Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

I nostri Progetti per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Niccolò Gori Sassoli.
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Giornata mondiale della bicicletta: quanto sono diffuse le eco-ruote in Italia?

Tante le ricerche e le iniziative in occasione della giornata che si celebra il 3 giugno. Nel Belpaese, solo il 4,4% dei lavoratori utilizza questo mezzo di trasporto. Ma con il bike sharing e una migliore sicurezza stradale si può innestare un cambio di rotta.  3/06/22

Il 3 giugno si celebra la Giornata mondiale della bicicletta, istituita dalle Nazioni unite nel 2018. Già Ivan Illich, scrittore, storico, pedagogista e filosofo austriaco, evidenziava nel suo Elogio della bicicletta (1973) l’utilità e le potenzialità di questo mezzo: “L'uomo in bicicletta può andare tre o quattro volte più svelto del pedone, consumando però un quinto dell'energia. La bicicletta è il perfetto traduttore per accordare l'energia metabolica dell'uomo all'impedenza della locomozione. Munito di questo strumento, l'uomo supera in efficienza non solo qualunque macchina, ma anche tutti gli altri animali”.

La bicicletta è considerata una low technology, ovvero “una tecnologia semplice, opposta alle high technology” che, per essere definita tale, deve essere facilmente fabbricabile, adattabile e riparabile, si può usare senza competenze troppo specifiche, deve consumare poche risorse e mantenere nel complesso un minimo impatto ambientale.

Rapporti e interventi. Nonostante i vantaggi, però, la bicicletta sembra ancora non essere diffusa come dovrebbe. Secondo una ricerca pubblicata dalla piattaforma online InfoJobs, in Italia la bicicletta è usata come mezzo di trasporto per il trafitto casa-ufficio soltanto dal 4,4% dei lavoratori, un dato comunque migliore del 2019, dove bicicletta e monopattino (insieme) arrivavano a un misero 2%. Secondo InfoJobs, auto o moto sono preferite dal 77% degli intervistati, mentre al secondo posto si classificano i mezzi pubblici (11,4%). Tra le ragioni che spingono le persone ad andare in bici, il motivo principale è la vicinanza con l’azienda (35,1%), poi i benefici per la salute (25,7%), quindi il risparmio economico (12,2%) e infine il beneficio per l’ambiente o la passione (entrambe all’8,1%).

Dati simili, ma leggermente più incoraggianti, si riscontrato per il bike sharing, il servizio di mobilità che si basa sulla prenotazione e condivisione delle biciclette tramite app. Secondo alcune ricerche presentate nel Mobility Market Outlook del portale tedesco Statista e riportate da Internet-casa, il numero di persone che utilizza questo sistema di mobilità in Italia è in costante crescita: dai due milioni del 2017 ai 2,6 milioni nel 2022, che potrebbero arrivare fino a 2,9 milioni nel 2026.

Sempre su questo tema, allargato al concetto-ombrello di “mobilità dolce” – che include tutte le forme di spostamento non motorizzate, dal camminare a piedi alla bicicletta, dagli sci allo skateboard –  si concentrerà l’Atlante della mobilità dolce (scopri di più sul progetto), che nasce da un protocollo d’intesa siglato tra la Rete ferroviaria italiana e l’Alleanza per la Mobilità Dolce (Amodo), e che avrà l’obiettivo di far conoscere e sviluppare la mobilità sostenibile, mettendo in relazione la rete delle stazioni ferroviarie, delle ciclovie, dei cammini, dei sentieri e delle greenways (percorsi chiusi al traffico a motore) con il patrimonio storico, artistico e naturalistico nazionale. Per realizzare questo obiettivo, l’Atlante ha generato, attraverso tecnologie digitali e big data, un sistema integrato capace di far emergere le sinergie tra le diverse forme di trasporto, individuando, ad esempio, le stazioni ferroviarie che possono fungere da hub per l’intermodalità dolce. L’Atlante, che intende promuovere un turismo più sostenibile e di prossimità, racchiude inoltre una preziosa raccolta di informazioni, utili a orientarsi fra innumerevoli siti di interesse storico e culturale presenti nelle vicinanze delle stazioni. Nello specifico, il documento contiene la mappatura di oltre tremila stazioni ferroviarie attive, 28 linee ferroviarie turistiche attive o in progetto (per circa 1.300 chilometri di estensione), 900 borghi delle reti appartenenti ad Amodo, 12mila chilometri di sentieri, 83 cammini (per un totale di circa 23mila chilometri), 1.656 aree protette per un totale di circa 100mila chilometri quadrati, 55 siti Unesco e infine 18mila chilometri di greenways e ciclovie, esistenti e in progetto.


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Altro documento stimolante sul tema è quello prodotto nel 2020 da Isnart-Legambeinte, dal titolo “Viaggiare con la bici”: il rapporto, in epoca di chiusure e distanziamenti stringenti dovuti alla pandemia, ha dimostrato la validità della bicicletta come strumento per rispettare il distanziamento e gli impatti del cicloturismo sulla ripresa economica.

Sull’importanza capitale di questo genere di mobilità si è espresso il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini, intervenendo il 26 maggio in apertura dei lavori di MobilitArs 2022, il simposio sulla mobilità del terzo millennio organizzato da Bikenomist in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia presso il Centro internazionale Loris Malaguzzi.

“Andare a piedi non è certamente una competenza del vecchio ministero, poiché appunto andare a piedi non è un mezzo di trasporto: ma fa parte invece della mobilità, così come la micromobilità e il trasporto pubblico locale (tpl)”, ha sottolineato il ministro. “E proprio nelle settimane scorse abbiamo pubblicato un rapporto sul concetto di mobilità locale sostenibile, che è un passo avanti rispetto al tpl. Questo per dire che la visione che stiamo assumendo è una visione molto più moderna, basata sulla tecnologia e l’integrazione delle banche dati e su un’intermodalità che in alcune città sta diventando realtà, grazie allo sviluppo – ancora limitato – del cosiddetto approccio Maas (Mobility as a service, ovvero la possibilità di usare mezzi diversi in condivisione a seconda delle necessità, ndr)”.

Sui benefici della mobilità dolce e, nello specifico, della bicicletta, è da segnalare anche il rapporto “Cycling deliver on the Global Goals”, prodotto dalla World cycling alliance e dalla European cyclists federation. Il documento, pubblicato ormai nel lontano 2016, si poneva l’obiettivo di dimostrare la validità, e i collegamenti, tra bicicletta e Agenda 2030. Così, ad esempio per il Goal 1 (Sradicare la povertà), la bicicletta è utile come “mezzo di trasporto che permette di accedere alle strutture educative, al lavoro, ai mercati, alle attività delle aree urbane e locali”. Per il Goal 2 (Porre fine alla fame), le due ruote risultano un mezzo essenziale “per molti produttori di cibo su piccola scala”. E ancora, per il Goal 5 (Parità di genere) la bicicletta è uno strumento particolarmente utile, poiché permette alle donne una locomozione più autonoma, dando loro la possibilità di raggiungere strutture scolastiche e lavorative altrimenti precluse.  


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Eventi e iniziative. Tra le molte iniziative, da segnalare la “Primavera della Mobilità Dolce 2022”. La manifestazione, attualmente in corso, propone una serie di appuntamenti (dal 21 marzo al 21 giugno in tutta Italia) per riscoprire territori e i paesaggi della nostra penisola, visitando borghi pittoreschi, dedicandosi a camminate, giri in bicicletta e viaggi sui treni turistici. “Viaggiamo lasciando impronte positive sul futuro” è il motto dell’iniziativa. L’obiettivo della manifestazione è, oltre alla promozione di un turismo di prossimità e sostenibile, “sollecitare le istituzioni ad attuare le leggi dedicate allo sviluppo della mobilità ciclistica, le reti di cammini, le ferrovie turistiche, il velorail”.

Sempre sul tema due interessanti campagne promosse da Paola Giannotti, ultra ciclista, coach, speaker motivazionale, attivista solidale e ambientale. La prima, “Io rispetto il ciclista”, ideata dall’omonima associazione (fondata da Giannotti con Marco Cavorso e Maurizio Fondriest) è legata alla sensibilizzazione sulla sicurezza stradale del ciclista. La campagna nasce infatti per sensibilizzare gli automobilisti a una guida più sicura, per favorire pratiche di sorpasso stradale a un minimo di un metro e mezzo di distanza, attraverso l’installazione di cartelli di avviso lungo le strade. La seconda campagna, Bike4Tree, è un progetto che si pone l’obiettivo di piantare 2022 alberi entro la fine dell’anno in corso in tutta Italia, per raggiungere “il più velocemente possibile gli obiettivi di sostenibilità ambientale mondiali definiti dalla Cop26 di Glasgow”.

Da segnalare anche le iniziative promosse da Ispra, che stimola i propri dipendenti a usufruire della mobilità ciclistica. A questo fine, l’Istituto, oltre ad aver creato il gruppo CiclSPRA, formato dai dipendenti che utilizzano abitualmente la bicicletta, a pedalata assistita e non), ha promosso la guida per la sicurezza del ciclista urbano riconosciuta dalla European Mobility Week, e stimolato l’elaborazione di uno strumento utile a calcolare le emissioni evitate da ogni dipendente attraverso scelte di mobilità dolce.

Insomma, per dirla con le parole di Illich, la bicicletta è “uno strumento che crea soltanto domande che è in grado di soddisfare”: a noi resta solo utilizzarla.

di Flavio Natale

Venerdì 03 Giugno 2022

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