Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

I nostri Progetti per orientare verso uno sviluppo sostenibile

L'Asvis produce ogni anno un Rapporto sullo Sviluppo Sostenibile, un report di analisi della legge di bilancio e altre pubblicazioni rilevanti. Il Rapporto ASviS rappresenta la pubblicazione principale dell’Alleanza per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile in Italia. 

Contatti: Responsabile Comunicazione - Claudia Caputi

Rubrica: Europa e Agenda 2030

Il Parlamento europeo alza a -60% l’ambizione degli obiettivi clima al 2030

Politiche Ue - le novità della settimana 5-11 ottobre 2020. Nuove risoluzioni del Parlamento su legge clima, foreste, garanzia giovani, unione mercati dei capitali, finanza digitale, stato di diritto, politica commerciale. 16/10/20

Guarda la rassegna dal 5 all'11 ottobre.

Nella seconda settimana di ottobre il Parlamento europeo si è riunito in sessione plenaria. Tra gli atti assunti emerge in particolare la risoluzione relativa alla legge europea sul clima che rialza a -60% al 2030 il taglio delle emissioni di gas serra, rispetto al -55% appena proposto dalla Commissione europea lo scorso 17 settembre 2020, con la Com(2020) 562 final “Un traguardo climatico 2030 più ambizioso per l'Europa”.

La legge europea sul clima è di fatto una proposta di regolamento europeo che entrerà in vigore e sarà vincolante per gli Stati membri una volta approvato da parte del Parlamento e dal Consiglio europeo, senza richiedere una legge di recepimento nazionale.

Come prima scadenza, il Parlamento indica che entro dicembre 2020, la Commissione dovrà elaborare un piano per garantire la mobilitazione di risorse adeguate onde consentire gli investimenti necessari per un'economia dell'Unione climaticamente neutra, tenendo conto degli accresciuti oneri associati alle elevate ambizioni in materia di clima, del sostegno fornito dal dispositivo per la ripresa e la resilienza, dai programmi InvestEU e dal Fondo per una transizione giusta. Gli Stati membri dovranno istituire una Commissione nazionale indipendente di consulenza in materia di clima (entro il 30 giugno 2021). Entro il 30 giugno 2022 la Commissione europea, in cooperazione con tali organi consultivi nazionali, dovrà istituire il Consiglio europeo per i cambiamenti climatici quale gruppo consultivo scientifico europeo permanente, indipendente e interdisciplinare sui cambiamenti climatici.

Entro un anno dall’entrata in vigore della legge europea sul clima la Commissione pubblicherà una tabella di marcia settoriale sulla decarbonizzazione verso la neutralità climatica entro al più tardi il 2050 per il settore interessato.

Per l’adattamento ai cambiamenti climatici si dispone che alla data del 31 gennaio 2021 la Commissione europea aggiorni la propria Strategia d’adattamento e che gli Stati membri al 31 dicembre 2021 adottino e attuino strategie e piani per l’adattamento tenendo conto delle comunità e degli ecosistemi vulnerabili, prevedendo misure per la gestione, il ripristino e la protezione degli ecosistemi marini e terrestri al fine di rafforzarne la resilienza. Particolare attenzione sarà posta alla vulnerabilità dell'agricoltura e dei sistemi alimentari, della sicurezza alimentare, promuovendo soluzioni basate sulla natura e l'adattamento fondato sugli ecosistemi. Gli emendamenti proposti dal Parlamento alla legge sul clima evidenziano in particolare le complesse interconnessioni tra politiche climatiche e altri Goal dell’Agenda 2030. In particolare si evidenzia già nelle premesse come le azioni per il clima siano essenziali al conseguimento del Goal 3 “salute”: “la scienza ha dimostrato l'interconnessione esistente tra le crisi di natura sanitaria, ambientale e climatica, in particolare in relazione alle conseguenze dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità ed ecosistemi. Le crisi sanitarie come quella della Covid-19 potrebbero moltiplicarsi nel corso dei prossimi decenni e imporre all'Unione, in qualità di attore mondiale, l'attuazione di una strategia globale volta a prevenire il verificarsi di tali episodi, affrontando le questioni all'origine e promuovendo un approccio integrato basato sugli obiettivi di sviluppo sostenibile.”

S’integra con gli stessi argomenti anche la Risoluzione sulla strategia forestale europea, che interviene in una fase preparatoria della prossima strategia dell’Ue. Il Parlamento evidenzia la multifunzionalità delle foreste per l’ampia gamma di servizi ecosistemici prestati, sottolineando che al momento non vi è alcuna remunerazione adeguata per la prestazione di servizi ecosistemici come il sequestro di CO2, la promozione della biodiversità o il miglioramento del suolo e che i silvicoltori che si concentrano sulla conversione in tal senso delle loro foreste potrebbero trovarsi attualmente a gestirle in perdita. La Commissione e gli Stati membri sono invitati a esaminare le opzioni per incentivare e retribuire in maniera adeguata i servizi ecosistemici in materia di clima, biodiversità e di altra natura al fine di consentire una conversione delle foreste economicamente sostenibile. Il Parlamento evidenzia le criticità che possono emergere tra il perseguimento della protezione del clima e la tutela della biodiversità con il settore della bioeconomia e in particolare nella silvicoltura, esprimendo preoccupazione per il fatto che tali criticità non siano ancora state sufficientemente affrontate nelle recenti discussioni politiche; auspicando lo sviluppo di un approccio coerente per riunire la tutela della biodiversità e la protezione del clima in un settore forestale e una bioeconomia fiorenti.

La risoluzione sul potenziamento della garanzia giovani evidenzia la necessità d’introdurre misure straordinarie collegate alla  crisi economica determinata dal Covid-19, offrendo riflessioni e indicazioni per gli Stati membri utili anche nell’elaborazione dei piani nazionali di ripresa e resilienza, mettendo però in chiaro che “i finanziamenti dell’Unione integrano i bilanci nazionali, non li sostituiscono”.

É in evoluzione anche la riflessione politica sull’Unione dei mercati di capitali già oggetto della Com (2020) 590 final “Un’Unione dei mercati dei capitali per le persone e le imprese: nuovo piano di azione”, adottata dalla Commissione europea lo scorso 24 settembre. Il Parlamento, evidenziando l’articolazione complessa del tema, considera che “il livello di finanziamento richiesto per la ripresa dell’economia dell'Ue comporta l'assoluta necessità di investire in maniera saggia e sostenibile per il bene delle future generazioni; che l'Unione dei mercati dei capitali dovrebbe fornire un contributo essenziale alla transizione verso un'economia sostenibile, competitiva e resiliente, a integrazione degli investimenti pubblici, in linea con il Green Deal europeo”. La risoluzione presta particolare attenzione al tema della difficoltà d’accesso al credito per le Pmi, dell’importanza di accrescere il ventaglio delle possibilità di investimento idonee per gli investitori al dettaglio, incentivando il mercato di investimenti sostenibili competitivi in ambito ambientale, sociale e di governance (cosiddetti criteri Esg). Punta anche sull’educazione finanziaria sottolineandone la necessità per consentire ai consumatori di conoscere i propri diritti e comprendere i rischi associati alla partecipazione ai mercati finanziari, ritenendo che “una cittadinanza più informata e meglio istruita in merito sia un vantaggio per i sistemi democratici, contribuisca alla stabilità dei sistemi finanziari e promuova la trasparenza e gli obblighi di informazione degli istituti finanziari”.

Si ricollega allo stesso tema anche la risoluzione sulla finanza digitale: rischi emergenti legati alle cripto-attività , nella quale il Parlamento mette in evidenza la necessità e l’urgenza di regolamentare il mercato colmandone i vuoti normativi, proponendo una serie di raccomandazioni tra cui l’adozione di una proposta legislativa per le cripto-attività, che garantisca la certezza del diritto, garantendo nel contempo norme rigorose in materia di tutela dei consumatori e degli investitori, integrità del mercato e stabilità finanziaria, e che affrontino anche l'impatto ambientale dell'attività di cripto-mining. In merito richiama anche la recente COM(2020) 591 final, relativa a una strategia in materia di finanza digitale per l'Ue adottata dalla Commissione europea lo scorso 24 settembre.

Anche il tema del rispetto dello stato di diritto centrale nel discorso di Ursula von der Leyen dello scorso 16 settembre “Costruiamo il mondo in cui vogliamo vivere: un’unione vitale in un mondo fragile”, è stato oggetto della risoluzione per l'istituzione di un meccanismo dell'Ue per la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali, che prendendo atto della recentissima relazione sullo Stato di diritto nell'Unione europea del 30 settembre, propone un accordo interistituzionale sul rafforzamento dei valori dell’Unione tra Commissione, Parlamento e Consiglio, istituendo un ciclo di monitoraggio annuale allo scopo di prevenire le violazioni e il mancato rispetto dei valori dell'Unione, evidenziare gli sviluppi positivi e condividere le buone prassi. Ciò anche ai fini di prevedere condizionalità di bilancio a tutela degli interessi finanziari dell’Unione. Nella stessa seduta con la risoluzione sullo stato di diritto e diritti fondamentali in Bulgaria il Parlamento esprime il proprio sconcerto e preoccupazione a fronte del deterioramento dello stato di diritto della Bulgaria quale stato membro.

Con la risoluzione sull'attuazione della politica commerciale comune: relazione annuale 2018 il Parlamento guarda invece al di fuori delle frontiere dell’Ue, ribadendo l’importanza della politica commerciale e d’investimento dell'Unione quale strumento a favore di una gestione responsabile delle catene di approvvigionamento, che comprenda la garanzia del rispetto dei diritti umani, dei diritti del lavoro e delle norme ambientali. Il Parlamento accoglie inoltre con favore l'impegno della Commissione di rendere il rispetto dell'accordo di Parigi sul clima una "clausola essenziale" degli accordi commerciali e chiede di elaborare una metodologia per il monitoraggio e la valutazione dell’attuazione degli accordi sui diritti umani e capitoli sullo sviluppo sostenibile contenuti nei più recenti accordi commerciali. Nella risoluzione vengono passate in rassegna le criticità relative ai diversi partner commerciali mondiali e si riflette su come il Covid-19 abbia messo in luce la mancanza di resilienza delle catene globali del valore per determinati prodotti chiave tra cui attrezzature e dispositivi medici, e come recenti relazioni scientifiche evidenziano i rischi crescenti di pandemie mondiali e fenomeni legati ai cambiamenti climatici con un'incidenza sulle relazioni internazionali, di cui bisogna tener conto già oggi per il futuro.

Guarda la rassegna dal 5 all'11 ottobre.

 

di Luigi Di Marco

Venerdì 16 Ottobre 2020
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