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QUESTA SETTIMANA: La crisi climatica impone un diverso rapporto con i cittadini

Aumenta la percezione dei rischi, ma si diffonde anche il dubbio che i governi non siano in grado di dire la verità agli elettori. La democrazia deliberativa potrebbe essere una soluzione da sperimentare. 21/2/20

di Donato Speroni

Oggi, nel mondo, e in particolare in Europa, sta crescendo la consapevolezza che, in assenza di azioni drastiche per la difesa dell'ambiente, si andrà verso una catastrofe climatica. Questo sta producendo nuove politiche e nuove regole oltre ad influenzare l'orientamento di chi investe.

Così scrive Lucrezia Reichlin sul Corriere della Sera di domenica 16. Avverte anche che

il green deal europeo è una missione che definisce una nuova identità dell’Unione e afferma la leadership globale dell’Europa sulle politiche ambientali. Ma definire una missione non significa necessariamente portare a casa risultati. Il pericolo che, come per l’unione monetaria, interessi diversi non siano ricomposti, ma che, al contrario, le divisioni tra Paesi e gruppi sociali si approfondiscano, è tangibile. Dopo tante promesse, il fallimento, oltre a essere tragico per il futuro dell’umanità, potrebbe anche essere la tomba dell’Unione. Come al solito la responsabilità di evitarlo ricade non solo su Bruxelles ma su tutte le capitali europee, inclusa – ovviamente – Roma.

La domanda che dobbiamo porci è se governi europei così traballanti (ci riferiamo non solo all’Italia, ma anche a Francia, Germania, Spagna per citare solo i Paesi maggiori) sono in grado di varare politiche incisive. È utile, per questo, guardare ai segnali di scetticismo che vengono lanciati e che potrebbero frenare le politiche sulla crisi climatica. Questa settimana il presidente francese Emmanuel Macron è andato sul Monte Bianco a fare un discorso ambientalista, ma ecco la risposta del deputato dei républicains Julien Aubert sul conservatore Le Figaro (tradotto dalla rassegna stampa del Corriere):

Bisogna senz’altro modificare i nostri comportamenti, ma non potremo farlo senza le persone. Quando ci si parla di neutralità carbonica, bisogna capire cosa implica: la divisione per 7 delle emissioni di CO2, ossia la fine del turismo, degli aerei e dell’allevamento. Ciò impone di discuterne un po’, prima...

Sulla stessa linea anche l’ex presidente di Ansaldo nucleare Umberto Minopoli sul Foglio:

Che fare? Anzitutto il Green new deal dovrebbe liberarsi dal catastrofismo delle "date". Avere costretto la "transizione energetica" entro la gabbia del 2050, presunta data ultimativa per la "sopravvivenza" del pianeta e del dimezzamento del contributo delle fonti fossili (gas e petrolio) entro i prossimi 10 anni, è irrealistico e penalizzante per la crescita. Gli obiettivi antiemissivi di CO2 saranno, con questa tempistica, tutti mancati. L'unica strada virtuosa sarebbe una transizione soft alla decarbonizzazione, senza l'ansia e la ghigliottina delle date. (...) Le politiche climatiche si dimostreranno una bolla di decrescita se non fanno un efficace bagno di realismo e sostenibilità economica e sociale.

Purtroppo, a detta di gran parte degli scienziati, ci manca il tempo per la transizione “soft” auspicata da Minopoli. Ma quanto sia difficile parlare ai cittadini europei di una transizione “hard” risulta anche da questo episodio raccontato da Federico Fubini, sempre sul Corriere in un articolo dal titolo “Le verità spiacevoli per la Ue” in cui parla tra l’altro della cosiddetta “gaffe di Josep Borrell”:  

Ha detto giorni fa l’Alto rappresentante della politica estera di Bruxelles, ricordando i limiti dell’evangelizzazione ambientalista dell’Europa nel mondo: «mi piacerebbe sapere se i giovani che manifestano nelle strade di Berlino, chiedendo misure contro il cambio climatico, sono coscienti dei costi. Se capiscono che dovranno ridurre il loro tenore di vita per compensare i minatori di carbone polacchi che resteranno disoccupati». Borrell ha fatto capire che l’Europa ha scelte dure da affrontare, se vuole il ruolo guida nel mondo che oggi reclama. Ha detto che la politica e la potenza non sono mai gratis. Apriti cielo: la Commissione europea si è ufficialmente dissociata e lo spagnolo ha dovuto scusarsi per aver parlato di quella che chiama la «sindrome Greta»; aveva osato dire una verità spiacevole in un’Europa abituata a vivere protetta. Ma un sistema che non sopporta la verità è un sistema politico debole. E l’Europa, oggi, non se lo può permettere.

Ho messo in fila questi segnali negativi non per deprimerci ma per riflettere. Se ne deduce infatti che la transizione ecologica per essere efficace avrà costi rilevanti, più di quanto i governi nazionali ed europeo siano disposti ad ammettere, costi che le opinioni pubbliche dei Paesi del nostro continente, seppure apparentemente più sensibili di altre, non sono preparate ad accogliere. È evidente che ogni accelerazione in questa direzione, in un momento in cui tanti elettori di classe media già si sentono impoveriti e defraudati del loro futuro, può provocare una reazione destabilizzante, verso il populismo e il sovranismo: ciò che tutti i governi dei principali Paesi europei in questo momento vorrebbero evitare.

Si potrebbe dire che è in gioco il concetto stesso di democrazia. Sembra che i regimi autoritari, finché reggono, siano più attrezzati per fare rapidamente i cambiamenti necessari per andare incontro alle crisi. Per esempio, riprendendo una considerazione della settimana scorsa, possiamo chiederci che cosa sarebbe successo se l’epidemia di coronavirus fosse esplosa in una città europea. Quale governo avrebbe avuto il coraggio di isolare milioni di persone con la stessa rigidità del governo cinese?

Molti scienziati e politologi s’interrogano: i moderni mezzi di comunicazione hanno accorciato lo spazio operativo dei dirigenti politici. Mentre nella democrazia settecentesca, arrivata fino a noi, gli eletti avevano una relativa libertà per quattro o cinque anni, oggi gli elettori si ritengono più informati; grazie ai social interagiscono continuamente con i loro rappresentanti politici, condizionati anche dai continui sondaggi. Teoricamente, in un mondo nel quale ogni cittadino è collegato alla rete, sarebbe possibile passare anche a forme di democrazia diretta, ma questo non farebbe che accentuare la spinta verso scelte demagogiche e di breve termine.

Esistono alternative? Una soluzione interessante ci viene segnalata nell’articolo “La democrazia diffusa” dallo scienziato Giuseppe Remuzzi su La lettura:

Gli studi più recenti (fra cui uno, molto bello, dell’Università di Princeton, pubblicato nel 2013) hanno dimostrato come anche persone che hanno difficoltà a seguire un ragionamento logico, se messe in condizione di apprezzare la complessità dei problemi, possono portare contributi costruttivi. Siamo nel campo di quella che gli anglosassoni chiamano “deliberative democracy”, non molto lontano da quanto già teorizzava Aristotele, ma che negli ultimi anni si studia più che in passato servendosi di approcci sperimentali, proprio come si fa nel campo della ricerca biomedica.

Remuzzi cita diversi esempi, dall’Irlanda alla Mongolia, dall’Oregon all’Australia, ma in pratica il sistema funziona così: un gruppo di cittadini scelti a sorte e rappresentativi dell’intero universo degli elettori vengono incaricati di studiare a fondo un problema: un sistema con qualche analogia con le giurie popolari dei processi penali. Alla fine, udite le diverse tesi, esprimeranno un giudizio che può essere vincolante o consultivo rispetto alle decisioni politiche. Continua Remuzzi:

Gli studi più recenti hanno messo in evidenza che la democrazia deliberativa tende a ignorare le posizioni estreme e questo potrebbe essere di grande interesse per il futuro della democrazia. Ci sono casi per esempio in cui la democrazia deliberativa supera il populismo utilizzando la ragione.

A questo proposito l’autore cita un progetto svolto in California coinvolgendo più di trecento cittadini in rappresentanza delle varie regioni dello Stato, che sistematicamente dialogavano con politici ed esperti dei vari settori sui temi che coinvolgono da vicino la vita della gente.

Dopo esercizi come questo si è visto che il consenso alle proposte populiste dei politici di professione calava enormemente.

La democrazia deliberativa è un’utopia? Lo stesso Remuzzi ci avverte che molti sociologi lo pensano. Ma la spinta in questa direzione da parte dei ricercatori ci dice che abbiamo bisogno di nuove forme di partecipazione dei cittadini, resi consapevoli della complessità delle sfide del futuro. Sarebbe interessante sperimentare la democrazia deliberativa su un campione di italiani rispetto alle scelte e ai sacrifici necessari per affrontare la crisi climatica con la giusta attenzione agli aspetti sociali.

Intanto, l’Alleanza fa il possibile per misurare i progressi (e i ritardi) nel percorso italiano di avvicinamento all’Agenda 2030, segnalando gli aspetti positivi (come il nuovo piano per il Sud), analizzando le novità normative e informandone non solo il mondo politico ma tutti i cittadini interessati. Mercoledì 26, all’Auditorium Parco della musica di Roma, l’ASviS presenterà l’analisi della Legge di bilancio 2020 alla luce degli Obiettivi e dei Target dell’Agenda 2030. L’evento è “sold out” come un grande concerto, perché le richieste di partecipazione sono state oltre 800, costringendoci a chiudere le iscrizioni. Anche questa è una prova del fatto che esiste una vasta opinione pubblica che vuole capire e impegnarsi per un futuro sostenibile.

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E INOLTRE…

a cura di Elita Viola e Flavio Natale

 

In questi giorni il sito asvis.it si è occupato di:

 

I video della settimana (di Elis Viettone, montaggio e grafiche di Francesca Spinozzi)

  • Al via il roadshow del Patto Milano
    Per diffondere le buone pratiche legate alla sostenibilità, e per fa cogliere ai territori le opportunità che si celano dietro gli SDGs, arriva il roadshow del Patto di Milano. Nel 2017 10 associazioni di categoria hanno firmato un accordo basato su una strategia condivisa per lo sviluppo sostenibile. 
  • Le poche nascite mettono a rischio il sistema pensionistico italiano 
    In Italia ognni 100 persone che muoiono ne nascono 67, a questi ritmi nel 2040 avremo 1,2 milioni di residenti in meno e un Pil in calo del 15%. Per sostenere il sistema pensionistico è necessaria nuova forza lavoro.

 

Altre segnalazioni

  • Il dipartimento di Management e diritto di Tor Vergata, per l’anno 2019/2020 ha riattivato il master universitario di 2° livello in “Rendicontazione innovazione sostenibilità”. Il corso è indirizzato a dirigenti, funzionari e personale inquadrato nella pubblica amministrazione, manager e operatori di società for profit/benefit corporation, dirigenti delle organizzazioni non profit, imprenditori sociali e neolaureati di tutte le discipline che intendano acquisire una formazione di eccellenza sul tema dello sviluppo sostenibile. La domanda di ammissione va effettuata entro e non oltre il 18 Marzo 2020.
     
  • Pubblicato il nuovo rapporto Ocse “Towards sustainable land use. Aligning biodiversity, climate and food policies.”. Il documento esamina le sfide per allineare la politica sull’utilizzo del suolo con gli obiettivi climatici e di preservazione della biodiversità. I Paesi esaminati sono sei: Brasile, Francia, Indonesia, Irlanda, Messico e Nuova Zelanda. Alcune di queste nazioni hanno settori agricoli e forestali relativamente ampi e ospitano gran parte della biodiversità a livello mondiale.
     
  • Jeff Bezos, Ceo di Amazon e uomo più ricco del mondo, ha annunciato la creazione di un fondo da 10 miliardi di dollari (Bezos earth fund) per combattere i cambiamenti climatici. Bezos ha espresso la sua preoccupazione per il riscaldamento globale, considerata la "più grande minaccia" per il nostro Pianeta. “La terra è l'unica cosa che tutti abbiamo in comune” ha aggiunto. “Proteggiamola insieme”.
     
  • Ancora in aumento la spesa per il welfare locale. Lo conferma l’Istat nel suo report “La spesa dei comuni per i servizi sociali nel 2017”. Per il quarto anno consecutivo la spesa dei comuni per i servizi è in crescita, raggiungendo i livelli registrati negli anni precedenti la crisi del 2011-2013. Nel 2017, la spesa al netto del contributo degli utenti e del Servizio sanitario nazionale ammonta infatti a circa 7,2 miliardi di euro, corrispondenti allo 0,41% del Pil nazionale (dati provvisori).
     
  • Pollinate the Planet, salvare le api adottando un alveare. Secondo le stime del 2019 prodotte dell’Organizzazione delle Nazioni unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), se le api sparissero dalla Terra sarebbe un danno incredibile per gli esseri umani: questi insetti producono infatti l’80% della frutta e della verdura del mondo, e contribuiscono al 50% della biodiversità del nostro Pianeta. Per questo motivo, grazie al contributo dell’azienda 3Bee è stato creato il programma di Corporate social responsibility “Pollinate the Planet”, che incentiva le aziende a offrire ai propri dipendenti, stakeholder o clienti la possibilità di adottare un alveare per contribuire a salvare il Pianeta.
     
  • È uscito il bando per l’Italian sustainability photo award, concorso fotografico organizzato dall’azienda di investimenti Pimco e dedicato agli stili di vita responsabili. L’obiettivo del concorso è sensibilizzare l’opinione pubblica italiana sul tema della sostenibilità (con tre focus speciali su ambiente, società e governance). Verranno premiate le fotografie che riusciranno a raccontare, con più efficacia e qualità, l’avanzamento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile a livello nazionale, con scatti provenienti da aspetti della nostra quotidianità. La scadenza per l’invio delle proposte è fissata al 28 febbraio.
     
  • Adottare una carbon tax per proteggere le foreste tropicali. Uno studio di Nature fa luce sulla necessità di fermare la deforestazione delle zone tropicali, responsabili della preservazione di interi ecosistemi oltre che dell’assorbimento del carbonio. Uno dei modi è adottare una tassa tropicale sulle emissioni di carbonio, in particolare in America meridionale e centrale, Africa, Asia e Pacifico, da reinvestire nella riforestazione (Colombia e Costa Rica l’hanno già applicata).
     
  • Convegno del progetto “Desarc-Maresanus”, dedicato alla presentazione di diverse soluzioni tecnologiche per la riduzione della CO2 atmosferica. Il progetto Desarc-Maresanus ha studiato un processo di alcalinizzazione dell’acqua, per contrastare due problemi ambientali di grandissima rilevanza: l’aumento delle concentrazioni di biossido di carbonio (CO2) in atmosfera e la conseguente acidificazione degli oceani.
     
  • Per il secondo anno, il Global compact network Italia lancia la campagna “SDG pioneer local round” per individuare un nuovo SDG pioneer Italy, ovvero un professionista del business di un’azienda aderente al Global compact quotidianamente impegnato nell’avanzamento dell’Agenda 2030.
     
  • Online la mappa “Africapolis.org”, l'unico database geo-spaziale completo e standardizzato sulle città e le dinamiche di urbanizzazione in Africa. Questa mappa rivela l'esistenza di centinaia di agglomerati urbani che non sono registrati nelle statistiche ufficiali, facendo luce sulla singolare realtà dell'urbanizzazione e dello sviluppo in Africa.
     
  • Online il rapporto “Social investment now! Advancing social Europe through the Eu budget”. La relazione della rivista The progressive si interroga sulle modalità con cui l’obiettivo di “dare vita al pilastro dei diritti sociali” possa essere perseguito in una strategia di investimento sociale dell'Ue, all’interno del quadro finanziario pluriennale 2021-2027.
     
  • E’ stato appena realizzata dall’agenzia Nummus.info la “Guida alla finanza sostenibile per investitori cattolici”, primo manuale per accompagnare i fedeli a conoscere il fenomeno crescente della finanza sostenibile e responsabile e a impatto sociale.

  • Dopo aver aderito ai “Principi per gli investimenti responsabili” e ai “Principi dell’assicurazione sostenibile” nel 2013, la Federazione banche assicurazioni e finanza (FeBaf) inaugura il 2020 adottando i “Principi per un ‘banking’ responsabile” elaborati dalle Nazioni unite.
     
  • Approvato nel Milleproroghe l’emendamento sulle comunità energetiche. Le commissioni Affari costituzionali e Bilancio alla Camera hanno votato un emendamento al decreto Milleproroghe che permette la creazione di comunità energetiche, la produzione e lo scambio di energia da fonti rinnovabili.
     
  • È iniziato il 13esimo incontro della Conferenza delle parti sulla Convenzione per la protezione delle specie migratorie e degli animali selvatici. La conferenza, dal titolo “Migratory species connect the planet and together we welcome them home”, affronterà la questione dell’allarmante declino delle specie migratorie (aviarie, acquatiche e terrestri).
     
  • Cia-Agricoltori italiani Lombardia, insieme alle Cia di Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Trentino Altro Adige, apre a Milano la tappa de “Il Paese che vogliamo”, il roadshow che l’organizzazione sta portando in tour per tutta Italia per promuovere il dibattito sulle azioni per la sostenibilità del settore: dagli interventi di manutenzione delle infrastrutture alle politiche di governo del territorio, dalla prevenzione dei disastri ambientali al mantenimento della biodiversità.
     
  • I voli della Nasa rilevano milioni di sacche di metano fuoriuscite dopo lo scioglimento del permafrost artico. All'aumentare della temperatura, lo strato di suolo perennemente congelato, chiamato permafrost, inizia a scongelarsi, rilasciando metano e altri gas serra nell'atmosfera. “Queste emissioni di metano possono accelerare il riscaldamento futuro” afferma l’agenzia governativa, “ma per capire fino a che punto dobbiamo comprendere esattamente quali fattori ambientali possono influenzarne il rilascio”.
  • L'Ue investe più di 100 milioni di euro nei nuovi progetti del programma Life per promuovere un’Europa verde e climaticamente neutra. Il finanziamento sosterrà dieci grandi progetti climatici e ambientali realizzati in nove Stati membri, favorendo la transizione dell'Europa verso un'economia sostenibile e climaticamente neutra. I progetti saranno realizzati a Cipro, in Estonia, Francia, Grecia, Irlanda, Lettonia, Slovacchia, Repubblica Ceca e Spagna.

 

Prossimi eventi


21 febbraio
 

22 febbraio

23 febbraio 

  • La fondazione Barilla organizza, in occasione di Parma 2020, l’incontro “Cibo, cultura e sostenibilità”, orientato a comprendere il valore delle diverse culture alimentari, gastronomiche, nonché l'importanza dello scambio tra le tradizioni, in un'ottica di sostenibilità ambientale.
     
  • L'università di Zurigo e bioDiscovery organizzano la conferenza “World biodiversity forum”, che si terrà a Davos dal 23 al 28 febbraio e che si concentrerà sulla visione globale della biodiversità post 2020. L'evento esaminerà gli impatti dei fattori trainanti del cambiamento ambientale globale sulla biodiversità e sugli ecosistemi e metterà in evidenza i vantaggi e le soluzioni che la biodiversità e gli ecosistemi offrono allo sviluppo sostenibile.

25 febbraio 

  • Continua il tour delle presentazioni al pubblico del Quinto rapporto sulle città di Urban@it “Politiche urbane per le periferie”, edito da Il Mulino. L’appuntamento è a Roma, presso la sala degli Atti parlamentari, biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”.
     
  • Al via la nona edizione della Green week festival, la settimana dedicata ai temi della green economy che si terrà a Trento dal 25 febbraio al 1 marzo. La manifestazione si dividerà in due sezioni: dal 25 al 27 febbraio si svolgerà un tour alla scoperta delle “Fabbriche della sostenibilità”; dal 27 febbraio al primo marzo la manifestazione si svolgerà a Rovereto e Trento, per il festival della Green economy, a cui parteciperanno importanti esponenti dell’economia, della finanza, e delle istituzioni. Durante il festival interverrà anche Enrico Giovannini, portavoce dell'ASviS.
  • Il ministero dell’Ambiente - Dipartimento per la transizione ecologica e gli investimenti verdi, attraverso il progetto "Mettiamoci in riga", organizza a Roma un platform meeting “Il clima che cambia”, dedicato ad approfondire con le regioni obiettivi e risposte per migliorare la governance ambientale nel delicato e trasversale tema del “climate change”.
     
  • La fondazione per la Sussidiarietà organizza a Milano l'incontro "The Economy of Francesco. Giovane, sostenibile, sussidiaria" che anticipa l’appuntamento di tre giorni, indetto da Papa Francesco, che si terrà ad Assisi dal 26 al 28 marzo 2020, The Economy of Francesco, con l’obiettivo di stimolare una riflessione su una forma diversa di economia.
     
  • Eurispes presenta a Roma il rapporto “I giovani e la loro idea di futuro”, frutto di un’indagine internazionale condotta su un campione di giovani tra i 18 e 30 anni in Italia, Germania, Polonia e Russia.

26 febbraio
 

  • Eea e Ispra presentano alla Camera dei Deputati il rapporto Soer 2020 e l’Annuario dei dati ambientali Ispra. Il Soer 2020 è la più completa valutazione ambientale mai effettuata in Europa, per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi strategici del 2020 e a più lungo periodo. Contestualmente, sarà presentato l’Annuario Ispra 2019, che fotografa lo stato dell’ambiente in Italia.
     
  • L’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS) presenta a Roma l’esame della Legge di Bilancio 2020 e lo sviluppo sostenibile alla luce degli Obiettivi dell’Agenda 2030. Grazie al lavoro degli oltre 600 esperti delle organizzazioni aderenti, l’ASviS condurrà una valutazione approfondita per comprendere se e come i provvedimenti varati contribuiscano a portare l’Italia su un sentiero di sviluppo sostenibile.
     
  • Si terrà a Milano presso la Sala degli affreschi della società Umanitaria il convegno “Metropoli agricole: quale risposta alla crisi climatica?” promosso da fondazione Cariplo con l’obiettivo di alimentare la riflessione e il confronto su un’agricoltura basata sul presidio del territorio, la riqualificazione del paesaggio, la sostenibilità dei processi produttivi, la salubrità delle colture, l’equità delle transazioni, la riduzione degli sprechi. A seguire andrà in scena la conferenza-spettacolo “A qualcuno piace caldo”.

27 febbraio

  • Quali leve sono fondamentali per stimolare innovazione e sostenibilità nella filiera agrifood? Come attivarle? E che scenari abbiamo di fronte in merito ai processi di produzione, trasformazione e smaltimento? La terza tappa del Salone Csr: "I volti della sostenibilità", sfide, opportunità e innovazione per un agrifood sostenibile", organizzata con la collaborazione di Impronta etica e Scs consulting, si terrà a Bologna e tenterà di rispondere a queste domande.
     
  • L'evento “Reinventare la città. Rigenerazione urbana e sostenibilità ambientale”, organizzato a Roma da Diplomatia, si collega all'iniziativa "Reinventing cities", il bando internazionale che ha l'obiettivo di stimolare a livello globale nuovi progetti a zero emissioni di carbonio, attuando le migliori idee per trasformare siti sottoutilizzati o in stato di degrado in spazi di rigenerazione ambientale e urbana.

28 febbraio

 



 




 

 

 

venerdì 21 febbraio 2020
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