Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

I nostri Progetti per orientare verso uno sviluppo sostenibile

L'Alleanza produce documenti con cadenza annuale (Rapporto ASviS "L'Italia e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile", Rapporto sui Territori, analisi della Legge di Bilancio), Position Paper e altre pubblicazioni rilevanti. 

Contatti: Responsabile Comunicazione - Claudia Caputi

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together 270 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).   
 

Il Programma nazionale per la ricerca punta su sostenibilità e innovazione

Il nuovo documento pubblicato dal Miur ritiene prioritario l'allineamento con l'Agenda 2030. Tra le sfide principali, rendere l'Italia un Paese attrattivo per i ricercatori, limitare le fughe all'estero e creare opportunità di lavoro. 16/02/2021

“Il tema degli investimenti nella ricerca rappresenta sempre di più un elemento strategico per lo sviluppo e per la crescita delle future generazioni”. È uno dei passaggi principali contenuti nel Programma nazionale per la ricerca 2021-2027, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 gennaio scorso, a cura del ministero della Ricerca e dell’Università. Il piano è frutto di un complesso processo di consultazione con la comunità scientifica, il settore pubblico, le Regioni, l'ambito privato e la società civile: l'intento comune è stato quello di contribuire da un lato ad affrontare le sfide globali e dall'altro di migliorare la qualità di vita dei cittadini attraverso l'avanzamento delle conoscenze. "Il filo conduttore che ha orientato la progettazione del Pnr è stato rispondere alla domanda di cosa possa fare la ricerca per il Paese, mettendo a disposizione le eccellenti competenze diffusamente presenti nel sistema italiano", si legge nel documento.

Dall’analisi del nuovo Programma si riscontra, innanzitutto, una volontà di allinearsi ai principi di sostenibilità. Il Pnr è orientato al conseguimento dei 17 Obiettivi delineati dall'Agenda 2030, si ispira per struttura e contenuti al Programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione Horizon Europe e contribuisce agli obiettivi del Green deal europeo.

In merito alle caratteristiche del Pnr 2021-2027, occorre tenere presente che il documento si fonda sull’analisi dei risultati della programmazione 2015-20. A fronte di questo esame, il piano attuale prevede l'adozione di una nuova visione del processo di valutazione che sia meno burocratico e più manageriale, maggiormente attento ai contenuti e ai risultati piuttosto che alle forme, con tempistiche più rapide e in linea con le migliori pratiche europee. Inoltre, il Pnr mira a mantenere saldi i punti di forza già maturati e a raggiungere gli obiettivi non ancora conseguiti. Secondo uno studio degli ultimi anni, per esempio, l’Italia è il quinto produttore al mondo di documenti scientifici nel campo dell'intelligenza artificiale, nonostante l'investimento complessivo in ricerca e innovazione rimanga largamente al di sotto alla media europea. Per tale ragione, l'Italia è considerata tra i Paesi “innovatori moderati” e, come conseguenza di ciò, l'emigrazione all'estero di laureati e dottori di ricerca è un fenomeno crescente e da anni inarrestabile. Un'altra urgente sfida del nuovo Programma, quindi, è investire nel capitale umano e rendere più attrattivo il sistema di ricerca nazionale.

Per orientarsi al meglio all'interno dell'ampio progetto settennale, il Programma nazionale per la ricerca è stato suddiviso in quattro macroaree.

  1. Le priorità di sistema comprendono gli interventi volti ad abbattere le disuguaglianze e le frammentazioni. Nell'ambito ricerca e sviluppo (R&S), occorre contrastare, ad esempio, i forti squilibri in termini di investimenti pubblici e privati tra Regioni del Centro-Nord e Regioni del Sud. Prioritaria anche la lotta contro le disuguaglianze di genere. Malgrado alcuni recenti progressi, la parità dei sessi è ancora lontana, soprattutto nelle posizioni apicali delle istituzioni di ricerca.
  2. La macroarea dei grandi ambiti di ricerca e innovazione e le relative aree d’intervento è plasmata sulle sei aggregazioni (clusters) di Horizon Europe ed è suddivisa in:
    • salute;
    • cultura umanistica, creatività, trasformazioni sociali e società dell'inclusione;
    • sicurezza per i sistemi sociali;
    • digitale, industria e aerospazio;
    • clima, energia, mobilità sostenibile;
    • prodotti alimentari, bioeconomia, risorse naturali, agricoltura e ambiente.

In particolare, tra le priorità di ricerca della sezione Salute si segnala l'intenzione di voler adottare un approccio One Health, volto ad affrontare i bisogni delle popolazioni più vulnerabili sulla base della relazione tra la loro salute, gli animali e l’ecosistema. Un altro punto centrale della sezione sanitaria è l'introduzione di sistemi di realtà virtuale e aumentata per dispositivi medici e di sistemi robotici a supporto delle procedure cliniche e dell'erogazione di servizi sanitari, soprattutto in contesti ad alto rischio per gli operatori.

  1. I piani nazionali sono dedicati al potenziamento e al consolidamento delle infrastrutture di ricerca, vale a dire di quelle strutture, fisiche o virtuali, utilizzate dalla comunità scientifica per sperimentare, innovare e condurre ricerche d’avanguardia senza vincoli di appartenenza istituzionale o nazionale. L'obiettivo è quello di erogare maggiori finanziamenti per tali strutture e renderle più efficienti e competitive nel panorama internazionale.
  2. Le missioni, infine, si inseriscono sul solco della Mission Area di Horizon Europe e rappresentano il frutto di un lavoro collettivo volto a raggiungere in un tempo definito obiettivi ambiziosi e concreti nell'ambito della ricerca.

In conclusione, secondo il Programma, se l'Europa e l'Italia vorranno proporsi nei prossimi anni come economie moderne, efficienti e competitive, dovranno affrontare la doppia sfida della trasformazione digitale e della conversione green. In questo senso, il Pnr 2021-2027 può fornire loro un contributo rilevante grazie al suo piano d'azione che porrà l’accento sulla direzionalità dell’innovazione e sul conseguimento di linee guida sostenibili.

di Elisa Capobianco

 

Scarica il Programma nazionale per la ricerca 2021-2027

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Martedì 16 Febbraio 2021
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