per dare un futuro alla vita   
e valore al futuro

QUESTA SETTIMANA: Che cosa può insegnarci la crisi da Coronavirus

Senza paranoie, riflettiamo su tre punti: le morti evitabili, il bisogno di governance globale, le capacità di resilienza del nostro sistema. Dall’evento dell’ASviS una piattaforma di coordinamento per favorire l’impegno dei giovani. 28/2/20

di Donato Speroni

Uno dei rischi più grandi in vicende del genere, ce lo insegnano Manzoni e forse ancor più Boccaccio, è l’avvelenamento della vita sociale, dei rapporti umani, l’imbarbarimento del vivere civile. L’istinto atavico quando ci si sente minacciati da un nemico invisibile è quello di vederlo ovunque, il pericolo è quello di guardare ad ogni nostro simile come ad una minaccia, come ad un potenziale aggressore.

La bella lettera del preside del liceo Volta di Milano Domenico Squillace, ripresa da molti giornali, segnala il rischio insito in tutte le crisi nelle quali l’individuo si sente minacciato: la perdita di umanità, di solidarietà sociale, l’imbarbarimento dei costumi. Se però non ci si fa prendere dalle paranoie, l’epidemia da Coronavirus potrebbe lasciarci alcune lezioni importanti.

La prima è di guardare con attenzione alle cause di morte in generale, per affrontare quelle che sono comunque più letali del morbo cinese, che diamo per scontate ma che si potrebbero ridurre. Non mi riferisco alle migliaia di morti per l’influenza stagionale, alle cardiopatie, ai tumori, malattie sulle quali la scienza è già fortemente impegnata e che gradualmente verranno contenute, ma alle cause di morte che dipendono da scelte politiche e scelte sociali. Prima tra tutte, le morti per inquinamento. Ricordiamo un recentissimo studio di The Lancet:

L’inquinamento dell’aria derivato dalla combustione di idrocarburi causa in Italia un numero elevato di morti per esposizione a particolato: 45.600 decessi prematuri a seguito dell'esposizione a PM 2.5 solo nel 2016. Si tratta del valore più alto in Europa e dell'11esimo più alto nel mondo, che si traduce in una perdita economica annua di 20,2 miliardi di euro.

Anche il consumo di suolo e la crisi climatica contribuiscono a rendere più forti virus e batteri, come ci ricorda questo articolo di Mariella Bussolati su Business insider Italia:

In un rapporto del 2007 l’Organizzazione Mondiale della Sanità avvertiva che le infezioni virali, batteriche o da parassiti sono una delle minacce più consistenti in un Pianeta dove il rischio del cambiamento climatico si fa sempre più grave. Una minaccia che è diventata realtà proprio nei giorni dell’epidemia Coronavirus. La vera emergenza, insomma, non è l’epidemia, ma il riscaldamento globale. Se non faremo qualcosa per fermarlo il futuro potrebbe presentarci malattie peggiori.

La seconda considerazione deriva dal ruolo fondamentale dell’Oms di fronte al Coronavirus: le grandi crisi richiedono una governance globale che sia in grado di imporsi, per legge o per autorevolezza, anche ai governi nazionali. Questa necessità dovrebbe valere anche per la crisi climatica, dove purtroppo per l’egoismo di alcuni governi ma anche per la mancanza di adeguati meccanismi di solidarietà verso i più deboli, non si riesce a fare progressi significativi. Ce lo ha ricordato di recente, nella prefazione al recentissimo studio “Our future on Earth”  l’ex prima ministra norvegese Gro Harlem Brundtland che ebbe il merito di coordinare la redazione del Rapporto del 1987 “Our common future”:

Il nostro compito più urgente oggi è di persuadere le nazioni della necessità di ritornare al multilateralismo… la sfida di trovare sentieri di sviluppo sostenibile dovrebbe fornire l’impulso, anzi l’imperativo, per una rinnovata ricerca di soluzioni multilaterali e per un sistema ristrutturato di cooperazione economica internazionale.

Infine, la terza considerazione, emersa anche nel dibattito all’evento di mercoledì 26 nel quale l’ASviS ha presentato le sue dettagliate osservazioni alla Legge di bilancio 2020, è che il Paese, di fronte a una crisi percepita come grave, è in grado di adottare misure drastiche, accettare sacrifici, fronteggiare anche le conseguenze economiche che investono determinati settori produttivi. C’è, insomma, una capacità di resilienza che consente anche di affrontare situazioni difficili. Ma se questo è vero per una epidemia di limitata letalità come è il Coronavirus, dovrebbe essere ancora più valido per le minacce che nel giro di pochi anni potrebbero sconvolgere la nostra vita: i fenomeni meteorologici estremi e l’inaridimento dei terreni agricoli derivanti dalla crisi climatica, le migrazioni di massa, la perdita di biodiversità, che non solo ci farà vivere in un mondo senza orsi bianchi, ma potrebbe sconvolgere i nostri cicli alimentari (si pensi alla sparizione degli insetti impollinatori), le quantità di rifiuti che non riusciamo a gestire.

Il quadro che è emerso dall’incontro dell’ASviS apre alla speranza perché rispetto a un anno fa (quando l’Alleanza presentò la sua prima analisi della Legge di bilancio) ci sono molti segnali positivi. Ne possiamo citare alcuni: innanzitutto, il mutato clima europeo, grazie alla nuova impostazione della Commissione europea voluta dalla sua presidente Ursula von der Leyen, ma anche al rinnovato impegno del Parlamento di Strasburgo sugli Obiettivi dell’Agenda 2030, come ha sottolineato David Maria Sassoli: “così come abbiamo bocciato tre candidature per la Commissione, non lasceremo certo che governi egoisti ci impongano un bilancio pluriennale che non rispetta gli impegni che essi stessi hanno preso”, ha detto in sostanza nel corso dell’evento ASviS. Anche il governo italiano ha un suo Green deal, ribadito mercoledì dal ministro dell’Economia e finanze Roberto Gualtieri con il varo in tempi misurabili di programmi orientati alla sostenibilità e l’impegno a rivedere l’inadeguato Piano integrato energia-clima. È anche importante, come ha ribadito lo stesso Gualtieri, la sintonia con l’ASviS nel valorizzare le misure “oltre il Pil”: i parametri del Benessere equo e sostenibile (Bes) analizzati di recente dal Ministero con importanti proiezioni fino al 2022, e gli indicatori SDGs per la valutazione degli Obiettivi dell’Agenda 2030 sui quali l’ASviS costruisce i suoi indici compositi per ciascun Goal. Ora è necessario, ha sottolineato Gualtieri, che anche la stampa (che ha sostanzialmente ignorato la pubblicazione del Ministero) capisca l’importanza di questi parametri per valutare lo stato del Paese.

Un altro elemento positivo rispetto al passato è la creazione (per ora solo alla Camera) dell’intergruppo parlamentare per lo sviluppo sostenibile. La coordinatrice Chiara Braga ha ripreso le richieste dell’ASviS di un’analisi ex ante di tutte le proposte di legge alla luce degli SDGs e di una legge annuale per lo sviluppo sostenibile, mostrando chiaramente la volontà di dare al Parlamento un ruolo significativo nella realizzazione in Italia dell’Agenda 2030.

Fin qui gli elementi positivi, così come è stata positiva la partecipazione on line all’evento (che si è svolto a parte chiuse) di decine di migliaia di persone, anche grazie alla collaborazione delle web tv di Ansa, Repubblica e Sole 24 Ore, che il presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini ha giustamente ringraziato. Lo stesso Stefanini ha ribadito che dobbiamo intensificare l’impegno, perché i progressi non sono sufficienti e non garantiscono il raggiungimento degli Obiettivi, a cominciare da quelli al 2020, che stiamo clamorosamente mancando, dal dimezzamento dei morti negli incidenti stradali alla sostanziale riduzione del numero dei Neet, i giovani che non studiano, non lavorano e non sono in formazione.

Ai giovani è stata dedicata una parte importante della conclusione del portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini, che li ha invitati a impegnarsi per l’inserimento in Costituzione del principio dello sviluppo sostenibile, cioè dell’equità intergenerazionale. Giovannini ha offerto alle associazioni giovanili l’appoggio dell’ASviS per la costituzione di una piattaforma di azione comune, qualcosa di simile a quanto avviene nei gruppi di lavoro per Goal dell’Alleanza, dove gli esperti delle diverse associazioni aderenti, pur portando spesso nel dibattito impostazioni differenti, elaborano posizioni comuni.

Di questa mobilitazione c’è molto bisogno e nella proposta di Giovannini si può anche vedere un’importante estensione della strategia dell’ASviS. L’Alleanza, infatti, per la sua stessa natura di associazione di secondo grado, che unisce centinaia di soggetti diversi, è un punto di sintesi efficace ma ha anche limiti inevitabili nelle sue possibilità operative. Questo però non ci impedisce di smuovere e appoggiare tutte le forze che “dal basso” premono perché l’Italia faccia un balzo “qui e ora”. Come è stato detto mercoledì, tra dieci anni sarà troppo tardi. Già da anni stimoliamo questa mobilitazione anche con il Festival dello sviluppo sostenibile, ma è importante offrire una base di appoggio ai giovani, oggi molto più attivi che nel recente passato, giustamente preoccupati per il loro (e il nostro) futuro.

________________

 

E INOLTRE…

a cura di Elita Viola e Flavio Natale

Approfondimenti

  • La governance apre agli stakeholder
    Di Fulvio Rossi, Presidente Csr manager network

    Come cambia nel tempo il ruolo dello stakeholder? Con la nuova versione del Codice di corporate governance il dialogo diventa centrale per il successo sostenibile dell’impresa.

 

In questi giorni il sito asvis.it si è occupato di:

 

I video della settimana

di Elis Viettone, montaggio e grafiche di Francesca Spinozzi

  • Evento ASviS "La Legge di Bilancio 2020 e lo sviluppo sostenibile. A che punto siamo?" 
    Oltre 18mila persone hanno partecipato in streaming attraverso i canali dell’ASviS all’incontro “La legge di bilancio e lo sviluppo sostenibile. A che punto siamo?”, svoltosi mercoledì 26 febbraio.  Nel corso dell’evento l’ASviS ha presentato un esame dettagliato dei provvedimenti del governo rispetto ai 17 Obiettivi dell’Agenda 2030, sulla base dell’analisi dei gruppi di lavoro dell’Alleanza. "Legge di bilancio più attenta a sviluppo sostenibile, ma siamo lontani dai target".
     
  • Il Piano Sud 2030 presentato dal governo
    Il governo ha presentato il nuovo piano per lo sviluppo del Mezzogiorno, che intende intervenire in maniera decisa sulla fuga dei giovani, come dichiarato dal Presidente del consiglio Giuseppe Conte, e che basa la sua azione sull’Agenda 2030 quale “grande opportunità per il Sud”, come invece sottolineato dal ministro per il Sud Giuseppe Provenzano. Una strategia di lungo periodo (da qui ai prossimi 10 anni), un intervento strutturale per colmare “le ingiustizie presenti tra Nord e Sud”.

 

Altre segnalazioni

  • Il 26% della superficie degli oceani ha bisogno di tutela, urgenti 8,5 milioni di chilometri quadrati di nuove aree marine protette. L’articolo pubblicato sulla rivista One Earth dal titolo “Area requirements to safeguard Earth’s marine species” illustra il rapido declino della biodiversità marina e la conseguente necessità di un impegno maggiore della comunità internazionale. Con un accordo globale sulla biodiversità post2020 attualmente in fase di sviluppo, l’analisi identifica le aree su cui dovrebbero concentrarsi gli sforzi di conservazione locali e regionali.
     
  • Verso una nuova strategia industriale europea: dieci società scrivono a Bruxelles. “L'industria europea delle energie rinnovabili ha un enorme potenziale di crescita e ospita aziende leader nel settore, ma deve far fronte alla concorrenza delle economie emergenti”. Queste le parole di dieci società di energie rinnovabili che, riunite in un documento comune, richiedono all’Ue di realizzare una strategia industriale in grado di comprendere sia le politiche dell'offerta che quelle della domanda, e di consentire una “integrazione del settore rinnovabile”.
     
  • L’innalzamento degli oceani potrebbe costare tra il 4 e il 6% del Pil globale entro il 2100. Questi i risultati della ricerca “Economy-wide effects of coastal flooding due to sea level rise”, pubblicata sulla rivista Iop science. Il testo studia gli impatti economici per diversi scenari climatici al 2050 e al 2100. Tra i Paesi del G20, Cina, India e Canada subiranno gli impatti maggiori, con le prime due economie che dovranno compiere enormi sforzi di mitigazione per far fronte alla crisi climatica.
     
  • Si avvicina la scadenza per iscriversi al master in Data science dell’università di Roma Tor Vergata. Il master si svolge attraverso lezioni d’inquadramento, seminari ed esercitazioni, ricerche guidate e attività formative individuali e di gruppo mirate a verificare la capacità di applicazione degli strumenti in situazioni reali e coinvolgere i partecipanti in attività progettuali. Il termine per l’iscrizione è il 9 marzo, mentre i corsi inizieranno il 12 marzo.
     
  • Prorogata la scadenza della call di Innovation village award 2020 fino al prossimo 3 marzo. L’Innovation award, istituito e sostenuto da Knowledge for business, ASviS ed Enea, premia gli innovatori che abbiano sviluppato tecnologie, prodotti o soluzioni già sul mercato, o comunque testate a un livello di prototipo, in grado contribuire al raggiungimento dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030.
     
  • Secondo l’ultima analisi dell’Energy and climate intelligence unit (Eciu), un think tank con sede a Londra, il 49% del Pil annuale mondiale è ora coperto da nazioni, regioni e città che stanno legiferando per un obiettivo di emissioni nette pari a zero. Queste 121 nazioni hanno messo in atto meccanismi per fornire emissioni zero in tempi che sono allineati alle richieste del rapporto di riferimento del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (Ipcc).
     
  • “Arrivano i manager della sostenibilità, cento entro la fine dell’anno”. Ad aver attivato specifici percorsi di certificazione delle competenze, per la nuova figura professionale, è Federmanager che ne parla nel rapporto “Transizione verde e sviluppo. Può l'economia circolare contribuire al rilancio del sistema Italia?”. Il manager per la sostenibilità è un agente in grado di incidere all'interno della propria organizzazione in termini di innovazione sostenibile, poiché “serve preparazione, ma anche capacità di adattarsi a situazioni nuove” come scrive Donato Speroni nell’editoriale dell’ASviS.
     
  • 51 Paesi già in lista per presentare la loro review nell’High level political forum 2020. L’Hlpf, che si terrà a New York dal 7 al 16 luglio, effettuerà la revisione volontaria degli Obiettivi dell’Agenda 2030 per gli Stati membri, includendo sia i Paesi sviluppati che quelli in via di sviluppo, nonché le agenzie delle Nazioni unite e altre parti interessate. Le revisioni saranno guidate dagli Stati e coinvolgeranno i partecipanti ministeriali, grandi gruppi privati e altre parti interessate.
     
  • “I giochi per i cellulari vogliono colmare il divario tra cittadini e leader sull’azione per il clima”. Mission 1.5 è un gioco su internet che informa le persone sulle dinamiche della politica climatica, consentendo loro di votare possibili soluzioni per arrivare all’obiettivo 1.5°C. Descritto come il più grande sondaggio mondiale sui cambiamenti climatici, mira a dare a 20 milioni di persone la possibilità di dire la loro sul tema.
     
  • Nasce la Greta Thunberg foundation. A formarla è stata la stessa attivista svedese, utilizzando il premio in denaro ricevuto come vincitrice del riconoscimento “Right livelihood 2019” di un milione di corone (102mila dollari). Obiettivi della fondazione sono promuovere la sostenibilità ecologica e sociale e la salute mentale.
     
  • I voli della Nasa rilevano milioni di sacche di metano fuoriuscite dopo lo scioglimento del permafrost artico. All'aumentare della temperatura, lo strato di suolo perennemente congelato, chiamato permafrost, inizia a scongelarsi, rilasciando metano e altri gas serra nell'atmosfera. “Queste emissioni di metano possono accelerare il riscaldamento futuro” afferma l’agenzia governativa, “ma per capire fino a che punto dobbiamo comprendere esattamente quali fattori ambientali possono influenzarne il rilascio”.
     
  • L'Ue investe più di 100 milioni di euro nei nuovi progetti del programma Life per promuovere un’Europa verde e climaticamente neutra. Il finanziamento sosterrà 10 grandi progetti climatici e ambientali realizzati in nove Stati membri, favorendo la transizione dell'Europa verso un'economia sostenibile e climaticamente neutra. I progetti saranno realizzati a Cipro, in Estonia, Francia, Grecia, Irlanda, Lettonia, Slovacchia, Repubblica Ceca e Spagna.
     

Prossimi eventi

Nota: A causa della situazione sanitaria, molti eventi sono cancellati o avvengono a porte chiuse con streaming. I programmi vanno comunque verificati all’ultimo momento.

3 marzo

4 marzo

  • Sarà presentato a Roma “Mai più invisibili. Indice 2020 sulla condizione di donne, bambini e bambine in Italia”. Il documento, elaborato da We world onlus, è composto da 38 indicatori che prendono in considerazione diversi ambiti: contesto, bambini e bambine, e donne, classificando le regioni italiane rispetto all’inclusione di donne e popolazione under 18.
     
  • L’ambasciata italiana presso la Santa Sede organizza l’incontro “Ritorno al futuro, per un'economia più umana”. L’evento costituisce un’occasione per riflettere sull’attuale sistema economico e sulla necessità di avviare un processo globale e di rinnovamento, affinché l’economia del futuro sia più giusta, inclusiva e sostenibile.

6-8 marzo

  • Si svolgerà a Roma il “Primo festival del giornalismo ambientale”. L’obiettivo del festival, promosso dal ministero dell’Ambiente e da Enea con il supporto di Ispra e Federazione italiana dei media ambientali (Fima), sarà quello di far crescere e valorizzare il ruolo del giornalismo ambientale come leva per diffondere una cultura della sostenibilità.

10 marzo

  • Premiazione dei vincitori del concorso "Ambasciatori dei diritti umani" indetto dalla Società umanitaria, Lidu, Sioi e con la partecipazione di Fiaba. L’obiettivo del progetto è contribuire alla maturazione nei giovani di una profonda consapevolezza della rilevanza dei diritti umani.

12 marzo

  • Fondazione Triulza, con il patrocinio dell’ASviS e delle Nazioni unite, organizza la seconda edizione del concorso "A city in mind, immagina la tua città del futuro”. Il concorso è rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado della regione Lombardia chiamate a proporre progetti che esplorino la connessione degli Obiettivi dell’Agenda 2030 con la costruzione di città sostenibili. È possibile partecipare fino al 12 marzo.
     
  • Refe promuove con il Comune di Milano, nell’ambito della Milano digital week, l’evento “Sostenibili digitali aperti”, dedicato alle pratiche più innovative, di comunicazione e coinvolgimento in tema di sostenibilità e Agenda 2030. Si tratta di un workshop interattivo che prevede una fase di ascolto già nelle due settimane precedenti, per rilevare le tematiche di maggiore interesse sulle quali orientare gli interventi dei relatori.
venerdì 28 febbraio 2020
#ASviS_In_Evidenza

Aderenti

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - ASviS
Via Farini 17, 00185 Roma C.F. 97893090585 P.IVA 14610671001

Licenza Creative Commons
This work is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale