Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

I nostri Progetti per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Niccolò Gori Sassoli.
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Diventare maggiorenni e perdere i diritti: come tutelare i giovani migranti

Perdita del diritto alla salute, all’istruzione, all’assistenza, ai documenti di identità: è quanto accade a bambini e bambine migranti ai 18 anni. Le misure insufficienti e le buone pratiche nei Paesi Ue nell’analisi Picum.   16/5/22

Per migliaia di bambini, bambine e giovani migranti, in Europa compiere 18 anni significa passare a un futuro incerto e perdere i diritti fondamentali garantiti fino alla maggiore età dal diritto internazionale e dall’Unione europea.

A portare l’attenzione su questo tema è il rapporto “Turning 18 and undocumented: ensuring a safe transition into adulthood, diffuso a inizio aprile dall’organizzazione non governativa Platform for international cooperation on undocumented migrants (Picum), che si occupa di tutelare i diritti umani dei migranti senza documenti.

Il documento fa una panoramica su come i Paesi europei facilitano o ostacolano la sicurezza del soggiorno dei bambini e giovani migranti maggiorenni, con particolare attenzione al caso di Belgio, Germania, Spagna, Svezia e Regno Unito.

Diventare maggiorenni e ritrovarsi senza diritti. Il Rapporto spiega che, una volta raggiunta la maggiore età, i giovani migranti perdono l'accesso preferenziale al sostegno e ai servizi essenziali garantiti ai minorenni, come l’assistenza sanitaria, il diritto ad assistenti sociali specializzati, ad avere un tutore, a istruirsi e a formarsi.

Per i ragazzi e le ragazze con uno status di soggiorno precario diventare maggiorenni significa non solo perdere i diritti fondamentali, ma anche perdere i documenti, e senza un permesso di soggiorno sicuro non è possibile svolgere attività garantite a tutti gli altri giovani, come studiare, lavorare o prendere la patente; per questo spesso i ragazzi e le ragazze irregolari diventano emarginati e senza fissa dimora. 

Le misure nei Paesi dell’Ue: sei casi studio. La maggior parte degli Stati membri dell'Unione europea (16 su 27) protegge i minori non accompagnati dall'espulsione, rilasciando un permesso di soggiorno temporaneo fino al compimento dei 18 anni o non attuando gli ordini di rimpatrio quando sono minorenni. Ma, a meno che il bambino o la bambina non abbia ottenuto un permesso di soggiorno che dura fino all'età adulta, queste tutele svaniscono con la maggiore età.

Il documento evidenzia che troppo pochi Paesi hanno politiche e procedure che impediscono ai bambini di arrivare alla maggiore età senza documenti e troppo pochi forniscono l'accesso a permessi di soggiorno a lungo termine a bambini, bambine e giovani in transizione verso l'età adulta.

Anche quando esistono procedure di residenza, spiega il Rapporto, è molto difficile accedervi: ad esempio, i giovani privi di documenti potrebbero non essere in grado di soddisfare le condizioni per un permesso di soggiorno di lungo periodo, come lavorare a tempo pieno (richiesto in Svezia) o dimostrare di aver trascorso almeno metà della loro vita nel Paese ospitante. Inoltre, le procedure per richiedere i permessi di soggiorno di lungo periodo possono essere troppo costose per i bambini e per i giovani che ne avrebbero bisogno e in Grecia e in Svezia i processi di regolarizzazione dei migranti maggiorenni non sono attuabili a livello pratico né legislativo al di fuori del sistema di asilo.  

Il Belgio ha una procedura di soggiorno separata per i minori non accompagnati il ​​cui scopo è l'identificazione di una soluzione duratura nell’interesse del bambino e della bambina, ma se non viene identificata alcuna soluzione duratura entro il compimento della maggiore età, le possibilità di accedere a un permesso di soggiorno sicuro si riducono drasticamente.

Per quanto riguarda il Regno Unito, i minori privi di documenti possono richiedere un permesso di soggiorno dopo sette anni di permanenza continuativa nel Paese, ma il processo è particolarmente costoso per coloro che non sono nati nel Regno Unito ed è improbabile che i minori non accompagnati riescano a soddisfare i criteri richiesti.

La mancanza di una rampa di lancio verso l’età adulta stabile da parte delle istituzioni può creare nei ragazzi e nelle ragazze grandi vulnerabilità e danni alla stabilità psicofisica, che influiscono sull’intera società; per questo, spiega il Rapporto, prendersi cura in modo olistico dei bisogni dei giovani senza documenti è fondamentale per il benessere sociale.

Dei sei Paesi presi in esame dal documento soltanto la Spagna e la Germania prevedono procedure di residenza che impediscono ai bambini di perdere i documenti al compimento dei 18 anni.

Alcune buone pratiche. Ma esistono anche altre iniziative virtuose, per la maggior parte locali e su piccola scala, che aiutano gli (ex) minori non accompagnati che chiedono asilo o che hanno ottenuto asilo; il Rapporto ne riporta alcuni.

  • In due centri di accoglienza belgi, il programma “My Future” sostiene i bambini non accompagnati e senza documenti oltre il raggiungimento della maggiore età e a Bruxelles, l’organizzazione senza scopo di lucro “Saamo” fornisce informazioni accurate e organizza un programma di "orientamento al futuro" di tre giorni per aiutare le persone prive di documenti a riflettere sui loro obiettivi di vita. L'organizzazione fiamminga per l'infanzia e la gioventù “MinorNdako” ospita e sostiene per un anno ex bambini non accompagnati privi di documenti.
  • Iniziative simili esistono nei Paesi Bassi, dove diverse città sostengono progetti a sostegno dei minori non accompagnati (per esempio a Utrecht). A Eindhoven, l'organizzazione no profit “Vluchteling in de Knel” ha ampliato il suo sostegno per l’inclusione dei giovani privi di documenti nelle famiglie e i giovani che sono arrivati dopo il loro 18° compleanno.
  • In Irlanda, i minori non accompagnati sono generalmente inseriti nella protezione dell'infanzia tradizionale (chiamata "Tusla") e ricevono assistenza sanitaria, indipendentemente dallo stato di residenza. Inoltre, prima del compimento dei 18 anni ai giovani viene assegnato un assistente sociale che li accompagna e li assiste fino al compimento dei 21 anni o dei 23 nel caso di impegno scolastico full time.
  • In Germania, i minori non accompagnati, il loro tutore e i minori nelle famiglie possono richiedere il sostegno presso lo Youth Welfare Office locale e quasi 500 servizi per la migrazione giovanile offrono consulenza ai giovani di età compresa tra i 12 e i 27 anni su questioni relative alla crescita, all'accesso all'istruzione terziaria e alla formazione professionale, all'accesso all'alloggio, ecc.

Le raccomandazioni del Rapporto. Per rispettare i diritti fondamentali dei giovani migranti maggiorenni il documento invita a:

  • migliorare le procedure di soggiorno e facilitare l'accesso ai giovani per evitare che i bambini arrivino all'età adulta senza documenti. Ciò include lo sviluppo di linee guida su come sostenere una transizione sicura e agevole alla maggiore età, indipendentemente dallo stato di residenza; chiarire e rafforzare giuridicamente l'obbligo di valutare se il rimpatrio sia nell'interesse superiore di un minore prima di emettere e attuare una decisione di rimpatrio; e progettare leggi sulla migrazione e procedure di soggiorno che proteggano i bambini dai danni, compresa la malattia mentale.
  • costruire una base di evidenze per comprendere meglio la realtà affrontata dai bambini e dalle bambine che passano all'età adulta senza documenti. Ciò include la promozione dei collegamenti tra tutti gli attori che lavorano con i bambini e i giovani in transizione verso la maggiore età e il finanziamento della ricerca.
  • fornire supporto, servizi e finanziamenti per consentire una transizione agevole, indipendentemente dallo stato di residenza. Ciò include lo sviluppo e la fornitura di un sostegno su misura per i bambini migranti e i giovani che ne hanno bisogno, indipendentemente dallo stato di residenza, a disposizione ben prima del diciottesimo compleanno. Garantire che i giovani privi di documenti possano accedere a supporto e servizi, inclusi alloggi, assistenza sanitaria mentale e servizi di supporto specializzati, in base alle loro necessità.

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di Viola Brancatella

 

La foto è l'immagine di copertina del Rapporto. Copyright: © Melania Messina

Lunedì 16 Maggio 2022

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