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L'Italia e il Goal 9: progressi su innovazione e infrastrutture, indietro il Sud

Segnali di miglioramento, ma continua a mancare una politica industriale coerente e impegnata nella realizzazione dell’Agenda 2030. L’ASviS chiede di promuovere interventi integrati e di lungo periodo sulle infrastrutture digitali. 10/10/2019

Il Goal 9 (imprese, innovazione e infrastrutture) in sintesi

Il Rapporto ASviS 2019 evidenzia un continuo miglioramento per quanto riguarda il Goal 9 in Italia, dovuto a un aumento degli indicatori relativi alla diffusione della banda larga, all’utilizzo di internet, al tasso di ricercatori e alla quota di merci trasportate su ferrovia. A livello regionale, sebbene il miglioramento del Goal interessi tutte le regioni italiane, il Mezzogiorno continua a registrare un’ampia distanza dalla media italiana. Le regioni che migliorano maggiormente tra il 2010 e il 2017 e che raggiungono i valori più elevati sono il Piemonte e l’Emilia-Romagna. 

Con la Legge 14 giugno 2019 n. 55, il Decreto Sblocca Cantieri ha introdotto alcune importanti novità nel settore dei lavori pubblici, a partire dalla riforma del Codice degli Appalti, prevedendo alcune forme di semplificazione al fine di velocizzare l’iter di realizzazione delle opere pubbliche e la revisione verso il basso delle soglie per l’affidamento di lavori, ma vi sono dubbi sull’efficacia degli effetti previsti. È stata inoltre creata una nuova struttura di missione temporanea chiamata InvestItalia, con compiti volti a migliorare le capacità di spesa delle amministrazioni pubbliche. In relazione alle reti e le connessioni digitali, è stato presentato il Piano di sviluppo della banda ultra larga per l’anno 2019 ed è stato avviato dal Mise il progetto “Piazza Wifi Italia”, per il quale è stato previsto un finanziamento ulteriore di 45 milioni di euro. 

L’ASviS ritiene fondamentale: che gli interventi sulle infrastrutture digitali e soprattutto sulla “PA digitale” seguano una logica di lungo periodo e non siano ancorati alle singole leggi di bilancio; che venga potenziato il programma di supporto alle tecnologie emergenti 5G recentemente approvato dal Mise e realizzata una “legge per lo sviluppo digitale”; che l’innovazione venga legata alla trasformazione digitale delle imprese, indirizzando e coordinando meglio i vari strumenti esistenti; che venga realizzato un investimento in capitale fisico, ma soprattutto in capitale umano, in particolare nelle competenze digitali, oggi il vero assente dall’insieme degli interventi previsti finora; che siano realizzati un miglioramento del monitoraggio dello stato delle infrastrutture esistenti e un continuo potenziamento del trasporto ferroviario di merci. 

 

Guarda la video intervista a Cesare Avenia, Coordinatore del Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 9

 

L’indicatore composito per l’Italia

L’indicatore composito elaborato dall’ASviS segnala un andamento di continuo miglioramento per il Goal 9. In particolar modo, aumentano gli indicatori relativi alla diffusione di banda larga tra le famiglie, l’uso di internet, il tasso di ricercatori per 10mila abitanti e la quota di merci trasportate su ferrovia. Influiscono positivamente sull’andamento del composito anche la crescita del valore aggiunto dell’industria manifatturiera e la forte diminuzione dell’intensità di emissione di CO2 del valore aggiunto. 

Le regioni italiane e il Goal 9

Il Goal 9 mostra un netto miglioramento per tutte le regioni italiane, nonostante permanga un ampio divario tra i diversi territori. Le regioni che migliorano maggiormente tra il 2010 e il 2017 e contestualmente raggiungono i valori più elevati, sono il Piemonte e l’Emilia-Romagna. Tali variazioni sono dovute al miglioramento di tutti gli indicatori elementari, in particolare di quelli relativi all’intensità di ricerca, che nel 2016 si attesta a 2,2% in Piemonte e 2% in Emilia-Romagna rispetto all’1,4% dell’Italia, e al numero di ricercatori per 10mila abitanti. Il Mezzogiorno, nonostante i miglioramenti ottenuti in questi anni, registra un’ampia distanza dalla media italiana, dovuta al divario sia del valore aggiunto dell’industria manifatturiera rispetto al totale dell’economia, 9% rispetto al 16% della media nazionale, sia del numero di ricercatori per 10mila abitanti, 12 nel Mezzogiorno contro il 22 dell’Italia.

Il resoconto degli ultimi 12 mesi

Nonostante le aspettative maturate per rinnovare in modo importante le future infrastrutture del sistema Paese, continua a mancare un riferimento forte a favore di una politica industriale impegnata negli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. 

Ad esempio, il Decreto Sblocca Cantieri (Legge 14 giugno 2019 n. 55) ha introdotto alcune importanti novità nel settore dei lavori pubblici, a partire dalla riforma del Codice degli appalti. Tuttavia, le forme di semplificazione dell’iter di realizzazione delle opere pubbliche e la revisione verso il basso delle soglie per l’affidamento dei lavori previste, potrebbero condurre a risultati di dubbia efficacia, con effetti che non incentivano l’innovazione e la sostenibilità di lungo periodo, ma creano nuovi problemi di adattamento alle stazioni appaltanti e alle imprese, aprendo una fase transitoria di incertezza. 

In ottica di miglioramento delle capacità di spesa delle pubbliche amministrazioni, la nuova struttura temporanea Investitalia, se ben organizzata e gestita, potrebbe avere il potenziale di migliorare la gestione delle risorse attraverso un potenziamento e coordinamento delle capacità progettuali e operative delle diverse stazioni appaltanti.

Per quanto riguarda le infrastrutture idriche, è stata approvata la prima tranche del Piano nazionale per la mitigazione dei danni connessi al fenomeno della siccità e la promozione del potenziamento e adeguamento del settore idrico. Il Piano prevede un totale di 57 interventi, per un importo complessivo di 260 milioni di euro. 

Per quanto riguarda la progettazione di opere prioritarie, le risorse (circa 80 milioni di euro) riservate a Comuni, Città metropolitane, Province e Autorità Portuali sono destinate alla progettazione di infrastrutture e insediamenti prioritari, alla project review di infrastrutture già finanziate, alla predisposizione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums) e del Piano strategico metropolitano (Psm), nonché alla progettazione di opere portuali e piani strategici, così come definito nel Decreto Ministeriale del 10 maggio 2019.

In relazione alle reti e le connessioni digitali, nel quadro del progetto “WiFi.Italia.It”, è stato avviato dal Mise il progetto “Piazza Wifi Italia”, per il quale è stato previsto (delibera Cipe n. 61 del 25 ottobre 2018) un finanziamento ulteriore di 45 milioni di euro. È stato inoltre presentato il Piano di sviluppo della banda ultra larga per l’anno 2019, in cui Il Mise ha illustrato la futura evoluzione del progetto. Il Piano riguarda le cosiddette “aree bianche” o “a fallimento di mercato” in cui si intende comunque realizzare una rete basata sulla fibra ottica. 

La legge di conversione del “Decreto Semplificazione”, all’art. 8-ter (Tecnologie basate su registri distribuiti e smart contract) assegna all’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) il compito di individuare gli standard tecnici per lo sviluppo di questo settore. Si ritiene che questo sia un incentivo all’introduzione delle nuove tecnologie nei processi di e-Government, ma occorre evitare che l’attenzione si focalizzi solo sulla fase di progettazione invece che su quella di reale implementazione dei progetti.

In base alla Legge di Bilancio per il 2019, resteranno agevolate al 50% le voci relative agli investimenti di Ricerca&Sviluppo (R&S), in linea con il passato. Un aspetto innovativo è che, fra le voci di spesa ammesse, rientreranno anche i materiali e le forniture impiegate per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, finora esclusi dalla normativa. 

Riguardo alla digitalizzazione e all’ammodernamento delle infrastrutture esistenti, il Governo sta portando avanti il piano delle Smart road per creare infrastrutture stradali dotate di piattaforme di osservazione, monitoraggio e previsione del traffico, in vista della sinergia tra infrastrutture digitali e veicoli di nuova generazione, con una prima sperimentazione a Torino e a Modena. Dal collasso del Ponte Morandi a Genova è emersa la concreta e urgente necessità di applicare alle infrastrutture presenti sul territorio italiano sistemi di monitoraggio capaci di analizzarne lo stato in modo continuo. 

Infine, con riferimento alla dichiarazione non finanziaria (Dnf), la Legge di Bilancio 2019 ha ampliato il novero delle informazioni da fornire, soprattutto in tema di rischi, prevedendo l’obbligo di indicare anche le loro modalità di gestione e risoluzione.

Le proposte dell’ASviS

L’innovazione digitale è il motore principale dell’innovazione ed è su questo che la politica deve aiutare il Paese a fare rapidamente quel salto di cui necessita. Se l’istituzione di un Ministro senza portafoglio all’innovazione costituisce una opportunità da non sprecare, molto c’è da fare per orientare a tale finalità tutte le politiche pubbliche. 

In particolare, gli interventi sulle infrastrutture digitali e soprattutto sulla “PA digitale” devono seguire una logica di lungo periodo e non essere ancorati alle singole leggi di bilancio, anche per poter essere più facilmente proposti ai partner europei come investimenti strutturali. Tra gli investimenti necessari, si segnalano quelli per le cosiddette “aree grigie” della rete a banda ultra-larga e per il completamento del piano di digitalizzazione della pubblica amministrazione, grazie al quale si potrebbero conseguire risparmi di spesa sia per le amministrazioni che per i privati.

Va potenziato il programma di supporto alle tecnologie emergenti 5G e, in un’ottica sistemica, occorrerebbe una “legge per lo sviluppo digitale” che metta ordine nei vari interventi e orienti in modo coerente le istituzioni incaricate degli investimenti. 

Nell’ambito della ricerca e dello sviluppo sarebbe molto importante riuscire a legare l’innovazione e la trasformazione digitale delle imprese, indirizzando a tal fine e coordinando meglio i vari strumenti esistenti (incentivi fiscali industria 4.0, voucher per la digitalizzazione, consulenza nel- l’innovazione, iniziative per le startup, patent box, ecc.).

Infine, relativamente alla formazione del capitale umano nel campo delle competenze digitali, si possono ipotizzare alcune direttrici fondamentali: recupero degli individui esclusi dal digitale (che rischiano di non poter più esercitare diritti di cittadinanza); riqualificazione della forza lavoro e del management delle piccole e medie imprese (che rischiano di uscire dal mercato); programma di rilancio della ricerca attraverso il rafforzamento dei competence center; varo di nuovi programmi di attrazione di ricercatori dall’estero e maggiore partecipazione a progetti europei. 

Relativamente al tema delle infrastrutture, sono necessari: un immediato miglioramento del monitoraggio dello stato delle infrastrutture esistenti; la definizione di un quadro completo e di lungo respiro di programmazione delle infrastrutture idriche; un continuo potenziamento del trasporto ferroviario di merci, che permetterebbe all’Italia conseguire importanti risultati anche ai fini della riduzione delle emissioni di gas serra; un forte investimento nel settore, la finanza sostenibile può essere un fattore chiave nel miglioramento delle infrastrutture. 

Leggi l’Analisi del Goal 9 nel Rapporto ASviS 2019 e le proposte dell’Alleanza su Economia circolare, innovazione e lavoro e su Città, infrastrutture e capitale sociale

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giovedì 10 ottobre 2019
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