Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

I nostri Progetti per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Niccolò Gori Sassoli.
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Censis-Assogestioni: gli italiani non hanno più paura degli investimenti green

Il 91,7% dei cittadini considera il riscaldamento globale un fenomeno concreto. Il 57,4% dei risparmiatori investirebbe in prodotti sostenibili, mentre per il 90% serve un ente terzo certificatore contro il greenwashing.  22/12/22

Nell’anno in cui l’inflazione torna a farsi sentire dopo oltre un trentennio, i risparmiatori italiani sembrano aver superato le iniziali paure e si dicono pronti a valutare con attenzione le opportunità di investimento green dei propri risparmi. Lo rileva il Rapporto annuale Censis-Assogestioni “Il risparmio degli italiani e gli investimenti green: le nuove prospettive” pubblicato di recente.

L’anno della svolta. Il 2022, sottolinea l’indagine, è l’anno in cui è decollata l’attenzione degli italiani per la sostenibilità. Il 91,7% dei cittadini considera il riscaldamento globale come un fenomeno concreto e pericoloso, provocato anche dall’umanità. La successione di eventi climatici estremi che ha colpito il nostro Paese, dallo scioglimento della Marmolada ai temporali delle Marche e all’alluvione che ha colpito l’isola di Ischia, con le loro drammatiche conseguenze umane, hanno consolidato l’idea che sostenibilità ambientale e lotta al riscaldamento climatico, se non affrontati, potrebbero generare conseguenze socioeconomiche molto gravi.


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"DALLA BCE UNA POLITICA MONETARIA GREEN, COSì PROCEDONO FINANZA SOSTENIBILE E A IMPATTO"


La fiducia nel green. Una delle ragioni delle remore al green è stato a lungo il timore che potesse determinare effetti negativi sul costo di materie prime, energia, prodotti e servizi. Gli italiani sono stati a lungo convinti che la transizione energetica avrebbe determinato costi più alti, minori consumi e maggiori disparità sociali. La prospettiva è cambiata anche a seguito dei rialzi dei costi dell’energia e degli eventi atmosferici estremi. Il 71% degli italiani, a fronte di una media Ue del 48%, ritiene che entro il 2050 l’energia, i prodotti e i servizi sostenibili saranno disponibili a prezzi convenienti per tutti. Per il 68% degli italiani le politiche per affrontare il cambiamento climatico creeranno più posti di lavoro. Per il 71% degli intervistati le giuste politiche creeranno posti di lavoro migliori in termini di salari, sicurezza e qualità dell'ambiente di lavoro. Sono dati che evidenziano che il green è ormai percepito come pilastro di un processo che può essere socialmente inclusivo.


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Meno confusione, più consapevolezza. Siamo di fronte a un’evoluzione socioculturale importante, continua il Rapporto, considerando che nelle precedenti edizioni era emersa una evidente confusione tra i risparmiatori sulle tematiche del green. C’era la volontà di capire meglio cosa fossero gli investimenti green e in generale quelli Esg (Enviromental, social and governance), ma l’abbondanza di definizioni, a volte contrastanti, seminava confusione. Una condizione poco favorevole per prendere decisioni di investimento dei propri soldi.

Un ente terzo garante. In questa nuova fase il 57,4% dei risparmiatori è favorevole a investire in prodotti finanziari e imprese sostenibili. Le categorie più favorevoli sono i giovani (59,6%), i residenti del Nord Ovest (61,7%), i laureati (67,9%), e i redditi alti (76,6%).

Dall’analisi emerge il bisogno da parte degli investitori di un intermediario super partes che garantisca che i settori, i progetti, le imprese su cui eventualmente investiranno siano realmente rispettosi della sostenibilità ambientale e non facciano greenwashing. L’89,8% degli italiani ritiene che sarebbe importante l’intervento di istituzioni o enti certificatori terzi che assicurino che gli investimenti green siano esattamente quel che dichiarano di essere e che agiscano secondo i criteri annunciati.


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È evidente, conclude il Rapporto, che questa nuova fase di sviluppo degli investimenti green ed Esg sarà condizionata dalla “capacità di rassicurare, affiancare e orientare i risparmiatori, aiutandoli a superare quella diffidenza da confusione persistente che, ad oggi, li colpisce di fronte alla proposta di un investimento green”. Il buon consulente finanziario per gli italiani è una persona competente, disponibile e in cui avere piena fiducia ed è la figura che può supportali nella decisione di cominciare a destinare una parte dei propri risparmi al finanziamento della transizione ecologica.

 

di Tommaso Tautonico

 

Fonte copertina: Warat42/123rf

Giovedì 22 Dicembre 2022

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