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Imprese, sindacati e ambientalisti sottoscrivono il Manifesto comune

Il gruppo di lavoro ASviS Energia e Clima redige un decalogo per una transizione energetica equa e sostenibile. Lavoro, giustizia sociale, diritti delle generazioni future, partecipazione democratica al centro del dibattito. 29/5/2019

“La lotta ai cambiamenti climatici e il rispetto dell’Accordo di Parigi richiedono a tutti i Paesi, indipendentemente dalle condizioni sociali e politiche, il sollecito abbandono delle fonti di energia fossile e la decarbonizzazione definitiva in tutti i settori per la metà del secolo”. Questa l’introduzione del Manifesto “Priorità per una transizione ambiziosa, giusta e sostenibile” elaborato dal gruppo di lavoro Energia e Clima dell’ASviS, che verrà presentato in occasione del convegno nazionale dei goal 7 e 13 all’interno del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2019. Il convegno, organizzato da Cgil, Cisl e Uil, si terrà il 31 maggio a Roma a partire dalle ore 15 presso l’Auditorium di via Rieti 13. 

Il documento ha una grande rilevanza: delinea infatti una strategia di transizione energetica prodotta per la prima volta congiuntamente da sindacati, aziende e ambientalisti. “Si tratta di dimensionare una transizione che si deve sviluppare nel rigoroso rispetto dei principi dello sviluppo sostenibile, della giustizia e dell’equità” sottolinea il gdl Energia e Clima. “Riteniamo che solo con l’azione collettiva si possa realizzare quel cambiamento culturale, politico, economico necessario a centrare al contempo gli obiettivi di Parigi e dell’Agenda 2030”. 

Il testo sviluppa dieci linee guida per una strategia concordata di transizione energetica, nel rispetto delle esigenze di giustizia sociale. Tra queste, la considerazione di una sostenibilità non solo ambientale, ma anche “economica e sociale” capace di valorizzare “tutti i potenziali benefici e le sinergie in termini di piena occupazione, di rispetto del diritto alla salute, di prosperità economica, di resilienza ambientale e sociale, nazionale e globale”. 

Particolare attenzione viene data inoltre alla giustizia inter e intra generazionale. “La transizione deve essere socialmente giusta e garantire che nessuno sia lasciato indietro, che i possibili impatti siano equamente ripartiti ma con una maggior tutela per le categorie e i soggetti più esposti, adottando misure di compensazione”. E’ inoltre necessario garantire alle generazioni future “il diritto di usufruire nella stessa misura e senza degrado delle stesse risorse naturali e servizi ecosistemici di cui beneficiamo come generazione attuale”. 

Per un equo svolgimento di questo processo si richiede un’efficiente partecipazione democratica “nella pianificazione e nelle misure di attuazione della transizione, con il pieno coinvolgimento di cittadini, istituzioni centrali, aziende, enti locali, lavoratori, sindacati, imprenditori, enti finanziari, centri di ricerca, università, associazioni della società civile e comunità”. Infine, il documento pone l’accento sui temi della contrattazione e della centralità del lavoro, di una programmazione accurata per la decarbonizzazione in tutti i settori, investimenti pubblici e privati e una formazione e ricerca adeguate al cambiamento richiesto. Una riforma fiscale ecologica e uno spostamento verso produzioni e consumo sostenibili sono imprescindibili per garantire il successo di questo percorso.

 

di Flavio Natale

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mercoledì 29 maggio 2019
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