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L’Italia e il Goal 2: agricoltura, migliore produttività, ma scarsa innovazione

Nuove misure per la valorizzazione del territorio e l’imprenditorialità agricola, ma manca una strategia sulla sostenibilità ambientale del settore. Rapporto ASviS: innovare i modelli produttivi ispirandosi all’economia circolare. [VIDEO] 21/10/2019

Il Goal 2 (Sconfiggere la fame) in sintesi 

Il Rapporto ASviS 2019 evidenzia un significativo miglioramento per quanto riguarda il Goal 2 in Italia. In particolare, l’incremento riguarda il periodo 2010-2016, in cui la produzione agricola e l’estensione delle superfici destinate al biologico sono aumentate, mentre è diminuito l’utilizzo di pesticidi e diserbanti in agricoltura. A livello territoriale, la situazione migliora in quasi tutte le regioni italiane e soprattutto in Umbria e nel Lazio, dove migliorano gli indicatori relativi all’alimentazione, alla produzione del settore agricolo e all’aumento della quota di superficie agricola utilizzata investita da coltivazioni biologiche. Subiscono invece un peggioramento della situazione rispetto alla media italiana la Lombardia e il Veneto.

Sono stati numerosi gli interventi dell'ultimo anno con un impatto sul superamento della povertà alimentare, sul nesso tra alimentazione e salute e sulla crescita sostenibile del sistema alimentare. La Legge di Bilancio 2019 ha aumentato lo stanziamento del Fondo per la distribuzione delle derrate alimentari alle persone indigenti, mentre con il cosiddetto “decreto Semplificazioni” sono state apportate modifiche alle disposizioni sull’etichettatura dei prodotti alimentari, dando la possibilità di estendere a tutti i prodotti l’indicazione obbligatoria del luogo di provenienza geografica. Rispetto alla crescita sostenibile del settore agricolo si segnalano il d.l. 27 del 29 marzo 2019, recante "Disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli” e il d.l. 35 del 2019 contenente “misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi”.

L’ASviS ritiene fondamentale: ripensare le strategie per l’innovazione di prodotto, processo e commerciali ispirandole sempre di più ai principi dell’economia circolare, favorire l’accesso dei giovani alla terra, incoraggiare la collaborazione del mondo universitario con gli operatori economici locali per garantire la sostenibilità della filiera agroindustriale e contribuire alla creazione di nuovi posti di lavoro, accrescere la performance del sistema di sostegno alla povertà alimentare, rafforzare il rapporto diretto tra consumatore e produttore e rivisitare il funzionamento del sistema di ristorazione collettiva.

 

Guarda la video intervista a Gian Paolo Cesaretti, Coordinatore del Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 2

L'indicatore composito per l'Italia

 

L’indicatore composito elaborato dall’ASviS per il Goal 2 migliora significativamente tra il 2010 e il 2017. Fino al 2016, il forte aumento è stato dovuto all’incremento della produzione per unità di lavoro delle aziende agricole e della quota di superficie agricola utilizzata (Sau) per coltivazioni biologiche, mentre nell’ultimo biennio si rileva una flessione causata principalmente dall’aumento dell’utilizzo di fertilizzanti in agricoltura (+7,1% tra il 2016 e il 2017). Si evidenzia infine l’andamento positivo dell’indicatore elementare relativo all’utilizzo dei prodotti fitosanitari (pesticidi, diserbanti e simili), che dal 2010 al 2017 diminuisce del 20%.

Le regioni italiane e il Goal 2

Il resoconto degli ultimi 12 mesi

Per ciò che concerne il superamento della povertà alimentare, la Legge di Bilancio 2019 ha aumentato lo stanziamento (un milione di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021) del Fondo per la distribuzione delle derrate alimentari alle persone indigenti, che già vanta una dotazione a regime di cinque milioni di euro annui. Inoltre, il decreto interministeriale del 25 luglio 2019 ha destinato 14 milioni di euro all’acquisto di formaggio pecorino Dop da distribuire attraverso le organizzazioni caritatevoli agli indigenti. Questa misura ha un duplice obiettivo: aiutare i produttori evitando crisi di mercato e offrire agli indigenti derrate alimentari dall’alto valore nutrizionale. 

Per ciò che concerne l’impatto del sistema alimentazione sulla salute, la Legge di Bilancio 2019 prevede un aumento della dotazione di personale per il Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e delle repressioni frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf). È stato poi introdotto il decreto Interministeriale n. 131 del 1° ottobre 2018 “Regolamento recante disciplina della denominazione di ‘panificio’, di ‘pane fresco’ e dell’adozione della dicitura di ‘pane conservato’”. Il d.l. 135/2018 (il cosiddetto “decreto Semplificazioni”), convertito in legge il 13 febbraio 2019, apporta talune modifiche alle “Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari”, individuando i casi in cui l’indicazione del luogo di provenienza è resa obbligatoria. In Italia, tale obbligo esiste solo per i prodotti lattiero-caseari, per la pasta, per il riso e per il pomodoro, mentre l’Unione europea lo ha esteso anche alla carne fresca, alla frutta, alla verdura fresca, alle uova, al miele, all’olio extravergine di oliva e al pesce, lasciando però fuori, ad esempio, i salumi e prosciutti, i succhi e le marmellate. Con la nuova disposizione (la cui attuazione è però rinviata a un decreto attuativo) viene data la possibilità di estendere a tutti i prodotti alimentari l’etichettatura obbligatoria con l’indicazione del luogo di provenienza geografica degli alimenti. Infine, la Legge n. 44 del 2019 prevede lo stanziamento di due milioni di euro per la realizzazione di campagne promozionali e di comunicazione istituzionale, da parte del ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo (Mipaaft), per incentivare il consumo di olio extravergine di oliva, agrumi, latte ovino e caprino e relativi derivati.

La capacità del settore agro-alimentare di mettere in campo una performance sostenibile è influenzata dalle misure che incidono sulla competitività delle imprese. Per quanto riguarda gli incentivi alla formazione e agli investimenti, la Legge di Bilancio 2019 conferma gli strumenti già previsti in precedenza, ma l’aspetto che merita di essere evidenziato è che questi sono rivolti principalmente alla trasformazione tecnologica e digitale, risultando pressoché assenti i riferimenti all’economia circolare. Il bonus per le giovani eccellenze è una misura che vuole valorizzare il merito, un’ottima iniziativa che però andrebbe rivista nei riferimenti temporali.

In merito alla valorizzazione del territorio, oltre alle risorse aggiuntive al Piano di promozione del Made in Italy, una novità positiva è la misura che conferisce i terreni demaniali alle giovani famiglie numerose. L’obiettivo di questa misura è duplice: da una parte il Governo intende favorire la crescita demografica attraverso il sostegno alla famiglia, dall’altra vuole promuovere lo sviluppo socio-economico delle aree rurali, rivalutando anche quei terreni abbandonati che oggi si trovano in alcune aree del Mezzogiorno. Si dà, dunque, alla famiglia una opportunità di rendita, favorendo nel contempo l’imprenditorialità nel settore primario.

In relazione alla sostenibilità ambientale dell’agricoltura, tutti gli interventi proposti dalla Legge di Bilancio potranno avere degli effetti postivi, ma manca una vera e propria strategia. Accanto alla riconferma di alcune misure, come gli incentivi per la produzione di biogas o il rifinanziamento della piattaforma per il fosforo (con un importo esiguo, considerata la rilevanza per la produttività del settore), sono state introdotte alcune novità che possono dare nuovi stimoli alle imprese per il rispetto dell’ambiente, nell’immediato con incentivi per l’utilizzo di prodotti riciclati o imballaggi compostabili o riciclati, e nel futuro con una maggiore disponibilità di conoscenze. 

Il d.l. 29 marzo 2019, n. 27, recante "Disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli" si concentra sui settori lattiero-caseario, ovi-caprino, olivicolo-oleario, agrumicolo e suinicolo, maggiormente colpiti dalla crisi. In particolare, sono previste misure per la qualità e la competitività del latte ovino a sostegno degli accordi di filiera, misure temporanee di regolazione dell’offerta, stoccaggio privato dei formaggi Dop, ricerca, innovazione e interventi infrastrutturali, mentre del settore olivicolo è prevista la distruzione delle piante di olive infette da “Xylella”, in deroga alle leggi vigenti e altre misure per debellare l’emergenza fitosanitaria. Al fine di contribuire alla ristrutturazione di tali settori, considerate le particolari criticità produttive e la necessità di recupero e rilancio della produttività e della competitività, viene riconosciuto alle imprese agricole un contributo destinato alla copertura, totale o parziale, dei costi sostenuti per gli interessi dovuti per l’anno 2019 sui mutui bancari contratti entro la data del 31 dicembre 2018.

Il d.l. 35 del 2019, che contiene “misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi”, prevede un finanziamento di 1,5 milioni annui dei consorzi nazionali che operano all’estero, per le spese sostenute per la tutela legale dei prodotti colpiti dal fenomeno dell’Italian sounding.

Sul tema delle relazioni commerciali con Paesi terzi e il miglioramento della competitività del sistema alimentare italiano, si segnalano anche:

  • il Regolamento di esecuzione (Ue) 2019/67 della Commissione del 16 gennaio 2019, che istituisce misure di salvaguardia in relazione alle importazioni di riso Indica originario della Cambogia e del Myanmar/Birmania, provvedimento adottato su iniziativa dell’Italia;
  • gli accordi di libero scambio Ue-Vietnam (giugno 2019) e l’accordo Ue-Singapore (ottobre 2018), mentre nel febbraio 2019 è entrato in vigore l’accordo con il Giappone. Si tratta di accordi che consentono, tra l’altro, di proteggere nel mercato internazionale i prodotti nazionali con indicazioni geografiche, quali le Dop e le Igp, dalle imitazioni spesso molto presenti nei Paesi interessati dagli accordi;
  • la direttiva Ue 2018/2001 dell’11 dicembre 2018 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili e il regolamento delegato (Ue) 2019/807 della Commissione del 13 marzo 2019, atti che incidono sulla competitività del settore e sulla capacità di disporre di alimenti in grado di contribuire al superamento della povertà alimentare;
  • la direttiva Ue 2019/633 del 17 aprile 2019 in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare, che introduce forme di tutela che potenziano la competitività del sistema.

Infine, nel dicembre 2018 l’Assemblea Generale dell’Onu ha approvato la “Dichiarazione sui diritti dei contadini e delle altre persone che lavorano nelle zone rurali” (A/Hrc/Res/39/12), rispetto alla quale si registra l’astensione dell’Italia nella votazione.

Le proposte dell’ASviS

La crescita sostenibile del sistema alimentare passa attraverso scelte non solo a favore di nuovi modelli di produzione ma anche legate alla localizzazione dei sistemi. Secondo l’ASviS, occorre ripensare le strategie per l’innovazione di prodotto, processo e commerciali ispirandole sempre di più ai principi dell’economia circolare. A tal fine, si ritiene utile puntare su un piano integrato di azioni volte a: migliorare le conoscenze sui principi dell’economia circolare tra gli imprenditori agricoli; definire un piano di incentivi a sostegno del cambio di paradigma del settore agro-alimentare; favorire la diffusione delle migliori pratiche per una agricoltura 4.0; valorizzare il milieu per l’applicazione del principio di diversità.

Inoltre, vista la maggiore sensibilità delle giovani generazioni sui temi della sostenibilità, va favorito il loro accesso alla terra, che si tratti di terre pubbliche o di terre abbandonate, sia nelle aree metropolitane che in quelle rurali e in particolare in quelle interne. Per questo, si propone di promuovere la diffusione di misure di riordinamento e ricomposizione dell’assetto fondiario dei Comuni, con l’obiettivo di realizzare progetti integrati di sviluppo socioeconomico a valenza agricola, ambientale e paesaggistica. Attraverso la mappatura dei terreni agricoli in uso o abbandonati si possono fornire una serie di strumenti tecnici e normativi (ad esempio, la “Banca della Terra”) per l’assegnazione delle aree in disuso o a rischio abbandono e l’integrazione e organizzazione dell’offerta di prodotti agro-alimentari e servizi ricreativi/turistici/pedagogici nel rispetto dei vincoli ambientali.

La crescente preoccupazione sugli effetti di politiche commerciali protezionistiche impone poi un rafforzamento dell’impegno italiano nelle opportune sedi internazionali allo scopo di accrescere la competitività dei prodotti “sostenibili”, potenziando la percezione dei consumatori e delle consumatrici rispetto ai valori ambientali, sociali in essi contenuti. È interesse dell’Italia anche rafforzare le reti internazionali che favoriscono la raccolta, la promozione e lo scambio di buone pratiche e di soluzioni innovative sui temi del sostegno di sistemi alimentari sostenibili (come ad esempio il Milan urban food policy pact).

Analogamente, va incoraggiata la collaborazione del mondo universitario con gli operatori economici locali per garantire la sostenibilità della filiera agroindustriale e contribuire alla creazione di nuovi posti di lavoro. Per facilitare tali collaborazioni sarebbe auspicabile che queste tematiche rientrassero sempre più tra quelle prioritarie nei bandi della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile 2017-2030, i programmi operativi regionali (Por-Fesr), i piani di sviluppo rurale (Psr), i progetti di rilevante interesse nazionale (Prin) e il Social impact finance, rete per la ricerca supportata dal Miur.

Per far fronte al problema della povertà alimentare occorre realizzare al meglio il Reddito di Cittadinanza, accrescere la performance del sistema di sostegno alla povertà alimentare (Banco Alimentare, mense poveri, ecc.), rafforzare il rapporto diretto tra consumatore e produttore (filiera corta) e continuare a investire in campagne di sensibilizzazione ed educazione alimentare e nutrizionale volte ad orientare le persone verso panieri alimentari con un miglior rapporto qualità-prezzo.

In relazione all’impatto sull’istanza di salute di azioni volte a migliorare la sicurezza alimentare e ad accrescere i valori nutrizionali del cibo, sarebbe importante la rivisitazione del funzionamento del sistema di ristorazione collettiva, intervenendo nella formulazione dei capitolati di gara e sui sistemi di controllo. Il Green public procurement (Gpp) nella ristorazione collettiva, sia pubblica (scuole, ospedali, caserme, ecc.) che privata, può risultare una leva di particolare efficacia tanto per migliorare le diete di una larga quota della popolazione, incrementando il livello di consapevolezza delle giovani generazioni del nesso tra cibo, salute e sostenibilità, quanto per innescare processi di transizione delle economie agroalimentari locali verso la sostenibilità e favorire la territorializzazione di attività agricole virtuose per l’ambiente e la società.

La responsabilità ultima di una relazione positiva tra alimentazione e salute è nelle scelte attuate dai consumatori: per questo va rafforzato il sistema di controllo sull’affidabilità delle informazioni che vengono diffuse attraverso i diversi canali informativi. L’attivazione di sistemi di tracciabilità, compresa l’impronta ecologica e idrica, è indispensabile per non importare “prodotti a rischio”. 

 

Leggi l’Analisi del Goal 2 nel Rapporto ASviS 2019 e le proposte dell’Alleanza su Economia circolare, innovazione, lavoro e Capitale umano, salute ed educazione

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lunedì 21 ottobre 2019
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