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	<title>#Eventi_goal5 Archivi - ASviS</title>
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	<description>Agenzia Italiana per lo Sviluppo Sostenibile</description>
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	<title>#Eventi_goal5 Archivi - ASviS</title>
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	<item>
		<title>Editori e libri nello scenario del Covid-19</title>
		<link>https://asvis.it/editori-e-libri-nello-scenario-del-covid-19/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 14:54:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[#Eventi_goal3]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il documento dell'Istat offre uno spaccato del mondo dell'editoria di libri alla luce della Pandemia. Stop delle librerie e degli eventi letterari, contenuti digitali limitati ma con ampie possibilità di sviluppo, ricorso all' esternalizzazione per le traduzioni, sono solo alcuni dei tratti distintivi del settore. 23/4/20</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il documento dell&#8217;Istat offre uno spaccato del mondo dell&#8217;editoria di libri alla luce della Pandemia. Stop delle librerie e degli eventi letterari, contenuti digitali limitati ma con ampie possibilit&agrave; di sviluppo, ricorso all&#8217; esternalizzazione per le traduzioni, sono solo alcuni dei tratti distintivi del settore.<strong> 23/4/20</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Strategia di educazione alla cittadinanza globale: finalmente!</title>
		<link>https://asvis.it/strategia-di-educazione-alla-cittadinanza-globale-finalmente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2020 15:09:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[#articoli_goal4]]></category>
		<category><![CDATA[#Eventi_goal17]]></category>
		<category><![CDATA[#Eventi_goal4]]></category>
		<category><![CDATA[#Eventi_goal5]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Paola Berbeglia, Associazione ong italiane (Aoi) e ConcordL’11 giugno il Comitato interministeriale per la Cooperazione allo Sviluppo ha approvato la Strategia italiana per l’Educazione alla cittadinanza globale: si integra con la nuova Educazione civica, ma si rivolge anche ad altri mondi oltre la scuola<br />
09/07/2020</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nella cultura odierna della cooperazione per lo sviluppo sostenibile, non è facile accettare che l’educazione alla cittadinanza globale (Ecg) sia considerata, come dovrebbe, il prerequisito per l&#8217;acquisizione di tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile.</p>
<p style="text-align: justify">L’idea nasce in alveo Unesco, al suo interno si è principalmente sviluppata e infatti l&#8217;opportunità di preparare una strategia italiana di Ecg, si è palesata come intersezione del diritto all&#8217;istruzione con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, in un percorso richiesto inizialmente in Italia sia da Organizzazioni della società civile e Ong, sia da autorità regionali (2016).</p>
<p style="text-align: justify">Il percorso di strutturazione della strategia è nato nell&#8217;ambito dell&#8217;Agenda 2030, in particolare l&#8217;obiettivo 4.7. A seguito di questi processi, anche la dizione adottata dall&#8217;Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo nei bandi è cambiata: da <em>educazione allo sviluppo</em>, a <em>educazione alla cittadinanza globale</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Nella seduta dell’11 giugno il Comitato interministeriale per la cooperazione allo Sviluppo (Cics), come scrive la stessa Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo<em>, ha compiuto un ulteriore e importante passo verso il riconoscimento, nel nostro Paese, del ruolo fondamentale che l’Educazione alla cittadinanza globale riveste nel raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile e nella creazione di società eque, sostenibili e pacifiche.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>L’Aics ritiene l’Educazione alla cittadinanza globale uno dei settori prioritari della propria azione in quanto fornisce g</em><em>li strumenti per la conoscenza, lo sviluppo di un pensiero critico e una maggiore consapevolezza del ruolo attivo che ognuno di noi può giocare nella costruzione di un mondo equo e sostenibile.</em></p>
<p style="text-align: justify">Partendo da queste dichiarazioni, l’Italia si sta confrontando con il pubblico potenziale: non solo gli studenti o il mondo dell&#8217;istruzione, ma anche il mondo del lavoro.</p>
<p style="text-align: center"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/images/photos/StrategiaEdCitGlob.jpg" alt="" width="307" height="447" /></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Perché una strategia?</strong></p>
<p style="text-align: justify">Una società complessa e interdipendente pone a cittadine e cittadini sfide in continuo mutamento in relazione a conoscenze, capacità, valori e atteggiamenti che favoriscano un mondo sostenibile, equo e inclusivo. Tali sollecitazioni a livello internazionale, nazionale e locale richiedono l’identificazione di politiche e pratiche in un dialogo tra istituzioni, società civile, scuola, mezzi di informazione, mondo del lavoro e dell’impresa impegnati sui temi della cittadinanza, della pace, della sostenibilità, dell’equità, dei diritti umani e delle diversità.</p>
<p style="text-align: justify">Politiche e pratiche significative riguardano l’azione individuale e collettiva dei cittadini, l’esercizio della democrazia e approcci educativi trasversali rispetto alle tematiche globali. L’Ecg promuove un approccio critico, mirante ad un aumento della consapevolezza e della comprensione delle dinamiche di interdipendenza tra livello locale e globale, per attivare un cambiamento nelle strutture sociali, culturali, politiche ed economiche che influenzano globalmente la vita delle persone.</p>
<p style="text-align: justify">La strategia italiana per l&#8217;educazione alla cittadinanza globale è dunque un prerequisito per la formulazione coordinata di piani d&#8217;azione pluriennali, che promuovano pratiche nei processi di apprendimento formali, non formali e informali, nonché nelle campagne di informazione e sensibilizzazione.</p>
<p style="text-align: justify">Sul piano pratico, la Strategia identifica obiettivi, attori, metodi e criteri operativi e di monitoraggio per avvicinare l&#8217;Italia al raggiungimento degli obiettivi concordati dalla comunità internazionale sui temi di cui sopra. Ma qual è lo stato dell&#8217;applicazione? Dove ci si sta orientando sia internamente che esternamente alla scuola?</p>
<p style="text-align: justify"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>L’inizio del processo</strong></p>
<p style="text-align: justify">Nel giugno 2017, il Consiglio nazionale per la cooperazione allo sviluppo (Cncs), un organo permanente composto da ministeri, regioni, autorità locali, l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e le principali reti civili la società, le università e le organizzazioni di volontariato, ha chiesto l&#8217;istituzione di un gruppo di lavoro con le parti interessate. Il gruppo è stato incaricato di elaborare una strategia nazionale per l&#8217;educazione alla cittadinanza globale (Gce).</p>
<p style="text-align: justify">In risposta a questa richiesta, è stato istituito un gruppo di lavoro composto da più soggetti che avrebbero contribuito, da diversi punti di vista, alla creazione della Strategia.</p>
<p style="text-align: justify">Il coordinamento è stato affidato alla provincia autonoma di Trento, mentre il ruolo di vice coordinatore è stato assegnato alle reti di organizzazioni della società civile, Aoi e Concord Italia.</p>
<p style="text-align: justify">Ogni membro del gruppo di lavoro era responsabile della consultazione e del coinvolgimento delle proprie reti per garantire un processo di redazione pienamente partecipativo.</p>
<p style="text-align: justify">Decine di soggetti &#8211; locali, nazionali e internazionali &#8211; hanno contribuito alla stesura e alla discussione del documento nel corso di circa sei mesi.</p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p><img decoding="async" style="display: block;margin-left: auto;margin-right: auto" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/images/photos/2.png" alt="" width="655" height="354" /></p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: justify">Istituzioni nazionali, scuole, università e mondo della ricerca, politiche giovanili, società civile, economia, lavoro e mondo dell’impresa, media e mondo dell’informazione sono elencati fra i principali attori tra i quali individuare ruoli, complementarità e sinergie.</p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: justify"><strong>Nuove frontiere</strong></p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;educazione alla cittadinanza globale (Gce) è quindi giunta a una svolta. Rappresenta un sistema di valori e un quadro di riferimento per le persone che vogliono cambiare la propria mentalità rispetto a un futuro sostenibile e praticabile, a livello personale o collettivamente come organizzazioni.</p>
<p style="text-align: justify">Sul piano internazionale, nel G20 di quest’anno, il gruppo della società civile (C20) ha incluso l&#8217;Ecg tra le prime due priorità per l&#8217;istruzione mondiale.</p>
<p style="text-align: justify">Movimenti di base come i &#8220;Fridays for future&#8221; già la praticano e ne sono un&#8217;incarnazione diretta.</p>
<p style="text-align: justify">Il World economic forum ha decretato le competenze in cittadinanza globale come la prima tra le otto componenti fondamentali in termini di contenuti ed esperienze che definiranno l&#8217;apprendimento di alta qualità nella Quarta rivoluzione industriale: &#8220;Istruzione 4.0&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">In ambito europeo un colloquio organizzato dalla Commissione, a metà febbraio scorso, ha permesso di mettere in luce perché anche l’Europa dovrebbe seguire l’esempio dell’Italia. Tra le ragioni cruciali c’è il fatto che è uno strumento indispensabile per affrontare la retorica ostile, l&#8217;intolleranza e il crescente pensiero nazionalista e isolazionista, temi più attuali che mai.</p>
<p style="text-align: justify">Alla Commissione, dalle Ong italiane, è stato richiesto di sviluppare una strategia comune europea per l’Ecg, un piano d&#8217;azione e la predisposizione di mezzi di attuazione; di allineare la terminologia all&#8217;Agenda 2030 delle Nazioni unite (per es. da Development education and awareness raising  a Global citizenship education); di istituire un organismo intersettoriale tra le Direzioni generali che riguardi l&#8217;educazione e la consapevolezza della cittadinanza globale; di includere la componente Ecg nello sviluppo di tutti i futuri progetti di cooperazione internazionale.</p>
<p style="text-align: justify">In questo senso, Concord europe già nel 2016 parlava di Global citizenship education, dicendo che un<em> mondo equo e sostenibile può essere raggiunto solo con l&#8217;impegno dei cittadini. …e che l&#8217;educazione alla cittadinanza globale è uno strumento chiave per la creazione di una società civile globale attiva.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>L’apporto del terzo settore e in particolare delle Ong </strong></p>
<p style="text-align: justify">Sul tema della promozione e diffusione delle esperienze pratiche di cittadinanza globale è evidente il valore dell’apporto del terzo settore e dell’impegno in particolare dell’Aoi e delle realtà aderenti alla piattaforma Ecg di Concord Italia, soggetti significativi a livello di porta-parola delle istanze da attuatori di iniziative condivise anche con altri attori istituzionali e non.</p>
<p style="text-align: justify">In un contesto complesso che mette in discussione o “a rischio” l’attenzione ai temi dei diritti umani   è chiaro che soltanto se riusciamo a far prevalere un’idea di società civile umana e accogliente potremo ottenere un’Europa che rispetti i suoi valori originari e quelli di uno sviluppo globale e sostenibile.</p>
<p style="text-align: justify">L’Ecg dopo la chiara definizione di un documento strategico deve rappresentare lo strumento “soglia”, la “cartina tornasole” di una comunità, che si arricchisce grazie alla valorizzazione delle diversità e che pianifica le proprie attività educative e formative in tal senso.</p>
<p style="text-align: justify">Ovviamente crediamo che questo debba avvenire nel rispetto delle competenze e dei ruoli che le istituzioni e la società civile devono avere in un sistema di governance trasparente ed efficace: ogni settore deve fare la propria parte e non sovrapporsi ma integrarsi, anche sul piano dei finanziamenti.</p>
<p style="text-align: justify">L’Ocse nel suo recente documento di ricerca intitolato <em>Working together for local integration of migrants and refugees (2018) </em>ha chiaramente messo in evidenza come il limite più grave delle politiche per l’integrazione a livello locale è proprio quello della non coordinazione, che di fatto le rende tra loro incoerenti.</p>
<p style="text-align: justify">La strategia di Ecg, proprio perché promossa in maniera condivisa da realtà centrali e territoriali, educative e non, da enti di terzo settore e istituzioni, ha un valore trasversale e di piano attuativo, e può fornire un contributo in tal senso.</p>
<p style="text-align: justify">Le piattaforme nazionali legate alla cooperazione allo sviluppo, all’educazione alla cittadinanza globale o alla migrazione sono corpi intermedi, efficaci, partecipati, che permettono anche alle istituzioni, rapportandocisi, di aumentare qualità ed efficacia delle azioni.</p>
<p style="text-align: justify">Tale efficacia può essere raggiunta appieno utilizzando all’interno dei vari strumenti applicativi previsti (bandi, iniziative etc…) quelle impostazioni di sistema e di ampio respiro, identificate nella strategia.</p>
<p style="text-align: justify">Necessario dunque a questo punto<strong> dare spazio ad un sistema permanente</strong>, che miri a condividere criteri, finalità e piani d’azione in linea con quanto previsto dalla Strategia, per evitare quella frammentarietà ed eterna sperimentazione che ha caratterizzato tutte le precedenti forme di “educazione”, rimaste perennemente “sperimentali” (l’educazione interculturale ad esempio), nonostante avessero raggiunto dignità “strutturale” da tempo.</p>
<p style="text-align: justify">Abbiamo i parametri Ocse che hanno fatto dell’Ecg uno dei settori di prova delle nuove competenze per il cittadino di domani, insieme alla lettura, la scrittura e la matematica: anche l’Italia, come altri Paesi europei, deve pertanto dotarsi di un sistema che valorizzi le competenze di Ecg, che possono essere arricchite proprio da tutti quegli attori che hanno contribuito a creare la strategia.</p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<hr />
<div>
<p style="text-align: justify"><em>Nella sezione “approfondimenti” offriamo ai lettori analisi di esperti su argomenti specifici, spunti di riflessione, testimonianze, racconti di nuove iniziative inerenti agli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Gli articoli riflettono le opinioni degli autori e non impegnano l’Alleanza. Per proporre articoli scrivere a <a href="mailto:redazioneweb@asvis.net" target="_blank" rel="noopener">redazioneweb@asvis.net</a>. I testi, tra le 4mila e le 10mila battute circa più grafici e tabelle (salvo eccezioni concordate preventivamente), devono essere inediti. </em></p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Non rubateci il futuro: il manifesto dei giovani contro le disuguaglianze</title>
		<link>https://asvis.it/non-rubateci-il-futuro-il-manifesto-dei-giovani-contro-le-disuguaglianze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2019 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[#ASviS_Altre_News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Incrementare la spesa per l’istruzione pubblica, migliorare le politiche del lavoro e i servizi per la socialità e la cultura: le proposte dei giovani di 12 città italiane per una società più equa, mobile e coesa. 19/11/2019</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;">&#13;
	<a href="http://peoplehavethepower.oxfamitalia.org/">&ldquo;People Have the Power: attivarsi contro la disuguaglianza</a>&rdquo; &egrave; il titolo della campagna lanciata da un gruppo di giovani di 12 citt&agrave; italiane e culminata nella stesura di un <a href="http://peoplehavethepower.oxfamitalia.org/download/Manifesto.pdf">manifesto</a> indirizzato al Governo italiano e al Presidente della Repubblica in qualit&agrave; di principale garante della nostra Carta Costituzionale. L&rsquo;iniziativa &egrave; nata all&rsquo;interno di un progetto finanziato dall&rsquo;Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) ed &egrave; promossa da Oxfam Italia, WeWorld, ReTe, Felcos, Aim, Istituto Oikos, Human Foundation e OpinionLab.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	<strong>L&rsquo;intensificarsi delle disuguaglianze economiche e sociali compromette fortemente la possibilit&agrave; di una crescita economica durevole e sostenibile, svigorisce la coesione sociale e frena la mobilit&agrave; sociale tanto dal punto di vista intra-generazionale quanto in una prospettiva inter-generazionale</strong>, si legge nel Dossier &ldquo;<a href="https://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2019/09/MB_NON-RUBATECI-UL-FUTURO.pdf">Non rubateci il futuro. I giovani e le disuguaglianze in Italia</a>&rdquo;, pubblicato da Oxfam il 27 settembre. &ldquo;Marcate disparit&agrave;, tutt&rsquo;altro che casuali ed ineluttabili, alimentano il serbatoio del rancore, sviliscono il patto sociale e generazionale su cui si fondano le nostre societ&agrave;, contribuiscono alla riduzione del grado di partecipazione dei cittadini alla vita democratica, al rafforzamento della sfiducia nei confronti delle istituzioni pubbliche e all&rsquo;incremento dell&rsquo;adesione a proposte politiche populiste ed estremiste&rdquo;. L&rsquo;impossibilit&agrave; di migliorare la propria condizione lavorativa e patrimoniale determina stress psico-fisico, angoscia per la crescita personale o familiare, e un disorientamento identitario che prelude al danneggiamento della coesione sociale.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	<strong>In Italia,</strong> <strong>il fenomeno della povert&agrave; lavorativa minaccia drammaticamente le giovani generazioni</strong>: nel 2018 &ndash;&nbsp; dice il Dossier &#8211; circa il 13% degli occupati nelle fasce d&rsquo;et&agrave; tra i 16 e i 24 anni e tra i 25 e i 29 anni era <em>working poor</em>, cio&egrave; faceva parte di una famiglia con reddito inferiore al 60% del reddito mediano nazionale. Il lavoro non sembra quindi sufficiente a garantire una vita dignitosa: sempre nel 2018, oltre un giovane su 10 (10,3%) tra i 18 e i 34 anni viveva in povert&agrave; assoluta, dato aggravato dal fatto che la portata redistributiva del sistema di tasse e trasferimenti non ha effetti benefici per i giovani. Non sorprendentemente, un sondaggio dell&rsquo;Istituto Demopolis per Oxfam rileva come due terzi di un campione di oltre 1000 giovani in et&agrave; tra i 18 e i 34 anni pensa di essere destinato ad occupare una posizione sociale ed economica peggiore rispetto alla generazione precedente.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	<img decoding="async" alt="" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/images/00.png" style="width: 1143px; height: 439px;" /></p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	<strong>Nel confronto internazionale, la mobilit&agrave; intergenerazionale in Italia &egrave; tra le pi&ugrave; basse e le origini familiari hanno una forte influenza sul destino occupazionale dei figli, sulla persistenza dei redditi e della ricchezza.</strong> Se l&rsquo;elasticit&agrave; intergenerazionale del reddito rimanesse invariata &ndash; si legge nel Dossier &#8211; i discendenti del 10% pi&ugrave; povero della popolazione italiana dal punto di vista reddituale avrebbero bisogno di cinque generazioni per raggiungere il reddito medio nazionale. Ne deriva un edificio sociale con pavimento e soffitto &ldquo;appiccicosi&rdquo;, cio&egrave; un ascensore generazionale bloccato al piano pi&ugrave; basso e a quello pi&ugrave; alto.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	La provenienza da un contesto socio-economico pi&ugrave; favorevole influenza altres&igrave; le possibilit&agrave; di investimento nell&rsquo;istruzione, quindi di accumulazione di capitale umano e del conseguente livello retributivo. Tuttavia, <strong>in Italia la correlazione fra origini familiari e retribuzioni &egrave; rilevante anche a parit&agrave; di istruzione</strong>: in media, il figlio di un dirigente ha un reddito netto annuo superiore del 17% rispetto a quello del figlio di un impiegato con lo stesso titolo di studio.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	L&rsquo;allarmante fenomeno della dispersione scolastica &egrave; poi caratterizzato da profonde disuguaglianze territoriali: nel Mezzogiorno si registra un&rsquo;incidenza molto al di sopra della media nazionale. In merito alla spesa per l&rsquo;istruzione in relazione alla spesa pubblica complessiva,&nbsp;l&rsquo;Italia occupava l&rsquo;anno scorso la 152esima posizione su 157 Paesi monitorati dall&rsquo;Indice di contrasto alla disuguaglianza 2018 di Oxfam e Development finance international. Il <strong>nesso tra povert&agrave; e povert&agrave; educativa</strong> emerge dall&rsquo;analisi delle prestazioni dei ragazzi: il 29% degli studenti provenienti da famiglie povere non ha conoscenze di base in matematica, e oltre un terzo degli studenti con un retroterra familiare economicamente svantaggiato ha difficolt&agrave; nella lettura e comprensione dei testi.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Alla ripresa occupazionale &ndash; dice ancora il Dossier &#8211;&nbsp; va di pari passo un <strong>aumento della precariet&agrave; lavorativa</strong>: gli occupati con lavoro stabile e a tempo pieno sono diminuiti di oltre tre punti percentuali, mentre dal 2008 al 2018 sono quasi raddoppiati i dipendenti permanenti a tempo parziale involontario.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Infine, vengono analizzate l&rsquo;incapacit&agrave; del mercato di assimilare l&rsquo;offerta di lavoro qualificato e il mancato ritorno economico e sociale degli investimenti determinato dall&rsquo;assenza di &nbsp;corrispondenza tra domanda e offerta di lavoro: rispetto al 2008, tra gli occupati nel 2018 ci sono quasi un milione e mezzo di laureati in pi&ugrave; spesso impiegati in professioni che richiedono un titolo di studio inferiore.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Profondi divari si registrano nella distribuzione territoriale dei Neet (giovani che non studiano e non lavorano), con il Mezzogiorno particolarmente colpito dal fenomeno.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	I giovani italiani aderenti alla <a href="https://www.oxfamitalia.org/people-have-the-power-contro-le-disuguaglianze-per-il-presente-e-il-futuro-di-intere-generazioni/">Campagna</a> chiedono un futuro pi&ugrave; equo, aspirando a una societ&agrave; pi&ugrave; dinamica, mobile e coesa. <strong>Ecco in sintesi le proposte del<a href="http://peoplehavethepower.oxfamitalia.org/download/Manifesto.pdf"> Manifesto</a></strong>:</p>&#13;
<ul>&#13;
	<li style="text-align: justify;">&#13;
		incrementare la spesa pubblica per l&rsquo;istruzione;</li>&#13;
	<li style="text-align: justify;">&#13;
		potenziare l&rsquo;orientamento scolastico rispetto alla scelta della scuola superiore (e verso gli studi universitari), rafforzando le progettazioni e la realizzazione di percorsi efficaci di transizione scuola-lavoro;</li>&#13;
	<li style="text-align: justify;">&#13;
		attuare misure di contrasto alla disoccupazione giovanile a lungo termine, potenziando il finanziamento di programmi efficaci di attivazione lavorativa per i giovani Neet;</li>&#13;
	<li style="text-align: justify;">&#13;
		orientare le politiche economiche a favore di formazione, occupazione e permanenza nel mondo del lavoro dei giovani, anche attraverso incentivi fiscali e contributivi per nuove assunzioni stabili, ben retribuite e con solide tutele;</li>&#13;
	<li style="text-align: justify;">&#13;
		rafforzare le misure volte a favorire l&rsquo;autoimprenditorialit&agrave; dei giovani, potenziando il finanziamento della legge per l&rsquo;imprenditoria giovanile e dei progetti non-profit promossi da giovani;</li>&#13;
	<li style="text-align: justify;">&#13;
		introdurre il salario orario minimo e tutele formali per i lavoratori che ne sono sprovvisti e su cui grava in maggior misura il peso delle recessioni;</li>&#13;
	<li style="text-align: justify;">&#13;
		rafforzare le reti di protezione sociale per i pi&ugrave; giovani;</li>&#13;
	<li style="text-align: justify;">&#13;
		potenziare il sistema di servizi sociali e culturali per i giovani nelle periferie urbane e nei territori a maggior disagio sociale, creando al contempo &ldquo;ponti&rdquo; verso zone pi&ugrave; prospere dal punto di vista dell&rsquo;infrastruttura socio-culturale;</li>&#13;
	<li style="text-align: justify;">&#13;
		agevolare la partecipazione civica predisponendo una rete diffusa, sul territorio nazionale, di spazi pubblici di aggregazione e socialit&agrave; per le nuove generazioni.</li>&#13;
</ul>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	<a href="http://peoplehavethepower.oxfamitalia.org/download/Manifesto.pdf">Leggi il Manifesto</a></p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	<a href="http://peoplehavethepower.oxfamitalia.org/">Aderisci alla Campagna</a></p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Leggi il <a href="https://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2019/09/MB_NON-RUBATECI-UL-FUTURO.pdf">Dossier di Oxfam Italia</a></p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	di Mariaflavia Cascelli</p>&#13;
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/non-rubateci-il-futuro-il-manifesto-dei-giovani-contro-le-disuguaglianze/">Non rubateci il futuro: il manifesto dei giovani contro le disuguaglianze</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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			</item>
	</channel>
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