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L’Italia e il Goal 16: carceri sovraffollate e procedimenti civili troppo lunghi

Peggioramenti su giustizia e istituzioni solide, passi indietro nel Nord e nel Centro Italia. L’ASviS propone una riforma funzionale e gestionale del sistema giudiziario italiano e un rafforzamento della cultura della legalità. [VIDEO] 15/10/2019

Il Goal 16 (Pace, giustizia e istituzioni solide) in sintesi

Il Rapporto ASviS evidenzia un sensibile peggioramento per il Goal 16, dovuto soprattutto a un aumento del sovraffollamento delle carceri (114 detenuti per 100 posti disponibili nel 2017). A livello regionale, la maggior parte delle variazioni negative si registrano nel Nord e nel Centro Italia, mentre nel Sud questa tendenza è invertita. Le regioni che evidenziano la variazione più critica tra il 2010 e il 2017 sono la Toscana e l’Emilia-Romagna, a causa dell’aumento del tasso di rapine e del tasso di borseggi per mille abitanti.

La recentissima Legge riguardo la “Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica”, approvata ad agosto 2019, contiene all’articolo 3 una delega al Miur per definire le linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, tenendo come riferimento alcune tematiche fondamentali, tra cui: la Costituzione; il funzionamento delle istituzioni italiane, europee e internazionali; l’educazione alla cittadinanza digitale, ambientale e allo sviluppo sostenibile, alla legalità e al contrasto delle mafie. I nuovi programmi formativi dovrebbero, quindi, affrontare molteplici temi del Goal 16. Sono state approvate anche leggi contenenti misure per una maggiore tutela delle vittime di violenza domestica e di genere e per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione. 

L’ASviS ritiene fondamentale: combattere la corruzione e rafforzare la cultura della legalità già in ambito scolare; rendere più efficiente il sistema della giustizia civile, penale e tributaria attraverso una drastica riduzione dei tempi processuali e un maggiore consolidamento e diffusione del processo civile telematico; rafforzare l’utilizzo del rating di legalità; consolidare la legislazione sulla protezione dei dati; proporre una disciplina di regolamentazione rigorosa e organica delle attività di lobbying e di pressione sui decisori pubblici.

Guarda la video intervista a Filippo Salone, Coordinatoree del Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 16

L’indicatore composito per l’Italia

L’indicatore composito del Goal 16 registra una tendenza fortemente negativa fino al 2014, per poi migliorare notevolmente, grazie al complessivo miglioramento degli indicatori di criminalità (tasso di omicidi – tra i più bassi d’Europa –, rapine, furti e borseggi) e della quota di detenuti adulti nelle carceri italiane in attesa di primo giudizio. Tuttavia, se quest’ultimo indicatore è in calo, aumenta quello relativo al sovraffollamento delle carceri (114 detenuti per 100 posti disponibili nel 2017).

Le regioni italiane e il Goal 12

Il Goal 16 mostra un peggioramento in molte delle regioni italiane. La maggior parte delle variazioni negative si registrano nel Nord e Centro Italia, mentre nel Sud Italia questa tendenza è invertita. Le regioni che evidenziano l'incremento più deciso rispetto sono la Calabria e la Basilicata. Questo andamento è dovuto dalla riduzione del numero di vittime per omicidi per 100mila abitanti, che diminuisce da 3,2 a 1 in Calabria e da 1 a 0,5 in Basilicata rispetto allo 0,6 raggiunto dall’Italia nel 2017. Le regioni che evidenziano la variazione più critica sono la Toscana e l'Emilia-Romagna, a causa dell’aumento del tasso di rapine per mille abitanti che raddoppia nell’arco di tempo considerato, sia del tasso di borseggi per mille abitanti che incrementa da 5,7 al 9,7 in Emilia-Romagna e da 4,6 al 9,2 in Toscana, rispetto ad una media nazionale nel 2017 pari a 6,1. Nonostante abbia subito un leggero peggioramento rispetto al 2010, la Provincia autonoma di Trento presenta il valore più alto di tutta Italia, distinguendosi per avere un indice di sovraffollamento delle carceri particolarmente basso (70 detenuti per cento posti nel 2017, rispetto alla media del Nord Italia pari a 122 e alla media nazionale del 114) e una durata media dei procedimenti civili molto breve (150 giorni rispetto a 260 del Nord Italia e 445 della media nazionale).

Il resoconto degli ultimi 12 mesi

L’approvazione della Legge sull’Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica (Legge 20 agosto 2019, n. 92, in vigore dal prossimo anno scolastico) – almeno 33 ore all’anno, dalla prima elementare alla quinta superiore - si presta a una doppia lettura. Da un lato, va salutato con grande soddisfazione il fatto che per “formare cittadini responsabili e attivi e promuovere la partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale e sociale delle comunità” (art. 1), al riferimento imprescindibile della nostra Costituzione repubblicana venga affiancato un ormai altrettanto imprescindibile rinvio all’Agenda 2030 (art. 3). Dall’altro lato, tuttavia, la norma approvata solleva alcuni dubbi circa la sua concreta applicazione nella quotidianità delle scuole italiane. Tra gli aspetti problematici, la scelta di fare dell’educazione civica un “insegnamento trasversale” (art.1): una materia da svolgere un’ora alla settimana, oggetto delle valutazioni periodiche e finali. L’educazione del cittadino – tanto nell’accezione tradizionale, quanto nel nuovo orientamento verso lo sviluppo sostenibile e la cittadinanza globale – dovrebbe essere finalizzata non solo a un’adeguata conoscenza, ma soprattutto alla promozione di comportamenti virtuosi. Verso tale obiettivo devono concorrere tutte le discipline, anzi tutte le esperienze educative progettate nell’ambito dell’offerta formativa. 

Con riferimento al contrasto a ogni forma di violenza e ai tassi di mortalità connessi (Target 16.1), è stata di recente approvata la Legge 19 luglio 2019, n. 69 (cosiddetto “Codice Rosso”) che dispone ulteriori e più stringenti misure per tutelare le vittime di violenza domestica e di genere. Si prevede un catalogo di reati attraverso i quali si esercita la violenza domestica e di genere e, in relazione a queste, si interviene sul Codice di procedura penale al fine di velocizzare il procedimento, inasprire la pena e accelerare l’eventuale adozione di provvedimenti di protezione delle vittime. 

In merito al Target 16.5 (Ridurre sostanzialmente la corruzione e la concussione in tutte le loro forme) è da segnalare la Legge 9 gennaio 2019, n. 3 recante “Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici”. La Legge introduce misure per il contrasto dei reati contro la Pubblica Amministrazione (inasprendo anche le relative pene), modifiche al regime della prescrizione dei reati e norme per la trasparenza dei partiti e dei movimenti politici.

La Legge 14 giugno 2019 n. 55 di conversione del D.L. 18 aprile 2019 n. 32 introduce rilevanti modifiche all’articolo 36 del “Codice degli Appalti” in materia di procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria. Sono previste procedure semplificate e di affidamento diretto per importi inferiori a 40mila euro. In precedenza, risultava applicabile alle procedure di aggiudicazione dei lavori di importo compreso tra 40mila e 150mila la lettera b) del comma 2 dell’articolo 36 del Codice e, pertanto, la procedura negoziata con consultazione di almeno 10 operatori; attualmente invece, e fino al 31 dicembre 2019, sarà possibile utilizzare la procedura semplificata ristretta, con affidamento diretto, previa consultazione di tre operatori. 

Infine, nell’ambito del Target 16.7 (Assicurare un processo decisionale reattivo, inclusivo, partecipativo e rappresentativo a tutti i livelli) la Legge di Bilancio 2019 istituisce il “Consiglio Nazionale dei Giovani”, con una dotazione pari a 200mila euro per l’anno 2019 e con le finalità di favorire la partecipazione dei giovani allo sviluppo politico, sociale, economico e culturale del Paese.

Le proposte dell’ASviS

Per assicurare istituzioni efficaci, forti e trasparenti, si propone una sensibilizzazione diffusa alla cultura della legalità e quindi al contrasto a violenza, bullismo, discriminazione, corruzione e criminalità già in ambito scolare, anche considerando il coinvolgimento di organizzazioni della società civile impegnate su questo tema.

È vitale una riforma realmente incisiva del sistema giudiziario italiano, sia dal punto di vista funzionale che gestionale, soprattutto sul tema della durata dei procedimenti, attraverso una drastica riduzione dei tempi processuali e un maggior consolidamento e diffusione del processo telematico.

In materia di procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, si propone di ampliare e rafforzare l’utilizzo del rating di legalità, rivedendone in parte il sistema di funzionamento, in modo da renderlo uno strumento utile per prevenire l’insorgere e la diffusione della corruzione, anche tra privati, in occasione di bandi e gare relative a opere pubbliche e infrastrutturali. 

In linea con il Rapporto delle Nazioni Unite “Promozione e la protezione del diritto alla libertà di opinione e di espressione” e con il D.lgs 101/2018 che recepisce il General data protection regulation (Gdpr), si propone un consolidamento della legislazione sulla protezione dei dati che preveda il riconoscimento di criteri regolatori e strumenti efficaci a tutela della privacy individuale e, più in generale, orientati all’equità sociale. 

Si propone una tempestiva attuazione della strategia nazionale per la valorizzazione pubblica e sociale dei beni confiscati attraverso le politiche di coesione, approvata con delibera Cipe del 25 ottobre 2018, pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 6 marzo 2019.

Proporre una disciplina di regolamentazione rigorosa e organica delle attività di lobbying e di pressione sui decisori pubblici e per la definizione e la regolazione delle potenziali situazioni di conflitto di interessi.

Nell’ambito di una rigorosa applicazione della Legge 29 ottobre 2016, n. 199 (contrasto al caporalato) si propone di estendere per i lavoratori sfruttati, anche a seguito di fenomeni di tratta clandestina, le tutele e i ristori previsti per le vittime della criminalità organizzata. 

Leggi l’Analisi del Goal 16 nel Rapporto ASviS 2019 e le proposte dell’Alleanza su Città, infrastrutture e capitale sociale

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martedì 15 ottobre 2019
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