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Rapporto Fao: rallenta la deforestazione ma non in Africa e Sudamerica

Dal 2015 il pianeta ha perso 10 milioni di ettari di foresta, con un ritmo più lento rispetto al passato ma pur sempre su livelli significativi. Aumentano le aree protette. Restano divari enormi tra un continente e l’altro. 18/5/20

 

La deforestazione a livello globale avanza, anche se a un ritmo più lento. Negli ultimi cinque anni, il tasso annuale di deforestazione, cioè di cambio permanente dell’uso del suolo, è stato stimato in 10 milioni di ettari, in calo rispetto ai 12 milioni di ettari del 2010-2015. Sono i risultati principali del “The Global forest resources assessment 2020” (Fra 2020), il Rapporto globale condotto dalla Fao ogni cinque anni per riferire sullo stato e sulle tendenze delle risorse forestali mondiali. Il monitoraggio e la comunicazione efficaci della copertura forestale e dei cambiamenti nell'uso del suolo, ricorda la Fao, sono diventati fondamentali in quanto i Paesi adottano misure per adattarsi e mitigare i cambiamenti climatici. 

I principali risultati sono stati rilasciati il 7 maggio, insieme a una pubblicazione interattiva. Il Rapporto completo, con i dati dei Paesi, sarà diffuso a giugno. Complessivamente si conferma la tendenza a un miglioramento, anche se molto lenta. Si stima che dal 1990 siano stati persi 178 milioni di ettari di foresta, un’area delle dimensioni della Libia. Su base netta, comprese le espansioni forestali, l’area forestale mondiale è diminuita di 4,7 milioni di ettari all’anno dal 2010. Fortunatamente il tasso di perdita netta delle foreste è diminuito nel corso degli anni, a causa di una riduzione della deforestazione in alcuni Paesi, oltre ad aumenti dell’area forestale in altri attraverso il rimboschimento e l’espansione naturale dei polmoni verdi.

Più nello specifico, l’indagine evidenzia divari enormi tra un continente e l’altro. Se l’area forestale è aumentata nell’ultimo decennio in Asia, Oceania ed Europa, è scesa inesorabilmente in Africa e in Sudamerica. Il continente africano ha registrato il più alto tasso annuale di perdita netta nelle foreste nel periodo 2010-2020, con 3,9 milioni di ettari. Bilancio in rosso anche per il Sudamerica, che ha lasciato sul campo ben 2,6 milioni di ettari. Viceversa, l’Asia ha avuto il più alto guadagno netto dell’area forestale nell’ultimo decennio, seguito da Oceania ed Europa.

Progressi tangibili sono riscontrati nella protezione delle foreste. L'area forestale nelle aree protette a livello globale è aumentata di 191 milioni di ettari dal 1990, raggiungendo il 18% dell’area forestale globale, di cui il Sudamerica ospita la quota maggiore. Come ha dichiarato Anssi Pekkarinen, esperto forestale senior della Fao: “Ciò significa che il mondo ha raggiunto e superato l’obiettivo Aichi per la biodiversità relativo alle foreste, che prevede la tutela di almeno il 17% dell’area terrestre entro il 2020”. Dal Rapporto Fao emerge un pianeta con quattro miliardi di ettari di foreste, il 54% delle quali si trova in soli cinque Paesi: Russia, Brasile, Canada, Stati Uniti e Cina.

"Le foreste sono una parte importante della nostra vita, che si riflette nel nostro cibo, nell’arredamento e nell'aria più pulita che respiriamo grazie alla loro presenza, quindi dobbiamo lavorare di più e collaborare in tutti i settori della silvicoltura e dell'agricoltura per rallentare maggiormente la deforestazione”, ha detto Maria Helena Semedo, vicedirettore generale della Fao per il clima e le risorse naturali, “è estremamente positivo sapere che una quantità sempre maggiore di superficie forestale è soggetta a programmi di gestione a lungo termine, essenziali per raggiungere il Goal 15 dell’Agenda 2030".

L’Obiettivo 15 prevede la tutela, il ripristino e la promozione dell'uso sostenibile degli ecosistemi terrestri per favorire la vita sulla Terra. Oggi 2,05 miliardi di ettari di foreste, oltre la metà del totale, sono soggetti a programmi di gestione.

"La ‘Valutazione delle risorse forestali’ è una panoramica globale sulle foreste del mondo e uno strumento fondamentale per formulare strategie, pratiche e investimenti validi”, ha affermato Mette Wilkie, direttrice della divisione Politiche e risorse forestali della Fao, che ha anche espresso il suo plauso per la collaborazione tra l’organizzazione e la rete globale di oltre 700 esperti che hanno armonizzato i metodi e analizzato oltre 60 fattori in 236 Paesi ai fini della valutazione.

 

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di Andrea De Tommasi

 

Lunedì 18 Maggio 2020
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