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QUESTA SETTIMANA: Si apre una fase di riflessione sullo sviluppo sostenibile

Dapprima all’High level political forum, poi nell’Assemblea generale dell’Onu, tutto il mondo discuterà sullo stato di attuazione dell’Agenda 2030 e dei suoi 17 Obiettivi. Ci sono molti ritardi, ma si è messa in moto una grande forza. 4/7/2019

di Donato Speroni 

Quattro anni dopo l’approvazione dell’Agenda 2030 da parte dei 193 Paesi dell’Onu, è arrivato il momento di un primo bilancio. Quest’anno infatti non ci sarà soltanto la consueta analisi annuale nell’High level political forum (Hlpf) di luglio, ma il punto sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile verrà anche fatto in un dibattito di un giorno e mezzo il 24 e 25 settembre, da parte dell’Assemblea generale dell’Onu: un appuntamento che il segretario generale António Guterres ha voluto far precedere da un vertice sul clima: “Climate action summit 2019: a race we can win. A race we must win”, per sottolineare l’urgenza di impegni precisi e stringenti. 

L’Hlpf 2019 si svolgerà a New York dal 9 al 18 luglio e si concentrerà su sei Obiettivi: 

Goal 4: Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti;

Goal 8: Incentivare una crescita economica, duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti;

Goal 10: Ridurre le disuguaglianze all'interno e fra le Nazioni;

Goal 13: Adottare misure urgenti per combattere i cambiamenti climatici e le sue conseguenze;

Goal 16: Promuovere società pacifiche e più inclusive per uno sviluppo sostenibile; offrire l'accesso alla giustizia per tutti e creare organismi efficaci, responsabili e inclusivi a tutti i livelli;

Goal 17: Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile.

È prevista la presentazione di 47 Voluntary national reviews (Vnr), ma con una limitata presenza dell’Unione europea. Solo Gran Bretagna e Croazia infatti pubblicheranno quest’anno la loro Vnr. L’Italia ha presentato la sua nel 2017, ma alcuni Paesi stanno già presentando una seconda edizione della loro Vnr, aggiornando la precedente.

Su quale quadro discuteranno i delegati, nell’Hlpf e nell’Assemblea generale di settembre?  Abbiamo già anticipato che Guterres ha presentato un rapporto problematico, nel quale ha chiamato tutti a un “cambio di traiettoria” per far sì che gli Obiettivi vengano davvero raggiunti. Ulteriori elementi critici sono stati aggiunti in questi giorni dal rapporto Bertelsmann – Sdsn nel quale si arriva alla conclusione che nessun Paese è davvero sul percorso giusto per lo sviluppo sostenibile. 

Anche le notizie arrivate da Bonn sono una doccia fredda: nella città tedesca si è tenuta una riunione tecnica che doveva preparare la Cop 25 che quest’anno si terrà a dicembre a Santiago del Cile. C’è stata come sempre una grande mobilitazione: oltre 3300 delegati, tra cui 1900 rappresentanti governativi, 1300 osservatori, 1100 delegati di Ong e 60 membri dei media. I risultati però sono stati piuttosto deludenti, perché sui punti più delicati, a cominciare dal finanziamento delle politiche di transizione verso forme di energia che non provocano emissioni di carbonio, sono stati fatti pochi passi avanti. Non c’è stato nessun impegno significativo sul rapporto dell’Ipcc (il panel di scienziati che per conto dell’Onu compie il monitoraggio del cambiamento climatico) sugli interventi necessari per mantenere l’aumento della temperatura entro 1,5 gradi.

Mentre appare evidente l’incapacità di decidere, gli effetti di questo fallimento sono sempre più documentati. Il paper di Philip Alston, “special rapporteur on extreme poverty and human rights” per il Consiglio Onu sui diritti umani, ci avverte che la catastrofe climatica si abbatterà soprattutto sui più poveri, aumentando le diseguaglianze in modo insopportabile e annullando 50 anni di progressi verso la giustizia sociale. 

Da queste notizie, cui si potrebbero aggiungere altri rapporti altrettanto problematici, si potrebbe arrivare alla conclusione che l’Agenda 2030 è un bel sogno, e che è pressoché impossibile che gli Obiettivi di sviluppo sostenibile da qui a 11 anni possano essere davvero raggiunti. Ci sono però elementi di speranza che non devono essere trascurati. Il primo è che, a differenza di quanto avvenne per i Millennium development goals validi dal 2001 al 2015, i Sustainable development goals sono davvero diventati una narrazione collettiva, condivisa in tutto il mondo. Lo conferma il documento finale del G20 che si è svolto il 28 e 29 giugno a Osaka. Nel preambolo si afferma:

Continueremo a prendere iniziative per promuovere lo sviluppo e per affrontare altre sfide globali in modo tale da spianare la strada verso un mondo inclusivo e sostenibile come descritto nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Diciannove dei venti partecipanti (Usa esclusi) hanno anche confermato il loro impegno per attuare quanto sottoscritto negli accordi di Parigi sul clima. 

Per fare un salto di qualità nell’attuazione dell’Agenda è però necessario poter contare su uno o più “campioni” che si mettano all’avanguardia in questo processo mondiale. L’ASviS, con altre realtà della società civile di questo continente, ha individuato questo potenziale “campione” nell’Unione europea. Nel corso del recente Festival dello sviluppo sostenibile, l’Alleanza ha presentato una serie di proposte per legare strettamente l’attività della prossima Commissione di Bruxelles agli Obiettivi dell’Agenda 2030. La designazione di una donna, la tedesca Ursula Von der Leyen, alla presidenza della Commissione, unitamente alla prevista nomina di Christine Lagarde alla guida della Banca centrale europea, sono segnali positivi di empowerment femminile, come auspicato dall’Obiettivo 5 dell’Agenda, e potrebbero essere una buona premessa per focalizzare l’azione dell’esecutivo di Bruxelles sulla Agenda dell’Onu. È anche un elemento positivo, sul piano politico interno, l’avvio concreto a palazzo Chigi della cabina di regia “Benessere Italia” che dovrebbe riunirsi per la prima volta l’11 luglio e che coordinerà le azioni dei ministeri verso lo sviluppo sostenibile. 

L’ulteriore elemento positivo è la grande mobilitazione che si riscontra in tutto il mondo sui temi del clima, dell’ambiente, ma anche dei diritti e della giustizia sociale. Il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurrìa, in un major speech a Ginevra, ha invitato i governi dei Paesi membri ad accelerare la decarbonizzazione per far fronte alle pressioni dell’opinione pubblica e alla rabbia dei giovani.  

Se i governi non agiranno per contenere il cambiamento climatico attraverso misure radicali che tengano conto anche del benessere e dell’inclusione, ne dovranno rispondere nelle urne. La “onda verde” che ha dominato le recenti elezioni europee non mostra soltanto una crescente sensibilità, ma anche una nuova forza. Pertanto, per convinzione personale o per convenienza elettorale, i leader dovranno comunque pensare in grande e agire ancora più in grande.

La sfida non è facile: una parte consistente dell’opinione pubblica, a cominciare dai giovani, non è più disposta ad accettare i ritardi e le digressioni dei dirigenti politici rispetto a temi che sono sempre più avvertiti come urgenti e ineludibili, ma quando si vuole trasformare questa mobilitazione nella individuazione di soluzioni concrete si incontra una grande difficoltà, perché le soluzioni concrete comportano sacrifici economici e cambiamenti nei modelli di consumo che spesso anche chi apparentemente si mobilita è poco disposto ad accettare.

Per superare queste resistenze e trasformare la mobilitazione in effettiva proposta politica è necessario fare anche un grande lavoro di educazione allo sviluppo sostenibile. La sensibilità dei giovani su questi temi è comunque un elemento di speranza e si muove in questa direzione anche l’iniziativa “Figli Costituenti” lanciata da +Europa con la proposta di iniziativa popolare mirata a 

inserire in Costituzione un vero patto generazionale: per avere una Repubblica che pensa ai giovani e all’ambiente ogni volta che fa una nuova legge.

La prima mobilitazione è prevista dal 5 al 7 luglio, con banchetti per la raccolta delle firme in decine di comuni. La proposta mira a integrare due articoli della Costituzione: il 2 

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale anche nei confronti delle generazioni future. Promuove le condizioni per uno sviluppo sostenibile. 

e il 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Riconosce e garantisce la tutela dell’ambiente come diritto fondamentale.

Le aggiunte proposte sono in neretto. L’iniziativa è in linea con quanto l’ASviS propone fin dalla sua fondazione: inserire lo sviluppo sostenibile in Costituzione, analogamente a quanto già fatto da altri Paesi. 

In conclusione, questo momento di riflessione sull’Agenda dell’Onu si apre con molte incognite e non sappiamo quanti e quali Obiettivi verranno davvero raggiunti al 2030: tuttavia la strada è tracciata e da questa non si deve deflettere, anche indirizzando su obiettivi concreti il movimento popolare che si sta risvegliando in tutto il mondo sui temi dello sviluppo sostenibile. 

 

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E INOLTRE…

a cura di Eleonora Angeloni

 

In questi giorni il sito asvis.it si è occupato di:

 

Approfondimenti

  • Sostenibilità e mercato del lavoro: la formazione dei nuovi profili professionali
    di Stella Gubelli, docente incaricato di Programmazione e Controllo, Università Cattolica del Sacro Cuore e responsabile Area Consulenza di Altis, Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica

    L’ultimo decennio ha segnato una evoluzione del ruolo del Sustainability manager. Accanto a tale figura manageriale si affiancano, inoltre, figure specialistiche che, integrando competenze di sostenibilità, contribuiscono allo sviluppo, presidio e monitoraggio delle iniziative Csr. 

 

Altre segnalazioni

  • L’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale ha pubblicato il paper sul lavoro povero “I working poor in Italia”; l’Italia rispetto agli altri Paesi dell’Unione europea è caratterizzata da un tasso relativamente alto di in-work-poverty, ovvero della quota di lavoratori che, nonostante siano occupati, vivono in nuclei familiari a rischio di povertà.
     
  • Planet life economy foundation (Plef) organizza una scuola estiva nella Locride, che si svolgerà dal 9 al 15 settembre, per conoscere il territorio con l'approccio metodologico di Plef e le testimonianze di Goel - gruppo cooperativo. Le iscrizioni sono aperte fino al 7 luglio.
     
  • L’edizione 2019 del Salone della Csr, che si terrà l’1 e il 2 ottobre, sarà caratterizzata da sei percorsi tematici: alleanze collaborative, capitale umano e relazionale, contaminazioni culturali, immaginari inattesi, tecnologia e innovazione, territori e capitale naturale.
     
  • La European association of environmental and resource economists ha approvato una dichiarazione sul prezzo del carbonio, uno degli strumenti chiave per raggiungere l’obiettivo della de-carbonizzazione, rivolta a tutta la comunità di economisti in Europa e nel mondo.
     
  • Nell’articolo “Il pilastro sociale vuole la parità”, pubblicato sulla rivista inGenere l’economista Marcella Corsi intervista Ruth Paserman, vicecapo di gabinetto della Commissaria per l’occupazione e gli affari sociali della Commissione europea, sui temi come le pari opportunità, la parità di genere e la protezione sociale, tutte sfide che il nuovo Parlamento europeo avrà il compito di affrontare nei prossimi mesi.
     
  • Fino al 15 luglio sarà possibile commentare la bozza di esposizione dello standard Gri sui rifiuti. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di rivedere e aggiornare il contenuto del Gri 306: effluents and waste.
     
  • Nel nuovo numero della rivista Rienergia su sussidi e fiscalità ambientale si annuncia la pubblicazione del secondo Catalogo da parte del ministero dell’Ambiente.
     
  • Il progetto Words4link promuove nuove pratiche di integrazione a partire dal pieno riconoscimento del ruolo dei/delle migranti (o figli/e di migranti) attivi/e nel campo della scrittura, attraverso una piattaforma aperta allo scambio e al contributo di tutti i soggetti interessati.
  • Il 25 giugno Confindustria ha organizzato un seminario sulla regolamentazione europea della finanza sostenibile. Il seminario si è tenuto all’indomani della presentazione a Bruxelles delle conclusioni del Gruppo di esperti (Teg) incaricato dalla Commissione europea di redigere rapporti su tre aspetti della tassonomia, della reportistica e dei benchmark su clima e variabili Esg (ambientali, sociali e di governance).
     
  • Parte l’Accademia della sostenibilità d’impresa, una proposta di alta formazione gestionale per manager d’impresa, professionisti e neolaureati, promossa da Planet life economy foundation in collaborazione con Adico e Api. L’Accademia nasce con l’obiettivo di far comprendere nel dettaglio le fasi evolutive del cambiamento in atto, attraverso un piano di formazione specifico in sette moduli, in programma da giugno 2019 a marzo 2020: scenari, strategia, diagnostica interna,diagnostica di mercato, supply chain, rendicontazione, in-placement.


    Prossimi eventi
     
  • 4 luglio – A Milano si tiene l’evento di presentazione del progetto di collaborazione Università di Pavia e Wwf Oasi dal titolo “Oasi 2030”, che fa riferimento agli Obiettivi di sviluppo sostenibile. L’evento è patrocinato dall’ASviS.
     
  • 4 luglio – Si svolge a Roma l’evento “Costruire un nuovo modello economico per lo sviluppo sostenibile. Il ruolo delle imprese e delle banche”. Parteciperà Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS.
     
  • 4-10 luglio – La Fondazione Casa della carità organizza a Milano la Settimana della carità, un’iniziativa densa di incontri aperti alla cittadinanza, in cui, alle quotidiane pratiche di cura e solidarietà, si affiancano pratiche di responsabilità fondate sulla tutela dell’ambiente.
     
  • 5 luglio – Nel corso del convegno Energia e tecnologie sostenibili - life cycle thinking ed ecoinnovazione, sarà presentato a Roma il libro "Life cycle assessment of energy systems and sustainable energy technologies - the Italian experience" realizzato da Rete italiana Life cycle assessment (Lca). Il testo raccoglie alcune tra le principali esperienze italiane di applicazione della metodologia Lca a sistemi e tecnologie energetiche.
     
  • 5-7 luglio – I prossimi Mondiali antirazzisti organizzati dall’Unione italiana sport per tutti (Uisp) si terranno a Riace, in Calabria, città nota per aver saputo promuovere esperienze di integrazione e rilancio del territorio. Per tre giorni verrà organizzato un torneo di calcio con partite non stop insieme a squadre di migranti; inoltre, si svolgeranno tornei di pallavolo, basket e beach rugby.
  • 10 luglio – Il Dipartimento di ingegneria civile e architettura dell'Università degli studi di Catania organizza a Catania l’evento "The renewable city: how urban planning can help make a sustainable future", durante il quale il docente Peter Newman della Curtin University of Perth terrà un intervento sui temi della sostenibilità con particolare riferimento alle aree urbane e alla relazione tra pianificazione urbanistica e territoriale e pianificazione e progettazione dei sistemi di trasporto. L’evento ha il patrocinio dell’ASviS.
  • 12 luglio – A New York nell’ambito dell’ “High-level political forum on sustainable development”,  si terrà la presentazione del progetto di ricerca "Decent work and just transition at the heart of the 2030 Agenda”, alla quale parteciperà Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS.
giovedì 04 luglio 2019
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