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Iea: la quota di carbone diminuisce, ma il suo futuro dipende dalla Cina

Politiche climatiche, gas naturale, energie alternative: questi sono gli strumenti per ridurre il consumo di carbone. 2019 peggior anno di sempre per questa risorsa, ma resta la principale fonte di energia del Pianeta. 20/12/19

“La domanda globale di carbone è diminuita nel 2019, ma rimarrà sostanzialmente stabile nei prossimi cinque anni, sostenuta dalla crescita nei principali mercati asiatici”. Questo è il quadro emerso dalle ultime analisi dell'Agenzia internazionale per l'energia (Iea) nel rapporto Coal 2019, documento pubblicato il 17 dicembre che analizza e fornisce previsioni (estese fino al 2024) riguardo l'offerta, la domanda e il commercio della risorsa.

“È troppo presto per dire se il momentaneo calo della produzione di energia elettrica prodotta dal carbone sarà l'apripista per un futuro indipendente da questa risorsa” afferma l’Iea. L'Agenzia prevede, infatti, che le fonti rinnovabili forniranno una parte importante dell’incremento della domanda globale di elettricità, mentre l’energia elettrica alimentata a carbone aumenterà solo marginalmente (meno dell'1% all'anno). La quota di carbone scenderà dunque dal 38% del 2018 al 35% del 2024, dopo aver subito, quest’anno, il più grande declino di sempre (2,5% in meno rispetto all’anno precedente). Ma ciò non toglie che, almeno fino al 2024, il carbone rimarrà la principale fonte di energia sul nostro Pianeta.

La diminuzione dello sfruttamento è dovuta a cali record negli Stati Uniti e in Europa, dove la crescita del solare fotovoltaico e dell'eolico, i bassi prezzi del gas naturale e la domanda stagnante di elettricità hanno avuto un ruolo determinante nell’abbattimento dei consumi. “In Europa i pensionamenti delle centrali a carbone e l'ulteriore crescita delle rinnovabili ridurranno la produzione di questa fonte di energia di oltre il 5% all'anno fino al 2024”. Negli Stati Uniti, invece, nello stesso periodo è previsto un calo della domanda di quasi il 4% all'anno: la quota di carbone nella fornitura di energia elettrica, che era arrivata al 50% nel 2007, è scesa infatti al 28% nel 2018 e arriverà al 21% nel 2024.

“Ma questa non è la fine del carbone, poiché la domanda continua a espandersi in Asia, dove la Cina è responsabile della metà del consumo globale”, afferma Keisuke Sadamori, direttore dell'Iea per i mercati dell'energia e della sicurezza, in occasione del lancio del rapporto avvenuto a Johannesburg. “La quota della regione nella produzione globale di carbone è passata da poco più del 20% nel 1990 a quasi l'80% nel 2019, il che significa che il destino della risorsa è sempre più legato alle decisioni prese nelle capitali asiatiche".

In Cina, ad esempio, il picco di consumo si raggiungerà intorno al 2022, a causa dell’incremento dell’uso dell’elettricità e lo sviluppo delle infrastrutture. Allo stesso tempo, però, si registra un declino dell’uso di carbone in alcuni settori residenziali e industriali, data l’allerta per l’inquinamento atmosferico. La produzione di energia da carbone, dunque, aumenterà, ma a un ritmo sempre più lento, scendendo dal 67% nel 2018 al 59% nel 2024.

Anche altri Paesi del sud e sud-est asiatico, come India, Indonesia e Vietnam, fanno affidamento sul carbone per alimentare la loro crescita economica. Il gas naturale e il petrolio sono sempre state le principali fonti di generazione di energia in Pakistan, ma il Paese ha commissionato 5 gigawatt (Gw) di capacità di carbone dal 2017 e altri 5 Gw sono previsti per i prossimi anni. In Bangladesh, dove il gas naturale ha generato a lungo la maggior parte della fornitura di elettricità, il carbone guadagnerà spazio nei prossimi anni (10 Gw previsti).

Oltre al consumo, anche la produzione cresce (3,3% nel 2018) in alcune zone del mondo. Ad esempio, India, Indonesia e Russia ne hanno prodotto nel 2018 la più grande quantità della loro storia. Inoltre, i prezzi medi nel 2018 sono stati superiori di oltre il 60% rispetto al 2016, rendendo il carbone molto redditizio.

Le norme sul consumo di carbone, i prezzi del gas naturale e la Cina possono dunque modificare il corso futuro, in un senso o nell’altro. “Politiche climatiche più forti del previsto sono probabilmente il principale fattore che potrebbe influenzare la domanda di carbone”, afferma l’Agenzia. Inoltre, prezzi più bassi del gas naturale potrebbero modificare le previsioni, così come la diffusione delle energie alternative. Ma senza l’impegno degli Stati, questo non basterà. “La Cina” avverte l’Iea, “determinerà in definitiva le tendenze globali del carbone, fino al 2024 e oltre”.
 

di Flavio Natale

venerdì 20 dicembre 2019
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