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	<title>ASviS</title>
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	<description>Agenzia Italiana per lo Sviluppo Sostenibile</description>
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	<title>ASviS</title>
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		<title>Online il nuovo sito ASviS: nuova grafica, nuove funzionalità</title>
		<link>https://asvis.it/online-il-nuovo-sito-asvis-nuova-grafica-nuove-funzionalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elita Viola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2026 12:17:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS GRANDE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione dei dieci anni dell'Alleanza, il sito ASviS è stato profondamente rinnovato, con l'obiettivo di riflettere e valorizzare maggiormente la ricchezza delle attività e dei contenuti che produciamo e di avvicinare al contempo, con un stile più avvincente e coinvolgente, anche il pubblico non esperto.  Il nostro impegno per offrire contenuti sempre nuovi, approfonditi  ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="im">In occasione dei dieci anni dell&#8217;Alleanza, <strong>il sito ASviS è stato profondamente rinnovato, </strong>con l&#8217;obiettivo di riflettere e valorizzare maggiormente la ricchezza delle attività e dei contenuti che produciamo e di avvicinare al contempo, con un stile più avvincente e coinvolgente, anche il pubblico non esperto.  </span></p>
<p><span class="im">Il nostro impegno per offrire contenuti sempre nuovi, approfonditi e autorevoli, non cambia, ma cambia la</span> veste grafica. Sono state introdotte <strong>nuove funzionalità,</strong> <span class="im">anche per l’accessibilità (sarà possibile ad esempio ascoltare gli articoli); abbiamo scelto di riservare <strong>ampio spazio alle buone pratiche</strong> per valorizzare e mettere al centro le storie di chi la sostenibilità la realizza ogni giorno, dimostrando che è possibile e conveniente; il nostro <strong>linguaggio sarà più fruibile e immediato</strong>, per avvicinare anche i non addetti ai lavori; abbiamo inoltre adottato una <strong><em>visual identity </em></strong><strong>personalizzata</strong> e molto altro ancora.</span></p>
<p>Una novità rilevante è rappresentata dall&#8217;introduzione della pagina &#8220;Argomenti&#8221; che permette di raggruppare e filtrare tutti i contenuti del sito da un punto di vista tematico, consentendo a lettori e lettrici di orientrarsi attraverso una bussola di facile comprensione. Agli argomenti corrispondono gli Obiettivi dell&#8217;Agenda 2030, in continuità con la nostra attività.</p>
<p>Maggiore visibilità è stata riservata anche alla nostra newsletter &#8211; a cui vi invitiamo a iscrivervi &#8211; perché ogni settimana raccoglie news, curiosità e le più importanti novità dello scenario dello sviluppo sostenibile.</p>
<p>Buona navigazione!</p>
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		<title>La Terra chiamò: il 5 dicembre a Roma la manifestazione per il clima</title>
		<link>https://asvis.it/la-terra-chiamo-il-5-dicembre-a-roma-la-manifestazione-per-il-clima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Manzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 15:23:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[#climaenergia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Promossa anche da ASviS, l’iniziativa riunirà in Piazza del Popolo esponenti del mondo scientifico e della cultura, con amministratori locali, rappresentanti dei territori, del volontariato, delle imprese e delle nuove generazioni.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una piazza aperta a tutte e tutti, per parlare di clima a partire dalla sicurezza delle persone, dalle esperienze dei territori e dalle soluzioni già disponibili.</strong> Sabato <strong>5 dicembre, dalle 12.30 al tramonto, Piazza del Popolo a Roma</strong> ospiterà <strong>La Terra chiamò</strong>, la manifestazione nazionale nata per riportare la crisi climatica al centro del dibattito pubblico dopo un’estate che ne ha mostrato ancora una volta gli effetti sulla salute, sui territori e sulla vita quotidiana.</p>
<p>Sul palco si incontreranno <strong>scienza, amministrazioni locali, volontariato, imprese, nuove generazioni, arte e cultura</strong>, insieme alle testimonianze di chi ha vissuto direttamente gli effetti del caldo estremo e degli altri eventi meteorologici dell’estate 2026. Al centro della giornata, le risposte già possibili alla crisi climatica e quattro richieste rivolte al Governo e alle forze politiche italiane, che confluiranno in un manifesto:</p>
<p><strong>&#8211; riportare il clima in cima all’agenda politica, riconoscendo la crisi climatica come una questione che riguarda la sicurezza del Paese;</strong></p>
<p><strong>&#8211; accelerare la mitigazione, abbandonando i combustibili fossili, aumentando la produzione da fonti rinnovabili e riducendo le emissioni;</strong></p>
<p><strong>&#8211; accelerare l’adattamento, proteggendo territori, mare e persone maggiormente esposte agli impatti di un clima che cambia;</strong></p>
<p><strong>&#8211; applicare il principio “chi inquina paga”, chiedendo alle aziende fossili di contribuire al finanziamento della transizione e delle politiche di adattamento.</strong></p>
<p>Secondo <strong>nuove analisi sottoposte a revisione paritaria e pubblicate sulla rivista scientifica <em>Nature Health</em></strong>, nell’estate del 2026 si sarebbero verificati <strong>oltre 50.000 decessi in eccesso dovuti al caldo nelle città europee</strong>. <strong>L’Italia è il Paese con il numero assoluto più alto tra quelli analizzati, con 13.303 decessi stimati nelle 87 aree urbane italiane comprese nello studio.</strong></p>
<p>Un quadro che si inserisce nelle criticità richiamate anche dal think tank ECCO nel briefing <a href="https://eccoclimate.org/quanto-si-muore-di-caldo-in-italia/"><em>Quanto si muore di caldo in Italia?</em></a>, che evidenzia come l’impatto delle alte temperature sia distribuito in modo diseguale e risenta dell’età, delle condizioni socioeconomiche, della disponibilità di verde urbano e della possibilità di proteggersi dal caldo nelle proprie abitazioni.</p>
<p>Gli effetti dell’estate appena trascorsa riguardano anche il Mediterraneo, dove <strong>le temperature superficiali hanno raggiunto valori fino a 8 °C sopra la media 1991-2020</strong>. Le ondate di calore marine interessano anche le acque profonde e modificano le condizioni dell’intero bacino. Tra il 2015 e il 2019 sono stati registrati eventi di mortalità di massa in <strong>50 specie</strong>, dalla superficie fino a 45 metri di profondità, mentre nel 2026 sono stati osservati anche fenomeni di sbiancamento della Posidonia. Il riscaldamento del mare modifica così comunità, reti alimentari ed ecosistemi, con conseguenze che arrivano anche alla pesca e alle attività economiche che dipendono dal Mediterraneo.</p>
<p>La stessa pressione investe la produzione alimentare. Dopo l’estate 2026, il <strong>Centro comune di ricerca della Commissione europea</strong> stima nell’UE rese inferiori alla media degli ultimi cinque anni dell’<strong>8% per il mais da granella e del 7% per le patate</strong>. E mentre caldo e scarsità d’acqua riducono i raccolti,aumentano i costi. A settembre, in Italia, gli alimentari freschi sono aumentati del <strong>5,5% su base annua</strong> e la BCE stima che gli eventi meteorologici estremi del 2026 possano aggiungere tra <strong>0,3 e 0,8 punti percentuali all’inflazione alimentare dell’area euro</strong> nei prossimi dodici mesi. Un impatto che pesa su un Paese in cui, secondo ISTAT, nel 2025 <strong>5,4 milioni di persone non potevano permettersi un pasto proteico almeno ogni due giorni</strong>.</p>
<p><strong><em> </em></strong><strong><em>“La Terra chiamò”</em></strong><em> è promossa da <strong>ASviS, Fondazione Symbola, Future Food Institute, Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente, Marevivo, Venice Climate Week e WWF Italia</strong>, con il sostegno di <strong>Green Heroes</strong>. </em></p>
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		<item>
		<title>Il 28 ottobre la presentazione del Rapporto ASviS 2026</title>
		<link>https://asvis.it/il-28-ottobre-la-presentazione-del-rapporto-asvis-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elita Viola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 09:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HOME-SLIDER]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[#agenda2030]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arrivato alla sua 11esima edizione, il documento annuale realizzato dall'Alleanza descrive la situazione dell'Italia rispetto al raggiungimento dei target dell'Agenda 2030, avanzando proposte e raccomandazioni alle forze politiche.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-1"><p>Si terrà <strong>mercoledì 28 ottobre 2026, alle ore 10.00, </strong>presso l&#8217;Aula dei gruppi parlamentari della <strong>Camera dei Deputati</strong>, a Roma (via di Campo Marzio 78), l&#8217;evento di presentazione del documento annuale sullo stato di avanzamento dell&#8217;Italia rispetto all&#8217;Agenda 2030, redatto dall&#8217;Alleanza grazie al contributo delle rete di esperte ed esperti delle organizzazioni aderenti.</p>
<p>A quattro anni dalla scadenza dell’Agenda 2030, il Rapporto ASviS 2026 <strong>&#8220;L&#8217;Italia e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile&#8221; </strong>propone una fotografia organica e complessiva dello stato del Paese, l’ultima prima delle prossime elezioni politiche. Attraverso dati, scenari e proposte, il Rapporto, giunto alla sua 11esima edizione, misura la distanza del mondo, dell’Unione europea e dell’Italia dagli Obiettivi di sviluppo sostenibile e individua le politiche trasformative possibili, in campo economico, sociale, ambientale e istituzionale, sia per l’Unione europea che per l’Italia.</p>
<p>L’incontro metterà a confronto istituzioni nazionali ed europee, governo, protagonisti dell&#8217;economia e forze politiche sulle decisioni necessarie per coniugare crescita, coesione sociale, tutela dell’ambiente, competitività, pace e giustizia tra le generazioni, alla vigilia della discussione sul Quadro Finanziario Pluriennale europeo 2028-2034 e della definizione della Legge di Bilancio 2027.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Programma</strong></p>
<p>Modera: Elisa Benedetta Anzaldo, TG1</p>
<p><strong>10:00 – 10:20 Saluti istituzionali</strong><br />
Anna Ascani, Vicepresidente della Camera dei Deputati<br />
Marcella Mallen, Presidente dell’ASviS</p>
<p><strong>10:20 – 10:40 Il Rapporto ASviS 2026</strong><br />
Enrico Giovannini, Direttore Scientifico dell’ASviS</p>
<p><strong>10:40 – 10:50 L’impegno del Governo</strong><br />
Tommaso Foti, Ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e il PNRR</p>
<p><strong>10:50 – 11:10 L’impegno dell’Unione europea per la giustizia sociale  </strong><br />
Mario Nava, Direttore generale, DG per l&#8217;Occupazione, gli affari sociali e l&#8217;inclusione della Commissione europea</p>
<p><strong>11:10 – 11:30 Il mondo che verrà: competenze e istruzione per il futuro</strong><br />
Stefano Scarpetta, Chief Economist dell&#8217;Ocse</p>
<p><strong>11:30 – 11:50 Un mondo multipolare e la sfida della sostenibilità </strong><br />
Monica Maggioni, Editorialista, Scrittrice, Conduttrice Rai</p>
<p><strong>11:50 – 12:10 L’impegno delle istituzioni finanziarie per la stabilità e la sostenibilità</strong><br />
Paolo Angelini, Direttore generale della Banca d&#8217;Italia</p>
<p><strong>12:10 – 13:00 L’impegno dei partiti in vista delle elezioni politiche  </strong><br />
Chiara Braga, capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati<br />
Alberto Gusmeroli, Presidente della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati<br />
Massimo Milani, Segretario della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei Deputati<br />
Riccardo Ricciardi, capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati</p>
<p><strong>13:00 – 13:15 Conclusioni</strong><br />
Pierluigi Stefanini, Presidente dell’ASviS</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: left"></div>
<h3></h3>
</div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div ><a class="fusion-button button-3d button-large button-default fusion-button-default button-1 fusion-button-span-yes fusion-button-span-default-medium " style="--button_typography-font-family:&quot;Lato&quot;;--button_typography-font-style:normal;--button_typography-font-weight:700;" target="_blank" rel="noopener noreferrer" href="https://forms.gle/BT7DqNDnNr7STHM28"><span class="fusion-button-text awb-button__text awb-button__text--default">REGISTRATI COME STAMPA</span></a></div></div></div></div></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Padova, da Giotto al gemello digitale: la nuova frontiera della conservazione sostenibile</title>
		<link>https://asvis.it/padova-da-giotto-al-gemello-digitale-la-nuova-frontiera-della-conservazione-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Adri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 13:10:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[#UnescoSostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un nuovo depuratore, quattordici fontane e ninfei riaperti, illuminazione Led e interventi sul verde storico. Oltre 2,4 milioni di euro di fondi Pnrr per coniugare tutela del patrimonio e sostenibilità. 9/10/26</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Intervista al sindaco di Padova, Sergio Giordani, e alla Site Manager del sito Unesco, Federica Millozzi. A cura di Annateresa Rondinella – Cattedra Unesco in Comunità energetiche sostenibili, Università di Pisa.</em></p>
<p>Entrando nella Cappella degli Scrovegni a Padova, lo sguardo sembra perdere il confine tra architettura e pittura. Il blu intenso della volta, le storie della Vergine e di Cristo, i volti attraversati dal dolore e dalla tenerezza restituiscono la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa che ha cambiato per sempre il modo di rappresentare il mondo. Agli inizi del Trecento, Giotto trasformò le pareti di una piccola cappella in uno spazio narrativo di straordinaria modernità, restituendo alle figure il peso dei corpi, la profondità degli ambienti e l&#8217;intensità delle emozioni umane. Quella rivoluzione non rimase isolata. Nel corso del XIV secolo Padova divenne uno dei principali laboratori artistici d&#8217;Europa. Guariento di Arpo, Giusto de&#8217; Menabuoi, Altichiero da Zevio, Jacopo Avanzi e Jacopo da Verona contribuirono a sviluppare un nuovo linguaggio figurativo, alimentato dal dialogo tra artisti, committenti e istituzioni. Nella città dei Carraresi, frequentata da Francesco Petrarca e animata dalla presenza di uno dei più antichi atenei europei, la pittura partecipava a una stagione di profonda trasformazione culturale. L&#8217;arte non si limitava più a rappresentare il sacro: iniziava a interrogare lo spazio, la natura e l&#8217;esperienza umana.</p>
<p>Nel 2021 l&#8217;UNESCO ha riconosciuto il Valore Universale Eccezionale di questa straordinaria stagione artistica, iscrivendo nella Lista del Patrimonio Mondiale <em>I cicli affrescati del XIV secolo di Padova</em>. Otto complessi monumentali, religiosi e civili, distribuiti nel centro storico, testimoniano un secolo di innovazioni che avrebbe influenzato profondamente la pittura del Rinascimento.</p>
<p>Eppure, dietro l&#8217;apparente immobilità di queste immagini, sopravvissute per oltre settecento anni, si nasconde una realtà in continua trasformazione. Gli affreschi sono opere dalla complessa e delicata struttura materiale, legate agli equilibri fisici degli edifici che le custodiscono. Le variazioni della temperatura, l&#8217;umidità, gli eventi meteorologici sempre più intensi e le trasformazioni del clima pongono oggi interrogativi nuovi alla conservazione. Come proteggere opere nate in condizioni ambientali profondamente diverse da quelle attuali? E come conciliare le esigenze della tutela con la necessità di ridurre i consumi energetici? È in questo rapporto tra memoria artistica, responsabilità della conservazione e innovazione scientifica che si collocano le strategie adottate a Padova per accompagnare il patrimonio Unesco nelle trasformazioni del nostro tempo.</p>
<p>È <strong>il sindaco Giordani</strong>, a spiegare come la città abbia affrontato questa responsabilità: <em>“Il sito seriale di Padova è gestito dal Comitato di Pilotaggio, che include 4 enti proprietari: noi quale pubblica amministrazione, ed enti privati, sia laici che ecclesiastici. Il Comune di Padova è ente capofila del Comitato, in base a un protocollo d&#8217;intesa sottoscritto nel 2022, dopo l&#8217;iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale. Il Comitato di pilotaggio è quindi la sede dove i temi della tutela e della transizione ecologica trovano spazio e applicazione concreta, come obiettivi condivisi e strategici del piano di gestione, anche in aderenza alle politiche intraprese dal Comune di Padova. Nel 2024 il Comune ha infatti siglato con la Comunità Europea il Piano d&#8217;Azione del Climate City Contract, un documento strategico con il quale l&#8217;amministrazione si è impegnata a raggiungere neutralità climatica entro il 2030, attraverso una strategia coordinata e partecipata necessaria a raggiungere questo importante obiettivo”.</em></p>
<p>La transizione ecologica entra così nell&#8217;orizzonte della gestione del patrimonio culturale, trovando nella Cappella degli Scrovegni un&#8217;esperienza significativa di conservazione e controllo delle condizioni ambientali.</p>
<p><strong>Federica Millozzi, Site Manager del sito Unesco</strong>, individua nella conservazione preventiva uno degli strumenti fondamentali per affrontare i cambiamenti in corso. “<em>La sfida principale è trovare il giusto equilibrio tra la conservazione del bene culturale e la sua valorizzazione in un contesto climatico che sta cambiando”</em>, osserva, sottolineando il ruolo del monitoraggio e della manutenzione programmata. “<em>L&#8217;esperienza della Cappella degli Scrovegni costituisce, in questa prospettiva, un modello di riferimento fondato sul controllo periodico delle superfici affrescate e delle condizioni microclimatiche, con particolare attenzione alle variazioni di temperatura e umidità. Un sistema di osservazione che consente di individuare tempestivamente eventuali alterazioni e di intervenire prima che si manifestino danni significativi</em>. <em>Il “modello” di conservazione della Cappella degli Scrovegni verrà esteso e declinato nelle altre sette componenti in base alle specifiche condizioni degli affreschi e del luogo che li conserva”</em>, <strong>precisa Millozzi</strong>.</p>
<p>“<em>Accanto al monitoraggio</em> &#8211; <strong>prosegue Millozzi</strong>&#8211;  <em>nei complessi monumentali padovani sono state introdotte tecnologie Led intelligenti, capaci di modulare l&#8217;illuminazione artificiale in relazione alle variazioni della luce naturale esterna. Sensori ambientali e applicazioni software consentono di adattare le condizioni luminose, migliorando la percezione cromatica degli affreschi e riducendo i consumi. Il risparmio energetico raggiunge il 60% rispetto al precedente sistema di illuminazione. Un risultato significativo perché mostra come l&#8217;efficienza possa essere perseguita senza separarla dalla qualità della fruizione e dalle esigenze della tutela.”</em></p>
<p>Ma è soprattutto nella conoscenza digitale che Padova sta aprendo una prospettiva particolarmente interessante.  <strong>Come illustra la siti manager</strong><em> “Nel 2025 è stato realizzato un gemello digitale dell&#8217;intero sito UNESCO, attraverso tecnologie avanzate di scansione laser e acquisizione di dati relativi agli edifici e alle superfici affrescate. Il progetto permette di documentare con precisione la geometria degli spazi, la disposizione degli elementi decorativi e numerose caratteristiche architettoniche e strutturali, costruendo una base informativa comune per le attività di ricerca e conservazione. Il gemello digitale non sostituisce l&#8217;opera e non ne riproduce l&#8217;esperienza estetica. Ne diventa piuttosto uno strumento di conoscenza, capace di conservarne una documentazione accurata e di consentire confronti nel tempo. Il programma prevede aggiornamenti periodici, indicativamente biennali, affinché le informazioni raccolte possano contribuire a riconoscere eventuali trasformazioni e orientare gli interventi conservativi”</em></p>
<p>Accanto alla dimensione scientifica e istituzionale emerge infine quella delle comunità. Il progetto partecipativo <em>Visioni Comuni – Idee che uniscono, luoghi che parlano</em> accompagna l&#8217;aggiornamento del Piano di Gestione attraverso l&#8217;ascolto di cittadini, studenti, visitatori e gruppi sociali meno rappresentati. Un percorso che riconosce nel patrimonio non soltanto un insieme di monumenti da proteggere, ma una componente dell&#8217;identità collettiva. A questa esperienza si affiancano gli <em>Angeli del Patrimonio Mondiale</em>, giovani formati nell&#8217;ambito di un progetto finanziato attraverso la legge 77 del 2006, impegnati nell&#8217;accoglienza e nella valorizzazione dei luoghi Unesco, anche di quelli meno conosciuti. La loro presenza contribuisce a costruire un rapporto più diretto tra il patrimonio e le persone che lo abitano, lo visitano e saranno chiamate a custodirlo.</p>
<p>A Padova, dunque, la transizione ecologica attraversa la storia dell&#8217;arte, la ricerca scientifica e le politiche urbane. Non si tratta soltanto di rendere più efficienti gli edifici monumentali, ma di ripensare il modo in cui una comunità conosce, conserva e trasmette il proprio patrimonio.</p>
<p>C&#8217;è un legame profondo tra i personaggi che popolano gli affreschi del Trecento, con i loro gesti e le loro emozioni, e la natura che li circonda. Paesaggi, alberi e animali partecipano a un racconto nel quale l&#8217;umano, il divino e il mondo naturale si incontrano in una visione unitaria del creato. Un equilibrio che oggi, di fronte alle trasformazioni ambientali e alle profonde sfide del nostro tempo, assume un significato nuovo, ricordandoci quanto sia fragile e preziosa l&#8217;eredità che siamo chiamati a custodire. Dal pigmento disteso sull&#8217;intonaco alla sua rilevazione digitale, cambiano gli strumenti, ma resta centrale il valore della conoscenza. Perché conservare non significa sottrarre le opere al tempo, ma comprendere come il tempo agisce su di esse, affinché quella straordinaria rappresentazione dell&#8217;uomo e del creato possa continuare a parlare al futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/padova-da-giotto-al-gemello-digitale-la-nuova-frontiera-della-conservazione-sostenibile/">Padova, da Giotto al gemello digitale: la nuova frontiera della conservazione sostenibile</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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		<title>Se i giovani non credono più nel futuro, il problema riguarda tutti</title>
		<link>https://asvis.it/se-i-giovani-non-credono-piu-nel-futuro-il-problema-riguarda-tutti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea De Tommasi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 12:53:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[#giovani]]></category>
		<category><![CDATA[#povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle proteste contro il carovita alla povertà che non diminuisce, cresce il divario tra le aspettative delle nuove generazioni e le opportunità reali. Non solo la politica, ma tutta la società deve affrontare le cause profonde del malessere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/se-i-giovani-non-credono-piu-nel-futuro-il-problema-riguarda-tutti/">Se i giovani non credono più nel futuro, il problema riguarda tutti</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le immagini degli scontri e dei saccheggi nel centro di Milano hanno occupato le cronache degli ultimi giorni. Episodi gravi, che hanno comprensibilmente suscitato condanne e richieste di intervento. Ma sarebbe un errore lasciare che quelle immagini esauriscano la discussione sulla protesta pacifica di tanti giovani, anche in altre parti d&#8217;Europa e del mondo, che manifestano una profonda insoddisfazione.</p>
<p><a href="https://www.corriere.it/opinioni/26_ottobre_17/la-protesta-globale-dei-giovani-ad1c3a49-1ffc-4bb0-a7fb-b7c887ab4xlk.shtml">Sul <em>Corriere della Sera</em></a> <strong>Federico Rampini</strong> ha descritto una questione generazionale che interessa società molto diverse. In Francia gli studenti protestano contro le condizioni della scuola pubblica, in Spagna i giovani chiedono case a prezzi accessibili, negli Stati Uniti il costo della vita e le disuguaglianze alimentano nuove mobilitazioni. In Cina la sfiducia assume altre forme: il rifiuto di una competizione lavorativa esasperata e la difficoltà di riconoscersi nel modello di successo delle generazioni precedenti. E si potrebbe continuare con le manifestazioni in Belgio per il clima, in India per la democrazia, in Nepal per lo stop ai social.</p>
<p>Non c&#8217;è un’unica ideologia dietro queste proteste. Ma, come osserva Rampini, “le nuove generazioni sono un termometro dello stato di salute delle società”. E quel termometro, oggi, segnala qualcosa che va oltre le singole rivendicazioni: la crescente difficoltà di credere che il futuro possa offrire condizioni di vita migliori del presente.</p>
<p>Per molti giovani si è incrinata una promessa fattagli dalla società degli adulti: studiare, trovare un lavoro, impegnarsi, diventare economicamente indipendenti e vivere meglio dei propri genitori. Una promessa che non si è mai realizzata per tutti, naturalmente, ma che per decenni ha contribuito a tenere insieme le società, alimentando la fiducia nella possibilità di migliorare la propria condizione. Oggi, per dirla con l’economista <strong>Leonardo Becchetti</strong>, <a href="https://formiche.net/2026/10/i-ladri-di-futuro-e-le-vetrine-rotte-la-riflessione-di-becchetti/#content">dobbiamo fare i conti con i “ladri di futuro” che rischiano di sottrarre alle giovani generazioni quella speranza</a>. Anche in Italia.</p>
<p>Il 15 ottobre l’Istat <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/la-poverta-in-italia-anno-2025/">ha pubblicato</a> i dati sulla povertà nel 2025: 5,4 milioni le persone in povertà assoluta, il 9,3% della popolazione, una quota sostanzialmente stabile rispetto all&#8217;anno precedente. L’incidenza raggiunge il 12,5% tra i minori e il 12,1% tra i 18-34enni, contro il 6,1% tra gli ultrasessantacinquenni. Quasi un milione e 200mila giovani adulti non hanno risorse sufficienti per i beni e servizi essenziali. Il dato colpisce ancora di più se consideriamo che negli ultimi anni l&#8217;occupazione è aumentata. È una buona notizia, ma evidentemente non sufficiente. La povertà continua a riguardare anche famiglie in cui si lavora: l&#8217;incidenza raggiunge il 14,3% quando la persona di riferimento è operaia.</p>
<p>La questione salariale italiana ha radici lontane. Da oltre vent’anni il nostro Paese <a href="https://www.huffingtonpost.it/economia/2026/09/03/news/tito_boeri-22633592/">registra una dinamica delle retribuzioni reali particolarmente debole</a> nel confronto europeo. L’inflazione degli ultimi anni ha aggravato difficoltà preesistenti, mentre la crescita dei prezzi delle abitazioni, soprattutto nelle grandi città, ha reso ancora più complicato il passaggio all’indipendenza. <a href="https://asvis.it/home/4-26188/emergenza-casa-cosa-sta-succedendo-davvero-dalla-spagna-allitalia">Come abbiamo raccontato sul sito ASviS</a>, in Italia circa sette giovani tra i 18 e i 34 anni su dieci vivono ancora con i genitori. Contano le tradizioni familiari e le scelte personali, certo, ma anche ostacoli economici difficili da ignorare. E il malessere economico non riguarda soltanto i giovani, come ricordano in questi giorni le proteste degli autotrasportatori contro il caro carburante.</p>
<p>Possiamo discutere a lungo sulle responsabilità dei governi, sulle differenze tra generazioni, persino sulla fondatezza delle aspettative dei giovani. Ma proviamo a metterci nei panni di chi, dopo anni di studio e di lavoro, deve ancora fare i conti con un affitto che non può permettersi, un contratto a termine, la prospettiva di rinviare ancora una volta una scelta di vita. È così difficile capire da dove nasca la sfiducia nella politica e nelle classi dirigenti?</p>
<p>C&#8217;è poi una questione sottovalutata nel dibattito pubblico: il peso delle nuove generazioni nelle decisioni collettive. <strong>Luigi Manconi</strong>, <a href="https://www.repubblica.it/politica/2026/10/21/news/scontri_milano_giovani_nichilismo_violenza_lotta_di_classe-425660879/">su <em>Repubblica</em></a>, ha ricordato che nel 1968 gli under 24 rappresentavano il 41,5% della popolazione italiana. Cinquant’anni dopo erano scesi al 21,7%. È una trasformazione demografica profonda, che incide anche sulla rappresentanza politica e sulle priorità pubbliche.</p>
<p>Quando i giovani diventano numericamente minoritari, rischiano di contare meno nelle scelte di bilancio, negli investimenti e nella costruzione del consenso politico, soprattutto se i benefici di una decisione sono immediati e i costi ricadranno su chi oggi ha venti o trent&#8217;anni. E se le opportunità dipendono sempre più dalla famiglia in cui si nasce, come può non risentirne la coesione sociale?</p>
<p><strong>Michele Serra</strong>, <a href="https://www.repubblica.it/commenti/2026/10/20/news/milano_l_assenza_della_politica_nella_rabbia_degli_esclusi-425658764/">commentando i fatti di Milano</a>, ha descritto una società nella quale i centri storici si arricchiscono mentre le periferie si impoveriscono. Una frattura visibile in molti Paesi europei, dove gruppi sociali vicini nello spazio vivono realtà sempre più distanti. Sarebbe una semplificazione ricondurre a queste condizioni ogni episodio di protesta. Ma sarebbe altrettanto sbagliato ignorare il contesto sociale in cui maturano rabbia e insoddisfazione.</p>
<p>Di fronte a questo scenario, il livello del confronto politico italiano appare francamente inadeguato. La maggioranza insiste soprattutto sulla sicurezza e sull’ordine pubblico, questioni certamente rilevanti, ma che non rispondono alle difficoltà materiali di milioni di persone. L&#8217;opposizione tende spesso a concentrare le responsabilità sull&#8217;attuale governo, ma la stagnazione salariale, la debolezza degli investimenti sociali e la bassa mobilità sociale attraversano almeno due decenni.</p>
<p>La risposta non può limitarsi a nuove misure emergenziali, a qualche incentivo o a interventi assistenziali, per quanto necessari a proteggere chi si trova in maggiore difficoltà. Serve una visione d&#8217;insieme: nella vita delle persone, le difficoltà economiche, abitative e sociali si intrecciano, mentre la politica continua troppo spesso ad affrontarle separatamente.</p>
<p>Da dove ripartire, allora? Da una politica economica che non misuri i risultati soltanto con la crescita del Pil, ma anche con la qualità del lavoro, la riduzione delle disuguaglianze e le opportunità offerte alle nuove generazioni. L’Europa, pur con le sue debolezze, <a href="https://economia.uniroma2.it/in-evidenza/655-5816/measuring-the-right-things-reveals-a-stronger-europe-enrico-giovannini-spiega-i-reali-progressi-in-europa-oltre-il-pil">ha compiuto progressi significativi</a>, se si considerano i parametri oltre al Prodotto interno lordo.</p>
<p>Servono poi interventi per sostenere i redditi più bassi e contrastare la povertà lavorativa, investimenti nell&#8217;istruzione e nella formazione, politiche abitative che aumentino l&#8217;offerta di alloggi accessibili, soprattutto nelle città dove si concentrano studio e occupazione, e servizi pubblici più efficienti. Il prossimo 28 ottobre <a href="https://asvis.it/il-28-ottobre-la-presentazione-del-rapporto-asvis-2026">la presentazione del Rapporto ASviS 2026</a> offrirà un’occasione importante per misurare lo stato del Paese, ma anche per proporre un possibile programma per la prossima legislatura capace di far fare al nostro Paese un salto di qualità nella prospettiva dello sviluppo sostenibile da tutti i punti di vista.</p>
<p>Ma c&#8217;è anche un problema di metodo. Chi vivrà più a lungo le conseguenze delle decisioni di oggi deve poter contribuire a prenderle. Per questo la giustizia tra generazioni deve orientare leggi e investimenti. Occorre dare piena attuazione, con trasparenza e dati solidi, alla Valutazione di impatto generazionale (Vig), introdotta dal nostro Paese anche sulla spinta dell’ASviS, <a href="https://asvis.it/notizie-sull-alleanza/2630-26170/ecco-come-la-valutazione-di-impatto-generazionale-e-arrivata-nei-comuni">che alcuni Comuni hanno già iniziato a integrare nelle loro politiche</a>.</p>
<p>In questa direzione va anche il percorso di <a href="https://ecosistemafuturo.it/">Ecosistema Futuro</a> verso la prima Assemblea Nazionale sul Futuro, prevista nel 2027 e <a href="https://futuranetwork.eu/news/534-6572/lassemblea-sul-futuro-alla-camera-un-percorso-di-dialogo-per-generare-opportunita">presentata recentemente alla Camera</a>: coinvolgere cittadini, soprattutto giovani, chiamati a elaborare proposte per le istituzioni. Un grande esperimento di democrazia deliberativa sulle scelte di lungo periodo.</p>
<p>Non sappiamo che sviluppi avranno le proteste di questi giorni e se daranno vita a movimenti duraturi. Ma il malessere non scomparirà con la fine delle manifestazioni. <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/10/21/lappello-di-mattarella-non-solo-emergenza-ai-giovani-si-guardi-con-ampia-visione_31eb8924-8c4a-4cf3-a7a5-2fe53cbc6b92.html">Ha ragione</a> il presidente della Repubblica <strong>Sergio Mattarella</strong>, che ieri ha invitato a non guardare ai giovani con “indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione”. Quella dei giovani è una “grande questione sociale”, che chiama in causa le istituzioni e l’intera società.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Copertina: <a href="https://www.ansa.it/amp/lombardia/notizie/2026/10/16/studenti-in-corteo-a-milano-con-foto-di-meloni-e-tajani-a-testa-in-giu_32dbe37f-f6b6-483a-a76e-0aa0a31c45fd.html">Ansa</a></em></p>
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		<title>Caro petrolio: con le auto elettriche risparmiati 20 miliardi di dollari in sei mesi</title>
		<link>https://asvis.it/caro-petrolio-con-le-auto-elettriche-risparmiati-20-miliardi-di-dollari-in-sei-mesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Manzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 09:35:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre la guerra contro l’Iran spinge il petrolio oltre i 100 dollari al barile, le auto elettriche riducono la dipendenza dal greggio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/caro-petrolio-con-le-auto-elettriche-risparmiati-20-miliardi-di-dollari-in-sei-mesi/">Caro petrolio: con le auto elettriche risparmiati 20 miliardi di dollari in sei mesi</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra marzo e agosto 2026, nei primi sei mesi della guerra condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, le auto elettriche hanno <strong>evitato il consumo di 200 milioni di barili di greggio</strong>, facendo risparmiare ai Paesi importatori <strong>20 miliardi di dollari</strong>. In generale, nei primi otto mesi del 2026, i <strong>veicoli elettrici a batteria (BEV)</strong> hanno rappresentato il 18% delle vendite globali di auto nuove, contro il 16% registrato nello stesso periodo del 2025.</p>
<p>È quanto <a href="https://ember-energy.org/app/uploads/2026/10/Electric-energy-security_-how-EVs-are-reducing-oil-import-vulnerabilities.pdf" target="_blank" rel="noopener">emerge da un’analisi di <strong>Ember</strong></a> che prende in esame 56 Paesi, dove si registra oltre il 90% delle vendite di auto elettriche a livello globale (e dove si vende oltre l’80% di tutte le auto nel mondo). Il think tank sull’energia sottolinea, inoltre, che a settembre <strong>il <a href="https://ivanmanzo.it/idrocarburi-e-memoria-corta-il-curioso-caso-della-presidente-meloni/">petrolio</a> ha nuovamente superato i 100 dollari al barile</strong>, dopo aver oltrepassato questa soglia più volte da maggio. Dall’inizio dell’anno, il prezzo di chiusura giornaliero del Brent ha infatti sfondato il muro dei 100 dollari per <strong>più di 60 volte</strong>. L’ultima volta che era successo con questa frequenza risale al 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Con ogni probabilità, la tendenza dovrebbe proseguire per il resto dell’anno.</p>
<p>A complicare il quadro c’è poi la <strong>crisi delle forniture di gasolio e di altri prodotti raffinati</strong>, aggravata dagli attacchi alle raffinerie e dalle ripercussioni sui flussi globali di petrolio. Il gasolio è utilizzato soprattutto nel trasporto su strada e le difficoltà di approvvigionamento stanno avendo conseguenze dirette sugli automobilisti, in particolare in mercati come quello europeo.</p>
<h3><strong>I vantaggi delle BEV</strong></h3>
<p>Tra le economie più dipendenti dalle importazioni di petrolio, <strong>Cina e Unione europea</strong> sono i mercati in cui le flotte di auto elettriche hanno consentito di sostituire i maggiori volumi di greggio. Nei sei mesi successivi all’inizio della <strong>crisi energetica legata allo Stretto di Hormuz</strong>, il risparmio per la Cina è stato pari a <strong>14 miliardi di dollari</strong>, circa tre quarti del valore complessivo del petrolio sostituito dalle auto elettriche in tutti i Paesi importatori analizzati. Nell’Unione europea il petrolio sostituito dalle auto elettriche ha raggiunto un valore di <strong>3,1 miliardi di dollari</strong>. <strong>Germania</strong> <strong>e Francia</strong> hanno tratto i maggiori benefici, rispettivamente con 760 e 560 milioni di dollari. Nel <strong>Regno Unito</strong>, invece, il risparmio di petrolio nei sei mesi considerati è stato pari a circa 790 milioni di dollari.</p>
<p>Il quadro cambia se si rapportano i risparmi ai consumi nazionali. In questo caso è la <strong>Danimarca</strong> a distinguersi: ad agosto, il parco di <a href="https://ivanmanzo.it/biocarburanti-ed-e-fuels-sono-una-soluzione-alternativa-allelettrico/">auto elettriche</a> in circolazione ha permesso di evitare un consumo annualizzato di 6,4 milioni di barili di petrolio (il 13% del consumo di petrolio di tutto il 2025).</p>
<p>“<em>I Paesi che hanno investito nei veicoli elettrici prima di questa crisi sono oggi meglio protetti, e un numero crescente di altri li sta seguendo</em> – osserva <strong>Euan Graham</strong>, analista senior del settore energetico di Ember -. <strong><em>Ogni auto elettrica in circolazione riduce l’esposizione alla volatilità dei mercati petroliferi</em></strong><em>. Con l’aumento delle flotte cresce anche la capacità di proteggersi da futuri shock dell’offerta. I benefici dell’elettrificazione, dunque, non si limitano alla riduzione delle emissioni: riguardano anche la <strong>sicurezza energetica</strong>, la resilienza economica e la vulnerabilità dei Paesi che dipendono dal petrolio importato</em>”.</p>
<h3><strong>Male gli Stati Uniti</strong></h3>
<p>Sul fronte della<a href="https://ivanmanzo.it/il-paradosso-europeo-sul-clima-accelerare-lelettrificazione-svuotando-lets/"> transizione</a> ai veicoli elettrici,<strong> gli Stati Uniti stanno perdendo terreno rispetto al resto del mondo</strong>. Dopo la riduzione degli incentivi federali nel 2025 voluta dal governo Trump, nei primi otto mesi del 2026 le auto elettriche a batteria (BEV) hanno rappresentato appena <strong>il 6% delle vendite </strong>di veicoli leggeri nel Paese. Tra i 56 mercati monitorati da Ember, 49 registrano ormai una quota di vendite superiore a quella statunitense. Di questi, in 15 hanno superato gli Stati Uniti per la prima volta proprio nel 2026, tra cui <strong>India</strong>, <strong>Brasile</strong>, <strong>Italia</strong>, <strong>Malesia</strong> e <strong>Nuova Zelanda</strong>.</p>
<p style="text-align: center"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-113978" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/grafico-macchine-elettriche-252x300.jpeg" alt="" width="371" height="442" srcset="https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/grafico-macchine-elettriche-252x300.jpeg 252w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/grafico-macchine-elettriche-400x477.jpeg 400w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/grafico-macchine-elettriche-768x916.jpeg 768w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/grafico-macchine-elettriche-800x954.jpeg 800w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/grafico-macchine-elettriche-1200x1431.jpeg 1200w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/grafico-macchine-elettriche-1288x1536.jpeg 1288w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/grafico-macchine-elettriche.jpeg 1342w" sizes="(max-width: 371px) 100vw, 371px" /></p>
<p>Per quanto riguarda l’<strong>India</strong>, la nazione ha incrementato la quota di vendite di BEV grazie al contributo dei costruttori “di casa” Tata e Mahindra: hanno rappresentato oltre il 60% delle vendite di auto elettriche nella prima metà del 2026. Anche il <strong>Brasile</strong> ha beneficiato della crescita del mercato interno. In <strong>Giappone</strong>, invece, ciò che ha spinto maggiormente la vendita di BEV sono state le misure di sostegno ai consumatori per ridurre i costi iniziali di acquisto.</p>
<p>Discorso simile per l’<strong>Europa</strong>, dove l<strong>e politiche pubbliche continuano a incidere sulla diffusione dei <a href="https://ivanmanzo.it/ricarica-auto-elettrica-piu-tassata-di-benzina-diesel-e-gpl/">veicoli elettrici</a></strong>. In <strong>Francia</strong>, il programma di leasing sociale ha contribuito a portare per la prima volta oltre il 30% la quota delle auto elettriche sulle vendite. In <strong>Germania</strong>, invece, le immatricolazioni sono aumentate dopo l’introduzione di nuovi incentivi per i consumatori all’inizio del 2026.</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/caro-petrolio-con-le-auto-elettriche-risparmiati-20-miliardi-di-dollari-in-sei-mesi/">Caro petrolio: con le auto elettriche risparmiati 20 miliardi di dollari in sei mesi</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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		<title>Rapporto 2026 Goal 2 &#8220;Sconfiggere la fame&#8221;</title>
		<link>https://asvis.it/rapporto-2026-goal-2-sconfiggere-la-fame/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 11:04:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Goal2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una persona su 11 nel mondo soffre la fame, in Italia politiche frammentate Rapporto ASviS 2025: insicurezza alimentare in aumento, piccoli produttori in difficoltà. Lievi miglioramenti in Europa. Per il nostro Paese prioritario facilitare l’accesso alla terra e intensificare la lotta al caporalato. Scopri di più sulla Campagna Un Goal al giorno. Per un mondo  ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/rapporto-2026-goal-2-sconfiggere-la-fame/">Rapporto 2026 Goal 2 &#8220;Sconfiggere la fame&#8221;</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Una persona su 11 nel mondo soffre la fame, in Italia politiche frammentate</h2>
<h3><em><br />
<a href="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/files/Rapporto_ASviS/Rapporto_ASviS_2025/Report_ASviS_2025_final.pdf" target="_blank" rel="noopener">Rapporto ASviS 2025</a>: insicurezza alimentare in aumento, piccoli produttori in difficoltà. Lievi miglioramenti in Europa. Per il nostro Paese prioritario facilitare l’accesso alla terra e intensificare la lotta al caporalato.</em></h3>
<h3><a href="https://asvis.it/al-via-un-goal-al-giorno-la-campagna-che-racconta-il-rapporto-asvis/">Scopri di più sulla Campagna Un Goal al giorno.</a></h3>
<p><img decoding="async" class="wp-image-35870 size-medium alignright" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/04/2-2-300x300.png" alt="" width="300" height="300" srcset="https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/04/2-2-66x66.png 66w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/04/2-2-150x150.png 150w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/04/2-2-200x200.png 200w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/04/2-2-300x300.png 300w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/04/2-2-400x400.png 400w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/04/2-2-600x600.png 600w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/04/2-2-768x768.png 768w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/04/2-2-800x800.png 800w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/04/2-2-1200x1200.png 1200w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/04/2-2.png 1500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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<p>Per un mondo libero dalla fame c’è ancora da lavorare. Nonostante alcuni progressi in aree specifiche, il fenomeno è cresciuto dal 2019 e si attesa su livelli molto, troppo alti: nel 2023 <strong>circa 733 milioni di persone hanno sofferto la fame</strong>, quasi una persona su 11. D’altra parte, ogni giorno viene <strong>scartato cibo</strong> a sufficienza per <strong>fornire oltre un miliardo di pasti</strong>.</p>
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<p>Dal 2002 al 2023 la quota di Paesi con un alto costo degli alimenti è scesa dal 60% al 50%, valore pari a tre volte il periodo pre-pandemico. I piccoli produttori restano estremamente vulnerabili: nei Paesi sviluppati, la loro produttività equivale a un quarto di quella delle grandi aziende. Di conseguenza, anche il loro reddito è spesso meno della metà di quanto guadagnato dai grandi produttori.</p>
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<h2> LA SITUAZIONE IN ITALIA</h2>
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<p>L’indice composito per il Goal 2 <strong>rimane sostanzialmente stabile</strong> tra il 2010 e il 2024, così come nell’ultimo anno. Dopo una crescita fino al 2018, diminuisce leggermente e torna su valori simili a quelli iniziali. Guardando ai singoli indicatori, <strong>peggiora la quota di persone che seguono un’alimentazione adeguata</strong> (-3,8 punti percentuali), mentre <strong>cresce in modo significativo la superficie agricola utilizzata (Sau) per il biologico</strong> (+11,1 punti percentuali). La quota della popolazione che presenta un eccesso di peso è aumentata in modo significativo nel 2024 (45,1% rispetto a 44,6% del 2023), interessando più gli uomini che le donne. Tuttavia, una nota positiva viene dai dati più recenti di Nomisma: secondo l’Osservatorio Packaging del Largo Consumo 2025, sette italiani su dieci orientano le proprie scelte alimentari verso imballaggi “green”, e <strong>il 79% considera l’acquisto di cibo un ambito prioritario per pratiche responsabili</strong>. Una tendenza che va incoraggiata attraverso la <strong>promozione della food literacy</strong>, ossia la capacità delle persone di compiere scelte alimentari informate, consapevoli e coerenti con i principi di salute, identità culturale e sostenibilità ambientale. Qualche esempio? Un’etichettatura chiara e trasparente dei prodotti, piattaforme digitali di informazione e percorsi di coinvolgimento delle comunità locali.</p>
<p>Le <strong>disuguaglianze territoriali</strong> aumentano leggermente fino al 2014, poi diminuiscono fino al 2021, per tornare infine a salire, pur restando <strong>su livelli inferiori rispetto all’inizio del periodo</strong>. Le <strong>differenze tra Nord e Mezzogiorno</strong> sono <strong>meno marcate rispetto ad altri Goal</strong>, rimanendo sotto i cinque punti percentuali. Complessivamente, tra il 2010 e il 2024 <strong>solo due regioni migliorano in modo evidente</strong>, quattro peggiorano e quindici restano stabili, con variazioni inferiori ai cinque punti.</p>
<p>L’Italia conta già su un’agricoltura tra le più sostenibili d’Europa, sia in termini di efficienza nell’uso delle risorse sia in termini di biodiversità colturale. Ma non può dormire sugli allori: la transizione verso produzioni e consumi di cibi sostenibili è una sfida aperta. Vediamo ora gli obiettivi quantitativi. Sul <strong>25% di Sau da destinare al biologico entro il 2030</strong>, siamo sulla buona strada. L’Italia registra una crescita costante e nel 2023 raggiunge il 19,8%.</p>
<p><strong>Non siamo in linea</strong>, invece, con l’obiettivo entro il 2030 di <strong>ridurre del 20% l’utilizzo di fertilizzanti distribuiti in agricoltura </strong>rispetto al 2019. Qui l’indicatore risulta stabile, con un valore pari a 387,3 kg per ettaro.</p>
<p><strong>Incerto</strong>, infine, l’obiettivo di <strong>dimezzare entro il 2030l’uso di pesticidi rispetto al triennio 2015-2017</strong>. L’uso è in diminuzione e, mantenendo l’attuale velocità, l’Italia si avvicinerà al target di 7,1 kg per ettaro, senza però raggiungerlo pienamente.</p>
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<h2 style="text-align: center">Nel 2024 il Goal 2 rimane stabile perché da una parte diminuiscono le persone con un adeguato regime alimentare, mentre dall&#8217;altra aumentano le coltivazioni biologiche.</h2>
<div style="width: 100%!;margin-top: 4px!important;text-align: right!important"><a class="flourish-credit" style="text-decoration: none!important" href="https://public.flourish.studio/story/3380875/?utm_source=embed&amp;utm_campaign=story/3380875" target="_top"><img decoding="async" style="width: 105px!important;height: 16px!important;border: none!important;margin: 0!important" src="https://public.flourish.studio/resources/made_with_flourish.svg" alt="Made with Flourish" /> </a></div>
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<p>Il <strong>DL 95/2025</strong> ha aumentato di <strong>47 milioni di euro</strong> il Fondo per l’innovazione in agricoltura per il 2025, destinandolo a colture resilienti ai cambiamenti climatici, tecnologie per la produttività, modernizzazione delle imprese e innovazione in pesca e acquacoltura. Le <strong>colture <em>climate-smart</em></strong> sono considerate un investimento strategico per tutelare il capitale naturale. Nonostante il calo occupazionale del settore (-2,6%), progetti di formazione e innovazione, come il <strong>Livestock Environment Opendata</strong>, puntano a qualificare gli operatori agricoli e favorire la transizione sostenibile. Inoltre, due decreti emanati tra fine 2024 e inizio 2025 hanno reso pienamente operativa in <strong>Sicilia</strong> la <strong>Legge regionale 21/2021</strong>, prima in Italia a riconoscere l’<strong>agroecologia</strong> come modello strategico per l’agricoltura.</p>
<p>Nel complesso, il Rapporto ritiene urgente superare un approccio puramente assistenzialista, <strong>innovando il Fse+ e il Fondo nazionale indigenti</strong>, sia in relazione alla quantità e qualità del cibo distribuito sia nelle forme organizzative. Serve anche migliorare quantità e qualità dei prodotti distribuiti, introducendo criteri ambientali e sociali negli acquisti pubblici e favorendo prodotti freschi anche tramite iniziative locali. Secondo il rapporto ASviS, le politiche contro la povertà alimentare oggi sono <strong>frammentate e spesso emergenziali</strong>: è necessario coordinarle meglio e renderle strutturali, anche attraverso un tavolo permanente tra pubblico e privato. Il tema va inserito in strategie più ampie di contrasto alla povertà, rafforzando strumenti di sostegno al reddito (come reddito alimentare o carte acquisti) per garantire equità e continuità.</p>
<p>Per un’agricoltura competitiva e sostenibile serve <strong>rafforzare la responsabilità sociale delle imprese agricole lungo tutta la filiera</strong>. L’adozione di standard internazionali e sistemi di <em>due diligence</em> è fondamentale per prevenire impatti negativi e garantire trasparenza e qualità. La Guida Ocse-Fao aggiornata nel 2024 offre indicazioni su modelli produttivi responsabili. L’Italia potrebbe incentivare la <em>due diligence</em> con una sua strategia nazionale.</p>
<p>Sul fronte del caporalato, restano <strong>da completare vari strumenti previsti dal Decreto Agricoltura</strong> (banca dati appalti agricoli, sistema informativo nazionale, utilizzo dell’assegno di inclusione per chi denuncia, parametri sui costi medi di produzione). È urgente attuarli per tutelare lavoratori e lavoratrici e prevenire sfruttamento e speculazione nelle filiere.</p>
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<h2>LE PROPOSTE</h2>
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<h3 class="titolo">Rendere i sistemi alimentari resilienti agli effetti dei cambiamenti climatici,</h3>
<div class="descrizione">
<p><strong>con l’introduzione di misure fiscali e contributive dedicate, e la creazione di una rete di sportelli Esg agricoli.</strong></p>
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<div class="content box-titolo-grande">
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<h3 class="titolo">Superare gli ostacoli all’accesso alla terra e al credito,</h3>
<div class="descrizione">
<p><strong>con l’istituzione di un plafond individuale destinato alle giovani imprenditrici e ai giovani imprenditori agricoli per l’acquisto di terreni.</strong></p>
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<h3 class="titolo">Migliorare le condizioni di lavoro,</h3>
<div class="descrizione">
<p><strong>contrastando il caporalato e incentivando l’iscrizione delle imprese alla Rete del lavoro agricolo di qualità (Laq).</strong></p>
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<div class="content box-titolo-grande">
<div class="box-item-container">
<h3 class="titolo">Adottare politiche per l’inclusione di donne e giovani nel settore.</h3>
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<div class="content box-titolo-grande">
<div class="box-item-container">
<h3 class="titolo">Garantire l’accesso a diete nutrienti,</h3>
<div class="descrizione">
<p><strong>affrontando i fattori strutturali della volatilità dei prezzi alimentari.</strong></p>
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<div class="content box-titolo-grande">
<div class="box-item-container">
<h3 class="titolo">Fornire incentivi per produzioni e consumi di alimenti vegetali</h3>
<div class="descrizione">
<p><strong>a partire da una revisione dell’Iva.</strong></p>
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<div class="content box-titolo-grande">
<div class="box-item-container">
<h3 class="titolo">Investire su qualità e sostenibilità delle mense scolastiche,</h3>
<div class="descrizione">
<p><strong>migliorando le filiere di approvvigionamento, il sistema degli appalti e privilegiando il consumo di alimenti di stagione.</strong></p>
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<h3 class="titolo">Prevedere misure efficaci di tutela</h3>
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<p><strong>volte a garantire l’equilibrio di mercato e il mantenimento di un reddito adeguato per i produttori.</strong></p>
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<h2>E IN EUROPA?</h2>
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<p>L’indice composito mostra un <strong>miglioramento in tutti i Paesi europei</strong>, dovuto principalmente all’aumento della quota della superficie agricola destinata a coltivazioni biologiche (+3,2 punti percentuali tra il 2012 e il 2020) e alle performance del settore agricolo: nel 2023 il reddito agricolo per unità di lavoro annua (Ula) è aumentato di 7.203 euro rispetto al 2010. Le differenze tra i Paesi sono diminuite fino al 2020, per poi tornare a livelli simili a quelli del 2010. Analizzando i singoli Paesi, <strong>Olanda</strong>, <strong>Belgio</strong> e <strong>Croazia</strong> hanno conseguito aumenti più marcati, mentre l’<strong>Italia</strong> presenta un valore superiore alla media europea, con un incremento di quasi sei punti.</p>
<p>Sul piano normativo, a febbraio 2025 la Commissione europea ha adottato la <strong>“Visione per l’agricoltura e il cibo”</strong>, che orienterà le politiche agricole dell’Ue fino al 2040. Il piano punta a costruire un settore agroalimentare <strong>attrattivo, competitivo e resiliente</strong>, capace di garantire redditi equi agli agricoltori, ridurre le dipendenze esterne e assicurare una transizione sostenibile lungo tutta la filiera.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/rapporto-2026-goal-2-sconfiggere-la-fame/">Rapporto 2026 Goal 2 &#8220;Sconfiggere la fame&#8221;</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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		<title>Rapporto 2026 Goal 1 &#8220;Sconfiggere la povertà&#8221;</title>
		<link>https://asvis.it/rapporto-2026-goal-1-sconfiggere-la-poverta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 11:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Goal2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Povertà in crescita in Italia, tra risorse limitate e divari territoriali Rapporto ASviS 2025: quasi un italiano su dieci vive in povertà assoluta. Situazione peggiore nelle famiglie con persone straniere. Necessario rivedere le politiche di sostegno e di inclusione e contrastare la povertà minorile. Scopri di più sulla Campagna Un Goal al giorno. Nel mondo una  ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/rapporto-2026-goal-1-sconfiggere-la-poverta/">Rapporto 2026 Goal 1 &#8220;Sconfiggere la povertà&#8221;</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Povertà in crescita in Italia, tra risorse limitate e divari territoriali</strong></h2>
<h3></h3>
<h3><em><a href="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/files/Rapporto_ASviS/Rapporto_ASviS_2025/Report_ASviS_2025_final.pdf" target="_blank" rel="noopener">Rapporto ASviS 2025</a>: quasi un italiano su dieci vive in povertà assoluta. Situazione peggiore nelle famiglie con persone straniere. Necessario rivedere le politiche di sostegno e di inclusione e contrastare la povertà minorile.</em></h3>
<h3><a href="https://asvis.it/al-via-un-goal-al-giorno-la-campagna-che-racconta-il-rapporto-asvis/">Scopri di più sulla Campagna Un Goal al giorno.</a></h3>
<p><img decoding="async" class="wp-image-35868 size-medium alignright" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/04/1-3-300x300.png" alt="" width="300" height="300" srcset="https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/04/1-3-66x66.png 66w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/04/1-3-150x150.png 150w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/04/1-3-200x200.png 200w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/04/1-3-300x300.png 300w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/04/1-3-400x400.png 400w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/04/1-3-600x600.png 600w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/04/1-3-768x768.png 768w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/04/1-3-800x800.png 800w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/04/1-3-1200x1200.png 1200w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/04/1-3.png 1500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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<p>Nel mondo <strong>una persona su dieci</strong> <strong>vive ancora in condizioni di povertà estrema</strong>. Le aree più colpite sono l’Africa sub-sahariana e le regioni segnate da conflitti. Senza azioni decisive, l’eliminazione della povertà estrema resterà un obiettivo difficile da raggiungere: si stima che nel 2030 quasi il 9% della popolazione globale vivrà ancora in questa condizione. Solo uno Stato membro su cinque riuscirà a dimezzare la propria quota di poveri al 2030.</p>
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<p>Nel 2023 i Paesi hanno speso in media il <strong>19,3% del loro Prodotto interno lordo (Pil)</strong> <strong>per la protezione sociale</strong>, l’insieme di politiche e interventi pubblici volti a ridurre e prevenire la povertà e la vulnerabilità della popolazione. La differenza di investimenti tra Stati, tuttavia, resta enorme: dal 24,9% nei Paesi ad alto reddito al 2% in quelli a basso reddito. Secondo le Nazioni Unite, garantire livelli minimi di sicurezza sociale nei Paesi a basso e medio reddito richiede una spesa ulteriore di 1.400 miliardi di dollari all’anno.</p>
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<h2> LA SITUAZIONE IN ITALIA</h2>
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<p>In Italia, tra il 2010 e il 2024 l’indice composito relativo al Goal 1 “Sconfiggere la povertà” presenta un <strong>peggioramento</strong>, soprattutto a causa dell’<strong>aumento della quota di persone in povertà assoluta</strong> registrato negli ultimi anni (dal 6,9% del 2014 al 9,7% del 2023). L’incidenza della povertà assoluta è molto più alta <strong>nelle famiglie con almeno una persona straniera</strong> (30,4%) e in quelle composte esclusivamente da persone straniere (35,2%) rispetto a quelle composte solo da persone italiane (6,2%). Preoccupante anche la situazione tra i/le <strong>minorenni,</strong> con il 13,8% in povertà assoluta. Un segnale positivo arriva invece dal <strong>miglioramento delle condizioni abitative</strong>: tra il 2010 e il 2024 la percentuale di persone che abitano in edifici con problemi strutturali è scesa dal 20,5% al 16,3%.</p>
<p>Nel <strong>2024 il 23,1% della popolazione italiana era a rischio di povertà o esclusione sociale</strong>, in lieve aumento rispetto al 2023. Un dato che interrompe la tendenza positiva degli anni precedenti. Nel complesso, tuttavia, l’andamento registrato tra il 2019 e il 2024 fa ben sperare: se mantenuto, questo ritmo di miglioramento permetterà all’Italia di avvicinarsi all’obiettivo quantitativo, fissato per il 2030, che prevede la riduzione del 16% del numero di persone a rischio rispetto ai livelli del 2020.</p>
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<h2 style="text-align: center">Nel 2024 il Goal 1 rimane stabile rispetto all&#8217;anno precedente, che aveva visto un aumento delle persone in povertà assoluta.<br />
Diminuiscono però le persone in condizioni abitative precarie.</h2>
<div style="width: 100%!;margin-top: 4px!important;text-align: right!important"><a class="flourish-credit" style="text-decoration: none!important" href="https://public.flourish.studio/story/3380874/?utm_source=embed&amp;utm_campaign=story/3380874" target="_top"><img decoding="async" style="width: 105px!important;height: 16px!important;border: none!important;margin: 0!important" src="https://public.flourish.studio/resources/made_with_flourish.svg" alt="Made with Flourish" /> </a></div>
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<p>Secondo l’Osservatorio Inps, tra gennaio 2024 e giugno 2025, <strong>l’Assegno di inclusione</strong>, che ha sostituito il Reddito di cittadinanza, ha coinvolto <strong>868mila nuclei familiari, per un totale di 2,1 milioni di cittadini e cittadine,</strong> con un incremento del 7% rispetto all’anno precedente e un importo medio mensile di 669 euro. La misura è stata utilizzata soprattutto nel Mezzogiorno e nelle isole, dove vive il 73% dele persone coinvolte. La Legge di bilancio 2025 ha introdotto soglie Isee e reddituali più alte per facilitare l’accesso all’Assegno di inclusione e ha previsto un coefficiente aggiuntivo automatico per i nuclei con carichi di cura. Pur rendendo i criteri di accesso più inclusivi, le modifiche all’istituto appaiono marginali e non intaccano il carattere categoriale della misura, sottolinea il Rapporto ASviS.</p>
<p>Il <strong>Supporto per la formazione e il lavoro</strong>, l’iniziativa di accompagnamento al lavoro e qualificazione professionale avviata a settembre 2023, ha invece coinvolto 182mila persone, il 79% delle quali è residente nel Mezzogiorno e nelle isole. Dal 1° gennaio 2025 sono state riviste le soglie Isee, l’importo mensile è salito da 350 a 500 euro ed è stata prevista la possibilità di prolungare la misura fino a 12 mesi per chi è impegnato in corsi di formazione. Tuttavia, le risorse stanziate restano limitate e, senza una riforma delle politiche attive, investimenti pubblici e un potenziamento della formazione, le opportunità di inserimento lavorativo stabile per i destinatari rimangono incerte.</p>
<p>In ambito normativo, è stato adottato il <strong>Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali per il triennio 2024-2026.</strong> Nel complesso, il Piano prevede un intervento pari a circa <strong>tre miliardi di euro in tre anni:</strong> 1,19 miliardi vengono destinati al Fondo nazionale per le politiche sociali e 1,81 miliardi al Fondo povertà. Le risorse saranno impiegate per rafforzare i servizi sociali su tutto il territorio e per sostenere le misure di contrasto alla povertà, come l’Assegno di inclusione. Tra gli obiettivi principali ci sono <strong>il consolidamento dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali (Leps),</strong> che devono essere garantiti in modo uniforme in tutto il Paese, e il potenziamento dell’integrazione tra dimensione sociale, sanitaria e lavorativa.</p>
<p>Il Piano individua, inoltre, tre macro-aree rivolte espressamente ai/alle bambini/e e agli/alle adolescenti: interventi di sostegno al contesto familiare; interventi di sostegno ai contesti quotidiani di bambini/e e ragazzi/e; un sistema d’intervento per i/le minorenni fuori dalla famiglia d’origine. In particolare, il Piano ha l’obiettivo di <strong>sviluppare misure alternative alle strutture residenziali tradizionali,</strong> favorendo l’affido familiare.</p>
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<h2>LE PROPOSTE</h2>
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<h3 class="titolo">Ridurre le fragilità sociali e occupazionali</h3>
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<h5>di donne, giovani, persone immigrate e ai margini della società.</h5>
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<h3 class="titolo">Rivedere gli strumenti scelti per sostituire il Reddito di cittadinanza</h3>
<div class="descrizione">
<h5><strong>per contrastare la povertà in tutte le sue forme.</strong></h5>
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<h3 class="titolo">Rafforzare i servizi sociali</h3>
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<h5><strong>e colmare i divari territoriali.</strong></h5>
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<h3 class="titolo">Eliminare la povertà materiale, alimentare, educativa e di salute tra i/le minori,</h3>
<div class="descrizione">
<h5><strong>anche attraverso la definizione di un Livello essenziale delle prestazioni per i servizi di mensa scolastica.</strong></h5>
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<h2>E IN EUROPA?</h2>
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<p>A livello europeo solo un indicatore mostra un leggero <strong>miglioramento</strong>: la quota di persone a rischio di povertà o esclusione sociale. Tuttavia, se l’attuale andamento non dovesse cambiare, l&#8217;Unione europea rischierebbe di non raggiungere l&#8217;obiettivo di ridurre del 16%, entro il 2030, il numero di persone a rischio di povertà o esclusione sociale rispetto ai livelli del 2020. I restanti quattro indicatori restano stabili.</p>
<p><strong>Le distanze tra i Paesi si sono ridotte nel tempo</strong> anche grazie all’avvicinamento alla media europea di alcuni dei Paesi con le peggiori performance.  La Romania è il Paese che, a partire dal 2016, presenta il miglioramento più consistente, mentre l&#8217;Italia si attesta su valori inferiori alla media europea.</p>
<p>Richiamando il Pilastro europeo dei diritti sociali e la sua attuazione, la Commissione europea ha annunciato un <strong>nuovo piano d’azione</strong> (in programma per la fine del 2025), <strong>l’adozione della prima strategia Ue anti-povertà e il primo piano europeo per alloggi a prezzi accessibili</strong> (entrambi previsti a inizio del 2026).</p>
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<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/rapporto-2026-goal-1-sconfiggere-la-poverta/">Rapporto 2026 Goal 1 &#8220;Sconfiggere la povertà&#8221;</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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		<title>Paideia Campus, a Pollica il territorio diventa una scuola di futuro</title>
		<link>https://asvis.it/paideia-campus-a-pollica-il-territorio-diventa-una-scuola-di-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Sozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 13:24:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Voci dal Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle convenzioni previste dall’art. 14 nascono percorsi di lavoro per persone con disabilità, costruiti sulle capacità individuali. Legacoop inserisce l’esperienza tra le buone pratiche Deia. 7/10/26</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/paideia-campus-a-pollica-il-territorio-diventa-una-scuola-di-futuro/">Paideia Campus, a Pollica il territorio diventa una scuola di futuro</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una cucina può diventare un&#8217;aula e una donna custode di ricette e tradizioni una maestra. Succede a <strong>Pollica</strong>, nel Cilento, dove Olimpia e Carmela accolgono nelle loro cucine gli studenti dell&#8217;alberghiero, trasmettendo conoscenze che appartengono alla vita quotidiana della comunità.<br />
È una delle esperienze del <a href="mailto:https://paideiacampus.org">Paideia Campus</a>, che mette <strong>in relazione educazione, patrimonio culturale e rigenerazione territoriale. </strong><em>“</em><em>Trovo particolarmente bello che persone come Olimpia e Carmela possano trasmettere ai giovani le proprie conoscenze, vedendo riconosciuto il valore di un sapere che custodiscono da sempre</em><em>”.</em></p>
<p>A raccontarlo è <strong>Sara Roversi,</strong> fondatrice del <strong>Future Food Institute</strong>, che insieme al Comune di Pollica ha dato vita al Campus negli anni della pandemia, <strong>trasformando il Castello dei Principi Capano in un luogo di formazione aperto al territorio e al mondo</strong>.<em> “Ho sempre considerato il mondo una grande scuola, dove si impara viaggiando, facendo esperienze e incontrando persone. A Pollica, grazie all’incontro con Stefano Pisani, Sindaco di Pollica, ho trovato una comunità che vive ogni giorno questo modo di imparare e di condividere conoscenze”.</em></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-113901 size-full" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.20-scaled.jpeg" alt="Sara Roversi" width="2560" height="1706" srcset="https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.20-300x200.jpeg 300w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.20-400x267.jpeg 400w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.20-768x512.jpeg 768w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.20-800x533.jpeg 800w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.20-1200x800.jpeg 1200w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.20-1536x1024.jpeg 1536w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.20-scaled.jpeg 2560w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><em> </em><strong>Una scuola che nasce dalla comunità</strong></h3>
<p>Pollica custodisce un patrimonio nel quale la <strong>Dieta Mediterranea</strong> vive attraverso agricoltura, pesca, alimentazione e relazioni sociali. L&#8217;eredità di <strong>Angelo Vassallo</strong>, il lavoro dell&#8217;amministrazione comunale e <strong>la storia di Ancel e Margaret Keys a Pioppi</strong> costituiscono le radici sulle quali si è sviluppato il progetto.<em> “Questa comunità mi ha insegnato e continua a insegnarmi quanto tempo serva per costruire fiducia, quanta conoscenza ci sia nei gesti quotidiani e quanto possiamo imparare gli uni dagli altri. È da questa esperienza che è nato il Paideia Campus”.</em></p>
<p>Il nome richiama l&#8217;idea di un&#8217;educazione che <strong>forma la persona nella sua interezza.</strong> Il Campus coinvolge bambini, adolescenti, universitari, docenti, ricercatori e professionisti attraverso esperienze progettate insieme alle realtà locali.<em> “</em><em>Il Castello dei Principi Capano è la sede del Campus, ma le nostre attività educative si svolgono in tutto il territorio: nelle aziende agricole, nelle cucine, lungo i sentieri e sul mare. <strong>Ogni esperienza diventa un&#8217;occasione per imparare</strong>: attraverso il cibo parliamo di salute e lavoro, attraverso la pesca scopriamo la biodiversità e l&#8217;economia del mare, mentre l&#8217;incontro tra generazioni permette di trasmettere conoscenze e tradizioni</em><em>”.</em> Il metodo educativo segue il principio delle <strong>tre S: <em>Sentire</em>, <em>Sapere</em> per poter <em>Sostenere</em></strong>, che collega esperienza, conoscenza e capacità di agire.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-113902 size-full aligncenter" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.40-1-scaled.jpeg" alt="Paideia Campus, a Pollica" width="2560" height="1707" srcset="https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.40-1-300x200.jpeg 300w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.40-1-400x267.jpeg 400w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.40-1-768x512.jpeg 768w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.40-1-800x533.jpeg 800w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.40-1-1200x800.jpeg 1200w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.40-1-1536x1024.jpeg 1536w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.40-1-scaled.jpeg 2560w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<h3><strong>Dalle cucine al mare, imparare attraverso l&#8217;esperienza</strong></h3>
<p>Le attività spaziano da <em>Trame Mediterranee</em>, dedicato alla scoperta dei saperi locali, alla <em>Digital Academy</em>, che collega competenze tecnologiche e territorio. I programmi <strong><em>Save the Ocean</em></strong> e <strong><em>Blue Schools </em></strong><em>di BLUERA </em>portano l&#8217;educazione ambientale sul mare, coinvolgendo pescatori, biologi ed educatori. “<em>La qualità di un laboratorio si vede anche nella sua capacità di aiutare chi deve prendere decisioni</em>”, osserva Roversi, ricordando le summer school realizzate con l&#8217;Università Federico II di Napoli, nelle quali studenti, ricercatori e amministratori lavorano su politiche agricole e pianificazione territoriale.</p>
<p>Per le Blue Schools, la documentazione del programma registra 20 scuole attivate, 264 studenti coinvolti nelle esperienze immersive e sei pescherecci didattici. Ma Sara invita a distinguere la partecipazione dai cambiamenti duraturi. “<em>Le attività realizzate e le persone coinvolte non bastano, da sole, a dimostrare che abbiamo risolto lo spopolamento o creato benessere duraturo. Dobbiamo capire quali opportunità continuano, chi riesce a partecipare e chi resta escluso. Vorrei misurare il nostro lavoro anche attraverso l&#8217;autonomia che contribuiamo a rendere possibile</em>”.</p>
<p>È una riflessione che riguarda anche <strong>la tutela della Dieta Mediterranea</strong>, riconosciuta dall&#8217;Unesco come patrimonio culturale immateriale. “<em>Dentro un alimento ci sono <strong>il suolo, l&#8217;acqua, il lavoro di qualcuno</strong>, una conoscenza tramandata. Dentro il mangiare insieme c&#8217;è il tempo che scegliamo di dedicarci. Un&#8217;eredità rimane viva quando chi arriva dopo può farla propria e darle nuove possibilità</em>”.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-113903 size-full aligncenter" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.38-scaled.jpeg" alt="Paideia Campus, a Pollica" width="2560" height="1707" srcset="https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.38-300x200.jpeg 300w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.38-400x267.jpeg 400w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.38-768x512.jpeg 768w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.38-800x533.jpeg 800w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.38-1200x800.jpeg 1200w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.38-1536x1024.jpeg 1536w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.38-scaled.jpeg 2560w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<h3><strong>Il futuro: una scuola dove anche gli adulti tornano a imparare</strong></h3>
<p>L&#8217;ambizione è dare continuità alle esperienze del Campus attraverso <strong>un progetto educativo stabile</strong>, capace di coinvolgere le <strong>nuove generazioni</strong> e contribuire alla vitalità del territorio. “<em>Vorrei una scuola nella quale si possano allenare queste capacità vivendo: coltivando, cucinando, studiando, progettando con gli abitanti. E nella quale ci sia spazio per immaginare un futuro desiderabile e imparare a costruirlo</em>”.</p>
<p>La sfida riguarda anche il <strong>rapporto tra sviluppo e qualità della vita</strong>. Sara richiama le difficoltà quotidiane dei territori interni e il rischio di un turismo che attraversa i luoghi velocemente, lasciando poco alle comunità. “<em>La nostra responsabilità è rendere possibile una vita piena, nella quale un giovane possa scegliere di restare o tornare senza rinunciare alle proprie ambizioni</em>”.</p>
<p>Il modello educativo sviluppato a Pollica può offrire strumenti anche ad altri territori, purché ciascuno parta dalle proprie persone, conoscenze e necessità. “<em>Possiamo condividere metodi educativi, strumenti di ricerca, modalità di collaborazione fra istituzioni e comunità. Il primo passo resta la disponibilità a imparare dal luogo nel quale si arriva, lasciandogli il potere di cambiare anche il progetto</em>”.</p>
<p>E il progetto che Sara immagina per il futuro conserva la stessa dimensione personale dalla quale è nato.<em> “A Pollica ho compreso più profondamente il senso della mia missione. Ho trovato un territorio che è scuola quotidiana e una comunità maestra, dalla quale continuo a imparare. Il mio sogno è che da questa esperienza nasca una scuola capace di riallenare l’umano a essere umano: a prendersi cura, a costruire relazioni vere, a sentirsi responsabile della vita di una comunità. Una scuola in cui il tempo ritrovi valore e in cui imparare, insieme, a creare valore restando fedeli ai valori che danno senso al nostro vivere”.<br />
</em></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-113904 size-full" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.18-3.jpeg" alt="Sara Roversi" width="1834" height="1178" srcset="https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.18-3-300x193.jpeg 300w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.18-3-400x257.jpeg 400w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.18-3-768x493.jpeg 768w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.18-3-800x514.jpeg 800w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.18-3-1200x771.jpeg 1200w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.18-3-1536x987.jpeg 1536w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.18-3.jpeg 1834w" sizes="(max-width: 1834px) 100vw, 1834px" /></p>
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		<title>Imagine Italy 2026</title>
		<link>https://asvis.it/imagine-italy-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 08:39:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ericsson celebra i suoi 150 anni con un evento a Roma che ripercorre le tappe della sua storia nell’innovazione digitale, guardando alle sfide e alle opportunità del futuro.</p>
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<h3 class="cal-description">Ericsson celebra i suoi 150 anni con un evento a Roma che ripercorre le tappe della sua storia nell’innovazione digitale, guardando alle sfide e alle opportunità del futuro.</h3>
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<div class="titoletto"><strong>Quando</strong><hr class="hr" /></div>
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<div class="mind-dataev"><span class="week">martedì</span> 10 novembre 2026</div>
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