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Oil: ogni anno 2,78 milioni muoiono per infortuni e malattie sul lavoro

Tecnologia, espansione demografica, cambiamenti climatici, rapporto casa-lavoro: queste le sfide per la sicurezza e salute dei lavoratori. C’è bisogno di maggiori investimenti, competenze aggiornate e una garanzia universale. 23/4/2019

“Nonostante il numero di norme internazionali che l’Oil ha adottato a proposito di salute e sicurezza (oltre 40), la quantità di morti è ancora troppo alta”. Queste le parole del rapporto Salute e sicurezza al centro del futuro del lavoro dell’Oil (Organizzazione internazionale del lavoro), pubblicato il 28 aprile, Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro. Questo documento ripercorre la storia dei 100 anni dell’Oil, analizzando le sfide che l’organizzazione si pone per il presente e futuro.

 “Ogni anno 2,78 milioni di lavoratori muoiono a causa di infortuni e malattie professionali (di questi, 2,4 milioni sono causati da malattie) e altri 374 milioni di lavoratori sono vittime di infortuni non mortali sul lavoro.”
Nello specifico, circa 6.500 persone muoiono ogni giorno a causa di malattie professionali e mille a causa di incidenti mortali sul lavoro. “Le principali cause di mortalità sono le malattie circolatorie (31%), i tumori legati al lavoro (26%) e malattie respiratorie (17%).

Queste tragedie, oltre ad avere costi economici molto elevati, hanno un valore che l’Oil definisce “costo intangibile”, ovvero “l’incommensurabile sofferenza umana causata dalle insufficienti misure sulla salute e sicurezza sul lavoro (Ssl).” Questi dati, come afferma l’Organizzazione, sono agghiaccianti “in quanto in larga parte evitabili.” 

Per questo motivo l’Oil ritiene utile fare il punto sugli sviluppi avvenuti nel secolo scorso, guardando alle sfide del futuro. “L’Oil è stata fondata sul concetto di lavoro sicuro e la Ssl è stata inserita nel mandato dell’Organizzazione sin dalla sua creazione, occupando un posto centrale della sua attività” ribadisce il rapporto. 

La sicurezza sul lavoro può essere raggiunta tramite norme internazionali ma anche codici di condotta, altro pilastro fondante dell’azione Oil, producendo linee guida sui sistemi di gestione e tutela della salute.
Ma come cambia il concetto di sicurezza sul lavoro con le sfide del nuovo secolo? 

“I rapidi avanzamenti tecnologici influiscono su quasi ogni aspetto del mondo del lavoro” afferma il rapporto. “La digitalizzazione, la robotica e l’uso della nanotecnologia hanno rivoluzionato il concetto di luogo di lavoro e sollevato nuove preoccupazioni sulla Ssl”. L’aumento della digitalizzazione ha offerto infatti l’opportunità di monitorare in tempo reale i lavoratori per ridurre l’esposizione ai rischi. La raccolta e la registrazione di informazioni personali sensibili ne ha però contemporaneamente ridotto la privacy. 

La demografia è il secondo valore che influisce fortemente sul lavoro. In alcune regioni, infatti, la proporzione di popolazione giovane è in espansione, mentre in altre sta invecchiando. Le disparità di genere sono ancora molto presenti anche nella sicurezza e salute. Nel caso di lavoro sedentario e ripetitivo, ad esempio, le donne sono sempre più colpite da disturbi muscoloscheletrici, ed esposte a maggiori rischi rispetto agli uomini che svolgono le stesse mansioni.

I cambiamenti climatici sono la terza variabile del mercato. L’inquinamento atmosferico provocato dall’estrazione del carbone ha un impatto diretto sulla salute dei minatori, così come su quella di tutta la popolazione. L’aumento degli impieghi nell’economia verde ridurrebbe il lavoro pericoloso nei settori tradizionali come l’industria mineraria, ma potrebbe anche dare origine a rischi emergenti come l’esposizione alle sostanze chimiche nel settore del riciclo.

Le esigenze di un mondo sempre più globalizzato hanno inoltre prodotto orari di lavoro eccessivamente lunghi e forme di impiego atipico per un numero crescente di persone. La crescita delle piattaforme multimediali ha sfumato il confine tra casa e lavoro, riducendo da una parte lo stress associato al pendolarismo e aumentando l’autonomia, ma dall’altra creando pressioni psicosociali molto forti per conciliare le responsabilità lavorative con quelle familiari.
“Il mondo del lavoro si sta trasformando sotto i nostri occhi” riassume il rapporto, “offrendo opportunità uniche ma anche nuove sfide”. 

Le risposte a queste trasformazioni (in parte ancora poco conosciute) devono evolvere dunque in modo inclusivo e incentrarsi sulla persona, sottolineando l’importanza dell’apprendimento permanente e dello sviluppo continuo delle competenze, in modo da non creare gap tra generazioni di lavoratori. “Sviluppare le capacità, come l’istruzione e la formazione in materia di Ssl può aiutare lavoratori e datori ad adattarsi a rischi persistenti e migliorare la salute e sicurezza”. Inoltre, servono maggiori investimenti da parte dei governi e un approccio multidisciplinare, in grado di connettere mondo del lavoro e sanità pubblica

Nel gennaio 2019, all’inizio delle celebrazioni del centenario, la Commissione globale sul futuro del lavoro dell’Oil ha per questo proposto una garanzia universale che comprenda i diritti fondamentali, un salario adeguato, una limitazione delle ore di lavoro e luoghi sicuri. La Commissione ha anche proposto che la salute e sicurezza siano comprese tra i diritti fondamentali sul lavoro. “La strada da percorrere presenta nuove sfide ed è importante che i governi, i datori, i sindacati e altri soggetti colgano le opportunità per creare un futuro del lavoro sicuro” conclude il documento. “È giunto il momento di agire”.

Scarica il report completo

 

di Flavio Natale 

 

venerdì 03 maggio 2019
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