto integralmente il prossimo anno, peggiora fortemente il quadro rispetto ai precedenti documenti dell’Ipcc e ha innescato un ampio dibattito internazionale, anche perché segnala che ogni ritardo avrà conseguenze catastrofiche. Per comprendere pienamente l’importanza di questo nuovo contributo del panel di scienziati sotto l’egida dell’Onu,  è necessario tracciare un quadro complessivo dei lavori dell’Ipcc.

Il contributo del Working group I è una delle tre parti costitutive dei Rapporti di valutazione che l’Ipcc realizza a scadenza di cinque-sette anni per fornire ai policy makers conoscenze scientifiche sui cambiamenti climatici, sui rischi per il Pianeta e sulle possibili azioni di mitigazione e adattamento.

L’Ipcc è un organo intergovernativo con 195 Paesi membri, istituito nel 1988 dall’Organizzazione metereologica mondiale (Wmo) e dal Programma delle Nazioni unite per l’ambiente (Unep). Non conduce direttamente ricerche e monitoraggi, ma si occupa di valutare le pubblicazioni e i lavori della comunità scientifica relativi al cambiamento climatico. È composto da tre gruppi di lavoro:

  • il Working group I si occupa delle conoscenze scientifiche sui cambiamenti climatici;
  • il Working group II si concentra sull’impatto dei cambiamenti climatici e sulle azioni di adattamento;
  • il Working group III elabora soluzioni per ridurre le emissioni di gas serra e mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

I gruppi di lavoro realizzano tre rispettivi contributi con la medesima struttura: un sommario per i policymakers (Spm), un sommario tecnico con i punti fondamentali e il report completo. I contributi sono il risultato dell’analisi di migliaia di pubblicazione da parte di scienziati e della rigorosa revisione da parte di governi e esperti.

Il sesto Rapporto di valutazione, attualmente in fase di elaborazione, comprende quindi il contributo appena diffuso dal Working group I e quelli del Working group II e III che verranno pubblicati nel 2022. Il sesto ciclo di lavori include, inoltre, tre rapporti speciali:

  • “Global Warming of 1.5°C” pubblicato nel 2018;
  • “Climate change, desertification, land degradation, sustainable land management, food security, and greenhouse gas fluxes in terrestrial ecosystems” pubblicato nel 2019;
  • “The ocean and the cryosphere in a changing climate” pubblicato nel 2019;

Tra le attività dell’Ipcc, vi è anche la stesura di report sulla metodologia per la misurazione delle emissioni di gas serra a livello nazionale. All’interno del sesto ciclo di lavori è presente il “2019 Refinement to the 2006 Ipcc guidelines for national greenhouse gas inventories”, una revisione alle linee guida pubblicate nel 2006.

A conclusione del ciclo di lavori viene presentato un Rapporto di sintesi, realizzato dal Core writing team, un gruppo di esperti scelti tra gli autori dei contributi dei Working groups. Secondo quando stabilito durante la 52esima sessione dell’Ipcc, il Rapporto di sintesi del sesto ciclo di lavori, che dovrebbe essere approvato a settembre 2022, sarà costituito da una introduzione e tre parti relative allo stato e ai trend del clima, agli scenari futuri e alle attuali politiche internazionali, fornendo un quadro complessivo dei cambiamenti climatici.

 

Leggi il Summary for policymakers

 

di Maddalena Binda

Mercoledì 11 Agosto 2021

Aderenti