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	<description>Agenzia Italiana per lo Sviluppo Sostenibile</description>
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		<title>Non rubateci il futuro: il manifesto dei giovani contro le disuguaglianze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2019 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Incrementare la spesa per l’istruzione pubblica, migliorare le politiche del lavoro e i servizi per la socialità e la cultura: le proposte dei giovani di 12 città italiane per una società più equa, mobile e coesa. 19/11/2019</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/non-rubateci-il-futuro-il-manifesto-dei-giovani-contro-le-disuguaglianze/">Non rubateci il futuro: il manifesto dei giovani contro le disuguaglianze</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;">&#13;
	<a href="http://peoplehavethepower.oxfamitalia.org/">&ldquo;People Have the Power: attivarsi contro la disuguaglianza</a>&rdquo; &egrave; il titolo della campagna lanciata da un gruppo di giovani di 12 citt&agrave; italiane e culminata nella stesura di un <a href="http://peoplehavethepower.oxfamitalia.org/download/Manifesto.pdf">manifesto</a> indirizzato al Governo italiano e al Presidente della Repubblica in qualit&agrave; di principale garante della nostra Carta Costituzionale. L&rsquo;iniziativa &egrave; nata all&rsquo;interno di un progetto finanziato dall&rsquo;Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) ed &egrave; promossa da Oxfam Italia, WeWorld, ReTe, Felcos, Aim, Istituto Oikos, Human Foundation e OpinionLab.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	<strong>L&rsquo;intensificarsi delle disuguaglianze economiche e sociali compromette fortemente la possibilit&agrave; di una crescita economica durevole e sostenibile, svigorisce la coesione sociale e frena la mobilit&agrave; sociale tanto dal punto di vista intra-generazionale quanto in una prospettiva inter-generazionale</strong>, si legge nel Dossier &ldquo;<a href="https://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2019/09/MB_NON-RUBATECI-UL-FUTURO.pdf">Non rubateci il futuro. I giovani e le disuguaglianze in Italia</a>&rdquo;, pubblicato da Oxfam il 27 settembre. &ldquo;Marcate disparit&agrave;, tutt&rsquo;altro che casuali ed ineluttabili, alimentano il serbatoio del rancore, sviliscono il patto sociale e generazionale su cui si fondano le nostre societ&agrave;, contribuiscono alla riduzione del grado di partecipazione dei cittadini alla vita democratica, al rafforzamento della sfiducia nei confronti delle istituzioni pubbliche e all&rsquo;incremento dell&rsquo;adesione a proposte politiche populiste ed estremiste&rdquo;. L&rsquo;impossibilit&agrave; di migliorare la propria condizione lavorativa e patrimoniale determina stress psico-fisico, angoscia per la crescita personale o familiare, e un disorientamento identitario che prelude al danneggiamento della coesione sociale.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	<strong>In Italia,</strong> <strong>il fenomeno della povert&agrave; lavorativa minaccia drammaticamente le giovani generazioni</strong>: nel 2018 &ndash;&nbsp; dice il Dossier &#8211; circa il 13% degli occupati nelle fasce d&rsquo;et&agrave; tra i 16 e i 24 anni e tra i 25 e i 29 anni era <em>working poor</em>, cio&egrave; faceva parte di una famiglia con reddito inferiore al 60% del reddito mediano nazionale. Il lavoro non sembra quindi sufficiente a garantire una vita dignitosa: sempre nel 2018, oltre un giovane su 10 (10,3%) tra i 18 e i 34 anni viveva in povert&agrave; assoluta, dato aggravato dal fatto che la portata redistributiva del sistema di tasse e trasferimenti non ha effetti benefici per i giovani. Non sorprendentemente, un sondaggio dell&rsquo;Istituto Demopolis per Oxfam rileva come due terzi di un campione di oltre 1000 giovani in et&agrave; tra i 18 e i 34 anni pensa di essere destinato ad occupare una posizione sociale ed economica peggiore rispetto alla generazione precedente.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	<img decoding="async" alt="" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/images/00.png" style="width: 1143px; height: 439px;" /></p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	<strong>Nel confronto internazionale, la mobilit&agrave; intergenerazionale in Italia &egrave; tra le pi&ugrave; basse e le origini familiari hanno una forte influenza sul destino occupazionale dei figli, sulla persistenza dei redditi e della ricchezza.</strong> Se l&rsquo;elasticit&agrave; intergenerazionale del reddito rimanesse invariata &ndash; si legge nel Dossier &#8211; i discendenti del 10% pi&ugrave; povero della popolazione italiana dal punto di vista reddituale avrebbero bisogno di cinque generazioni per raggiungere il reddito medio nazionale. Ne deriva un edificio sociale con pavimento e soffitto &ldquo;appiccicosi&rdquo;, cio&egrave; un ascensore generazionale bloccato al piano pi&ugrave; basso e a quello pi&ugrave; alto.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	La provenienza da un contesto socio-economico pi&ugrave; favorevole influenza altres&igrave; le possibilit&agrave; di investimento nell&rsquo;istruzione, quindi di accumulazione di capitale umano e del conseguente livello retributivo. Tuttavia, <strong>in Italia la correlazione fra origini familiari e retribuzioni &egrave; rilevante anche a parit&agrave; di istruzione</strong>: in media, il figlio di un dirigente ha un reddito netto annuo superiore del 17% rispetto a quello del figlio di un impiegato con lo stesso titolo di studio.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	L&rsquo;allarmante fenomeno della dispersione scolastica &egrave; poi caratterizzato da profonde disuguaglianze territoriali: nel Mezzogiorno si registra un&rsquo;incidenza molto al di sopra della media nazionale. In merito alla spesa per l&rsquo;istruzione in relazione alla spesa pubblica complessiva,&nbsp;l&rsquo;Italia occupava l&rsquo;anno scorso la 152esima posizione su 157 Paesi monitorati dall&rsquo;Indice di contrasto alla disuguaglianza 2018 di Oxfam e Development finance international. Il <strong>nesso tra povert&agrave; e povert&agrave; educativa</strong> emerge dall&rsquo;analisi delle prestazioni dei ragazzi: il 29% degli studenti provenienti da famiglie povere non ha conoscenze di base in matematica, e oltre un terzo degli studenti con un retroterra familiare economicamente svantaggiato ha difficolt&agrave; nella lettura e comprensione dei testi.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Alla ripresa occupazionale &ndash; dice ancora il Dossier &#8211;&nbsp; va di pari passo un <strong>aumento della precariet&agrave; lavorativa</strong>: gli occupati con lavoro stabile e a tempo pieno sono diminuiti di oltre tre punti percentuali, mentre dal 2008 al 2018 sono quasi raddoppiati i dipendenti permanenti a tempo parziale involontario.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Infine, vengono analizzate l&rsquo;incapacit&agrave; del mercato di assimilare l&rsquo;offerta di lavoro qualificato e il mancato ritorno economico e sociale degli investimenti determinato dall&rsquo;assenza di &nbsp;corrispondenza tra domanda e offerta di lavoro: rispetto al 2008, tra gli occupati nel 2018 ci sono quasi un milione e mezzo di laureati in pi&ugrave; spesso impiegati in professioni che richiedono un titolo di studio inferiore.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Profondi divari si registrano nella distribuzione territoriale dei Neet (giovani che non studiano e non lavorano), con il Mezzogiorno particolarmente colpito dal fenomeno.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	I giovani italiani aderenti alla <a href="https://www.oxfamitalia.org/people-have-the-power-contro-le-disuguaglianze-per-il-presente-e-il-futuro-di-intere-generazioni/">Campagna</a> chiedono un futuro pi&ugrave; equo, aspirando a una societ&agrave; pi&ugrave; dinamica, mobile e coesa. <strong>Ecco in sintesi le proposte del<a href="http://peoplehavethepower.oxfamitalia.org/download/Manifesto.pdf"> Manifesto</a></strong>:</p>&#13;
<ul>&#13;
	<li style="text-align: justify;">&#13;
		incrementare la spesa pubblica per l&rsquo;istruzione;</li>&#13;
	<li style="text-align: justify;">&#13;
		potenziare l&rsquo;orientamento scolastico rispetto alla scelta della scuola superiore (e verso gli studi universitari), rafforzando le progettazioni e la realizzazione di percorsi efficaci di transizione scuola-lavoro;</li>&#13;
	<li style="text-align: justify;">&#13;
		attuare misure di contrasto alla disoccupazione giovanile a lungo termine, potenziando il finanziamento di programmi efficaci di attivazione lavorativa per i giovani Neet;</li>&#13;
	<li style="text-align: justify;">&#13;
		orientare le politiche economiche a favore di formazione, occupazione e permanenza nel mondo del lavoro dei giovani, anche attraverso incentivi fiscali e contributivi per nuove assunzioni stabili, ben retribuite e con solide tutele;</li>&#13;
	<li style="text-align: justify;">&#13;
		rafforzare le misure volte a favorire l&rsquo;autoimprenditorialit&agrave; dei giovani, potenziando il finanziamento della legge per l&rsquo;imprenditoria giovanile e dei progetti non-profit promossi da giovani;</li>&#13;
	<li style="text-align: justify;">&#13;
		introdurre il salario orario minimo e tutele formali per i lavoratori che ne sono sprovvisti e su cui grava in maggior misura il peso delle recessioni;</li>&#13;
	<li style="text-align: justify;">&#13;
		rafforzare le reti di protezione sociale per i pi&ugrave; giovani;</li>&#13;
	<li style="text-align: justify;">&#13;
		potenziare il sistema di servizi sociali e culturali per i giovani nelle periferie urbane e nei territori a maggior disagio sociale, creando al contempo &ldquo;ponti&rdquo; verso zone pi&ugrave; prospere dal punto di vista dell&rsquo;infrastruttura socio-culturale;</li>&#13;
	<li style="text-align: justify;">&#13;
		agevolare la partecipazione civica predisponendo una rete diffusa, sul territorio nazionale, di spazi pubblici di aggregazione e socialit&agrave; per le nuove generazioni.</li>&#13;
</ul>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	<a href="http://peoplehavethepower.oxfamitalia.org/download/Manifesto.pdf">Leggi il Manifesto</a></p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	<a href="http://peoplehavethepower.oxfamitalia.org/">Aderisci alla Campagna</a></p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Leggi il <a href="https://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2019/09/MB_NON-RUBATECI-UL-FUTURO.pdf">Dossier di Oxfam Italia</a></p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	di Mariaflavia Cascelli</p>&#13;
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/non-rubateci-il-futuro-il-manifesto-dei-giovani-contro-le-disuguaglianze/">Non rubateci il futuro: il manifesto dei giovani contro le disuguaglianze</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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