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	<title>#ASviS_News_Alleanza Archivi - ASviS</title>
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	<description>Agenzia Italiana per lo Sviluppo Sostenibile</description>
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	<title>#ASviS_News_Alleanza Archivi - ASviS</title>
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		<title>Al via la consultazione online rivolta ai giovani per scrivere il futuro</title>
		<link>https://asvis.it/al-via-la-consultazione-online-rivolta-ai-giovani-per-scrivere-il-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dal mondo ASviS]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
		<category><![CDATA[#ASviS_News_Alleanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un sondaggio pensato per gli under 35 per stimolare la loro partecipazione attiva nel disegnare l’Italia di domani: iniziativa nell’ambito di Ecosistema Futuro in vista della Costituente del 2027. 08/10/26</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quali saranno le sfide pi&ugrave; importanti per il futuro dell&rsquo;Italia? Quali cambiamenti vorresti vedere? E quali priorit&agrave; dovremmo affrontare gi&agrave; oggi per costruire il Paese che vogliamo nel 2050?</p>
<p>Prende il via oggi, online, la <strong>consultazione pubblica rivolta alle cittadine e ai cittadini che non hanno ancora compiuto 35 anni</strong> per raccogliere visioni, priorit&agrave;, preoccupazioni e proposte sui grandi temi che segneranno il futuro del Paese. L&rsquo;iniziativa si inserisce nel percorso<a href="https://ecosistemafuturo.it/partecipazione/assemblea-nazionale-sul-futuro/"> </a><a href="https://ecosistemafuturo.it/partecipazione/assemblea-nazionale-sul-futuro/"><strong>&ldquo;Verso l&rsquo;Assemblea Nazionale sul Futuro&rdquo;</strong></a>, nell&rsquo;ambito di <strong>Ecosistema Futuro</strong>, promosso dell&rsquo;<strong>Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile</strong>, con la collaborazione dell&rsquo;<strong>Istituto Sylla</strong> e il supporto della community <strong>WebbohLab</strong> <strong>e di Transitor.</strong></p>
<p>Nel 2027 nascer&agrave; infatti l&rsquo;<strong>Assemblea Nazionale sul Futuro</strong>, un&rsquo;assemblea civica composta a maggioranza da under 35, pensata proprio per riflettere sull&rsquo;Italia di domani e per contribuire alla costruzione di proposte di lungo periodo.</p>
<p>I risultati della consultazione contribuiranno a orientare il lavoro della <strong>Costituente</strong> e, successivamente, dell&rsquo;<strong>Assemblea Nazionale sul Futuro</strong>, portando dentro il percorso il punto di vista delle nuove generazioni su temi cruciali.</p>
<p>Per partecipare &egrave; sufficiente rispondere al<strong> </strong><a href="https://it.research.net/r/NTW_ASVIS2?Syllaid="><strong>questionario dedicato</strong></a><strong>, </strong>ma<strong> </strong>anche l&rsquo;azione di diffusione con altri giovani, universit&agrave;, associazioni, reti territoriali e comunit&agrave; locali costituisce un fattore importante per il successo della consultazione. Pi&ugrave; ampia sar&agrave; la partecipazione infatti, pi&ugrave; ricca sar&agrave; la visione del futuro da poter costruire collettivamente. C&rsquo;&egrave; tempo fino al <strong>31 ottobre. </strong></p>
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		<title>Al via il Public Programme dei Musei dei Futuri, un programma di attività con al centro il domani</title>
		<link>https://asvis.it/al-via-il-public-programme-dei-musei-dei-futuri-un-programma-di-attivita-con-al-centro-il-domani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elita Viola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 08:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dal mondo ASviS]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
		<category><![CDATA[#goal16]]></category>
		<category><![CDATA[#goal17]]></category>
		<category><![CDATA[#ASviS_News_Alleanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il trasferimento tecnologico rappresenta un collo di bottiglia per il nostro Paese, nonostante il primato nelle pubblicazioni scientifiche. Servono investimenti sul capitale umano e nel mercato. Lo dimostra lo studio Teha. 02/09/26</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-1"><p>Promosso da <strong>Icom Italia </strong>e <strong>ASviS</strong>, il <a href="https://ecosistemafuturo.it/educazione-e-cultura/il-network-dei-musei-dei-futuri/public-programme/"><strong>Public programme del Network dei Musei dei Futuri</strong></a> parte oggi con una prima programmazione di iniziative previste dai musei per il 2026 e il 2027 e che verrà gradualmente ampliato nei prossimi mesi. I futuri entrano così nei musei italiani attraverso una rete che coinvolge <strong>45 enti e istituzioni culturali </strong>in diverse regioni del Paese. <strong>L’iniziativa si configura come un <em>unicum</em></strong> <strong>che pone l’Italia all’avanguardia di un movimento globale che coinvolge un numero crescente di organizzazioni</strong>, come dimostra il recente evento tenutosi su questo presso il Museo del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston.</p>
<p>Nato nel 2025 come parte del progetto <strong>Ecosistema Futuro</strong> promosso dall’ASviS, il Network riunisce musei e istituzioni culturali interessate a portare la prospettiva dei futuri nelle proprie attività e nella relazione con i pubblici e le comunità, valorizzando il loro ruolo come luoghi di conoscenza, immaginazione, confronto e partecipazione capaci di mettere in relazione patrimonio, ricerca e innovazione. L’iniziativa si ispira alla visione di <strong>Michele Lanzinger,</strong> tra i fondatori di Ecosistema Futuro e del Network, che ha dedicato una parte importante del suo lavoro a immaginare il ruolo dei musei come luoghi capaci di interrogare il presente e aprire nuove possibilità per il futuro.</p>
<p>Le attività inserite nel Public programme intendono promuovere la <strong><em>futures literacy</em>, o alfabetizzazione ai futuri, una competenza centrale per la società contemporanea.</strong> Acquisire la <em>futures literacy</em>, promossa dall’Unesco, vuol dire saper esplorare i grandi <em>megatrend</em> del nostro tempo, come la transizione demografica, il cambiamento climatico o l’arrivo dell’intelligenza artificiale, avendo gli strumenti per interrogarsi sui futuri possibili, riconoscendo le immagini e le aspettative che orientano il modo in cui guardiamo al domani e considerando alternative o strategie anticipatorie rispetto a scenari percepiti come inevitabili. Promuovere la <em>futures literacy</em> vuol dire rendere protagonisti i cittadini e le cittadine di un mondo che cambia velocemente.</p>
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<div class="oc-item-img"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Ecosistema_Futuro/AlfabetizzazioneFuturi.jpg" alt="ecosistema futuro" width="325" height="163" /></div>
<h5 class="oc-item-text" style="text-align: center"><a class="oc-item-link" href="https://asvis.it/allenare-lo-sguardo-al-domani-la-sfida-della-futures-literacy">Allenare lo sguardo al domani: la sfida della futures literacy</a><br />
<em>Il documento ASviS, realizzato nell’ambito del progetto Ecosistema Futuro, esplora la necessità di introdurre l’alfabetizzazione ai futuri nel sistema educativo italiano, proponendo strumenti e attività concrete.</em></h5>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>Incontri, laboratori, mostre e percorsi partecipativi rappresentano altrettante occasioni per sviluppare questa capacità e collegare l&#8217;immaginazione alle scelte del presente. Il Public programme restituisce la varietà degli approcci sperimentati dalle istituzioni della rete: ognuna parte dalla propria missione, dalle collezioni e dal rapporto con il territorio, attraverso prospettive e tematiche diverse. Tra i temi già esplorati figurano la mobilità, la biodiversità, la ricerca scientifica, il patrimonio archeologico, l’arte, il design, il cibo, il paesaggio e le trasformazioni sociali.</p>
<p><strong>Il Public programme 2026–2027 continuerà ad aggiornarsi con le nuove iniziative dei musei partecipanti</strong>, rafforzando l&#8217;incontro tra istituzioni, professionisti della cultura e pubblici attorno a una domanda comune: quali futuri possiamo immaginare, e quali scelte possiamo compiere oggi per orientarli?</p>
<p><strong><a href="https://ecosistemafuturo.it/educazione-e-cultura/il-network-dei-musei-dei-futuri/public-programme/">Scopri il programma</a></strong></p>
</div><div class="fusion-content-boxes content-boxes columns row fusion-columns-1 fusion-columns-total-1 fusion-content-boxes-1 content-boxes-icon-with-title content-left" style="--awb-backgroundcolor:rgba(239,239,239,0.88);--awb-hover-accent-color:var(--awb-color1);--awb-circle-hover-accent-color:transparent;--awb-item-margin-bottom:40px;" data-animationOffset="top-into-view"><div style="--awb-backgroundcolor:#c166e2;" class="fusion-column content-box-column content-box-column content-box-column-1 col-lg-12 col-md-12 col-sm-12 fusion-content-box-hover content-box-column-last content-box-column-last-in-row"><div class="col content-box-wrapper content-wrapper-background link-area-link-icon link-type-text icon-hover-animation-fade" data-animationOffset="top-into-view"><div class="heading icon-left"><a class="heading-link" style="float:left;" href="https://asvis.it/allenare-lo-sguardo-al-domani-la-sfida-della-futures-literacy" target="_self"><h2 class="content-box-heading" style="--h2_typography-font-size:23px;line-height:28px;">Allenare lo sguardo al domani: la sfida della futures literacy</h2></a></div><div class="fusion-clearfix"></div><div class="content-container">
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</div><div class="fusion-clearfix"></div><a class=" fusion-read-more" style="float:left;" href="https://asvis.it/allenare-lo-sguardo-al-domani-la-sfida-della-futures-literacy" target="_self">Read More</a><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div></div></div></div>
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		<title>Missione neutralità climatica: nel Quaderno ASviS il percorso di nove città italiane</title>
		<link>https://asvis.it/missione-neutralita-climatica-nel-quaderno-asvis-il-percorso-di-nove-citta-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dal mondo ASviS]]></category>
		<category><![CDATA[#ASviS_News_Alleanza]]></category>
		<category><![CDATA[#goal11]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal coinvolgimento dei cittadini ai nuovi modelli energetici, il documento mostra come la neutralità climatica stia diventando una leva concreta di trasformazione urbana. Al centro sperimentazioni innovative per ridurre le emissioni. 30/09/26</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Una Missione. Nove citt&agrave; italiane coinvolte. La sfida di diventare climaticamente neutrali. &Egrave; quanto racconta il <a href="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/files/2026/QuadernoASviSNeutralitaClimatica_DEF.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Quaderno ASviS</strong></a> dedicato alle nostre citt&agrave; &#8211; Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma e Torino &#8211; coinvolte nella Missione europea &ldquo;100 citt&agrave; climaticamente neutrali al 2030&rdquo;, che fotografa un ecosistema in rapido cambiamento, fatto di sperimentazioni, nuove forme di governance e innovazioni tecnologiche.</p>
<p>Con il lancio della Missione Ue per la neutralit&agrave; climatica, l&#8217;Europa ha lanciato una sfida ambiziosa: <strong>anticipare al 2030 un traguardo che il resto del mondo dovr&agrave; raggiungere entro il 2050</strong>. Il cuore di questo percorso &egrave; rappresentato dai <strong>Climate city contract</strong>, strumenti che superano la logica dei tradizionali piani ambientali per configurarsi come veri e propri &ldquo;patti di corresponsabilit&agrave;&rdquo; tra istituzioni, imprese e comunit&agrave; locali. Patti che &ldquo;non nascono da zero&rdquo;, perch&eacute; la Missione non sostituisce i percorsi gi&agrave; avviati, ma li accelera.</p>
<p><img decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/images/2026/QuadernoClima.jpeg" alt="" width="80%" /></p>
<h3>Una nuova governance multilivello</h3>
<p>Trasversale a tutte le esperienze &egrave; il tema della governance. La sfida climatica richiede infatti un approccio <strong><em>data-driven</em></strong><em> </em>(basato sull&rsquo;analisi dei dati urbani), <strong>sistemico</strong> (superando le divisioni in &ldquo;silos&rdquo;) e <strong>inclusivo</strong> (co-progettato con la cittadinanza), capace di superare la frammentazione amministrativa e di attivare collaborazioni tra livelli istituzionali e attori territoriali.</p>
<p>In questo contesto, la cooperazione tra citt&agrave; e il supporto di programmi europei come <strong><em>NetZeroCities</em></strong> si rivelano fondamentali per condividere conoscenze, superare barriere e accelerare l&rsquo;attuazione delle politiche. In particolare, dal 2022, le citt&agrave; collaborano all&#8217;interno di tavoli tecnici con soggetti come <em>NetZeroCities</em> e molti altri con l&rsquo;obiettivo di strutturare una <strong>Piattaforma Nazionale</strong> sul modello di esperienze europee avanzate. L&#8217;auspicio &egrave; che l&#8217;Italia formalizzi una struttura di supporto stabile che possa accompagnare non solo le nove pioniere, ma l&#8217;intero sistema dei comuni italiani verso la transizione.</p>
<p>I contributi del Quaderno evidenziano anche come la collaborazione tra le citt&agrave; e il dialogo con il governo nazionale &mdash; attraverso il Ministero dell&rsquo;Ambiente e della sicurezza energetica &mdash; stiano finalmente creando quelle <strong>condizioni abilitanti</strong> e quei canali di finanziamento necessari a sostenere l&#8217;ambizione locale.</p>
<h3>Energia e riqualificazione: le leve principali</h3>
<p>Sul piano operativo, le citt&agrave; stanno concentrando gli sforzi su alcuni ambiti chiave. In primo luogo, la <strong>riqualificazione energetica degli edifici</strong>, dal momento che il settore edilizio rappresenta in alcuni casi fino al 76% delle emissioni urbane.</p>
<p>Accanto a questo, si sviluppano nuove infrastrutture energetiche, come le <strong>reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento</strong>, ancora poco diffuse in Italia ma con ampi margini di crescita, e le <strong>Comunit&agrave; energetiche rinnovabili</strong>, che favoriscono modelli distribuiti e partecipativi di produzione e consumo di energia.</p>
<p>Emergono anche strumenti innovativi come i <strong>One Stop Shop</strong>, sportelli integrati pensati per accompagnare cittadine, cittadini e imprese nei processi di efficientamento energetico, semplificando l&rsquo;accesso a servizi tecnici e finanziari.</p>
<h3>Partecipazione e giustizia climatica</h3>
<p>Tra gli elementi innovativi emerge il coinvolgimento diretto dei cittadini e delle cittadine attraverso esperienze come <strong>l&rsquo;assemblea cittadina per il clima</strong>, che dimostra come la partecipazione possa diventare un fattore abilitante della transizione, rafforzandone l&rsquo;efficacia e la legittimit&agrave; democratica. &Egrave; una scelta strategica: la transizione non pu&ograve; essere solo tecnologica, ma deve essere anche sociale, capace di includere i soggetti pi&ugrave; vulnerabili e di distribuire equamente costi e benefici.</p>
<h3>Dalla sperimentazione al modello</h3>
<p>Nel loro insieme, le esperienze raccontate delineano un passaggio cruciale: i Climate City Contract stanno evolvendo da strumenti di pianificazione a veri e propri <strong>meccanismi di implementazione</strong>, capaci di attivare investimenti, integrare politiche e generare impatti misurabili.</p>
<p>La sfida ora &egrave; scalare queste innovazioni, trasformando le sperimentazioni locali in modelli replicabili a livello nazionale ed europeo. Perch&eacute;, come emerge chiaramente dal Quaderno, &egrave; nelle citt&agrave; che si gioca una parte decisiva della transizione verso un futuro sostenibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/files/2026/QuadernoASviSNeutralitaClimatica_DEF.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Scarica il Quaderno</strong></a></p>
<p><a href="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/files/2026/cs_stampa_nazionale_9_citta_Quaderno_ASviS_30sett.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Leggi il comunicato stampa dell&#8217;evento di presentazione</strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/missione-neutralita-climatica-nel-quaderno-asvis-il-percorso-di-nove-citta-italiane/">Missione neutralità climatica: nel Quaderno ASviS il percorso di nove città italiane</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’Assemblea sul Futuro alla Camera: “Un percorso di dialogo per generare opportunità”</title>
		<link>https://asvis.it/lassemblea-sul-futuro-alla-camera-un-percorso-di-dialogo-per-generare-opportunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea De Tommasi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dal mondo ASviS]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
		<category><![CDATA[#ASviS_News_Alleanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato ai Gruppi parlamentari il progetto di Ecosistema Futuro. Al centro, una visione di lungo periodo e il confronto tra generazioni, dalle Piazze sul Futuro alla Costituente. Giovannini: “Cambiamento epocale, compito di tutta la società”. 24/09/26</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/lassemblea-sul-futuro-alla-camera-un-percorso-di-dialogo-per-generare-opportunita/">L’Assemblea sul Futuro alla Camera: “Un percorso di dialogo per generare opportunità”</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Guardare oltre l’emergenza, immaginare dove vogliamo essere tra trent’anni e alle giovani e ai giovani un ruolo da protagonisti nella costruzione del futuro. Sono alcuni dei temi emersi dalla presentazione alla Camera dei Deputati, il 23 settembre, della <strong>Costituente</strong> e del <strong>percorso</strong> <strong>verso l’Assemblea Nazionale sul Futuro</strong>, promossi dall’ASviS <a href="https://ecosistemafuturo.it/news/scopri-la-brochure-verso-unassemblea-nazionale-sul-futuro/"><strong>nell’ambito di Ecosistema Futuro</strong></a>.</p>
<p>Ad aprire i lavori, moderati dalla giornalista e fondatrice di Strategic Partners <strong>Manuela Rafaiani</strong>, è stato il vicepresidente della Camera <strong>Sergio Costa</strong>: “<em>Sono lieto di sapere che c’è un percorso fondato sugli under 35. Mi piace molto questa idea e mi piace conoscere una visione che punta a costruire il futuro. Serve una <strong>visione di sano pragmatismo</strong>. Nella scorsa legislatura, con il contributo di tanti, abbiamo modificato l’articolo 9 della Costituzione, e oggi le future generazioni rappresentano un gancio</em>”.</p>
<p><strong>Enrico Giovannini</strong>, direttore scientifico dell’ASviS, ha ripercorso la genesi e le radici culturali dell’Assemblea: “<em>L’iniziativa non è estemporanea, ma si colloca all’interno di Ecosistema Futuro, che ha un obiettivo ancora più ambizioso: portare il futuro al centro del dibattito del Paese. Si legge spesso che c’è un <strong>eccesso di short-termismo</strong> e questo spinge a non avere un atteggiamento da cui derivano <strong>scelte lungimiranti</strong>. L’ASviS fin dal 2016 aveva proposto di cambiare la Costituzione, tutto questo è arrivato nel 2022 con il riferimento all’interesse delle future generazioni. Un passo importantissimo, ma non basta. Per questo abbiamo stimolato il governo a introdurre la Valutazione d’impatto intergenerazionale</em>”. Giovannini ha sottolineato che “<em>realizzare <strong>questo</strong> <strong>cambiamento epocale </strong></em><strong><em>è compito dei partiti ma anche di tutta la società</em></strong>”. In questo quadro si inseriscono inoltre le “<strong>Piazze sul Futuro</strong>” promosse da Ecosistema Futuro: “<em>Se ne sono svolte sei, una ventina sono programmate nelle prossime settimane, è un format che coinvolge giovani e non solo. Una sorta di ‘audizioni’ parlamentari per ascoltare. Il successo di queste iniziative ci dice che forse stiamo interpretando la sensibilità di cambiare le cose</em>”. E proprio mentre alla Camera si presentava il percorso, la Costituente, composta da 40 giovani under 35 e 12 mentor, ha tenuto la sua seconda sessione plenaria.</p>
<p><strong>Elena Cattaneo</strong>, senatrice a vita e mentor della Costituente, si è soffermata sul ruolo della scienza per realizzare futuri desiderabili: “<em>È quello di mettere a disposizione un metodo. L’idea qui è forte: si tratta di <strong>rendere i giovani protagonisti del proprio futuro</strong>. L’esperimento è ben strutturato</em> <em>e il contenitore è importante, è uno spazio neutro giovane che porterà all’Assemblea Nazionale sul Futuro per poi aprirsi a confronto istituzionale</em>”. Sul compito dei mentor, Cattaneo ha osservato: “<em>Non è certo quello di dare risposte, ma di contribuire a liberare lo spazio affinché le domande possano crescere, ramificarsi ed emergere e consolidarsi</em>”. Poi la senatrice a vita si è rivolta direttamente al pubblico: “<em>C’è una domanda che non vedo mai emergere: <strong>ma noi come Paese dove vogliamo essere tra 30 anni</strong>, dove vogliamo primeggiare, cosa vogliamo insegnare agli altri nel mondo? Vogliamo essere quelli che curano il maggior numero di malattie? Vogliamo inventare materiali nuovi o inesistenti? Vogliamo essere quelli che inventano le migliori strategie di presa in carico degli altri, dei più fragili? Perché il nostro progetto per il futuro ancora non c’è</em>”. E sul rapporto tra futuro e giovani ha concluso: “<em>Il cervello dei nostri giovani è il bene più prezioso del nostro Paese</em>”.</p>
<p>Sono quindi intervenuti <strong>Alice Morabito ed Eugenio Russo, </strong>presidenti della Costituente. “<em>Con i miei coetanei c’è <strong>tanta discussione sul futuro</strong></em>”, ha detto Morabito. “<em>Nella scelta dell’università c’è un misto tra entusiasmo e preoccupazione. Sono onorata di aver assunto il ruolo di presidente, in questi incontri ho potuto notare quanta voglia di mettersi in gioco ci sia, voglia di agire e di creare qualcosa di concreto. Il punto forte della Costituente è la diversità: età e provenienza geografica diversa, con un obiettivo unico: prendersi cura del nostro futuro, creare insieme qualcosa di positivo</em>”.</p>
<p>“<strong><em>La parola futuro negli ultimi anni è stata troppo abusata</em></strong>”, ha osservato Russo. “<em>Serve uno spazio dove i ragazzi vogliano avere voce in capitolo per progettare cose che magari nel 2050 o 2060 saranno realizzate. Non è politica, preferisco chiamarlo percorso di dialogo per generare opportunità</em>”.</p>
<p><img decoding="async" style="display: block;margin-left: auto;margin-right: auto" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/images/2026/Ecosistema_futuro_78.jpg" alt="" width="80%" /></p>
<p>È stata quindi la volta dei presidenti dei Gruppi parlamentari. <strong>Luana Zanella</strong>, di Alleanza Verdi e Sinistra, ha commentato: “<em>La presentazione del vostro lavoro è molto promettente. Quello che voi state facendo è proprio politico. <strong>Il futuro è buio, ma il buio apre al nuovo</strong>. Ma bisogna lavorarci dentro. In un periodo non molto chiaro, il fatto che voi veniate da noi con una proposta così concreta e credibile è una via piena di speranza</em>”.</p>
<p>Sulla stessa linea <strong>Maria Elena Boschi</strong> di Italia Viva: “<em>Mi piace molto l’idea perché si affianca alle istituzioni con mentor autorevoli, <strong>è un progetto che interagirà col prossimo Parlamento</strong>. Uno strumento di supporto per noi legislatori. Spesso il nostro limite è di vivere un po’ immersi nel presente. Avere un luogo di elaborazione e di proposta rende molto più liberi. Il futuro non si eredita, i giovani hanno diritto a scriverlo come ritengono più opportuno. Oggi i giovani chiedono: cosa devo studiare? È molto più difficile immaginare quale lavoro esisterà nel loro futuro</em>”.</p>
<p><strong>Chiara Braga</strong>, del Partito Democratico, ha invitato la politica a superare la “logica dell’emergenza”: “<em>Questa legislatura ha prodotto legislazione per quasi il 60% tramite decreti legge, nonostante l’articolo 77 della Costituzione dica che quella modalità è ammessa nei casi straordinari di necessità e urgenza. È qualcosa che <strong>deve interrogarci sull’incapacità invece di avere uno sguardo lungo</strong>. Occorre riconoscere ruolo e centralità ai giovani in una fase storica in cui sono ignorati o rappresentati come un problema, da punire, da isolare, da contrapporre. Mentre sono la più straordinaria risorsa di questo Paese</em>”.</p>
<p><strong>Enrico Costa</strong>, di Forza Italia, ha definito l’iniziativa “<strong><em>una grande lezione data dai giovani alla politica</em></strong><em>. Il professor Giovannini ha messo qui insieme tutte le forze politiche, maggioranza e opposizione hanno trovato una convergenza, è una notizia molto significativa. Oggi, se non c’è uno sguardo organico al futuro, una grande responsabilità è della politica. Grazie per il richiamo che ci avete fatto</em>”.</p>
<p>Ha concluso <strong>Matteo Richetti</strong> di Azione, rivolgendosi ai giovani in sala: “<strong><em>Il vostro nemico è la retorica</em></strong><em>, perché voi siete qui ad affiancare un luogo che non è più in grado tecnicamente di introdurre il futuro. Non pensate di risolvere tutto nel rapporto col Parlamento, con le leggi, perché oggi la crisi di questo tempo non è data solo da cattive leggi o mancanza di leggi</em>”. Per questo, ha aggiunto, “<em>noi abbiamo parlato tanto della parola futuro, ma il futuro è la meta, è la strada che porta a quel futuro</em>”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/lassemblea-sul-futuro-alla-camera-un-percorso-di-dialogo-per-generare-opportunita/">L’Assemblea sul Futuro alla Camera: “Un percorso di dialogo per generare opportunità”</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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		<title>Qualità dell’aria, ASviS: “recepimento Ue cruciale ma servono regole più ambiziose”</title>
		<link>https://asvis.it/qualita-dellaria-asvis-recepimento-ue-cruciale-ma-servono-regole-piu-ambiziose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Manzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dal mondo ASviS]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
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		<category><![CDATA[#audizioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ferrazzi in audizione al Senato: “La qualità dell’aria è una priorità sanitaria ed economica”. L’Alleanza chiede più coerenza con l’Ue, target Oms e governance rafforzata per rendere efficaci le politiche. 16/09/26</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il recepimento della nuova <strong>Direttiva europea sulla qualità dell’aria</strong> rappresenta un passaggio cruciale per aggiornare le politiche ambientali italiane, ma restano criticità che rischiano di limitarne l’efficacia. È uno dei messaggi emersi nel corso dell’audizione ASviS al Senato sullo schema di decreto legislativo di attuazione della Direttiva (Ue) 2024/2881, lanciati il 16 settembre da <strong>Andrea Ferrazzi</strong>, responsabile delle relazioni istituzionali dell’Alleanza. “<em>Il recepimento della direttiva europea costituisce un’occasione fondamentale per rafforzare la <strong>tutela della salute e dell’ambiente</strong>, in coerenza con i principi costituzionali introdotti nel 2022</em>”, ha osservato Ferrazzi, richiamando gli <a href="https://asvis.it/lo-sviluppo-sostenibile-arriva-nella-costituzione-lasvis-plaude-al-risultato">articoli 9 e 41 della Costituzione</a>, che di fatto rendono la qualità dell’aria un obiettivo trasversale delle politiche pubbliche.</p>
<p>Lo schema di decreto introduce nuovi strumenti di pianificazione, tra cui l’obbligo di adottare tabelle di marcia per le <strong>aree a rischio di superamento dei limiti</strong> entro il 2030, e definisce i criteri per la rete dei cosiddetti <strong>“supersiti” di monitoraggio</strong>, destinati a migliorare la qualità e l’affidabilità dei dati. Viene inoltre rafforzato il ricorso a modelli atmosferici per supportare la valutazione delle concentrazioni di inquinanti.</p>
<p>Tuttavia, l’analisi di conformità evidenzia alcuni elementi di criticità. In particolare, lo schema nazionale prevede una riduzione del numero di punti di campionamento fino al 25% in determinate condizioni, rispetto al 50% consentito dalla direttiva europea, e <strong>limita l’attuazione delle disposizioni relative al diritto al risarcimento per danni alla salute</strong>. “<em>È importante garantire una piena coerenza con il quadro europeo, soprattutto per quanto riguarda la tutela effettiva dei cittadini</em>”, ha sottolineato Ferrazzi.</p>
<p>Un elemento valutato positivamente riguarda invece l’introduzione di una <strong>disciplina specifica per la qualità dell’aria negli ambienti chiusi</strong>, come scuole, uffici e strutture sanitarie, ambito non coperto direttamente dalla normativa europea. Nel corso dell’audizione, l’ASviS ha richiamato anche il divario tra i limiti europei al 2030 e le <strong>linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità</strong>. Per il PM2,5, la direttiva fissa un limite annuale di 10 microgrammi per metro cubo, mentre l’Oms raccomanda una <strong>soglia di 5 microgrammi</strong>. “L<em>e amministrazioni dovrebbero assumere progressivamente i parametri Oms come riferimento di lungo periodo, in coerenza con l’obiettivo di inquinamento zero al 2050</em>”, ha evidenziato Ferrazzi.</p>
<p>Secondo le stime riportate nel corso dell’audizione, a livello globale l’esposizione agli inquinanti atmosferici causa circa <strong>6,6 milioni di decessi prematuri l’anno</strong>, mentre <strong>in Italia si registrano oltre 40mila morti premature attribuibili al solo PM2,5</strong>. Nel 2025, città come Palermo, Milano e Napoli hanno superato per decine di giorni i limiti di qualità dell’aria.</p>
<p>Un’analisi Ocse basata su oltre 2,5 milioni di imprese europee mostra che un aumento di 1 microgrammo per metro cubo di PM2,5 è associato a una <strong>riduzione dello 0,55% della produttività del lavoro</strong>. “<em>La qualità dell’aria non è solo una questione ambientale, ma una variabile che incide direttamente sulla competitività del sistema economico</em>”, ha osservato Ferrazzi.</p>
<p>Nel complesso, l’inquinamento atmosferico comporta costi stimati in circa <strong>600 miliardi di euro l’anno per i Paesi dell’Unione europea</strong>, pari al 4% del Pil. Una cifra che include anche la perdita di ore lavorative legata alle malattie correlate all’inquinamento.</p>
<p>Alla luce di questo quadro, l’ASviS indica alcune priorità per rafforzare l’efficacia del recepimento. Tra queste, il <strong>potenziamento dei meccanismi di monitoraggio e della governance</strong>, l’integrazione della valutazione di impatto sanitario nella pianificazione e una maggiore attenzione alle condizionalità finanziarie, per evitare che i territori più in difficoltà vengano penalizzati.</p>
<p>Un focus specifico riguarda anche il settore agricolo e zootecnico, <strong>responsabile di una quota rilevante delle emissioni di ammoniaca</strong>, precursore del particolato secondario (particelle che non sono state immesse direttamente in aria ma che si sono formate a seguito di processi chimici). “<em>È necessario accompagnare le imprese verso <strong>modelli produttivi a minore impatto emissivo</strong>, utilizzando in modo più efficace gli strumenti della Politica agricola comune e delle politiche di coesione</em>”, ha concluso Ferrazzi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Adattamento e resilienza, le parole d’ordine per le infrastrutture italiane del futuro</title>
		<link>https://asvis.it/adattamento-e-resilienza-le-parole-dordine-per-le-infrastrutture-italiane-del-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elita Viola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dal mondo ASviS]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
		<category><![CDATA[#ASviS_News_Alleanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le reti italiane sono messe a dura prova dal riscaldamento climatico. Il documento, elaborato dal Cmcc, esplora scenari al 2050 per infrastrutture resilienti ed eque. Giovannini: “Ora ogni investimento deve essere future-proof rispetto al clima”. 14/09/26</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia si trova di fronte a una sfida cruciale: il cambiamento climatico sta alterando rapidamente le condizioni ambientali e operative per le quali le infrastrutture — reti idriche, energetiche, di trasporto e digitali &#8211; sono state storicamente progettate. Con oltre un terzo delle infrastrutture pubbliche che ha superato i 50 anni di età senza significativi interventi strutturali, il rischio di guasti e di impatti a cascata sta crescendo in modo allarmante.</p>
<p>Realizzata dalla <strong>Fondazione Cmcc (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici)</strong> nell’ambito di <a href="https://ecosistemafuturo.it/"><strong>Ecosistema Futuro</strong></a>, il <a href="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/files/Pubblicazioni/Futuro/CMCC-_Future_Brief_2_ITA.pdf"><strong>Future brief</strong></a> mette in luce come questa marcata vulnerabilità si intreccia con deficit di manutenzione e frammentazione istituzionale, rischiando di agire come moltiplicatore di disuguaglianze e marginalizzazione territoriale. In un&#8217;ottica sistemica, l&#8217;adattamento infrastrutturale non è un semplice costo tecnico, bensì un banco di prova per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell&#8217;Agenda 2030, in primis l&#8217;SDG 9 (innovazione e infrastrutture) e l&#8217;SDG 11 (città sostenibili).</p>
<p><strong>Il documento traccia quattro scenari esplorativi al 2050 (policentrico, tecnocentrico, burocratico ed egocentrico)</strong> per illustrare come approcci unilaterali — basati su eccessiva fiducia tecnologica, isolazionismo locale o burocrazia difensiva — possano generare nuove vulnerabilità o accentuare i divari territoriali. “<em>Questi quattro scenari servono per far emergere potenziali criticità e leve di trasformazione</em>” ha spiegato <strong>Alfredo Reder</strong> della Fondazione Cmcc e autore del Future Brief durante il webinar di presentazione del documento, “<em>e sono basati su due dimensioni: la <strong>capacità decisionale</strong>, che può essere reattiva e guidata dall’emergenza o anticipatoria e fondata sulla pianificazione preventiva, e la <strong>coesione territoriale</strong>, con risposte locali disallineate tra loro o una regia nazionale multilivello</em>”.</p>
<p><strong>La visione per l&#8217;Italia del 2050 impone invece un netto cambio di paradigma</strong>: <strong>la transizione da logiche reattive ed emergenziali verso un approccio anticipatorio, interconnesso ed equo. </strong>Le infrastrutture devono divenire sistemi dinamici in grado di assorbire i crescenti impatti climatici e di favorire la transizione ecologica e digitale.</p>
<p>“<em>L’impressione è che sia mancato un indirizzo forte a tutti i soggetti, pubblici e privati, per far sì che d’ora in poi <strong>ogni investimento sia future-proof </strong></em>(a prova di futuro, <em>ndr</em>)<em> dal punto di vista del clima</em>” ha sottolineato il direttore scientifico dell’ASviS, <strong>Enrico Giovannini</strong>, durante il webinar di presentazione.</p>
<p>Per concretizzare questa traiettoria, il brief propone urgenti orientamenti di policy:</p>
<ul>
<li><strong>costruire una governance multilivello:</strong> serve una regia nazionale coesa che dia attuazione e forza al Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc), integrando i piani urbanistici, idrici ed energetici e superando le frammentazioni istituzionali;</li>
<li><strong>ridurre i divari territoriali:</strong> è indispensabile garantire anche ai comuni più piccoli e alle aree svantaggiate meccanismi redistributivi, competenze tecniche e strumenti operativi avanzati (come i gemelli digitali e i dati di monitoraggio aperti) per favorire la co-progettazione pubblica;</li>
<li><strong>ridefinire gli investimenti pubblici:</strong> il ciclo della spesa infrastrutturale deve valutare il &#8220;valore adattivo&#8221; delle opere nel lungo periodo, misurando l&#8217;efficacia in base alle crisi evitate, ai danni ridotti e al benessere sociale generato.</li>
</ul>
<p>“<em>Dobbiamo lavorare alla resilienza e alla capacità di sviluppo del nostro Paese</em>” ha affermato <strong>Riccardo Barbieri</strong> del ministero di Economia e finanza. “<em>Ci vuole <strong>integrazione</strong> fra il piano infrastrutturale, il piano energia e clima, il programma di sviluppo delle reti di telecomunicazione, la digitalizzazione e l’alfabetizzazione, soprattutto digitale e per i rischi climatici</em>” ha continuato Barbieri, “<em>ma serve anche maggiore coordinamento e responsabilità locali. La parola chiave è <strong>responsabilizzazione</strong></em>”.</p>
<p>Questi interventi, però, richiedono grandi interventi economici. Per <strong>Simona Camerano</strong> di Cassa Depositi e Prestiti occorre <strong>catalizzare risorse private, nazionali ed europee</strong>. “<em>Il mercato dei capitali è molto attento ai temi della sostenibilità ed è intenzionato a investire in maniera progressiva, sebbene ci sia stato un rallentamento negli ultimi anni, in tutti i progetti che hanno un impatto misurabile e concreto</em>” ha evidenziato Camerano “<em>bisogna quindi trovare il modo di attrarre queste risorse e veicolarle in base a una programmazione nazionale e pubblica</em>”.</p>
<p><strong>Davide Ciferri</strong> del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti si è soffermato sul ruolo del <strong>Piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr) nel rafforzare la capacità di programmazione degli investimenti infrastrutturali e a integrare maggiormente gli obiettivi di sostenibilità. Ma ha fatto emergere anche una tensione tra la regia nazionale e la dimensione locale. “<em>Le infrastrutture sono legate ai bisogni dei territori e delle comunità e mettono in relazione le persone, i sistemi economici e le risorse naturali</em>” ha spiegato Ciferri “<em>lo scoglio è trovare una strategia che possa soddisfare questi bisogni locali con una regia centrale</em>”.</p>
<p>Rendere il nostro sistema infrastrutturale resiliente è, in definitiva, una scelta strategica di equità sociale: una precondizione fondamentale per proteggere i cittadini, supportare lo sviluppo e preparare l&#8217;Italia alle incertezze del futuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scarica:</p>
<p><a href="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/files/Pubblicazioni/Futuro/CMCC-_Future_Brief_2_ITA.pdf">il brief in italiano</a></p>
<p><a href="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/files/Pubblicazioni/Futuro/CMCC_Future_Brief_2_ENG.pdf">il brief in inglese</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/adattamento-e-resilienza-le-parole-dordine-per-le-infrastrutture-italiane-del-futuro/">Adattamento e resilienza, le parole d’ordine per le infrastrutture italiane del futuro</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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		<title>Bonino, il cordoglio dell&#8217;ASviS: &#8220;La vera forza non e&#8217; l&#8217;assenza di debolezze, ma il coraggio di abitarle&#8221;</title>
		<link>https://asvis.it/bonino-il-cordoglio-dellasvis-la-vera-forza-non-e-lassenza-di-debolezze-ma-il-coraggio-di-abitarle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dal mondo ASviS]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
		<category><![CDATA[#ASviS_News_Alleanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Emma Bonino è stata un "esempio di leadership civica fondata sul coraggio della responsabilità, sulla concretezza nella difesa dei diritti civili, sulla coerenza delle scelte, sull'empatia e sull'etica del servizio". 11/09/26</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/bonino-il-cordoglio-dellasvis-la-vera-forza-non-e-lassenza-di-debolezze-ma-il-coraggio-di-abitarle/">Bonino, il cordoglio dell&#8217;ASviS: &#8220;La vera forza non e&#8217; l&#8217;assenza di debolezze, ma il coraggio di abitarle&#8221;</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con profondo rispetto e gratitudine desideriamo ricordare Emma Bonino, una donna che &egrave; stata e continuer&agrave; a essere uno straordinario punto di riferimento per tutte le generazioni: mature, giovani e future. Un esempio di leadership civica fondata sul coraggio della responsabilit&agrave;, sulla concretezza nella difesa dei diritti civili, sulla coerenza delle scelte, sull&#8217;empatia e sull&#8217;etica del servizio.</p>
<p>In questi anni &egrave; stata vicina ad ASviS, dimostrandosi sempre disponibile e autenticamente aperta al confronto, come solo lei sapeva fare. Il suo pensiero e la sua azione politica racchiudevano un&rsquo;enorme quantit&agrave; di Agenda 2030, anticipando di decenni molti Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. A partire dal <strong>Goal 5</strong> sulla parit&agrave; di genere e l&rsquo;empowerment femminile, dalle campagne degli anni Settanta per l&rsquo;aborto e il divorzio, fino alla mobilitazione contro le mutilazioni genitali femminili; alla sfida del <strong>Goal 2</strong> sulla lotta alla fame, preceduto dal suo impegno negli anni Novanta come Commissaria Europea per gli Aiuti Umanitari; al diritto alla salute riproduttiva e alle battaglie sul fine vita, oggi parte integrante dei traguardi globali del <strong>Goal 3</strong>. E ancora, con le campagne per l&rsquo;inclusione dei migranti ha anticipato i target del <strong>Goal 10</strong> per una migrazione ordinata, sicura e responsabile; fino al suo impegno contro l&rsquo;impunit&agrave; dei crimini di guerra e alla sua attenzione per la riforma delle carceri e lo stato di diritto, che rispecchiano appieno il <strong>Goal 16</strong> su giustizia e istituzioni solide.</p>
<p>C&rsquo;&egrave; un altro tratto che vogliamo ricordare della sua postura morale: il coraggio di raccontare senza reticenze la propria fragilit&agrave;, compresa la malattia, con grande trasparenza personale e mantenendo, al contempo, la massima riservatezza sulla sua sfera privata. Mostrandosi vulnerabile, Bonino &egrave; riuscita a rompere un altro tab&ugrave; e a dimostrare che la vera forza non risiede nell&#8217;assenza di debolezze, ma nel coraggio di abitarle, a favore di una leadership autenticamente umana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Marcella Mallen, presidente dell&rsquo;Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS)</p>
<p><a href="https://www.ansa.it/webimages/img_700/2026/9/11/9cb4843c21cb67660d907540f27572d1.jpg">foto Ansa</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/bonino-il-cordoglio-dellasvis-la-vera-forza-non-e-lassenza-di-debolezze-ma-il-coraggio-di-abitarle/">Bonino, il cordoglio dell&#8217;ASviS: &#8220;La vera forza non e&#8217; l&#8217;assenza di debolezze, ma il coraggio di abitarle&#8221;</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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		<item>
		<title>Audizione ASviS: “Dal deposito cauzionale benefici economici e ambientali significativi”</title>
		<link>https://asvis.it/audizione-asvis-dal-deposito-cauzionale-benefici-economici-e-ambientali-significativi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Manzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dal mondo ASviS]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
		<category><![CDATA[#ASviS_News_Alleanza]]></category>
		<category><![CDATA[#audizioni]]></category>
		<category><![CDATA[#goal12]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il deposito cauzionale sugli imballaggi può combattere il fenomeno dei rifiuti abbandonati, nonché ridurre i costi per i Comuni e le emissioni gas serra, rafforzando economia circolare e gli Obiettivi dell’Agenda 2030. 10/09/27</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/audizione-asvis-dal-deposito-cauzionale-benefici-economici-e-ambientali-significativi/">Audizione ASviS: “Dal deposito cauzionale benefici economici e ambientali significativi”</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>ASviS </strong>“<em>esprime un giudizio ampiamente favorevole all&#8217;adozione del sistema di <strong>deposito cauzionale</strong> (Drs) in Italia, inserito nel quadro del Regolamento (Ue) 2025/40, auspicando un&#8217;attuazione tempestiva per guidare la filiera verso la scadenza del 2029</em>”.</p>
<p>Si tratta di uno dei messaggi lanciati da <strong>Andrea Ferrazzi</strong>, responsabile delle Relazioni Istituzionali, in occasione dell’audizione alla Camera dei deputati sui “sistemi di riutilizzo e di deposito cauzionale e restituzione per specifiche tipologie di imballaggi”, tenutasi il 9 settembre presso la Commissione “Ambiente, territorio e lavori pubblici”.</p>
<p>Ferrazzi ha sottolineato come il sistema di deposito cauzionale possa produrre “<em>un impatto significativo sia sul piano economico sia su quello ambientale</em>”, a partire dalla riduzione delle dispersioni nell’ambiente di circa <strong>8 miliardi di contenitori ogni anno</strong>. Un effetto che si tradurrebbe anche in una diminuzione degli oneri legati alla Plastic Tax europea, stimati in oltre <strong>108 milioni di euro annui</strong>, e in una riduzione dei costi sostenuti dai Comuni per la pulizia urbana, fino a <strong>450 milioni di euro</strong>.</p>
<p>{##card#47#23400}</p>
<p>Sul piano climatico, il Drs viene indicato come uno strumento coerente con gli <strong>O</strong><strong>biettivi dell’Agenda 2030</strong>. Secondo quanto evidenziato nel corso dell’audizione, il sistema potrebbe contribuire a una riduzione fino a <strong>600mila tonnellate di CO2 all’anno</strong>, oltre a rafforzare il perseguimento del Goal 12 sul consumo e la produzione responsabili. “<em>Un intervento che si colloca pienamente anche nel quadro della <strong>Costituzione</strong>, ponendosi in armonia con le previsioni degli <strong><a href="https://asvis.it/lo-sviluppo-sostenibile-arriva-nella-costituzione-lasvis-plaude-al-risultato">articoli 9 e 41</a> </strong>in materia di tutela dell&#8217;ambiente e sostenibilità dell&#8217;iniziativa economica, oltre che a presidio della salute pubblica</em>”, ha osservato Ferrazzi.</p>
<p>Un altro punto centrale riguarda l’integrazione con i sistemi esistenti. Il deposito cauzionale non viene concepito come alternativa alla raccolta differenziata gestita dal Conai, ma come strumento complementare, capace di rafforzare il <strong>modello del vuoto a rendere</strong>. In questo contesto, Ferrazzi ha richiamato anche il consenso sociale crescente attorno alla misura: circa l’<strong>83% dei cittadini</strong> e delle cittadine si dichiara favorevole all’introduzione del sistema.</p>
<p>Sul piano della <strong>governance</strong>, l’indicazione è quella di un modello centralizzato e senza scopo di lucro, con una partecipazione equilibrata tra produttori e distributori e con obblighi stringenti di trasparenza verso i ministeri competenti, in particolare Mase e Mimit. “<em>La gestione del sistema deve essere affidata a un soggetto terzo, <strong>non orientato al profitto</strong></em>”, è la linea illustrata.</p>
<p>Per quanto riguarda la rete commerciale, viene accolta positivamente la soglia dei <strong>200 metri quadrati</strong> per distinguere tra esercizi obbligati alla raccolta e quelli su base volontaria. Allo stesso tempo, si sostiene l’introduzione di una commissione di gestione (<em>handling fee</em>) per remunerare il servizio svolto dai punti vendita.</p>
<p>Un ulteriore elemento riguarda la destinazione dei depositi non riscossi, che secondo la proposta dovrebbero essere vincolati alla copertura dei costi operativi del sistema e al miglioramento delle performance ambientali. Sul perimetro applicativo, Ferrazzi ha inoltre indicato la necessità di un impianto “<em>ampio e coerente</em>”, <strong>evitando esclusioni settoriali</strong> come quella del vino e degli alcolici, e concentrando l’avvio su Pet e metalli, con una possibile estensione progressiva al vetro.</p>
<p>Infine, sul ruolo degli enti locali, è stata condivisa la destinazione dei proventi delle sanzioni ai Comuni per <strong>rafforzare la vigilanza ambientale</strong>, insieme a meccanismi di premialità per le amministrazioni virtuose. In parallelo, viene proposta l’introduzione di un <strong>diritto di primo rifiuto</strong> (<em>right of first refusal</em>) per garantire agli imbottigliatori l’accesso privilegiato alla materia prima seconda raccolta, con l’obiettivo di prevenire fenomeni di <em>downcycling</em> e rafforzare la qualità del riciclo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/audizione-asvis-dal-deposito-cauzionale-benefici-economici-e-ambientali-significativi/">Audizione ASviS: “Dal deposito cauzionale benefici economici e ambientali significativi”</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il 30 settembre la presentazione del Quaderno ASviS sulle città climaticamente neutre</title>
		<link>https://asvis.it/il-30-settembre-la-presentazione-del-quaderno-asvis-sulle-citta-climaticamente-neutre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elita Viola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 09:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dal mondo ASviS]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
		<category><![CDATA[#ASviS_News_Alleanza]]></category>
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		<category><![CDATA[#NewsAderente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un documento elaborato dal Gruppo di lavoro dell’Alleanza sul Goal 11 per analizzare l’impegno delle nove città italiane impegnate nella missione europea di azzerare le emissioni climalteranti a livello locale09/09/26</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/il-30-settembre-la-presentazione-del-quaderno-asvis-sulle-citta-climaticamente-neutre/">Il 30 settembre la presentazione del Quaderno ASviS sulle città climaticamente neutre</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="d-box d-box-descrizione">
<p>Si terrà <strong>mercoledì 30 settembre</strong>, dalle 14.00 alle 17.00, presso Palazzo D’Accursio a Bologna, l’evento di presentazione del Quaderno ASviS <strong>“Missione Ue 100 città per la neutralità climatica: le innovazioni delle nove città italiane”. </strong>Realizzato dal <a href="https://asvis.it/composizione-del-gruppo-di-lavoro-11/">Gruppo di lavoro dell’Alleanza sul Goal 11 “Città e comunità sostenibili”</a>, il documento offre uno spaccato dell’impegno portato avanti dal 2021 ad oggi dalle città di <strong>Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma e Torino</strong>, con l&#8217;obiettivo di imprimere una accelerazione alle politiche locali sull&#8217;energia e sulla riduzione delle emissioni climalteranti.</p>
<p>A distanza di due anni dal quaderno sui <em>Climate City Contract,</em> ASviS ha voluto mettere di nuovo a fuoco l’attenzione sulle nove città chiedendo a ciascuna di descrivere lo stato di avanzamento del loro percorso anche attraverso alcuni progetti innovativi che si ritengono particolarmente significativi, interessanti e replicabili. In particolare, viene portata l’attenzione su elementi di innovazione nella governance e nell’apprendimento tra città e la relazione di cooperazione instauratasi a livello nazionale per tramite del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.</p>
<p>Il Quaderno fotografa una realtà molto dinamica in cui città pioniere lavorano in un contesto di collaborazione e cooperazione e vuole essere un testimone di questa importante e significativa fase di transizione che le città italiane stanno compiendo. Lanciando la Missione <strong>“100 città intelligenti e a impatto climatico zero entro il 2030” </strong>la Commissione europea ha voluto infatti collegare l&#8217;ambizione di queste città nel percorso complessivo di transizione verso l&#8217;energia sostenibile.</p>
<p>Organizzato dall’Alleanza in collaborazione con <strong>Agende 21 Locali italiane</strong> e <strong>Città per il clima 2030, </strong>l’incontro sarà aperto da <strong>Anna Lisa Boni</strong>, assessora del Comune di Bologna, e da <strong>Pierluigi Stefanini</strong>, presidente dell’ASviS. Seguiranno gli interventi dei coordinatori del Gruppo di lavoro <strong>Rossella Muroni</strong> e <strong>Simone Ombuen</strong>, e degli esperti <strong>Giovanni Fini e Daniela Luise</strong>. Subito dopo si aprirà una <strong>tavola rotonda</strong> durante le quale le nove città protagoniste racconteranno in prima persona le esperienze e i progetti in corso nei loro rispettivi territori. In chiusura, alle 16.30, è previsto anche un networking buffet.</p>
<p>Per partecipare è necessario registrarsi <a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeYv7BJ1wjUj7n8wCLSpVv9r10XpfOzmuzw_A77W5oxcJcTzA/viewform?usp=publish-editor" target="_blank" rel="noopener"><strong>attraverso il modulo dedicato. </strong></a></p>
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<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/il-30-settembre-la-presentazione-del-quaderno-asvis-sulle-citta-climaticamente-neutre/">Il 30 settembre la presentazione del Quaderno ASviS sulle città climaticamente neutre</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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		<title>Il 14 settembre il webinar sulle infrastrutture del futuro</title>
		<link>https://asvis.it/il-14-settembre-il-webinar-sulle-infrastrutture-del-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elita Viola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dal mondo ASviS]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
		<category><![CDATA[#ASviS_News_Alleanza]]></category>
		<category><![CDATA[#goal9]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un incontro online, targato ASviS-Cmcc nell'ambito di Ecosistema Futuro, sul tema delle infrastrutture nel nostro Paese al 2050. Esperte ed esperti riflettono su come il cambiamento climatico impatta sul sistema italiano. 07/09/26</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/il-14-settembre-il-webinar-sulle-infrastrutture-del-futuro/">Il 14 settembre il webinar sulle infrastrutture del futuro</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si terrà lunedì <strong>14 settembre, alle ore 16:30</strong>, il <strong>webinar di presentazione del secondo Future Brief della collana di Ecosistema Futuro, <a href="https://www.cmcc.it/lectures_conferences/trame-di-resilienza-infrastrutture-per-litalia-del-2050-future-brief-n-2-webinar-di-presentazione">&#8220;Trame di resilienza: infrastrutture per l’Italia del 2050&#8221;</a></strong>, realizzato dalla Fondazione Cmcc, Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici.</p>
<p>Il documento analizza come il cambiamento climatico stia mettendo alla prova il sistema infrastrutturale italiano (reti idriche, energetiche, di trasporto e digitali) progettato su condizioni climatiche ormai superate. Attraverso quattro scenari esplorativi al 2050 gli autori costruiscono una visione di infrastrutture adattive, eque e interconnesse, e propongono orientamenti di policy per accelerare la trasformazione necessaria.</p>
<p>Ad introdurre l’incontro online sarà <strong>Enrico Giovannini</strong>, direttore scientifico dell’ASviS, mentra toccherà ad <strong>Alfredo Reder</strong> del Cmcc presentare i contenuti del brief. Seguirà una tavola rotonda in cui interverranno <strong>Riccardo Barbieri</strong> del ministero di Economia e finanza, <strong>Simona Camerano</strong> di Cassa depositi e prestiti e <strong>Davide Ciferri</strong> del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.</p>
<p>Per partecipare al webinar è necessario registrarsi tramite <a href="https://cmcc-it.zoom.us/webinar/register/WN_gWT1AYxtRJykS-G6v95oBw#/registration" target="_blank" rel="noopener"><strong>il modulo dedicato.</strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/il-14-settembre-il-webinar-sulle-infrastrutture-del-futuro/">Il 14 settembre il webinar sulle infrastrutture del futuro</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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