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L’Onu premia idee e progetti innovativi per la lotta ai cambiamenti climatici

Quindici progetti per portare risultati concreti. Si va dagli hamburger vegetali all’energia generata dalle onde marine, da nuove strategie per ridurre il carbonio alla diffusione di micro-reti elettriche in Africa. 16/10/2019

Lo scorso 26 settembre l’Onu ha reso noti i nomi dei vincitori dei Global climate action awards. Il premio, conferito dalle Nazioni unite, vuole dare un riconoscimento alle iniziative più efficaci per combattere i cambiamenti climatici che sono proposte da “leader di comunità, governi, imprese e organizzazioni che provengono da tutti gli angoli del globo e da tutti i livelli della società", come ha ricordato Niclas Svenningsen, manager del Programma di azione dell'Onu contro il cambiamento climatico globale. Il responsabile dell’iniziativa sottolinea anche quanto sia importante dare un riconoscimento pubblico a quei progetti e ai loro protagonisti che con “le loro iniziative inviano un forte segnale politico a tutte le nazioni e, attraverso la loro leadership e creatività, contribuiscono a un cambiamento essenziale”.

L'assegnazione di questi riconoscimenti fa parte del più ampio sforzo che stanno compiendo le istituzioni internazionali per coinvolgere direttamente i cittadini nella lotta ai cambiamenti climatici e nel sostegno allo sviluppo sostenibile. Quest’anno i premi sono stati consegnati al margine del Momentum for Change dell'Onu, un'iniziativa guidata dalla Segreteria delle Nazioni Unite per far emergere le numerose attività che vengono avviate in tutto il mondo per indirizzare lo sviluppo verso un futuro  più resiliente che riduca, tra l’altro, le emissioni di carbonio. Molti Paesi hanno “rinnovato il loro impegno nel raggiungimento degli obiettivi degli Accordi di Parigi” ha ricordato con soddisfazione Svenningsen, sottolineando che i premi dei Global Climate Action Awards sono andati a “15 incredibili esempi di azioni climatiche replicabili in tutto il mondo". Si tratta di esempi che “fungono da fari, guidandoci verso un futuro più resiliente, più sostenibile e più prospero per tutti". Non solo: i progetti che sono sati premiati non affrontano solo i cambiamenti climatici, ma generano anche progressi in relazione a molti altri Obiettivi di sviluppo sostenibile contenuti nell'Agenda 2030 come, per esempio l’innovazione, l’uguaglianza di genere o la crescita economica. 

Gli oltre 670 progetti che sono stati presentati dovevano ricadere in una delle seguenti quattro categorie: Salute planetaria (che riguarda sia la garanzia della salute umana sia il benessere del pianeta); Neutralità climatica subito (che individua gli sforzi di individui, aziende e Paesi per promuovere concretamente il passaggio alla neutralità climatica), Donne protagoniste (per promuovere il ruolo e la leadership femminile nell'affrontare i cambiamenti sociali e naturali) e Finanza per il clima (che premia le innovazioni finanziarie per investimenti a favore della mitigazione dei cambiamenti climatici). 

Tra i progetti premiati nella prima categoria spicca quella presentata da Impossible Foods. L'azienda, attiva dal 2016 a Singapore, Hong Kong, Macao e in diverse città degli Stati Uniti, propone dei sostituti vegetali ai prodotti a base di carne. La sostituzione di prodotti vegetali al posto di quelli animali permette di risparmiare l’uso del suolo, aumenta la biodiversità, riduce le emissioni di carbonio e di gas serra e diminuisce la domanda di acqua dolce. Oggi gli Impossible burgers sono serviti in oltre 17mila ristoranti, inclusi i tradizionali fast food come Burger King. Gli hamburger “impossibili” costituiscono una alternativa alla carne anche per i consumatori non vegetariani; inoltre, vengono offerti a un prezzo solo di poco superiore ai classici prodotti che si trovano nei fast food.

Per quanto riguarda i progetti sulla neutralità climatica appare particolarmente importante l'assegnazione di un premio alla Infosys, la seconda società informatica più grande dell'India. Già dal 2011 la multinazionale, presente in 45 Paesi, si è impegnata per l'azzeramento delle proprie emissioni di carbonio. Oggi l'azienda sta costruendo nuovi edifici ad alta efficienza energetica, mentre sta ammodernando le sedi più vecchie. Tra poco l'azienda sarà in grado di operare al 100% con energia rinnovabile. Nel frattempo valuta i propri progetti inserendo tra i costi anche il carbonio che verrebbe emesso, misurando quest’ultimo sulla base di un prezzo interno. Infine, gestisce un programma di compensazione delle emissioni che lavora con le comunità locali per ridurre le emissioni e contribuire allo sviluppo sostenibile. 

Ma se fornire energia pulita a milioni di persone è una nuova sfida che va affrontata, raggiungere sparuti villaggi in Africa, completamente isolati dalle reti di approvvigionamento elettrico rappresenta una partita altrettanto complessa. Per questo è stato premiato il progetto Beyond the Grid Fund for Zambia, un fondo svedese che offre finanziamenti alle imprese che vogliono investire nel campo delle energie pulite off-grid, cioè al di fuori della rete elettrica. Il focus del progetto è lo Zambia e l'obiettivo è di fornire 300 mila connessioni elettriche off-grid entro il 2021. Dopo soli 25 mesi di attività, ci sono state già 145 mila nuove connessioni, che hanno portando il numero di persone che hanno accesso all'energia elettrica a più di 750 mila persone in tutto il Paese.

Il progetto Eco Wave Power rappresenta un'eccellenza non solo perché, sfruttando il moto ondoso del mare, garantirà il 15% del fabbisogno energetico annuale dello stato di Gibilterra, ma anche perché la Ceo che guida questa azienda pionieristica è una donna. Si tratta di Inna Braverman, ritenuta tra le donne più influenti del mondo proprio per il suo impegno sul fronte della commercializzazione dell'energia delle onde, che potrebbe rivoluzionare il mercato energetico e aiutare la lotta globale contro i cambiamenti climatici. Il progetto genera elettricità pulita e a costi contenuti, utilizzando una tecnologia semplice, che consente a speciali galleggianti di essere collegati a strutture artificiali già esistenti (come moli, frangiflutti e pontili), semplificando così il processo di installazione, nonché la manutenzione e l’accessibilità.

Scopri tutti e 15 i progetti vincitori

 

di William Valentini

 

mercoledì 16 ottobre 2019
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