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La Banca europea per gli investimenti dal 2022 non finanzierà più i fossili

Giovannini: “decisione storica, verso la trasformazione della Bei in una sorta di green bank, come proposto dalla presidente Ursula von der Leyen. Va dato atto al ministro Gualtieri di aver cambiato la posizione dell’Italia”. 15/11/2019

Dopo una serie di rinvii, l’ultimo risalente al 15 ottobre, ieri è arrivata l’attesa decisione della Bei, la Banca europea per gli investimenti, sul continuare o meno a finanziare progetti direttamente legati ai combustibili fossili.

“Dalla fine del 2021”, si legge sul sito ufficiale, “La Bei interromperà i finanziamenti ai progetti di energia fossile. Il consiglio di amministrazione della Banca ha concordato una nuova politica di prestiti energetici e ha confermato la crescente ambizione per l'azione climatica e la sostenibilità ambientale”.

La decisione pone fine a un processo di revisione inclusivo, che ha tenuto conto delle diverse parti coinvolte, dal settore dell’industria alle istituzioni, passando per la società civile e i cittadini. Negli ultimi cinque anni la Banca ha erogato oltre 65 miliardi di euro per le energie rinnovabili e la transizione energetica, ma lo sforzo richiesto per combattere la crisi climatica è ben maggiore e per questo si è deciso di porre fine ai finanziamenti che minano il raggiungimento dell’Accordo di Parigi.

Sulla nuova strategia europea si è espresso il portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini che, durante la rubrica “Scegliere il futuro” in onda su Radio Radicale, ha usato parole di soddisfazione: “è un fatto storico che apre la strada alla trasformazione della Banca europea per gli investimenti in una sorta di green bank, così come proposto dalla presidente eletta della Commissione Ursula von der Leyen. Va dato atto al ministro Gualtieri di aver cambiato la posizione dell’Italia, che questa volta ha votato in modo positivo. La decisione della Bei si sposa con un potenziale cambiamento, vedremo poi come andrà a finire, della Banca centrale europea che sembra orientata a rivedere i criteri prudenziali per quelle banche che investono nella lotta al cambiamento climatico, in energie rinnovabili e nell’economia circolare. È interessante notare, dunque, come non solo la Bei, ma la finanza in generale, guardi a queste nuove prospettive d’investimento”.

Tra i punti chiave della nuova strategia varata dalla Banca, spicca il sostegno di mille miliardi di euro in investimenti in favore dell’azione climatica, per il decennio che va dal 2021 al 2030. Inoltre, la Bei aumenterà gradualmente la quota di finanziamenti dedicati alla sostenibilità ambientale prefiggendosi di raggiungere già il 50% delle operazioni entro il 2025; e allineerà tutte le sue attività di finanziamento con i principi e gli obiettivi dell'Accordo di Parigi entro la fine del 2020.

L’Italia, che ricordiamo lo scorso 15 ottobre aveva votato per il rinvio sulla decisione, questa volta ha votato a favore del cambiamento. Linea confermata dal Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri che, dal suo profilo twitter, ha dichiarato di essere felice che “la Bei abbia approvato una nuova politica dell’energia nel segno del #greennewdeal. L’Italia ha votato a favore della nuova strategia perché all’allarme per il cambiamento climatico devono seguire scelte coerenti”.

 

 

di Ivan Manzo

 

venerdì 15 novembre 2019
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