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Forum pa e Forum Dd insieme per la ripartenza del settore pubblico

Il documento redatto dai due enti avanza proposte operative per orientare e accompagnare le pubbliche amministrazioni nella fase di ripresa su un percorso volto alla sostenibilità e a una maggiore giustizia sociale. 12/6/20

 

“Utilizzando alcune leve strategiche a nostra disposizione, l’obiettivo è proporre alcune azioni operative che possano godere di un sano strabismo. Se un occhio deve essere infatti sull’oggi per impedire che il disagio diventi miseria e le difficoltà delle imprese diventino deserto produttivo, l’altro deve puntare al domani. All’Italia che uscirà dalla crisi nei prossimi mesi, ma anche e soprattutto a quella che vogliamo da qui a dieci anni”. Con queste parole si apre il documento “Proposte per pubbliche amministrazioni che orientino da subito il nuovo sviluppo possibile, diffuso da Forum pa (Fpa) e dal Forum disuguaglianze e diversità a maggio e attualmente posto all’attenzione della Commissione Colao, che avanza proposte concrete per orientare la pubblica amministrazione verso la sviluppo sostenibile nella fase della ripartenza.

Secondo il Rapporto, le spese da sostenere dovranno mantenere al centro il contrasto alle disuguaglianze sociali e il rispetto dell’ambiente e seguire strategie definite e trasparenti: “Nelle spese che faremo per la salute, per altri servizi fondamentali, per il rilancio del sistema produttivo, potremo perseguire uno sviluppo guidato dalla giustizia sociale e dalla sostenibilità ambientale. Ma dobbiamo spendere bene: con chiare e condivise strategie e con risultati attesi ed espliciti in termini di qualità della nostra vita, di rimozione degli ostacoli nel trovare buoni lavori e nel fare impresa. Perché ciò avvenga, oltre ad avere una strategia, dobbiamo dare un forte mandato e capacità alle nostre pubbliche amministrazioni.”

Il documento di proposte operative rientra nel percorso di confronto #road2forumpa2020 volto ad accompagnare l’Italia verso una maggiore consapevolezza per la gestione di una nuova fase, quella post emergenza, in cui l’innovazione tecnologica e culturale vada di pari passo con uno sviluppo equo e sostenibile. In questo scenario, il compito delle pubbliche amministrazioni sarà quello di impegnarsi a lavorare, insieme alle imprese, per il rilancio del Paese. Affinché ciò avvenga sarà necessario fare un decisivo salto di qualità nella semplificazione delle procedure e nella riduzione della stratificazione di norme e regolamenti, concentrando l’attenzione sulla comunicazione con i cittadini e sull’efficacia dei risultati conseguiti.

Il documento suggerisce quindi un rafforzamento necessario della pubblica amministrazione attraverso alcune azioni di sistema:

  • il rinnovamento qualitativo e quantitativo del pubblico impiego, attraverso la ridefinizione dell’organico in relazione alle missioni assegnate e agli obiettivi strategici;

  • la lotta alla “burocrazia difensiva”, insieme alla promozione della discrezionalità e dell’autonomia della dirigenza;

  • una riforma dei controlli, funzionale agli obiettivi di policy e alla libertà decisionale dei dirigenti in un’ottica di minimizzazione dei rischi non connessi a dolo;

  • la promozione della sussidiarietà orizzontale, grazie al coinvolgimento e la partecipazione attiva dei cittadini nella progettazione delle proposte e delle misure;

  • il rilancio e il rafforzamento della formazione;

  • la digitalizzazione del settore pubblico, per ripensare i processi organizzativi all’interno di un modello di governance innovativo.

  • L’azione di accompagnamento delle amministrazioni, supportata dalle proposte elencate, deve poter contare su alcune leve strategiche, nello specifico sette:

    - il rinnovamento delle risorse umane, dato dallo sblocco del turn-over e dalle future assunzioni per il nuovo scenario demografico, e la riclassificazione qualitativa delle competenze;

    - la motivazione della dirigenza, orientata verso le missioni che lo sviluppo sostenibile e l’orientamento della ripresa ad una maggiore giustizia sociale pongono;

    - il rinnovamento dei sistemi di valutazione della performance, valorizzando i risultati come strumento di monitoraggio della politica e dei cittadini;

    - una trasformazione digitale, considerata come leva abilitante per tutte le azioni proposte e quindi come ecosistema funzionale a tutti gli obiettivi;

    - la valorizzazione della leva della domanda pubblica, per promuovere innovazione tecnologica e sociale, lavoro e welfare di qualità e per supportare la transizione ecologica;

    - la partecipazione dei cittadini, del lavoro e delle imprese, visti come attori principali nel processo di empowerment per la costruzione di un’amministrazione “condivisa”.

La nuova centralità dell’azione pubblica e la sua rilegittimazione, data dallo scoppio dell’emergenza sanitaria, dovrà essere gestita con procedure veloci e trasparenti. I vari fondi stanziati, che permetteranno la disponibilità di quasi 350 miliardi di euro nei prossimi due/tre anni, dovranno essere utilizzati come occasione unica e irripetibile per ricostruire il tessuto economico, sociale e ambientale con lo sguardo volto alla sostenibilità. Su queste basi, il “Forum Pa 2020 online”, in programma dal 6 luglio all’11 luglio, sarà l’occasione per avviare una riflessione comune e progettare insieme il futuro.

 

di Cecilia Menichella

 

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Venerdì 12 Giugno 2020
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