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e valore al futuro

QUESTA SETTIMANA: Formare il capitale umano per un futuro di nuove sfide

All’estero ci s’interroga sulle nuove figure manageriali necessarie per affrontare la complessità. In Italia siamo molto in ritardo anche nella formazione dei laureati: un fronte che vede l’ASviS intensamente impegnata. 14/2/20

di Donato Speroni

Armi, Lgbtq, evasione fiscale, religione, diversità, lavoro minorile, animali, droghe, gioco d’azzardo, alcolici, genere, salario equo, impatto ambientale, obesità, repressione politica, #MeToo, libertà d’espressione, classi sociali, disabilità, diritti dei minori, filiera etica, cambiamento climatico, aborto, immigrazione, matrimoni omosessuali, senzatetto...

Questo elenco, riportato dalla Rassegna stampa del Corriere della Sera, è tratto da un articolo di Alan Rushbridger su Quartz, nel quale si sostiene che le imprese per affrontare il futuro hanno bisogno non solo di un Ceo, Chief executive officer e di un Cfo, Chief financial officer, ma anche di un Cmp, un Chief moral philosopher, perché le questioni che si troveranno ad affrontare saranno sempre più complesse, coinvolgendo svariati problemi etici essenziali alla loro sopravvivenza.

Non è molto lontana da questa considerazione anche l’inchiesta di copertina dell’Economist “What it takes to be a Ceo in the 20s”, dedicata alle nuove figure di capi azienda nel prossimo decennio e che conclude nell’editoriale:

Infine, i nuovi boss devono avere chiaro che le imprese vanno guidate nell’interesse di lungo termine degli azionisti. Questo significa che non si può essere scostanti e miopi. Per esempio, ogni business deve avere il buon senso di affrontare i rischi del cambiamento climatico.

Il problema della complessità, che emerge con chiarezza quando si parla della guida delle aziende nelle sfide del futuro, riguarda però tutto il capitale umano: mentre in passato per il lavoro servivano capacità specifiche, che magari con qualche aggiornamento rimanevano le stesse per svolgere un mestiere per tutta la vita, oggi non solo i cambiamenti tecnologici si sono fatti più frequenti, ma è anche probabile dover affrontare mansioni totalmente diverse nell’arco degli anni lavorativi. Serve preparazione, ma anche capacità di adattarsi a situazioni nuove. Ce ne rendiamo conto nella preparazione dei nostri giovani? Con il bilancio demografico diffuso martedì 11, l’Istat ci ha detto che nel 2019 abbiamo toccato il record negativo nella nascita dei figli: bisogna risalire alla prima guerra mondiale, quando i potenziali padri erano al fronte, per trovare un livello di nascite così basso, 435mila nati vivi a fronte di 647mila decessi.

Abbiamo pochi giovani e non facciamo abbastanza per formarli. Lo ha rilevato anche il portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini, in una recente puntata di “Scegliere il futuro”, la sua rubrica su Radio radicale.

In effetti il nostro Paese si caratterizza per una quota di laureati nettamente inferiore a quella degli altri Paesi europei; per esempio i nostri giovani nella fascia di età 30-34 anni sono laureati nel 27,8% dei casi contro un valore del 40,7% europeo, tra l'altro, in linea con il l'obiettivo che l'Europa si era data proprio per il 2020. È vero, c'è stata una crescita maggiore in Italia negli ultimi anni rispetto a quella europea, ma perché appunto partivamo da un valore più basso e questa crescita ha riguardato in particolare le donne; ma siamo ancora lontanissimi dai livelli dei nostri competitor.

Le ragioni di questo ritardo sono numerose. In primo luogo la difficoltà di accesso per le persone che non hanno condizioni economiche in grado di sostenere i costi, ma anche la mancanza di strutture per il diritto allo studio, studentati dove le persone meno abbienti possano essere ospitate durante gli studi universitari; questo rende anche più bassa la mobilità geografica, benché ci sia una tendenza molto chiara di tantissimi studenti del Sud a emigrare verso il Centronord anche per completare gli studi universitari. (...)

Una delle ragioni per cui molti studenti preferiscono non iscriversi all'università è che poi sul mercato del lavoro questa laurea non è necessariamente riconosciuta dalle imprese in termini di differenziale salariale. Spesso i laureati vengono messi a fare lavori da diplomati e vengono pagati come diplomati; in più, la progressione di carriera in Italia e molto più lenta rispetto a quella di altri Paesi soprattutto per le persone in gamba. Si capisce da questo punto di vista che il tema non riguarda solo la politica, ma anche il funzionamento complessivo del nostro sistema: la altissima quota di piccole imprese orientate al mercato interno con bassa produttività, che quindi pagano bassi salari. Questa problematica frena anche gli incentivi a studiare e arrivare alla laurea. Come si vede il tema è complesso, riguarda non solo gli aspetti sociali ma anche quelli economici. La speranza naturalmente è che il Governo, ma anche le imprese e la società nel suo complesso pongano molta più attenzione a questi aspetti, non solo investendo di più ma anche cambiando la mentalità, capendo che il capitale umano è il fattore di crescita che determinerà il nostro futuro, su cui dunque bisogna investire per modificare i trend attuali cercando di raggiungere il prima possibile i livelli degli altri Paesi europei. 

Lo stesso tema è stato affrontato anche dal Forum education che si è tenuto a Camogli nei primi due giorni di febbraio. Si è sottolineato che esistono situazioni molto diversificate e che è necessario partire dal territorio. Come ha detto Marco Rossi Doria:

L’Italia è un Paese che fa pochi figli e perdiamo troppi ragazzi che vivono in una situazione di povertà e di esclusione. Bisogna recuperarli nei territori di massima crisi, ma anche nelle tante periferie che abitano il nostro Paese. C’è un lavoro enorme da fare per riconquistare la conoscenza di centinaia di migliaia di ragazzi.

Sula stessa linea anche Fabrizio Barca:

Esistono pratiche molto interessanti realizzate da genitori, insegnanti e giovani, che però non divengono sistema. Se queste condizioni ci sono, la cosa migliore è partire dai territori.

L’educazione allo sviluppo sostenibile è una delle sfide più importanti che l’ASviS affronta, con i suoi accordi col ministero dell’Istruzione, i rapporti con la Rus (la rete delle università per lo sviluppo sostenibile), il nostro corso e-learning, il libro “Un mondo sostenibile in 100 foto” liberamente scaricabile da professori e studenti, per non parlare delle decine di incontri nelle scuole, dalle medie ai master per illustrare l’Agenda 2030 e le grandi tematiche legate al futuro. La conferma dell’interesse da parte del mondo della scuola ai temi dello sviluppo sostenibile si ha anche dalle risposte al concorso Miur – ASviS aperto alle classi di ogni ordine e grado, giunto ormai alla sua quarta edizione. Quest’anno hanno manifestato l’intenzione di partecipare oltre 600 scuole, circa il triplo dello scorso anno. Entro la scadenza finale del 18 aprile possiamo dunque aspettarci elaborati da un numero anche superiore di classi.

Tra le cronache della settimana, segnaliamo che l’ASviS, venerdì 7 alla Farnesina, ha presentato lo studio sugli indicatori SDGs in Europa, con un quadro dei comportamenti e dei ritardi di ciascun Paese dell’Unione. All’incontro hanno partecipato 170 persone, tra ambasciatori, responsabili di centri culturali esteri in Italia, funzionari di organizzazioni internazionali. L’obiettivo è stato innanzitutto quello di presentare l’ASviS come una “buona pratica” di mobilitazione di imprese, mondo della cultura e società civile, replicabile anche all’estero per stimolare la politica a prendere le decisioni necessarie per attuare l’Agenda 2030. Quest’anno anche il Festival dello sviluppo sostenibile si svilupperà a livello internazionale, con eventi nelle sedi diplomatiche italiane all’estero.

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E INOLTRE…

a cura di Ivan Manzo e Flavio Natale

 

Approfondimenti

  • Sono stata a Casal di Principe
    di Anna Colombo, consigliere speciale al Gruppo S&D Parlamento europeo

    È la presa di coscienza collettiva che ci salverà, sviluppo sostenibile non è solo una spruzzata di verde sul modello capitalista. La testimonianza dopo una settimana a Casal di Principe.

 

In questi giorni il sito asvis.it si è occupato di:

 

Notizie dall’Alleanza

 

I video della settimana

di Elis Viettone, montaggio e grafiche di Francesca Spinozzi

 

Altre segnalazioni

  • Nell'ambito della presentazione di "Facciamo goal!", la settimana degli Obiettivi di sviluppo sostenibile in programma al Muse dal 18 al 21 febbraio 2020, sarà presentato alla stampa il nuovo kit didattico "Tra Cinema e Natura", realizzato dal Trento Film Festival in collaborazione con il Centro per la cooperazione internazionale e grazie al sostegno del Club Alpino Italiano, con il patrocinio dell’ASviS.
     
  • E’ on line dall’11/02/2020 Change the Future, un ecosistema digitale di condivisione e informazione che nasce dall’esperienza di Sottosopra, il Movimento giovani per Save the children e di UndeRadio (la radio web contro le discriminazioni), dedicato a tutti i ragazzi e le ragazze tra i 17 e i 22 anni, alle associazioni giovanili e alle scuole per informare, sensibilizzare, creare comunità e dare forza alla voce dei giovani, con un focus sui diritti e sull’Agenda2030.
  • Eni ha sviluppato la nuova tecnologia High performance computing – layer 5 (Hpc5), una batteria di unità di calcolo in gradi di svolgere 70 milioni di miliardi di operazioni matematiche in un secondo. Si tratta di una delle infrastrutture più innovative per l’efficienza energetica a livello mondiale: l’alimentazione deriva per il 10-15% da un impianto fotovoltaico da 1MW di potenza, che permette di risparmiare circa 4,5mila tonnellate di CO2 all’anno rispetto a un normale data center.
  • Shaping african’s urban future together”: l’Ocse si interroga sull’urbanizzazione del continente africano. Nei prossimi 30 anni, la popolazione africana raddoppierà fino a 2,5 miliardi di persone e le sue aree urbane ospiteranno altri 950 milioni di persone. La transizione urbana in Africa costituisce un’opportunità per creare nuovi modelli di sviluppo sociale, economico e ambientale.
  • Pubblicato il rapporto dell'International union for conservation of nature (Iucn) “Gender-based violence and environment linkages. The violence of inequality”. Il documento indaga i legami tra violenza di genere e ambiente, illustrando come la lotta per il controllo delle risorse naturali e la pressione ambientale possano aggravare la violenza contro donne e ragazze.
  • La Scuola nazionale dell’amministrazione (Sna) ha pubblicato un avviso di selezione per il conferimento di due incarichi di supporto alla ricerca applicata alle attività formative della Sna in tema di pubblica amministrazione e sviluppo sostenibile.
  • Knowledge vs climate change”: ciclo di seminari promosso da Pensando meridiano a Reggio Calabria sulla realizzazione di nuove infrastrutture nella periferia sud cittadina. Il progetto ha come obiettivo generale la costruzione e il rafforzamento di conoscenze in tema di sostenibilità urbana, riciclo, economia circolare e azioni possibili per l’adattamento sostenibile della periferia. 
  • I puffi collaborano sugli SDGs. Il popolare franchise belga, i puffi, si sono uniti all'SDG media compact lo scorso anno e hanno avuto successo nel diffondere il messaggio degli SDGs, specialmente tra il pubblico giovane. In questi giorni hanno offerto all'Unric e ai partner delle Nazioni unite una serie di immagini e disegni che coprono i 17 Obiettivi.
  • “Lo scorso anno le emissioni globali di anidride carbonica sono diminuite”. Questi gli ultimi dati provenienti dall’Agenzia internazionale dell’energia (Iea). Le emissioni globali sono infatti rimaste invariate a 33 gigatonnellate (Gt) nel 2019, ma l'economia mondiale è cresciuta del 2,9%. Questo risultato è dovuto al calo delle emissioni della produzione di elettricità nelle economie avanzate, grazie al ruolo crescente delle fonti rinnovabili e al passaggio del combustibile dal carbone al gas naturale e alla maggiore produzione di energia nucleare.
  • Le colonie di pinguini pigoscelide antartico si stanno drasticamente riducendo, alcune di ben il 77% dall’ultima volta che sono state esaminate, solo 50 anni fa: è il messaggio che arriva dai ricercatori di Greenpeace impegnati nella spedizione in Antartide. Il numero di pinguini sull’isola è sceso di quasi il 60 per cento dall’ultima ricerca del 1971, con un numero totale di coppie riproduttive di pinguini che è precipitato a 52.786 rispetto alle 122.550 coppie stimate nella precedente indagine.
  • Le migliori energie e la vitalità delle nuove generazioni entrano in Mind. Sono stati circa duemila i partecipanti alle due giornate di formazione, confronto, sperimentazione e lavoro sulle ricadute sociali e ambientali nelle città del futuro del primo Social innovation campus in Mind, promosso dalla Social innovation academy e da fondazione Triulza.
  • “Noi e il futuro dell'Europa: l’Europa è sociale”. La Commissione europea ha presentato il 14 gennaio una comunicazione sull’Europa sociale, con l’obiettivo di costruire un piano di azione entro il 2021, invitando a presentare suggerimenti sulla pagina web e annunciando un Platform work summit. 
  • Innalzamento del livello del mare: a rischio 80 aeroporti. Utilizzando i dati sul livello del mare provenienti dal Climate central e le mappature degli aeroporti di OpenFlights, l’agenzia Resource watch ha scoperto che 80 aeroporti rischiano di finire sott'acqua entro il 2100. Anche se le emissioni verranno ridotte e il riscaldamento sarà limitato a due gradi, si verificherà comunque mezzo metro di innalzamento, avverte l’agenzia, mettendo a rischio 44 aeroporti.
  • Un’Europa sostenibile entro il 2030”, nuova analisi del Comitato delle regioni Ue. Il Comitato richiede un’estensione dell’economia circolare sui settori ad alto consumo di risorse e una progettazione sostenibile dei prodotti.
  • Decima sessione del World urban forum (Wuf). Si è svolto nei giorni scorsi (8-13 febbraio) ad Abu Dhabi il Wuf10, assemblea mondiale di governi locali e regionali sui temi dell’urbanizzazione. Tra i vari temi trattati, l’assemblea discute di sostenibilità, conservazione della tradizione locale e combinazione con l’innovazione, ruolo della tecnologia nel raggiungimento degli SDGs a livello locale.
     

Prossimi eventi

15 febbraio

  • La collezione Peggy Guggenheim inaugura la mostra “Migrating objects: arte dall’Africa, dall'Oceania e dalle Americhe” a Venezia dalle 19 alle 21. In occasione della mostra 35 opere di arte non occidentale vengono esposte per la prima volta insieme a Palazzo Venier dei Leoni rivelando un nucleo della collezione della mecenate raramente esposta. 
  • 24esimo convegno nazionale Fai (Fondo ambientale italiano). Il convegno tratterà di quella parte d’Italia considerata “terra di nessuno”, e andrà ad analizzare la condizione di quel 60% del territorio nazionale, dalle Alpi agli Appennini, isole comprese, sconosciuta, abbandonata, isolata.

17 febbraio

  • Cia agricoltori organizza l’iniziativa “La sfida dell’agricoltura padana tra infrastruttura economica e ambientale”. L’evento si inserisce ne “Il Paese che vogliamo”, progetto realizzato a livello nazionale da Cia, che punta l’attenzione sulle azioni ritenute non più rinviabili per l’Italia: dagli interventi di manutenzione delle infrastrutture alle politiche di governo del territorio, dalla prevenzione dei disastri ambientali al mantenimento della biodiversità e molto altro.

17-18 febbraio

  • Il progetto Trust del Politecnico di Torino, insieme al progetto Shape-Id di H2020, organizza “Trust unconference on inter/trans disciplinary educational tools and approaches”, corso di due giorni su strumenti/approcci interdisciplinari che possono supportare e migliorare l'educazione alla sostenibilità. I due giorni vedranno sessioni iniziali e finali con relatori internazionali, che si concentreranno sui nuovi paradigmi di apprendimento per l'educazione alla sostenibilità, dalle scuole elementari fino alle superiori.

18 febbraio

  • Federmanager, in collaborazione con Elettricità Futura, organizza l'evento "L'energia che fa bene all'Italia - Le proposte dei manager sull'economia circolare", dove verrà presentato il rapporto annuale realizzato da Federmanager e dall’Associazione italiana economisti dell’energia (Aiee). Il testo riporta le proposte dei manager per un utilizzo efficiente e razionale delle risorse e per una strategia industriale che punti su rinnovabili, nuove tecnologie e gestione efficace dei rifiuti.

19 febbraio

  • La società civile si incontra alla Camera dei deputati per predisporre le linee programmatiche di un manifesto per regioni e comuni in cui si terranno elezioni a primavera 2020. Il manifesto verrà proposto ai candidati e sarà impostato su due sì: sostenibilità e innovazione, e social innovation, tematiche da declinarsi poi sulle competenze specifiche regionali e comunali.

19-21 febbraio

  • Sdsn network for sustainable agriculture & food systems organizza un ciclo di incontri online sul tema del recupero delle risorse per migliorare i servizi igienico-sanitari, la sicurezza alimentare e la salute del suolo, specialmente nei Paesi del terzo mondo.

20 febbraio

  • Il Cnel organizza a Roma un seminario sul tema della formazione scolastica e insegnamento dal titolo “Scuola: inclusione, uguaglianza, opportunità” nel quale interverrà la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e la presidente dell’Associazione nazionale dei pedagogisti italiani (Anpe) Maria Angela Grassi.

23 febbraio

  • Secondo incontro organizzato da fondazione Barilla in occasione di Parma 2020 dal titolo “Cibo, cultura e sostenibilità”, orientato a comprendere il valore delle diverse culture alimentari, gastronomiche, nonché l'importanza dello scambio tra le tradizioni, in un'ottica di sostenibilità ambientale.
Venerdì 14 Febbraio 2020
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