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	<title>#eventi_goal7 Archivi - ASviS</title>
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	<description>Agenzia Italiana per lo Sviluppo Sostenibile</description>
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		<title>Rinnovabili al 49%, ma le emissioni crescono: Italia tra progresso e resistenze</title>
		<link>https://asvis.it/rinnovabili-al-49-ma-le-emissioni-crescono-italia-tra-progresso-e-resistenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Sozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
		<category><![CDATA[#ASviS_Altre_News]]></category>
		<category><![CDATA[#eventi_goal12]]></category>
		<category><![CDATA[#eventi_goal13]]></category>
		<category><![CDATA[#eventi_goal7]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Relazione sullo stato della Green economy: il nostro Paese leader in economia circolare, ma in ritardo su clima, energia e mobilità. Ronchi: la transizione ecologica è una necessità economica e sociale. 20/11/25</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/rinnovabili-al-49-ma-le-emissioni-crescono-italia-tra-progresso-e-resistenze/">Rinnovabili al 49%, ma le emissioni crescono: Italia tra progresso e resistenze</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Da un lato i progressi su energia rinnovabile, circolarità e agricoltura biologica; dall’altro, emissioni ancora elevate, consumo di suolo e mobilità ferma. È una fotografia dell’Italia bivalente quella offerta dalla <a href="https://www.statigenerali.org/2025/11/stati-generali-2025-il-punto-sulla-green-economy-una-fotografia-dellitalia-in-bianco-e-nero/">Relazione sullo Stato della Green Economy 2025</a>, presentata a Rimini, durante Ecomondo, nel corso della 14ª edizione degli <strong>Stati Generali della Green Economy</strong>. Un appuntamento annuale che monitora l’evoluzione della green economy nazionale, individuando <strong>trend, criticità e opportunità</strong> per le politiche pubbliche e per le imprese. Tema centrale dell’edizione 2025: conviene o meno all’Italia tornare indietro nella transizione verde?<br /><br />“Il clima non aspetta: ogni rinvio aumenta il prezzo da pagare”, ha ricordato <strong>Edo Ronchi</strong>, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, commentando il segnale negativo giunto dal Consiglio Ambiente dell’Ue, che ha introdotto una doppia flessibilità nel target di riduzione delle emissioni al 2040. Secondo Ronchi, l’Italia ha oggi tutte le carte per guidare la transizione grazie a imprese innovative e primati europei in economia circolare, ma deve evitare frenate politiche e operative.</p>
<p>Anche il <strong>ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin</strong> ha ribadito come la green economy italiana sia “un esempio da seguire per l’economia del futuro”, sottolineando l’importanza di investire in innovazione, sicurezza energetica e crescita sostenibile.</p>
<h3><strong>Emissioni e clima: troppo lenti i progressi </strong></h3>
<p>Dal 1990 al 2024, le emissioni di gas serra in Italia sono diminuite del 28%, ma il taglio del solo 2024 è stato solo del 2%, quattro volte inferiore rispetto al 2023. Per rispettare l’obiettivo del -43% al 2030, servirà un’ulteriore riduzione del 15% nei prossimi sei anni.<br />Il 2024 è stato l’anno più caldo di sempre, con oltre 3.600 eventi climatici estremi registrati, un dato quadruplicato rispetto al 2018 (<em>Ispra</em>). L’aumento delle temperature in Italia procede al doppio della media mondiale, confermando la vulnerabilità del Paese, al centro dell’hot spot climatico mediterraneo.</p>
<p><img decoding="async" style="display: block;margin-left: auto;margin-right: auto" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Notizie_2025/GreenEconomy_1.jpg" alt="" width="90%" /></p>
<h3><strong>Energia e rinnovabili: crescita solida, ma non basta </strong></h3>
<p>Dal 2005 al 2024 i consumi di energia per unità di Pil si sono ridotti del 28%, ma restano inferiori alla media europea (-35%). Nel 2024 la produzione elettrica da fonti rinnovabili è stata pari al 49% della generazione nazionale. Un risultato coerente con il target Pniec del 70% al 2030, ma minacciato da un rallentamento delle nuove installazioni: nel primo semestre 2025, eolico e fotovoltaico sono calati del 17% rispetto al 2024, complice la fine del Superbonus e le restrizioni introdotte da alcune Regioni.</p>
<h3><strong>Economia circolare: l’Italia guida l’Europa </strong></h3>
<p>L’Italia importa il 46,6% dei materiali che utilizza, ma resta leader europeo in circolarità. La produttività delle risorse è cresciuta del 32% dal 2020 al 2024; il tasso di riciclo dei rifiuti ha raggiunto l’86%, e quello degli imballaggi il 75,6%. Il tasso di utilizzo circolare dei materiali è pari al 20,8%, più del doppio della media Ue.<strong> Il mercato delle materie prime seconde</strong>, soprattutto della plastica riciclata, resta però in crisi profonda, con effetti potenzialmente negativi sulla filiera della raccolta differenziata.</p>
<p><img decoding="async" style="display: block;margin-left: auto;margin-right: auto" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Notizie_2025/GreenEconomy_2.jpg" alt="" width="90%" /></p>
<h3><strong>Mobilità e industria: auto elettrica in stallo </strong></h3>
<p>Con 701 auto ogni mille abitanti, l’Italia detiene il primato europeo per densità di veicoli. Nel 2024, la produzione nazionale di automobili ha rappresentato il 2,1% della produzione europea. La quota di auto elettriche sulle nuove immatricolazioni è scesa dal 8,6% al 7,6%, contro una media Ue del 22,7%. Il parco auto italiano resta alimentato per <strong>l’82,5% da benzina e diesel</strong>. Ritardo che pesa su competitività e obiettivi di decarbonizzazione del settore trasporti.<strong> </strong></p>
<p><strong><img decoding="async" style="display: block;margin-left: auto;margin-right: auto" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Notizie_2025/GreenEconomy_3.jpg" alt="" width="90%" /></strong></p>
<p><strong>Agricoltura, consumo di suolo e città: adattarsi al clima che cambia. </strong>Tra il 1980 e il 2023 l’agricoltura italiana ha subito 135 miliardi di euro di danni dovuti a eventi climatici estremi.<br /><strong>Le superfici agricole biologiche</strong> e in conversione nel 2024 sono salite al <strong>20,2%</strong> della Sau (Superficie agricola utilizzata), +81% rispetto al 2014 (<em>Ismea</em>). Sicilia, Puglia e Toscana concentrano il 38% della superficie bio nazionale.</p>
<p>Il consumo di suolo continua a crescere: 78,5 km² nel 2024, il valore più alto degli ultimi 12 anni. <strong>Le città italiane restano esposte agli impatti climatici</strong>: nel 2024, il 90,6% della popolazione urbana ha sperimentato temperature medie estive oltre i 40°C.</p>
<p><img decoding="async" style="display: block;margin-left: auto;margin-right: auto" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Notizie_2025/GreenEconomy_4.jpg" alt="" width="90%" /></p>
<p><strong>Le buone ragioni per non tornare indietro. </strong>Nella sua relazione introduttiva, Edo Ronchi ha ribadito che la green economy non è una scelta ideologica, ma una necessità economica e sociale.<br />In Europa, la transizione verde ha già prodotto risultati concreti: -37% di emissioni dal 1990 al 2023, 47% di energia elettrica da rinnovabili, e benefici crescenti in termini di risparmio e competitività (<em>Agenzia europea dell’ambiente, 2025</em>).</p>
<p>L’85% dei cittadini europei considera il cambiamento climatico un problema grave (<em>Eurobarometro, giugno 2025</em>).</p>
<p>“Il successo della transizione ecologica rafforzerebbe la fiducia nell’Europa, evitando retromarce che indebolirebbero non solo le politiche ambientali, ma l’intero modello di sviluppo europeo”, ha concluso Ronchi.</p>
<p>Scarica la <a href="https://www.statigenerali.org/wp-content/uploads/2025/11/Relazione-sullo-stato-della-green-economy-in-Italia-2025.pdf">Relazione</a></p>
<p>Scarica la <a href="https://www.statigenerali.org/wp-content/uploads/2025/11/Presentazione_Edo-Ronchi_Stati-Generali-Green-Economy-2025.pdf">presentazione di Edo Ronchi</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Copertina: <a href="https://unsplash.com/it/foto/turbine-eoliche-sul-campo-di-erba-verde-sotto-il-cielo-blu-durante-il-giorno-ofdFj1bUKQw" target="_blank" rel="noopener">Unsplash</a></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/rinnovabili-al-49-ma-le-emissioni-crescono-italia-tra-progresso-e-resistenze/">Rinnovabili al 49%, ma le emissioni crescono: Italia tra progresso e resistenze</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>QUESTA SETTIMANA: Un’estate di drammi, un autunno di speranze</title>
		<link>https://asvis.it/questa-settimana-unestate-di-drammi-un-autunno-di-speranze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Aug 2019 13:58:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
		<category><![CDATA[#ASviS_In_Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[#eventi_goal7]]></category>
		<category><![CDATA[#eventi_goal9]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo agosto si è parlato molto di crisi climatiche, ma con poche riflessioni sulle soluzioni, che investono molteplici aspetti dello sviluppo sostenibile. Da settembre il mondo dovrebbe cambiare passo. Ci riuscirà? 29/8/2019</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/questa-settimana-unestate-di-drammi-un-autunno-di-speranze/">QUESTA SETTIMANA: Un’estate di drammi, un autunno di speranze</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify">di Donato Speroni</p>
<p style="text-align: justify">E la chiamano estate. Altro che ferie rilassanti, se si hanno a cuore le sorti del mondo che ci circonda, cioè il nostro immediato futuro. Oltre alle vicende italiane (che certo non hanno contribuito alla nostra serenità sotto l’ombrellone) abbiamo assistito a molteplici allarmi sulla situazione ambientale e sociale, ciascuno con effetti a breve e a medio termine. Se si sciolgono i ghiacci in Groenlandia il livello del mare rischia di salire pericolosamente. Se brucia la Siberia, le emissioni di anidride carbonica si impennano per lo scioglimento del permafrost, lo strato di terreno che sgelandosi rilascia grandi quantità di CO2. Se la Cina blocca le importazioni di soia dagli Stati Uniti per ritorsione sui dazi di Trump, il Sudamerica cerca di inserirsi nel formidabile mercato della soia per i 375 milioni di maiali cinesi. In questo modo vanno in fumo le foreste amazzoniche perché i governi sono ben felici di chiudere un occhio su chi incendia e disbosca per ricavare terre per l’agricoltura e la zootecnia. E usiamo il plurale, “i governi”, perché oltre a Jair Bolsonaro del Brasile anche Evo Morales della Bolivia ha le sue responsabilità, pur avendo posizioni politiche opposte.</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, non si può più dire che i <em>media </em>non si occupino di sostenibilità. Mai come in questa estate i temi relativi al clima hanno tenuto banco su giornali, televisioni e social, ma l’allarmismo non basta. È possibile ricavare da queste vicende qualche segnale positivo su cui costruire? Le foreste che bruciano e i ghiacciai che si sciolgono, per non parlare di tanti fenomeni meteorologici estremi e della crescente spinta alle migrazioni e all’inurbamento per l’inaridimento delle terre, mandano messaggi che non possono essere più ignorati e che non si risolvono cambiando i governi, ma con un modo nuovo di fare politica. Vediamone alcuni.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il clima è un problema da affrontare con la cooperazione a livello mondiale</strong>. La catastrofe climatica non può essere mitigata senza un sistema di intensa cooperazione internazionale. Il G7 di Biarritz è stato meno generico del solito, almeno sul piano ambientale, perché l’urgenza degli incendi amazzonici ha imposto di affrontare il dilemma tra sovranità nazionale e <em>governance</em> mondiale, un dilemma che, come ha ricordato <strong>Gianfranco Bologna</strong> nell’intervista <a href="https://asvis.it/gli-incendi-in-amazzonia-rilanciano-il-dibattito-sulla-governance-mondiale#.XWd63m5uI0Q">su questa pagina</a>, non si risolve con gli eserciti e neanche solo con i ricatti economici, ma con un grande sforzo di concertazione internazionale basato sulla scienza. Dall’altra parte del mondo, a <a href="https://asvis.it/tuvalu-la-battaglia-sul-linguaggio-in-materia-di-clima-diventa-scontro-politico#.XWaOjFBS_-Y">Funafuti nelle Tuvalu</a>, il 15 agosto si era vista una scena analoga: i capi dei governi delle piccole isole del Pacifico hanno messo sotto torchio il primo ministro australiano<strong> Scott Morrison </strong>perché non voleva dire parole chiare contro le centrali a carbone che l’Australia non intende smantellare. Morrison ha dovuto capitolare (o almeno fingere), nonostante la dipendenza di molti Stati del Pacifico dagli aiuti di Canberra. L’Australia ha molto a cuore i rapporti con queste isole, soprattutto in funzione anticinese; ma per i leader della Polinesia la minaccia del mare è più importante di qualsiasi altro problema. Ben diversa la posizione della prima ministra della Nuova Zelanda, <strong>Jacinda Ardern</strong>, che con le dovute accortezze diplomatiche a Funafuti ha preso una posizione molto più allineata con quella degli Stati insulari. Ardern ha anche promesso la cittadinanza neozelandese agli abitanti delle isole che verranno sommerse dall’aumento del mare. Una scelta politica lungimirante, che dovrebbe far discutere anche in questo emisfero di fronte al dramma dei migranti climatici.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Bisogna aiutare la gente a distinguere il vero dal falso. </strong>Di fronte alle notizie sui cambiamenti climatici l’opinione pubblica è più che mai confusa. Sull’evidenza scientifica spesso i media per ragioni di “teatrino” danno pari dignità alla diagnosi condivisa da migliaia di scienziati in tutto il mondo e ai pochi negazionisti ancora rimasti, che peraltro discutono semmai sul ruolo dell’uomo nel riscaldamento, ma non possono negare che il riscaldamento sia in atto. È necessario fare una grande campagna di informazione e sensibilizzazione su tutti i comportamenti che rendono lo sviluppo insostenibile. Non aiutano le leggerezze, come l’uso di foto di molti anni fa, fatte circolare in tutto il mondo per documentare gli incendi di oggi in Amazzonia, facilmente smascherate da Bolsonaro. Per fortuna l’astronauta italiano <strong>Luca Parmitano </strong>ha inviato <a href="https://www.repubblica.it/scienze/2019/08/26/foto/amazzonia_incendi_foto_parmitano-234390849/#1">prove inoppugnabili degli incendi dalla stazione spaziale</a>. </p>
<p style="text-align: justify"><strong>L’impegno per lo sviluppo sostenibile riguarda tutti. </strong>Nei dibatti sull’Agenda 2030 al recente <a href="https://asvis.it/grande-attenzione-ai-temi-dello-sviluppo-sostenibile-negli-incontri-di-rimini#.XWazpVBS_-Y">meeting di Rimini</a>, questi messaggi sono scaturiti forti e chiari, grazie agli interventi del portavoce dell’ASviS <strong>Enrico Giovannini</strong>, di numerosi altri esperti, ma anche a seguito delle sollecitazioni del pubblico. Bisogna cambiare a tutti i livelli: nei comportamenti individuali, nelle politiche nazionali ed europee, nelle politiche internazionali. </p>
<p style="text-align: justify"><strong>Cambiare adesso!</strong> Per raggiungere gli Obiettivi dell’Agenda 2030 abbiamo a disposizione poco più di un decennio e non stiamo facendo abbastanza. Tuttavia l’accelerazione potrebbe cominciare già dalla prossima settimana. Settembre infatti sarà un mese di mobilitazione globale per cambiare passo sullo sviluppo sostenibile. A cominciare dai giornalisti, che verranno sollecitati dalla <em>Columbia Journalism Review</em> ad affrontare i temi della catastrofe climatica con linguaggio e attenzione adeguata, “per non commettere l’errore di sottovalutazione che la stampa ha commesso con Hitler”, dice il decano dei giornalisti americani <strong>Bill Moyers</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Nella seconda metà del mese si avranno grandi eventi di portata internazionale: lunedì 23 il World climate summit, voluto dal segretario generale dell’Onu António Guterres per fare il punto sulle iniziative in corso in materia di clima: da parte degli Stati, ma anche delle imprese, della finanza e della società civile. Il giorno dopo all’assemblea generale dell’Onu si aprirà il dibattito sull’Agenda 2030. Per la prima volta dopo l’approvazione nel settembre 2015, i 193 Paesi firmatari ridiscuteranno gli impegni, i progressi e i ritardi, ma quello che si dibatterà al Palazzo di vetro non rimarrà chiuso nelle stanze della diplomazia, perché in contemporanea è stata lanciata una settimana di mobilitazione in tutto il mondo del movimento Fridays for future. Anche la presenza di <strong>Greta Thunberg</strong>, arrivata mercoledì 28 a New York dopo la sua faticosa traversata “no carbon” sulla barca di regata Malizia II, contribuirà a rafforzare il rapporto tra i movimenti di massa che operano dal basso e le scelte dei governi.</p>
<p style="text-align: justify">Successivamente, le scelte che potrebbero cambiare il panorama in materia di clima dovrebbero essere adottate in dicembre alla Cop 25 di Santiago, che potrebbe rendere operative le indicazioni dell’Onu per il prossimo decennio. Anche lì Greta arriverà da New York viaggiando con mezzi “low carbon”: sarà interessante vedere come.</p>
<p style="text-align: justify">A quell’incontro l’Europa parteciperà con volti nuovi, i rappresentanti della Commissione che affiancheranno Ursula von der Leyen. È improbabile che arrivino a Santiago in barca a vela, ma l’importante è che portino una nuova determinazione a fare davvero dell’Unione europea “la campionessa dello sviluppo sostenibile”, come l’ASviS propugna da quando è nata.</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, mesi di grande mobilitazione. E in Italia? Ci sembra corretto rinviare qualsiasi discorso sulla crisi di governo: l’Alleanza non può pronunciarsi finché intenzioni e programmi non saranno definitivamente enunciati dall’esecutivo che dovrà reggere il Paese. Tuttavia l’ASviS ha davanti due impegni importanti, in aggiunta alle diverse attività di questo periodo in materia di educazione allo sviluppo sostenibile, con le <em>summer school</em> di <a href="https://asvis.it/benessere-e-sostenibilita-delle-citta-al-via-la-summer-school-di-milano#.XWd-7CgzZPY">Milano</a> e <a href="http://santachiaralab.unisi.it/news/siena-summer-school-on-sustainable-development-aperte-le-iscrizioni-alla-nuova-edizione/">Siena</a>, a cura dell’Alleanza.</p>
<p style="text-align: justify">A fine settembre, l’ASviS lancerà la prima edizione dei “Saturdays for future” per orientare gli acquisti delle famiglie (i maggiori acquisti si fanno di sabato) verso consumi ecosostenibili.</p>
<p style="text-align: justify">Venerdì 4 ottobre l’Alleanza presenterà alla Camera dei deputati il suo <a href="https://asvis.it/il-4-ottobre-alla-camera-dei-deputati-la-presentazione-del-rapporto-asvis-2019#.XWd0NlBS_-Y">quarto Rapporto annuale sull’Italia e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile</a>. Non sappiamo chi sarà l’interlocutore a livello di governo, ma il lavoro di preparazione del Rapporto, con proposte generali e specifiche sui 17 SDGs, è in pieno svolgimento.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>____________________</strong></p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: justify"><strong>E INOLTRE…</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>a cura di Ivan Manzo</strong></p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: justify"><strong>Le best practice sul Goal 11 – Tratte dall&#8217;<a href="https://asvis.it/agenda-urbana-per-lo-sviluppo-sostenibile-ecco-i-nuovi-dati-di-asvis-e-urbanit-#.XWeJ8SgzZPY">Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile</a>:</strong></p>
<ul>
<li style="text-align: justify"><strong><a href="https://asvis.it/sensibilizzazione-e-coinvolgimento-dei-giovani-delle-scuole-attraverso-la-mobilitazione-degli-amministratori-locali">Sensibilizzazione e coinvolgimento dei giovani delle scuole attraverso la mobilitazione degli amministratori locali</a><br />di Carla Rey, Aiccre</strong></li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify"><strong><a href="https://asvis.it/accesso-universale-allacqua-e-ai-servizi-igienici-di-base">Accesso universale all’acqua e ai servizi igienici di base</a><br />di Rosario Lembo, Comitato italiano contratto mondiale sull’acqua (Cicma)</strong></li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify"><strong><a href="https://asvis.it/landscapebim">LandscapeBim</a><br />di Donatella Diolaiti, Università di Ferrara</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: justify"><strong>In questi giorni il sito </strong><a href="https://asvis.it/">asvis.it</a><strong> si è occupato di: </strong></p>
<ul>
<li style="text-align: justify"><strong><a href="https://asvis.it/gli-incendi-in-amazzonia-rilanciano-il-dibattito-sulla-governance-mondiale">Gli incendi in Amazzonia rilanciano il dibattito sulla governance mondiale</a></strong><br />Per Gianfranco Bologna (Wwf e ASviS) serve un approccio globale basato su evidenze scientifiche: “La gestione del bene comune deve andare oltre la sovranità nazionale. Lo strumento operativo può essere il Consiglio di sicurezza Onu”.<strong> </strong></li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify"><strong><a href="https://asvis.it/grande-attenzione-ai-temi-dello-sviluppo-sostenibile-negli-incontri-di-rimini">Grande attenzione ai temi dello sviluppo sostenibile negli incontri di Rimini</a></strong><br />Numerosi esperti, tra i quali il portavoce dell’ASviS, hanno discusso degli impegni connessi alla sostenibilità e delle prospettive dell’Europa in un contesto di cooperazione internazionale per realizzare l’Agenda 2030.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify"><strong><a href="https://asvis.it/acqua-potabile-bonificando-da-batteri-e-agenti-chimici-via-anche-microplastiche-">Acqua potabile: bonificando da batteri e agenti chimici via anche microplastiche</a></strong><br />L&#8217;Oms chiede che siano studiate più a fondo le possibili conseguenze sulla salute delle plastiche disciolte nelle fonti idriche. Secondo la Banca Mondiale la mancanza di acqua pulita incide significativamente sulla crescita economica.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify"><strong><a href="https://asvis.it/momentum-for-change-soluzioni-pratiche-contro-i-cambiamenti-climatici">Momentum for Change: soluzioni pratiche contro i cambiamenti climatici</a></strong><br />L’Unfccc ha pubblicato il Rapporto con i 15 vincitori del Global Climate Action Award 2018. Si tratta di soluzioni pratiche e replicabili intraprese da governi, imprese e singoli cittadini in favore del clima.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify"><strong><a href="https://asvis.it/vergognarsi-di-volare-le-domande-poste-dal-viaggio-di-greta-in-usa">Vergognarsi di volare? Le domande poste dal viaggio di Greta in Usa</a></strong><br />L&#8217;attivista è diretta al vertice Onu per il clima su una barca a zero emissioni ma la sua scelta contro l’uso degli aerei avvia un dibattito e non mancano le critiche anche perché l’organizzazione della traversata richiede diversi voli.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify"><strong><a href="https://asvis.it/ren21-26-della-produzione-elettrica-mondiale-e-rinnovabile-ma-non-basta">Ren21: 26% della produzione elettrica mondiale è rinnovabile, ma non basta</a></strong><br />Fotovoltaico, idroelettrico ed eolico sono in crescita, ma hanno un ruolo ridotto su riscaldamento e trasporti, mentre le emissioni aumentano. Necessarie politiche di tariffazione della CO2 per invertire la rotta.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify"><strong><a href="https://asvis.it/tuvalu-la-battaglia-sul-linguaggio-in-materia-di-clima-diventa-scontro-politico">Tuvalu, la battaglia sul linguaggio in materia di clima diventa scontro politico</a></strong><br />Aumenta l’attenzione mediatica alla catastrofe climatica, grazie all’iniziativa della Columbia Journalism Review per “evitare di ripetere l’errore commesso ignorando Hitler”. Obiettivo: cambiare l’atteggiamento dei leader politici. </li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify"><strong><a href="https://asvis.it/feps-gli-impegni-nazionali-sul-clima-devono-essere-resi-piu-stringenti">Feps: gli impegni nazionali sul clima devono essere resi più stringenti</a></strong><br />In occasione del summit Onu di settembre sul clima, la Fondazione europea lancia le sue cinque proposte per rilanciare l’Accordo di Parigi. È fondamentale rispettare il principio di una transizione socialmente giusta. </li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify"><strong><a href="https://asvis.it/una-giornata-per-preservare-e-promuovere-le-lingue-dimenticate-">Una giornata per preservare e promuovere le lingue dimenticate</a></strong><br />Le lingue indigene, il veicolo essenziale per trasmettere la sapienza antica, rischiano di sparire quasi del tutto. L’Onu dedica loro una giornata celebrativa e si impegna a promuovere politiche per la loro salvaguardia nel mondo.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify"><strong><a href="https://asvis.it/il-mondo-e-fuori-strada-su-molti-sdgs-relativi-allagricoltura-e-allalimentazione">Il mondo è fuori strada su molti SDGs relativi all’agricoltura e all’alimentazione</a></strong><br />Fame zero, acqua pulita e servizi igienico sanitari, vita sott’acqua e vita sulla terra. Sono i quattro SDGs a cui la Fao ha dedicato un Rapporto per evidenziare i progressi ma soprattutto i ritardi.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify"><strong><a href="https://asvis.it/nel-mondo-gli-omicidi-uccidono-molto-piu-dei-conflitti-armati">Nel mondo gli omicidi uccidono molto più dei conflitti armati</a></strong><br />A partire dal 21° secolo il crimine organizzato ha giustiziato lo stesso numero di persone decedute nelle guerre, il 19% del totale degli assassinii: lo studio dall&#8217;Agenzia Onu per il controllo della droga e la prevenzione del crimine. </li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify"><strong><a href="https://asvis.it/onu-riflettori-puntati-sulle-politiche-postnatali-e-contro-la-violenza-sui-bambini">Onu: riflettori puntati sulle politiche postnatali e contro la violenza sui bambini</a></strong><br />L’Unicef e l&#8217;ufficio del rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per il Target 16.2 hanno pubblicato due importanti rapporti. Urge aumentare il congedo di maternità nei Paesi a basso reddito.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify"><strong><a href="https://asvis.it/global-witness-nel-2018-tre-difensori-dellambiente-uccisi-ogni-settimana-#.XWeBaCgzZPY">Global Witness: nel 2018 tre difensori dell’ambiente uccisi ogni settimana</a></strong><br />Lo studio del laboratorio Ref ricerche: negli ultimi sei anni i danni certificati ammontano a 9,4 miliardi di euro, ma i fondi assegnati non arrivano al miliardo. Campania e Emilia-Romagna le più colpite.<br /> </li>
<li style="text-align: justify"><strong><a href="https://asvis.it/italia-poca-prevenzione-sugli-eventi-estremi-un-danno-per-le-casse-dello-stato#.XWeBBSgzZPY">Italia: poca prevenzione sugli eventi estremi, un danno per le casse dello Stato</a></strong><br />Lo studio del laboratorio Ref ricerche: negli ultimi sei anni i danni certificati ammontano a 9,4 miliardi di euro, ma i fondi assegnati non arrivano al miliardo. Campania e Emilia-Romagna le più colpite.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: justify"><strong>Altre segnalazioni</strong></p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<ul>
<li style="text-align: justify">Vista l&#8217;importanza dell&#8217;Agenda 2030 per il futuro del pianeta, il portavoce dell&#8217;ASviS Enrico Giovannini e la professoressa Ilaria Capua, della University of Florida, <a href="https://www.nature.com/articles/d41586-019-02367-0?fbclid=IwAR2AFrBtMrXoJ0qgWEMR0eI4J6jMjmGOHk13q-2nI7aWFGqac_yDrHtckNs">hanno inviato una lettera alla rivista scientifica Nature</a> chiedendo di tener traccia di come i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) delle Nazioni unite stiano influenzando l&#8217;attività di ricerca in tutto il mondo.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify">Parte il 31 agosto la <a href="https://asvis.it/benessere-e-sostenibilita-delle-citta-al-via-la-summer-school-di-milano">Summer School di Milano</a> che fino al 7 settembre offrirà una formazione di alto livello sui temi della sostenibilità e del benessere delle città seguendo i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu e i 12 indicatori del Bes. La scuola è organizzata dall’ASviS in collaborazione con Milano 2046 e con la partecipazione di otto università milanesi, la fondazione Eni Enrico Mattei e il contributo di Assimoco, Banca Generali, Black Rock ed Edison.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify">L&#8217;International institute for applied systems analysis (Iiasa) e il Sustainable development solutions network (Sdsn) hanno pubblicato il rapporto, a cui hanno preso parte 18 Paesi, “<a href="http://unsdsn.org/resources/publications/pathways-to-sustainable-land-use-and-food-systems/">Percorsi per un uso sostenibile del suolo e sistemi alimentari</a>”. Obiettivo del documento è rendere sostenibili l&#8217;uso del suolo e i sistemi alimentari per raggiungere gli SDGs e gli obiettivi dell&#8217;Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify">La decima edizione del <a href="https://www.transparency.org/gcb10/africa">Global corruption barometer</a> (Gcb) sull’Africa, di Transparency International, rivela che mentre la maggior parte delle persone in Africa ritiene che la corruzione sia aumentata nel Paese, la maggioranza si sente anche ottimista sul potere dei cittadini che possono fare la differenza nella lotta contro la corruzione.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify">Secondo il <a href="http://www.forumterzosettore.it/2019/08/06/legge-di-bilancio-forum-terzo-settore-servono-5-mld-in-piu-per-sociale-e-cultura/">Forum terzo settore</a>, il fabbisogno di risorse da inserire nella prossima legge di bilancio per le politiche sociali ammonta a circa 20 miliardi di euro. In particolare, le dotazioni finanziarie destinate al fondo per le politiche sociali andrebbero riportate almeno ai valori del 2008.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify">Il team di vela Malizia Yacht Club di Monaco, con lo skipper Boris Herrmann di Amburgo e il fondatore del team Pierre Casiraghi, <a href="https://team-malizia.com/en/sailing-team-malizia-joins-the-un-initiative-sports-for-climate-action/?fbclid=IwAR3OR6uGf9GBGh-oU3z1OqNze9x1dFo0zkxq4Os46l-T6UKKw_fefSeO5uU">hanno aderito all&#8217;iniziativa &#8220;Sports for climate action&#8221;</a> della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc). L&#8217;iniziativa invita le organizzazioni sportive a dare il proprio contributo contro i cambiamenti climatici per un pianeta più pulito e sicuro e incentiva il settore sportivo per la neutralità climatica.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify">La Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (Birs) <a href="http://sdg.iisd.org/news/world-bank-launches-sustainable-development-bond-on-sdgs-6-and-14/?utm_medium=email&amp;utm_campaign=2019-08-23%20-%20SDG%20Weekly%20Update%20AE&amp;utm_content=2019-08-23%20-%20SDG%20Weekly%20Update%20AE+CID_6127a0d5b55687b522102545e2867b8f&amp;utm_source=cm&amp;utm_term=World%20Bank%20offices">ha emesso obbligazioni quinquennali in favore dello sviluppo sostenibile</a> globale. In particolare le obbligazioni sono a sostegno degli obiettivi su acqua pulita e servizi igienico-sanitari (SDG 6) e vita sott&#8217;acqua (SDG 14).</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify">La <a href="http://enb.iisd.org/vol25/enb25214e.html?utm_medium=email&amp;utm_campaign=ENB%20Update%20%2026%20August%202019%20SW&amp;utm_content=ENB%20Update%20%2026%20August%202019%20SW+CID_0b5ba690565051d25079279f2bace8b7&amp;utm_source=cm&amp;utm_term=Marine%20Biological%20Diversity%20of%20Areas%20Beyond%20National%20Jurisdiction%20BBNJ">terza sessione della Conferenza intergovernativa sulla conservazione e l&#8217;uso sostenibile della biodiversità marina</a> si è svolta durante la giornata del 26 agosto. L’intento è stato quello di considerare lo sviluppo e il trasferimento della tecnologia marina nel mondo e valutare gli strumenti di gestione per le aree marine protette.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify">Il 23 e il 24 agosto si è tenuta la <a href="http://enb.iisd.org/water/un/31/html/enbplus82num35e.html?utm_medium=email&amp;utm_campaign=ENB%20Update%20%2026%20August%202019%20SW&amp;utm_content=ENB%20Update%20%2026%20August%202019%20SW+CID_0b5ba690565051d25079279f2bace8b7&amp;utm_source=cm&amp;utm_term=31st%20UN-Water%20Meeting">31esima riunione delle Nazioni unite sulla gestione dell’acqua</a>. Si è discusso dei progressi fatti e dei prossimi passi per le iniziative congiunte che i membri e i partner dell’Onu hanno intrapreso per garantire che il mondo cooperi per affrontare le sfide idriche globali.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify">Il ministero dell&#8217;Ambiente e della tutela del territorio e del mare ha lanciato <a href="https://www.italiaoggi.it/news/due-bandi-per-lo-sviluppo-sostenibile-2382010">due bandi per la presentazione di manifestazioni di interesse per progetti di sviluppo sostenibile</a>, stanziando rispettivamente 4,2 milioni di euro in favore di regioni e province autonome e 2,5 milioni di euro in favore delle città metropolitane.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify">Cgil e Fondazione Di Vittorio <a href="https://www.secondowelfare.it/privati/aziende/cgil-e-fondazione-di-vittorio-il-welfare--sempre-pi-presenti-nei-contratti-aziendali.html">hanno pubblicato un rapporto di analisi di un campione di accordi aziendali di secondo livello</a>. Lo scopo è riflettere in merito all’andamento della contrattazione decentrata nel nostro Paese al fine di favorire la conoscenza di tale fenomeno tra gli addetti ai lavori e i “makers”. All’interno del Rapporto è presente anche un focus dedicato al welfare aziendale.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: justify"><strong>Prossimi eventi </strong></p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<ul>
<li style="text-align: justify">3 settembre &#8211; Il Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc) organizza un <a href="https://register.gotowebinar.com/register/334121093316336643">webinar sul programma Copernicus</a> dell&#8217;Unione europea per il monitoraggio dell&#8217;atmosfera terrestre. L&#8217;obiettivo del programma è l’intensificazione del monitoraggio per ridurre i rischi derivanti da eventi estremi e cambiamenti climatici.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify">5 settembre &#8211; L&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore &#8211; Altis e Csr Manager Network organizzano il webinar gratuito “<a href="https://altis.unicatt.it/altis-2019-webinar-sostenibilita-e-strategia-generare-valore-condiviso">Sostenibilità e strategia: generare valore condiviso</a>” dedicato ad approfondire metodi e strumenti per l’integrazione degli aspetti sociali e ambientali in ambito aziendale, fenomeno in continua evoluzione. Il webinar introduce alcuni dei temi che saranno trattati durante il corso di alta formazione leader in Italia nell&#8217;ambito della responsabilità sociale d&#8217;impresa “<a href="https://altis.unicatt.it/altis-corsi-di-alta-formazione-professione-csr">Professione sostenibilità e Csr</a>”, a cui è possibile iscriversi entro il 13 settembre (ottenendo con l’iscrizione anche l’accesso al corso online sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ASviS).</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify">10 settembre – A Roma avrà luogo il <a href="https://economiaitaliana.org/agenda-2030-il-punto-sullo-sviluppo-sostenibile/">Convegno della rivista “Economia italiana</a>” per fare il punto della situazione sull’Agenda 2030. La transizione del sistema economico e produttivo verso una maggiore sostenibilità economica, sociale e ambientale è inevitabile e sempre più urgente. Quali le risposte economiche e politiche? Al dibattito prenderà parte anche Enrico Giovannini, portavoce dell&#8217;ASviS.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify">10 settembre &#8211; Il <a href="https://register.gotowebinar.com/register/3014556719300476163">webinar del Cmcc tratterà contenuti, numeri e prospettive dell’ultimo rapporto speciale Ipcc</a>, con un focus su come ridurre le emissioni di gas serra e le implicazioni su aspetti molto importanti quali l&#8217;agricoltura, la sicurezza alimentare, le foreste, la desertificazione.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify">12-13 settembre – Si terrà a Riva del Garda la 17esima edizione del <a href="http://assifero.org/xvii-workshop-impresa-sociale-identita-e-valore-oltre-limpatto/">workshop di Iris network</a>, che intende rimettere al centro il valore dell’impresa sociale, a partire da quel “valore sociale” che ne ha ispirato la genesi, accompagnato lo sviluppo e definito il profilo istituzionale. Assifero coordinerà il panel “Verso una filantropia strategica: da enti erogatori ad attivatori di capitale sociale e catalizzatori di cambiamento”, le iscrizioni sono ancora aperte.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify">14 settembre –<a href="https://www.fidaparoma.it/evento/donne-mare-cena-conviviale-14-settembre-ore-20/"> Cena conviviale organizzata dalla Sezione Roma Fidapa Bpw Italy</a>, dal titolo “Informazione, condivisione, Cura. Le donne e il mare”, con la collaborazione della Proloco Ostia &#8211; Mare di Roma e di Ambiente mare Italia, per sensibilizzare sui temi dello sviluppo sostenibile e sull&#8217;importanza di preservare l&#8217;ambiente naturale dei litorali. All&#8217;evento, che si terrà a Lido di Ostia, parteciperà Giuliana Coccia del Segretariato dell’ASviS.<br /> </li>
<li style="text-align: justify">16 settembre &#8211; <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-leducazione-salvera-il-pianeta-70483294431">L&#8217;educazione salverà il Pianeta?</a> La seconda edizione della Siena Summer School on Sustainable Development, organizzata dall’ASviS, in collaborazione con Fondazione Enel, Leonardo, la Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (Rus), Sustainable Development Solutions Network Italia, Sustainable Development Solutions Network Mediterraneo e il Centro Santa Chiara Lab dell’Ateneo senese, vuole promuovere il confronto tra le parti della società civile affrontando in modo integrato i temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale. Educare la società civile è fondamentale affinché tutti i suoi membri diventino agenti della trasformazione. Alla tavola rotonda seguirà la lectio magistralis del Viceministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Lorenzo Fioramonti sulle tematiche relative al benessere e alla sostenibilità.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify">17-24 settembre &#8211; Durante la 74esima sessione dell&#8217;<a href="https://www.un.org/en/ga/">Assemblea generale delle Nazioni unite</a> si discuterà della distanza dai Target degli SDGs e delle possibili soluzioni da mettere in campo. Il 24 settembre è prevista la riunione dei capi di Stato per discutere dei finanziamenti necessari all&#8217;attuazione dell&#8217;Agenda 2030.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify">19 settembre &#8211; Nell’ambito della Settimana europea della mobilità 2019 sarà presentato a Roma il <a href="https://www.cittadinanzattiva.it/progetti-e-campagne/">progetto Ora</a> di Unipolis e Cittadinanzattiva. Un percorso formativo e un contest di idee per giovani pronti a costruire l’Open road alliance: l’alleanza dei ragazzi delle città metropolitane italiane, uniti per progettare le comunità del futuro e realizzare il nuovo Manifesto della mobilità sostenibile &#8211; la mobilità del futuro.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify">19-20 settembre &#8211; Il <a href="https://webapps.unitn.it/form/it/Web/Application/convegni/CUCS2019">6° convegno della rete Cucs</a> (Coordinamento universitario per la cooperazione allo sviluppo, rete che conta 30 atenei italiani) è organizzato congiuntamente dall’Università degli Studi di Trento e dal Centro per la cooperazione internazionale di Trento. Il Convegno Cucs nasce a partire dal mondo accademico, con una particolare attenzione ai giovani e agli studenti, per rivolgersi a tutti gli attori della cooperazione internazionale. All&#8217;evento parteciperà Martina Alemanno del Segretariato ASviS.</li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/questa-settimana-unestate-di-drammi-un-autunno-di-speranze/">QUESTA SETTIMANA: Un’estate di drammi, un autunno di speranze</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sipri: La modernizzazione delle armi mette a rischio la denuclearizzazione</title>
		<link>https://asvis.it/sipri-la-modernizzazione-delle-armi-mette-a-rischio-la-denuclearizzazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jun 2019 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[#goal16]]></category>
		<category><![CDATA[#ASviS_Altre_News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2018 è stato un anno in chiaroscuro per la proliferazione atomica: se da una lato il dialogo tra le potenze sta portando ad un progressivo disarmo, nuove tensioni e tecnologie innovative rischiano di vanificare i progressi. 26/6/2019</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/sipri-la-modernizzazione-delle-armi-mette-a-rischio-la-denuclearizzazione/">Sipri: La modernizzazione delle armi mette a rischio la denuclearizzazione</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Nel corso del 2018, sul fronte dei conflitti, degli armamenti e del loro controllo, del disarmo e della denuclearizzazione, qualcosa &egrave; senz&rsquo;altro migliorato. Ma qualcosa &egrave; anche peggiorato. A dirlo &egrave; il prestigioso <a href="https://www.sipri.org/yearbook" target="_blank">Stockholm International Peace Research Institute</a> (Sipri), nel suo 50&deg; Annuario, pubblicato il 17 giugno.&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Per esempio, il 2018 &egrave; stato l&rsquo;anno che ha registrato il disgelo tra i due Paesi che convivono lungo la penisola coreana, che ha salutato l&rsquo;avvio del dialogo tra Stati Uniti e Corea del Nord e la conclusione dell&rsquo;accordo di pace tra Eritrea ed Etiopia, che ha finalmente visto crescere l&rsquo;attenzione internazionale intorno al conflitto nello Yemen e consolidarsi l&rsquo;impegno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nell&rsquo;affrontare l&rsquo;impatto del cambiamento climatico sulla sicurezza internazionale. &Egrave; stato per&ograve; anche l&rsquo;anno che ha visto gli Stati Uniti ritirarsi dall&rsquo;accordo sul nucleare con l&rsquo;Iran, nonch&eacute; dal Trattato sulle forze nucleari di medio raggio, o INF (Intermediate Nuclear Forces), firmato nel lontano 1987 da Reagan e da Gorbaciov, e sempre rinnovato nonostante gli americani nutrissero qualche sospetto sull&rsquo;effettivo impegno dei russi a rispettarlo.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Anche sul fronte della limitazione delle armi nucleari, l&rsquo;anno appena trascorso registra qualche innegabile successo, che per&ograve; rischia di essere pi&ugrave; apparente che reale. Da una parte, infatti, &egrave; continuata la riduzione delle testate nucleari complessive presenti sulla Terra. Queste sono passate da 14.465 registrate a inizio 2018 a 13.865 a inizio 2019, con una riduzione, quindi, di 600 testate. Il calo &egrave; dovuto in larga parte a Stati Uniti e Russia, che rispettano le riduzioni previste dal Nuovo Trattato sulla riduzione e limitazione delle armi strategiche offensive (Nuovo Start), in vigore dal 2010. Vale la pena di ricordare che da soli questi due Paesi detengono circa il 90% di tutte gli armamenti nucleari esistenti.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	La notizia preoccupante, secondo il Sipri, &egrave; che, nonostante diminuisca il numero delle testate, continua la loro modernizzazione. Non solo: delle 13.865 testate di cui si ha notizia, 3.750 sono situate presso forze operative (missili o basi operative) e circa 2.000 sono in stato di allerta, pronte a entrare in funzione in qualsiasi momento. Inoltre, l&rsquo;accordo Nuovo Start scade nel 2021, salvo il caso che Stati Uniti e Russia non decidano di estenderlo &#8211; la possibilit&agrave; di una estensione di cinque anni era stata inserita nel Trattato originario. Al momento per&ograve; non c&rsquo;&egrave; alcun negoziato in corso. Secondo Shannon Kile, direttore del programma Sipri sul disarmo, la prospettiva di una nuova negoziazione del Trattato appare &ldquo;altamente improbabile&rdquo;. E tutto questo, ricorda sempre Shannon, avviene in uno scenario in cui crescono le tensioni geo-politiche in molte localit&agrave; del mondo.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	A parte Stati Uniti e Russia, il restante arsenale nucleare &egrave; detenuto da altri sette Paesi: di questi, solo la Gran Bretagna (come pure gli Usa) fornisce dati ritenuti adeguati e veritieri dal Sipri; la Francia &egrave; ritenuta fornire &ldquo;qualche informazione&rdquo;. La Cina, l&rsquo;India e il Pakistan forniscono dati sullo stato e le dimensioni dei loro arsenali che il Sipri giudica lacunosi. Comunque, nel 2018 sia India che Pakistan hanno manifestato l&rsquo;intenzione di accrescere le dimensioni delle loro armi nucleari. Per quanto riguarda la Corea del Nord, nessuna informazione ufficiale &egrave; disponibile. Il Paese sembra voler porre lo sviluppo di un consistente arsenale nucleare come un elemento centrale della propria politica di sicurezza nazionale, anche se ha annunciato una moratoria sui test nucleari e sui sistemi missilistici a medio e a lungo raggio. Rimane lo stato di Israele, che non ha mai fornito alcuna informazione sulle proprie armi nucleari. In questo, il comportamento di Israele non &egrave; poi cos&igrave; diverso da quello della Russia, che per&ograve;, pur senza fornire pubblicamente un rapporto dettagliato sulle proprie forze nucleari, sotto l&rsquo;accordo Nuovo Start condivide queste informazioni con gli Stati Uniti.&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	di Maurizio Russo</p>&#13;
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/sipri-la-modernizzazione-delle-armi-mette-a-rischio-la-denuclearizzazione/">Sipri: La modernizzazione delle armi mette a rischio la denuclearizzazione</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ripensare la finanza a supporto dello sviluppo sostenibile</title>
		<link>https://asvis.it/ripensare-la-finanza-a-supporto-dello-sviluppo-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jun 2019 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[#ASviS_Altre_News]]></category>
		<category><![CDATA[#eventi_goal13]]></category>
		<category><![CDATA[#eventi_goal7]]></category>
		<category><![CDATA[#goal9]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo il World Economic Forum, per attuare l’Agenda 2030 bisogna definire le strategie nazionali per gli SDGs, individuare le lacune nei processi di finanziamento e lavorare su progetti di lungo periodo. 3/6/2019</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/ripensare-la-finanza-a-supporto-dello-sviluppo-sostenibile/">Ripensare la finanza a supporto dello sviluppo sostenibile</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;">&#13;
	<img decoding="async" alt="" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis/images/Schermata_2019-06-03_alle_10.03.15.png" style="width: 250px; height: 352px; float: left; margin: 3px;" />Per realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile occorrono investimenti aggiuntivi, rispetto a quelli programmati, per altri 2,5 miliardi di dollari, ma questo risultato non&nbsp; potr&agrave; essere raggiunto senza un passaggio dal <em>project funding </em>basto sulla <strong>finanza pubblica</strong>, a meccanismi di finanziamento complessivi che raccolgano anche capitali privati sui mercati nazionali e su quello globale, per poi garantire l&rsquo;allocazione ottimale dei fondi.&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	&Egrave; quanto sostiene <a href="https://www.weforum.org/whitepapers/from-funding-to-financing-transforming-sdg-finance-for-country-success" target="_blank">From funding to financing. Transforming SDG finance for country success</a>, il rapporto diffuso dal <strong>World economic forum</strong> che analizza gli ostacoli finanziari, sistemici e comportamentali che influenzano la capacit&agrave; di ogni Paese di raggiungere i propri Obiettivi nazionali. &nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	La finanza, sostiene il Rapporto, &egrave; la chiave di volta per il raggiungimento degli <strong>Obiettivi di sviluppo sostenibile</strong> e, sebbene gli strumenti finanziari siano aumentati negli ultimi anni, sommando ai capitali pubblici e privati e alle istituzioni di sviluppo finanziario anche la finanza mista, le soluzioni di finanziamento sono ancora agli stadi iniziali.&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Per trasformare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile in un investimento di successo nazionale, spiega il dossier, bisogna ristrutturare il processo di finanziamento dall&rsquo;inizio alla fine, innanzitutto individuando le priorit&agrave; di sviluppo sostenibile Paese per Paese.&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	&Egrave; necessario, infatti, creare un piano strategico di finanziamento nazionale, che consenta di mobilitare capitale pubblico e privato e iniziare un processo di assegnazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile ad hoc per ogni Paese, che includa capitali pubblici e privati, ove possibile.&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	&Egrave; consigliabile, inoltre, integrare gli <strong>SDGs</strong> specifici di ogni Paese all&rsquo;interno delle politiche e delle strategie nazionali, attraverso il coordinamento tra i diversi ministeri coinvolti e tutti gli stakeholder (settore pubblico, privato, finanza, partner di sviluppo), affinch&eacute; i ministeri diventino il riferimento per gli SDGs a livello nazionale e internazionale.&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Il coordinamento nazionale, sancito durante gli <strong>Accordi di Parigi sul clima</strong>, aggiunge il dossier, &egrave; necessario, ma non &egrave; sufficiente per il raggiungimento degli Obiettivi, perch&eacute; i finanziatori privati devono essere coinvolti in ogni fase del processo di investimento. Allo stesso modo i responsabili delle politiche a livello nazionale, come le banche di sviluppo, insieme alla comunit&agrave; finanziaria nazionale e internazionale devono dare supporto ai Paesi nell&rsquo;allocazione dei capitali.&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Per realizzare il passaggio da un paradigma di sostegno economico allo sviluppo, in cui vengono erogati fondi nazionali e internazionali, a un paradigma di finanziamento, in cui i Paesi usano strategicamente i fondi esistenti per interventi e progetti che attirano investitori privati, bisogna, inoltre, elaborare numerosi progetti di lungo periodo, per evitare che tutti i finanziamenti si concentrino su pochi beneficiari e che i processi si interrompano prima del tempo. &nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	I maggiori ostacoli nel raggiungimento degli standard di investimento riscontrati dal Rapporto sono l&rsquo;insufficienza dei capitali nella prima fase del progetto, che comporta una sottostima delle sovvenzioni alla ricerca di dati; la mancanza di propensione al rischio di investimento e al rischio di cambio, che non considera la volatilit&agrave; della valuta locale, nonostante la maggioranza dei finanziamenti sia erogata dagli istituti di sviluppo finanziario in valuta forte.&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	L&rsquo;Agenda 2019 del <a href="https://www.weforum.org/communities/global-future-councils" target="_blank">Global Future Council on Development Finance</a>, uno dei 38 consigli riuniti all&rsquo;interno del World Economic Forum, conclude il dossier, prevede di affrontare gli ostacoli che impediscono di inserire il capitale per gli SDGs nelle fasi di pianificazione nazionale. In questo senso, il Gfc, commenta il Rapporto, pu&ograve; svolgere un ruolo importante nell&rsquo;assistenza tecnica, nello sviluppo di capacit&agrave; e di approcci nazionali, tramite la creazione di una piattaforma che identifichi le lacune, che valuti i progetti e che identifichi i possibili finanziatori. &nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Scarica il <a href="http://www3.weforum.org/docs/WEF_From_Funding_to_Financing.pdf" target="_blank">Rapporto&nbsp;</a></p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	di Viola Brancatella&nbsp;</p>&#13;
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/ripensare-la-finanza-a-supporto-dello-sviluppo-sostenibile/">Ripensare la finanza a supporto dello sviluppo sostenibile</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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		<title>Le condizioni lavorative inadeguate sono la principale sfida dell&#8217;occupazione</title>
		<link>https://asvis.it/le-condizioni-lavorative-inadeguate-sono-la-principale-sfida-delloccupazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2019 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[#ASviS_Altre_News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante siano impiegate, 3,3 miliardi di persone vivono in una condizione economica che non riesce a garantire loro uno stile di vita dignitoso. Bisogna incentrare il lavoro sulla persona, dice l’Ilo. 13/3/2019</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/le-condizioni-lavorative-inadeguate-sono-la-principale-sfida-delloccupazione/">Le condizioni lavorative inadeguate sono la principale sfida dell&#8217;occupazione</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;">&#13;
	<img decoding="async" alt="" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis/images/Schermata_2019-03-13_alle_13.15.08.png" style="width: 200px; height: 284px; margin: 3px; float: left;" />Secondo i dati evidenziati dal rapporto &ldquo;<a href="https://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/---dgreports/---dcomm/---publ/documents/publication/wcms_670542.pdf" target="_blank">World Employment and Social Outlook: Trends 2019</a>&rdquo; dell&rsquo;Organizzazione internazionale del lavoro (International Labour Organization, Ilo), su un totale di 3,3 miliardi di persone impiegate a livello mondiale nel 2018, la maggioranza non ha n&eacute; sicurezza economica n&eacute; benessere materiale adatti a condurre una vita dignitosa. Inoltre, i progressi nella riduzione della disoccupazione a livello globale non garantiscono un miglioramento rispetto alla qualit&agrave; del lavoro. Il rapporto, diffuso il 13 febbraio, evidenzia altres&igrave; la persistenza di una serie di gravi carenze nel raggiungimento dell&#39;obiettivo di un lavoro dignitoso per tutti, come stabilito dal Goal 8 degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable development goals, SDGs) delle Nazioni Unite.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Secondo i dati contenuti nel rapporto, a livello globale nel 2018 erano <strong>172 milioni i disoccupati</strong>. Le stime per il 2019 e il 2020 non sembrano prospettare una situazione migliore: il numero di non occupati sembrerebbe aumentare di due milioni nel giro dei prossimi due anni, arrivando a 174 milioni nel 2020.&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Inoltre, <strong>3,3 miliardi di persone</strong>, <strong>nonostante siano impiegate, non vivono in una condizione di sicurezza economica che possa garantire loro uno stile di vita dignitoso.</strong> Molti lavoratori si trovano a dover svolgere lavori caratterizzati da una bassa retribuzione e a non avere accesso a misure di protezione sociale e diritti lavorativi.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Un dato allarmante &egrave; quello relativo al lavoro in nero, con due miliardi di lavoratori in tutto il mondo che si trovano in questa situazione, ossia il 61 per cento della forza lavoro mondiale.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Inoltre, altra informazione da non trascurare &egrave; che <strong>pi&ugrave; di un giovane di meno di 25 anni su cinque rientra nella categoria dei &ldquo;neet&rdquo;</strong>: non lavora e non si occupa della propria istruzione o formazione.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Non solo, un&rsquo;altra delle questioni ancora irrisolte &egrave; quella dell&rsquo;<strong>elevato divario di genere</strong>: l&rsquo;impiego della popolazione femminile &egrave; pari al 48 per cento, mentre la percentuale riferita agli uomini raggiunge il 75 per cento. In pi&ugrave;, su un totale di 140 milioni di persone che si trovano in una condizione di sottoutilizzo della capacit&agrave; produttiva, ossia che sono in grado di svolgere lavoro ma hanno difficolt&agrave; nel trovarlo, 85 milioni sono donne, mentre 55 milioni uomini.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Una nota positiva &egrave; che <strong>l&#39;incidenza della povert&agrave; lavorativa &egrave; diminuita </strong>notevolmente negli ultimi tre decenni, in particolare nei Paesi a reddito medio. Nei Paesi a basso reddito, tuttavia, il ritmo della riduzione della povert&agrave; non tiene il passo con la crescita dell&rsquo;occupazione; ci&ograve; significa che il numero dei lavoratori poveri in queste nazioni &egrave; destinato a salire.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Eppure <strong>si prospettano nuove possibilit&agrave; per migliorare la qualit&agrave; della vita lavorativa</strong>. Il <strong>progresso tecnologico </strong>creer&agrave; nuovi posti di lavoro, ma &egrave; bene prepararsi per coltivare competenze utili nei campi della robotica e dell&rsquo;intelligenza artificiale. Inoltre, la <strong>transizione ecologica</strong> delle nostre economie produrr&agrave; milioni di posti di lavoro man mano che saranno adottate pratiche sostenibili e tecnologie pulite, ma altri posti di lavoro scompariranno con il ridimensionamento delle industrie ad alta intensit&agrave; di carbonio. L&rsquo;aspetto del <strong>cambiamento demografico</strong> non &egrave; meno rilevante; in alcune parti del mondo la popolazione sta diventano sempre pi&ugrave; anziana e necessiter&agrave; di maggiori servizi di cura e assistenza.&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Il Rapporto inoltre valuta l&#39;impatto di sfide nuove e di lunga durata nel mercato globale, chiedendo di <strong>ridefinire l&rsquo;orientamento della natura del lavoro e il suo posto nell&#39;economia e nella societ&agrave;, come parte di un</strong> <strong>programma centrato sulla persona</strong>, in cui venga puntato il focus su alcuni problemi chiave come equit&agrave;, povert&agrave; lavorativa, tasso di disoccupazione, genere e sostenibilit&agrave;.&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Mentre, come trattato nell&rsquo;articolo &ldquo;<a href="https://asvis.it/ilo-tre-pilastri-dazione-per-un-lavoro-del-futuro-equo-e-sostenibile%2523.XH6NwFNKgdW" target="_blank">Ilo: tre pilastri d&rsquo;azione per un lavoro del futuro equo e sostenibile</a>&rdquo;, nel rapporto &ldquo;Work for a brighter future&rdquo; la commissione ha elaborato un programma centrato su tre pilastri d&rsquo;azione, <strong>in questo report le proposte partono dai</strong> <strong>Target del Goal 8</strong>, inteso come indirizzo per proporre nuove politiche relative al lavoro, indagando tre temi generali: crescita economica, trasformazione e produttivit&agrave;; occupazione piena e produttiva per tutti, con parit&agrave; di retribuzione per un lavoro uguale per tutti; diritti e sicurezza.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Nel documento l&rsquo;Ilo suggerisce di provvedere a incentivi finalizzati alla promozione di investimenti in settori chiave per il lavoro dignitoso e sostenibile. Tali <strong>investimenti dovrebbero essere tesi a favorire l&rsquo;uguaglianza di genere</strong> con l&rsquo;obiettivo di creare milioni di posti di lavoro e nuove opportunit&agrave; per le micro, piccole e medie imprese. Inoltre, <strong>lo sviluppo dell&rsquo;economia rurale, che rappresenta il futuro di molti lavoratori del mondo, dovrebbe diventare una priorit&agrave;.</strong></p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Altro suggerimento fornito dal rapporto, &egrave; quello di riorganizzare i sistemi d&rsquo;incentivi per le imprese in favore di <strong>strategie d&rsquo;investimento a lungo termine</strong>, e prendere in considerazione gli indicatori supplementari di sviluppo umano e di benessere.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	In particolare, nel Rapporto l&rsquo;Ilo afferma che la tutela dei diritti dei lavoratori e la promozione di ambienti di lavoro sicuri e protetti, entrambi previsti dal Target 8.8 dell&rsquo;Agenda 2030, sono anche centrali per i programmi di lavoro dignitoso dei Paesi nell&#39;ambito del mandato della commissione stessa. I diritti del lavoro rappresentano infatti una base fondamentale su cui i Paesi possono costruire, promuovere e preservare la giustizia sociale; esiste di fatto uno stretto legame tra tali diritti e progressi nei settori della crescita economica, dello sviluppo sostenibile e dell&#39;uguaglianza.&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Come esplicitato dal documento, <strong>solo la combinazione tra diritti del lavoro e dialogo sociale potr&agrave; favorire una crescita inclusiva e autenticamente sostenibile.</strong> Infatti, i diritti fondamentali (compresi i diritti alla libert&agrave; di associazione e contrattazione collettiva) e le condizioni di lavoro di base garantite (compresi luoghi di lavoro sicuri e salubri) forniscono un punto di partenza da cui partire per costruire istituzioni inclusive del mercato del lavoro.&nbsp; &nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	Come dichiarato da Deborah Greenfield, direttore generale dell&#39;Ilo per le politiche, &quot;<strong>L&#39;SDG 8 non riguarda solo la piena occupazione, ma la qualit&agrave; di tale impiego, la parit&agrave; e il lavoro dignitoso sono due dei pilastri su cui si fonda lo sviluppo sostenibile</strong>&quot;.&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	<a href="https://www.ilo.org/global/research/global-reports/weso/2019/WCMS_670542/lang--en/index.htm" target="_blank">Scarica il Rapporto</a></p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	<a href="https://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/---europe/---ro-geneva/---ilo-rome/documents/publication/wcms_671158.pdf" target="_blank">Guarda la sintesi del rapporto in italiano</a></p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&#13;
	di Eleonora Angeloni</p>&#13;
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/le-condizioni-lavorative-inadeguate-sono-la-principale-sfida-delloccupazione/">Le condizioni lavorative inadeguate sono la principale sfida dell&#8217;occupazione</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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