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	<title>#AI Archivi - ASviS</title>
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	<description>Agenzia Italiana per lo Sviluppo Sostenibile</description>
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	<title>#AI Archivi - ASviS</title>
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		<title>Vite connesse, benessere diseguale: cosa rivelano i nuovi dati Ocse sul digitale</title>
		<link>https://asvis.it/vite-connesse-benessere-diseguale-cosa-rivelano-i-nuovi-dati-ocse-sul-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Tautonico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[#AI]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
		<category><![CDATA[#ASviS_Altre_News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 38% delle persone trascorre più di cinque ore al giorno davanti a uno schermo. L’uso di AI e tecnologie digitali cresce soprattutto tra i giovani e nelle economie emergenti. Servono politiche pubbliche inclusive. 13/01/26</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con la <strong>digitalizzazione</strong> sempre più integrata nella vita quotidiana, comprendere il rapporto tra <strong>tecnologie e benessere</strong> è diventato una priorità. In questo contesto, l’Oecd centre on well-being, inclusion, sustainability and equal opportunity, in collaborazione con Cisco, ha lanciato nel 2024 l’<strong>Oecd digital well-being hub</strong>. Al centro dell’iniziativa, <a href="https://www.oecd.org/en/blogs/2025/12/who-uses-digital-technology-why-they-use-it-and-how-it-shapes-well-being.html">un’indagine globale condotta tra febbraio e marzo 2025</a> per analizzare <strong>comportamenti digitali</strong>, percezioni e ricadute sul benessere delle persone, utilizzando il quadro dell’Oecd well-being framework. Lo studio distingue tra <strong>esposizione digitale passiva</strong>, come il tempo trascorso davanti agli schermi, e forme di coinvolgimento attivo, come la comunicazione sui social o la collaborazione online, integrando indicatori soggettivi e oggettivi legati a salute, relazioni sociali, sicurezza personale, partecipazione civica ed equilibrio tra vita e lavoro.</p>
<p><img decoding="async" style="display: block;margin-left: auto;margin-right: auto" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Notizie_2026/connessioni_digitali_1.jpg" alt="" width="90%" /></p>
<h3><strong>Età, genere e geografia</strong></h3>
<p>I dati mostrano che <strong>l’esperienza digitale non è uniforme</strong>. Età, genere e area geografica incidono in modo significativo sulle modalità di utilizzo. I giovani adulti guidano quasi tutte le dimensioni dell’engagement digitale: tra i 18 e i 25 anni si registra l’uso più intenso dei <strong>social network</strong>, con una partecipazione femminile più elevata rispetto a quella maschile, soprattutto in America Latina, in particolare in Messico e Brasile. Il <strong>lavoro da remoto</strong> raggiunge i livelli più alti nella fascia 26-45 anni, mentre l’uso di dispositivi connessi a Internet è particolarmente intenso tra i 26 e i 35 anni in India, Brasile e Messico, e più contenuto in Paesi come Giappone, Francia e Italia. Un andamento simile emerge per l’adozione dell’<strong>intelligenza</strong> <strong>artificiale generativa,</strong> sostenuta soprattutto dagli under 35 e più diffusa nelle economie emergenti, mentre in Germania, Francia e Italia prevale un atteggiamento più prudente.</p>
<p><img decoding="async" style="display: block;margin-left: auto;margin-right: auto" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Notizie_2026/connessioni_digitali_2.jpg" alt="" width="90%" /></p>
<h3><strong>Il tempo come fattore di rischio</strong></h3>
<p>L’uso ricreativo degli schermi rappresenta uno dei nodi più delicati. Il 38% degli intervistati dichiara di <strong>trascorrere più di cinque ore</strong> al giorno davanti a schermi per motivi personali, quota che sale al 41% tra i 18-25enni. I livelli più elevati si registrano in Messico, Brasile e Sudafrica, con tempi di esposizione ben al di sopra delle raccomandazioni degli esperti, che suggeriscono per gli adulti un limite inferiore alle tre ore quotidiane. I dati raccolti dall’Ocse indicano una <strong>correlazione negativa</strong> tra un utilizzo degli schermi superiore alle due ore al giorno e il benessere personale. Tuttavia, il tempo trascorso online non emerge come il principale fattore di disagio: condizioni di vita come privazione del sonno, difficoltà economiche e scarsa attività fisica risultano predittori più forti di un basso livello di benessere.</p>
<h3><strong>Il digitale divide le generazioni</strong></h3>
<p>Le percezioni sull’impatto delle tecnologie digitali variano in modo marcato tra <strong>generazioni e territori</strong>. A livello globale, il 39% degli intervistati ritiene che gli strumenti digitali abbiano rafforzato le proprie relazioni sociali, soprattutto tra gli adulti tra i 18 e i 45 anni e nei Paesi emergenti come India e Brasile. Questa visione positiva è meno diffusa tra le persone sopra i 56 anni. Emergono anche <strong>differenze di genere</strong>: le donne sono più propense degli uomini a riconoscere un effetto positivo delle tecnologie digitali sulle relazioni personali. Dati che suggeriscono che il valore sociale del digitale dipende non solo dall’accesso, ma anche dalle aspettative, dalle competenze e dai contesti di utilizzo.</p>
<p><img decoding="async" style="display: block;margin-left: auto;margin-right: auto" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Notizie_2026/connessioni_digitali_3.jpg" alt="" width="90%" /></p>
<h3><strong>AI: entusiasmo giovanile, fiducia selettiva</strong></h3>
<p>L’atteggiamento verso l’AI riflette le stesse fratture generazionali e geografiche. Oltre il 75% degli under 35 considera l’AI generativa uno strumento utile, con livelli di entusiasmo più elevati nelle economie emergenti. Tra gli uomini tra i 26 e i 35 anni, più della metà si aspetta un impatto significativo dell’AI sulla propria carriera, e quasi uno su cinque lo giudica molto rilevante. <strong>Con l’aumentare dell’età, diminuiscono fiducia e sicurezza etica</strong>, segnalando un bisogno crescente di politiche che accompagnino lo sviluppo tecnologico con formazione, trasparenza e tutele adeguate.</p>
<h3><strong>Policy: servono risposte mirate, non standard</strong></h3>
<p>Nel complesso, i risultati dell’indagine Ocse indicano che non esistono soluzioni valide per tutti in materia di benessere digitale. Le differenze demografiche e socio-economiche rendono necessarie <strong>strategie mirate</strong>, capaci di proteggere i gruppi più vulnerabili senza ostacolare l’innovazione. Lo studio sottolinea la necessità di ulteriori ricerche sugli effetti cognitivi ed emotivi dell’uso delle tecnologie e dell’IA, oltre all’importanza di dati nel lungo periodo per distinguere tra impatti temporanei e strutturali. In conclusione, suggerisce l’indagine Ocse, in un contesto in cui la vita digitale continua a espandersi, <strong>promuovere abitudini sane</strong> e rafforzare la consapevolezza dei rischi sarà centrale per promuovere una visione di benessere equo e sostenibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.oecd.org/en/blogs/2025/12/who-uses-digital-technology-why-they-use-it-and-how-it-shapes-well-being.html"><strong>Leggi l’indagine</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Copertina: <a href="https://unsplash.com/it/foto/persone-fuori-dal-bar-che-guardano-i-telefoni-pZyfEnTgKmM" target="_blank" rel="noopener">Unsplash</a></em></p>
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		<item>
		<title>La solitudine diventa business: AI e app trainano un mercato da 500 miliardi</title>
		<link>https://asvis.it/la-solitudine-diventa-business-ai-e-app-trainano-un-mercato-da-500-miliardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jul 2025 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[#AI]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
		<category><![CDATA[#ASviS_Altre_News]]></category>
		<category><![CDATA[#goal10]]></category>
		<category><![CDATA[#goal3]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo l’Oms cento persone muoiono ogni ora nel mondo a causa della solitudine. Ne soffre un individuo su sei, con effetti su salute, società ed economia. Una crisi globale che sta diventando anche un’attività redditizia. [Da FUTURAnetwork] 21/7/25</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Solitudine e isolamento sono una sfida importante del nostro tempo, con ripercussioni sociali ed economiche importanti sul futuro. Lo sottolinea il Rapporto <a href="https://www.who.int/publications/i/item/978240112360">“From loneliness to social connection: charting a path to healthier societies”</a> pubblicato di recente dall’Organizzazione mondiale della sanità, secondo cui <strong>ogni ora 100 persone nel mondo muoiono a causa della solitudine</strong>. “In quest&#8217;epoca in cui le possibilità di connettersi sono infinite, sempre più persone si ritrovano isolate e sole” ha dichiarato <strong>Tedros Adhanom Ghebreyesus</strong>, direttore generale dell&#8217;Oms. &#8220;Oltre al prezzo che pagano gli individui, le famiglie e le comunità, la solitudine e l’isolamento sociale se non affrontati costeranno miliardi alla società in termini di assistenza sanitaria, istruzione e occupazione”.</p>
<p><img decoding="async" style="display: block;margin-left: auto;margin-right: auto" src="https://futuranetwork.eu/public/oltreil2030/images/Immagini_news/1_69_.jpg" alt="" width="80%" /></p>
<p><em>Figura 1. I numeri della solitudine</em></p>
<h3>Numeri, cause e conseguenze</h3>
<p>La solitudine colpisce persone di tutte le età, ma in particolare <strong>giovani e persone che vivono nei Paesi a basso e medio reddito</strong>. Nella fascia d’età dai 13 ai 29 anni, una percentuale tra il 17 e il 21% ha dichiarato di sentirsi solo, con tassi più elevati tra gli adolescenti.<strong> Circa il 24% delle persone nei Paesi a basso reddito ha manifestano la stessa condizione</strong>, il doppio rispetto ai Paesi ad alto reddito (circa l&#8217;11%). Le cause della solitudine sono molteplici: basso reddito e livello di istruzione, cattiva salute, vita da soli, infrastrutture locali e politiche pubbliche inadeguate, impatto delle tecnologie digitali.</p>
<p><img decoding="async" style="display: block;margin-left: auto;margin-right: auto" src="https://futuranetwork.eu/public/oltreil2030/images/Immagini_news/fig_2.jpg" alt="" width="80%" /><em>Figura 2. Le cause dell&#8217;isolamento </em></p>
<p>La solitudine e l&#8217;isolamento sociale, continua il Rapporto, aumentano il rischio di ictus, malattie cardiache, diabete, declino cognitivo e morte prematura. <strong>Solitudine e isolamento sociale influiscono anche sulla salute mentale</strong>, con le persone sole che hanno il doppio delle probabilità di soffrire di depressione. Secondo l’Ocse <strong>quasi la metà (43%)</strong> di coloro che soffrono di solitudine ha avuto <strong>pensieri suicidi o autolesionistici</strong>. Gli impatti della solitudine si estendono anche all&#8217;apprendimento e all&#8217;occupazione. Gli adolescenti che si sentono soli hanno il 22% di probabilità in più di ottenere voti più bassi. Gli adulti che vivono in solitudine hanno più difficoltà a trovare o mantenere un impiego e potrebbero guadagnare meno nel tempo.</p>
<p><strong><img decoding="async" style="display: block;margin-left: auto;margin-right: auto" src="https://futuranetwork.eu/public/oltreil2030/images/Immagini_news/fig_3.jpg" alt="" width="80%" /></strong><em>Figura 3. Le conseguenze della solitudine</em></p>
<p><strong>A livello di comunità, la solitudine mina la coesione sociale e costa miliardi in termini di perdita di produttività</strong> e assistenza sanitaria. Per esempio, una recente inchiesta di <em>El Pais</em> <a href="https://english.elpais.com/economy-and-business/2025-06-22/your-loneliness-is-our-business-the-multi-million-dollar-industry-of-social-isolation.html">ha acceso i fari sulla situazione in Spagna</a>, dove il governo centrale sta lavorando allo sviluppo di una strategia nazionale contro la solitudine. Secondo uno studio, il costo diretto della solitudine nel Paese iberico ammontava nel 2021 a oltre 16 miliardi di dollari all&#8217;anno, con una riduzione della qualità della vita pari a 1,04 milioni di anni in buona salute. Ciò significa che nel 2021, per ogni residente spagnolo che viveva in uno stato di isolamento sociale (5.380.853 persone), i costi associati ammontavano a 1.287 dollari.</p>
<p>A livello mondiale, i costi annuali sono cresciuti fino a centinaia di miliardi di dollari. Secondo il medico americano Vivek Murthy, che ha co-presieduto il comitato consultivo istituito da Joe Biden, <strong>nel 2023 più del 50% degli adulti statunitensi ha sofferto di solitudine</strong>. Secondo un rapporto del Center for BrainHealth, il solo assenteismo costa agli Usa 460 milioni di dollari all&#8217;anno. </p>
<h3><br />Tra app e intelligenza artificiale</h3>
<p>Il mondo degli affari non rimane a guardare. Secondo un rapporto della società di consulenza Grand View Research, <strong>il mercato degli accompagnatori virtuali basati sull&#8217;intelligenza artificiale raggiungerà i 140 miliardi di dollari entro il 2030</strong>. Il giro d’affari delle piattaforme di incontri toccherà quota 17 miliardi di dollari. Il mercato delle app per la salute mentale, che nel 2024 è stato valutato più di 7 miliardi di dollari, toccherà i 20 miliardi di dollari nel 2033. Numeri destinati a crescere &#8220;La solitudine è un mercato enorme che potrebbe superare i 500 miliardi di dollari entro il 2030, a seconda della crescita dell&#8217;intelligenza artificiale&#8221;, ha affermato <strong>John Lanerborg</strong>, creatore del canale YouTube Economic Circuit.</p>
<p><strong>Le soluzioni per ridurre la solitudine e l&#8217;isolamento sociale esistono a più livelli</strong> – nazionale, comunitario e individuale – e spaziano dalla sensibilizzazione alla modifica delle politiche nazionali, passando per il rafforzamento delle infrastrutture sociali e all&#8217;offerta di interventi psicologici. Come osserva il Rapporto dell’Oms, la maggior parte delle persone sa cosa si prova a sentirsi soli. <strong>E ognuno di noi può fare la differenza con piccoli gesti quotidiani</strong>: contattare un amico in difficoltà, mettere via il telefono per essere pienamente presenti in una conversazione, salutare un vicino, unirsi a un gruppo locale o fare volontariato.</p>
<p>di Tommaso Tautonico</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Copertina: <a class="bimlc Pc_c1 rkYpC wQd_A" href="https://unsplash.com/it/@robin_rednine" data-discover="true">ROBIN WORRALL</a>/unsplash</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>FOCUS. Il Patto sul futuro intende portare il multilateralismo “fuori dall’orlo del baratro”</title>
		<link>https://asvis.it/focus-il-patto-sul-futuro-intende-portare-il-multilateralismo-fuori-dallorlo-del-baratro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Manzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2024 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[#AI]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
		<category><![CDATA[#agenda2030]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Senza cooperazione non si vincono le grandi sfide globali. Nel testo è presente la lotta alla crisi climatica e alle disuguaglianze. Nuovi obiettivi su AI e future generazioni. La dichiarazione della premier Meloni sul Patto. [Da FUTURAnetwork.eu] 24/9/24</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/focus-il-patto-sul-futuro-intende-portare-il-multilateralismo-fuori-dallorlo-del-baratro/">FOCUS. Il Patto sul futuro intende portare il multilateralismo “fuori dall’orlo del baratro”</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;approvazione del <strong><a href="https://www.un.org/sites/un2.un.org/files/sotf-pact-for-the-future-rev.3.pdf" target="_blank" rel="noopener">Patto sul futuro</a></strong>, della <a href="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/files/News/ASviS_Onu_Dichiarazione_sulle_future_generazioni.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Dichiarazione sulle future generazioni</strong></a> e del <strong><a href="https://www.un.org/sites/un2.un.org/files/sotf-declaration-on-future-generations-rev3.pdf" target="_blank" rel="noopener">Global digital compact</a></strong> durante il <strong>Summit del futuro</strong> dell&#8217;Onu a New York del 22 e 23 settembre rappresenta un passo importante, ma non risolutivo, nel tentativo di affrontare le <strong>grandi sfide globali</strong> e costruire uno <strong>sviluppo sostenibile</strong> in ogni ambito. Il Patto, di cui l&#8217;Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile ha realizzato una <a href="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/files/Pubblicazioni/SummitFuturo_FINAL.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>traduzione italiana</strong></a>, riafferma l&#8217;impegno degli <strong>Stati membri</strong>, inclusa l&#8217;Italia, a intensificare gli sforzi verso il raggiungimento degli <strong>Obiettivi di sviluppo sostenibile dell&#8217;Agenda 2030</strong>, che, nonostante le difficoltà, rimangono <strong>punti di riferimento</strong> fondamentali per orientare le scelte politiche, economiche e sociali a livello internazionale e nazionale.</p>
<p>Il Patto è il risultato di un <strong>lungo processo inclusivo</strong> volto ad adattare la <strong>cooperazione internazionale</strong> alle sfide attuali e future. Si tratta dell&#8217;accordo internazionale più ampio degli ultimi anni – così lo definisce l’Onu –, che tocca nuove aree e affronta questioni irrisolte da decenni. L&#8217;obiettivo principale è garantire che le istituzioni internazionali possano rispondere efficacemente a <strong>un mondo radicalmente cambiato</strong> rispetto a quando sono state create.</p>
<p>&#8220;Siamo qui per <strong>riportare il multilateralismo fuori dall&#8217;orlo del baratro</strong>&#8220;, ha affermato il segretario generale delle Nazioni unite <strong>António Guterres</strong> nel suo discorso di apertura, sottolineando i problemi legati all&#8217;autorità del <strong>Consiglio di sicurezza dell’Onu</strong>, “che si sta erodendo” e &#8220;alla fine perderà ogni credibilità&#8221; a meno che la sua composizione e i suoi metodi di lavoro non vengano riformati.</p>
<p>Il Summit ha riunito circa 150 tra capi di Stato e di governo e quasi 4mila tra rappresentanti della società civile, osservatori e delegati Onu. Il processo di costruzione del vertice è stato arricchito dalla partecipazione di migliaia di persone da tutto il mondo, contribuendo a una visione condivisa di un <strong>futuro più equo e sostenibile</strong>.</p>
<h2><span style="color: #000000"><strong>Cosa contiene il Patto sul futuro</strong></span></h2>
<p>Nel suo insieme, la <strong>decisione non vincolante</strong>, particolare che va sempre ricordato, rappresenta una <strong>ulteriore promessa di impegno</strong> da parte dei Paesi nei confronti delle Nazioni unite, del sistema internazionale e del diritto internazionale. Con il <strong>Patto sul futuro</strong> i leader hanno delineato una visione di un sistema internazionale capace di mantenere le sue promesse, <strong>più rappresentativo del mondo attuale </strong>e capace di coinvolgere governi, società civile e altri partner definiti “chiave”.</p>
<p>{##card#47#21484}</p>
<p>Il Patto, contente 56 azioni da attuare nei prossimi anni – <strong><a href="https://www.un.org/sites/un2.un.org/files/sotf-pact_for_the_future_adopted.pdf" target="_blank" rel="noopener">a questo link il documento completo</a></strong> e qui la <a href="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/files/Pubblicazioni/SummitFuturo_FINAL.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>versione italiana</strong></a> -, affronta una vasta gamma di temi, tra cui <strong>pace e sicurezza, sviluppo sostenibile, cambiamento climatico, cooperazione digitale, diritti umani, parità di genere, giovani e generazioni future</strong>, oltre alla <strong>trasformazione della governance globale</strong>. Tra i principali risultati del Patto si evidenziano il più concreto impegno alla <strong>riforma del Consiglio di sicurezza</strong> dagli anni &#8217;60, con l&#8217;obiettivo di renderlo più efficace e rappresentativo, e il rinnovato <strong>impegno multilaterale per il disarmo nucleare</strong>, con la prospettiva di eliminare completamente le armi nucleari (il primo impegno preso in questo senso da oltre dieci anni). Sempre sul tema della pace, troviamo poi l’accordo per rafforzare i quadri internazionali che regolano lo <strong>Spazio extra-atmosferico</strong>, tra cui un chiaro impegno a <strong>prevenire una corsa agli armamenti nello Spazio</strong> e la necessità di garantire che tutti i Paesi possano trarre vantaggio dall&#8217;esplorazione spaziale. Misure che servono anche a evitare la militarizzazione e l&#8217;uso improprio delle nuove tecnologie, come le “armi autonome letali”.</p>
<p>L&#8217;intero Patto è concepito per <strong>dare una spinta all&#8217;attuazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile</strong>. Propone innanzitutto una <strong>riforma dell&#8217;architettura finanziaria</strong> internazionale per dare maggiore voce ai Paesi in via di sviluppo, mobilitando più risorse per soddisfare le loro esigenze, anche riformando il <strong>sistema delle banche multilaterali di sviluppo</strong>. Obiettivo è ripensare <strong>il meccanismo del debito sovrano</strong> in modo da garantire sia che i paesi in difficoltà possano investire per il loro futuro (grazie anche alla collaborazione tra il Fondo monetario internazionale, l&#8217;Onu e il G20), e sia che questi possano adottare misure volte a metterli al riparo in caso di <strong>shock finanziari ed economici</strong>.</p>
<p>Viene inoltre ribadita la necessità di <strong>superare il Pil come unico indicatore del progresso umano</strong>, adottando nuovi criteri che misurino il benessere e la sostenibilità. L’impegno a valutare modalità per introdurre un <strong>livello minimo globale di tassazione per gli individui ad alto patrimonio netto</strong>.</p>
<p>Sul fronte della <strong>crisi climatica</strong>, collegato al discorso intrapreso con la riforma finanziaria, viene confermata la necessità di contenere l&#8217;aumento della temperatura globale <strong>entro 1,5 °C</strong> rispetto ai livelli preindustriali – obiettivo dell’Accordo di Parigi &#8211; e di abbandonare i combustibili fossili nei sistemi energetici per raggiungere <strong>emissioni nette pari a zero entro il 2050</strong>. Inoltre il Patto rimarca tutte le <strong><a href="https://asvis.it/i-prossimi-passi-per-litalia-dopo-le-decisioni-della-cop-28">decisioni prese durante la Cop 28 di Dubai</a></strong>, tra cui triplicare la capacità globale di energie rinnivabili e raddoppiare il tasso medio annuo di efficienza energetica.</p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>cooperazione digitale</strong>, il <strong>Global digital compact</strong> stabilisce il primo quadro globale completo per la governance dell&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong> (AI) e la tecnologia digitale. Tra gli impegni, vi sono la connessione universale a Internet, la sicurezza dello spazio online, in particolare per le bambine e i bambini, e una <strong>roadmap per la regolamentazione dell&#8217;intelligenza artificiale</strong>.</p>
<p>Un&#8217;importante novità è anche la <strong>Dichiarazione sulle generazioni future</strong> che introduce misure concrete per considerare i bisogni dei giovani nei processi decisionali. Per loro, si prevede inoltre, un maggiore coinvolgimento, offrendo opportunità significative di partecipazione alle decisioni globali.</p>
<p>Infine, il Patto rafforza l&#8217;impegno per i diritti umani e l&#8217;uguaglianza di genere, richiedendo la protezione dei difensori dei diritti umani e un maggiore coinvolgimento di attori non governativi nella governance globale. Le disposizioni del documento includono azioni di follow-up per garantire che gli impegni presi vengano rispettati.</p>
<p>In sostanza, l’approvazione del Patto potrebbe offrire l&#8217;opportunità di <strong>rilanciare le istituzioni internazionali e il multilateralismo</strong>, ma l&#8217;effettiva portata di questi accordi si vedrà solo nei prossimi summit tematici, a partire dalla Cop 29 sul clima che si terrà a Baku il prossimo novembre (11-22 novembre).</p>
<hr />
<h2 style="text-align: center"><span style="color: #457fa1"><em><a style="color: #457fa1" href="https://futuranetwork.eu/interventi-e-interviste/638-5129/mattarella-in-brasile-rinnovare-lonu-e-le-istituzioni-finanziarie-internazionali" target="_blank" rel="noopener">DA FUTURANETWORK.EU &#8211; MATTARELLA IN BRASILE: RINNOVARE L’ONU E LE ISTITUZIONI FINANZIARIE INTERNAZIONALI</a></em></span></h2>
<hr />
<h2><span style="color: #000000"><strong>Lo scontro politico sull’approvazione</strong></span></h2>
<p>L&#8217;adozione del Patto da parte dell&#8217;Assemblea generale dell’Onu non è stata priva di <strong>momenti di tensione</strong>. Anzi, l’evento ha confermato le profonde divisioni che caratterizzano l&#8217;attuale ordine internazionale, evidenziando la fragilità dell&#8217;ordine liberale e democratico nato nel dopoguerra.</p>
<p>Per fare qualche esempio, la <strong>Russia</strong> con un emendamento ha cercato prima di indebolire il Patto e poi ne ha ostacolato l’approvazione. La <strong>Cina</strong>, insieme a diversi Paesi come <strong>Algeria, Bolivia e Thailandia</strong>, si è astenuta nella votazione finale, mentre Stati come la <strong>Bielorussia, la Corea del Nord e l&#8217;Iran</strong> hanno votato contro.</p>
<p>La <strong>Russia</strong> si è opposta a oltre 25 paragrafi presenti nel testo, tra cui quello che riafferma l&#8217;impegno per la risoluzione pacifica dei conflitti, il rispetto della sovranità territoriale e il rafforzamento della responsabilità internazionale, l&#8217;affermazione del primato della giurisdizione nazionale e il rifiuto del linguaggio sull&#8217;accesso universale ai diritti alla salute sessuale e riproduttiva, nonché sull&#8217;emancipazione di genere in senso più ampio. Altri Paesi, tra cui <strong>Eritrea, Iran e Siria</strong>, sono state in disaccordo su tematiche riguardanti i diritti umani, la parità di genere e la collaborazione con la società civile. L&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong> ha criticato l&#8217;enfasi posta nel documento sui danni causati dall&#8217;energia fossile, mentre il <strong>Pakistan</strong> ha contestato i paragrafi relativi alla risposta dell&#8217;Onu a pandemie e disastri naturali.</p>
<h2><span style="color: #000000"><strong>L’intervento dell’Italia al Summit del futuro</strong></span></h2>
<p>La presidente del Consiglio, <strong>Giorgia Meloni</strong>, il 23 settembre durante l’intervento in plenaria dell’Assemblea generale dell’Onu ha così commentato l’adozione del documento: “Il Patto che abbiamo sottoscritto è frutto di un <strong>articolato processo negoziale</strong>. Ora si apre la fase di attuazione, più complessa ma decisiva. <strong>Abbiamo sfide multiformi da affrontare</strong>: il cambiamento climatico, le disuguaglianze, le crisi umanitarie e sanitarie, i conflitti armati. Di fronte a uno scenario così complesso <strong>non abbiamo altra scelta che agire</strong>. Le crisi però nascondono anche delle opportunità e costringono a mettersi in discussione”.</p>
<p>Poi il passaggio sul multilateralismo: “Nessuno Stato è in grado di governare da solo le sfide di questo tempo, per questo <strong>l’Italia è una convinta sostenitrice del multilateralismo e delle Nazioni unite</strong>. Ogni organizzazione è efficace se le sue regole sono giuste e condivise, per questo siamo convinti che qualsiasi revisione della governance dell’Onu, particolarmente per quanto riguarda il Consiglio di sicurezza, non possa prescindere dai principi di eguaglianza, democraticità e rappresentatività”, ha detto Meloni, secondo cui “la riforma ha un senso se viene fatta per tutti e non solamente per alcuni. Non ci interessa creare nuove gerarchie e <strong>non crediamo esistano nazioni di serie A e serie B</strong>”. Questo significa anche che <strong>dobbiamo pensare in modo nuovo la cooperazione</strong>. Noi l’abbiamo fatto con il piano Mattei per l’Africa, un piano di investimenti pensato per cooperare con le nazioni africane attraverso un approccio basato sul rispetto e il diritto di competere ad armi pari. È la nostra ricetta per promuovere lo sviluppo di un Continente troppo spesso sottovalutato, per costruirne la stabilità, e per garantire il diritto a non dover emigrare”.</p>
<p>Secondo la premier “quando parliamo di sviluppo non possiamo non occuparci dell’<strong>IA generativa”</strong>. Un fenomeno, ha detto, su cui non si ha ancora necessaria consapevolezza. “L’IA è soprattutto un grande moltiplicatore, <strong>ma cosa vogliamo moltiplicare?</strong> Se venisse usata per curare malattie incurabili, allora concorrerebbe al bene comune, ma se venisse usata per divaricare ulteriormente gli equilibri globali, allora gli scenari potrebbero essere potenzialmente catastrofici<strong>. </strong>È la politica che deve garantire che l’IA rimanga controllata dall’uomo”, ha concluso Meloni.</p>
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<p><em>Fonte: <a class="vGXaw uoMSP kXLw7 R6ToQ JVs7s R6ToQ" href="https://unsplash.com/it/@daryan">Daryan Shamkhali</a>/unsplash</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/focus-il-patto-sul-futuro-intende-portare-il-multilateralismo-fuori-dallorlo-del-baratro/">FOCUS. Il Patto sul futuro intende portare il multilateralismo “fuori dall’orlo del baratro”</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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